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The Saint’s Magic Power is Omnipotent: l’isekai fantasy di Crunchyroll da vedere

The Saint’s Magic Power is Omnipotent non è un isekai classico, ma propone una protagonista diversa, dal percorso di maturità interessante e spiega il sentimento dell’amore sotto diversi aspetti

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Nell’ultimo giorno del mese che celebra l’amore è impossibile non parlare di un’opera che ne è il riflesso di quel sentimento che tutti inseguono e vivono almeno una volta nella propria vita.

Nel mare sconfinato degli isekai degli ultimi anni, tra eroi vendicativi, Re Demoni da abbattere e interfacce da videogame che trasformano ogni cosa in una build da min-maxare, ecco spuntare The Saint’s Magic Power is Omnipotent, un fantasy romance delicato, scorrevole, apparentemente semplice ma capace di distinguersi.

Si tratta di una storia salita alla ribalta davvero recentemente, che è partita nel 2016 come una serie di light novel scritte di Yuka Tachibana e illustrate da Yasuyuki Syuri, adattata a manga online l’anno successivo e poi evoluta, come per tutte le opere di successo, in un omonimo anime disponibile su Crunchyroll e composto da due stagioni (per un totale di 24 episodi).

L’anime, prodotto dallo studio Diomedéa, punta su atmosfere luminose, colori morbidi e una regia che privilegia la quiete. Le scene d’azione esistono, ma non sono mai il fulcro emotivo.

Il manga, invece, accentua maggiormente l’espressività dei personaggi e il lato romantico, regalando primi piani e silenzi che amplificano la tensione emotiva tra i protagonisti.

La serie animata che fonda proprio le sue radici nelle novel di Yuka Tachibana prende una delle premesse più classiche dell’isekai e la rielabora in chiave quasi “slice of life”, con una protagonista adulta (Sei Takanashi) e un tono sorprendentemente maturo.

Una storia di crescita che parte da un’evocazione sbagliata … o forse no?!

Sei Takanashi è una ventenne stanca del lavoro, intrappolata in una routine soffocante. Una sera, senza preavviso, viene evocata nel Regno di Salutania insieme a un’altra ragazza, la sedicenne Aira Misono.

Il regno è minacciato da miasmi tossici e creature mostruose: serve la “Santa”, una giovane donna proveniente da un altro mondo, dotata di poteri sacri in grado di purificare il male…. e pare proprio che la prescelta sarà una tra Sei e Aira.

Il problema? Il principe Kyle sceglie immediatamente Aira, colpito dalla sua apparenza e dalla sua età, ignorando completamente Sei. È una premessa che in molti anime avrebbe dato il via a una storia di rancore, vendetta o competizione tra le due ragazze. Qui no.

Sei non cova rabbia, delusione o sconforto, ma decide semplicemente di trovare il proprio posto in quel mondo. Si tratta di una scelta narrativa originale rispetto al classico isekai commerciale ed anzi…da questo punto in poi la serie tende a distinguersi.

The Saint’s Magic Power is Omnipotent, difatti, non è una storia di vendetta, ma è una storia di crescita che si discosta da titoli come Redo of Healer o The Rising of the Shield Hero, dove il torto subito diventa il pretesto per far ardere il fuoco interiore della rivalsa e prende una via completamente diversa da quello che lo spettatore si può aspettare.

Sei si adatta al nuovo mondo, ed entra nell’Istituto di Ricerca sulla Flora Medicinale e inizia a lavorare con Johan Valdec. Studia. Sperimenta. Impara a creare pozioni e si costruisce una quotidianità dedicando impegno e tempo. Soprattutto c’è una crescita lenta, coerente, quasi realistica.

Che La Santa sia Sei è un qualcosa che lo spettatore sa fin dall’inizio. Ma questo non importa perché non è uno spoiler che rovina l’anime o l’inaspettato colpo di scena, ma è il fine del percorso che intraprende la protagonista. E che è centrale per conoscere a fondo lei e il cammino intrapreso.

Il punto non è chi sia la Santa, ma come lo diventi davvero. E la risposta è semplice: attraverso le relazioni. In particolare quella di Sei e Albert Hawke, Comandante del Terzo Ordine dei Cavalieri del Regno di Salutania.

I diversi volti dell’Amore (con la ”A” maiuscola)

Sei con Albert

Trattandosi di un romance, impossibile non focalizzarsi sulla storia d’amore di Sei con Albert Hawke il “comandante perfetto”: affascinante, leale, protettivo ma mai invadente.

Il rapporto tra lui e Sei nasce con naturalezza, fatto di sguardi, piccoli imbarazzi, attenzioni reciproche, senza alcun dramma o melodramma forzato costruito a tavolino per allungare la trama.

Ma banalizzare il tutto a una semplice love story tra i due è riduttivo, perché l’amore, qui, è anche quello verso un mondo che non è quello natale di Sei, ma che la donna sceglie di proteggere. La sua missione è volta a guarirlo, migliorarlo e prendersene cura, perché il ruolo de “La Santa” lo richiede. Ma senza sentimenti di rivalsa o di ripicca nei confronti del Principe per sottolineare il suo errore nello scegliere Aira… ma perché semplicemente sviluppa un legame autentico con le persone di Salutania che la circondano.

Persino Aira non è mai una vera rivale. È una ragazza fragile, spaesata, lontana dalla famiglia.

Non ci sono villain carismatici alla Fushigi Yuugi, né il caos demenziale di KonoSuba: God’s Blessing on This Wonderful World!. La vera sfida non è sconfiggere un Re Demone. È trovare il proprio posto in un mondo nuovo.

Un isekai per un pubblico (più) adulto e maturo 

Sono poche le opere (anime e manga) che hanno un protagonista adulto e The Saint’s Magic Power is Omnipotent è una di queste.

L’età della protagonista è, anzi, uno degli aspetti più interessanti perché è una donna che ha già conosciuto la fatica del lavoro, la solitudine, la frustrazione. Il suo adattarsi a un mondo nuovo e a una situazione diversa rispetto a quella che ha vissuto sino a quel momento, non è solo entusiasmo per l’avventura, ma anche sollievo per una vita che, incredibilmente, le offre più equilibrio di quella precedente.

Paradossalmente Aira, la teenager su cui sarebbero posti i riflettori in un qualsiasi altro isekai, al contrario, vive il trauma del distacco in modo più doloroso. La serie mette in scena due reazioni diverse allo stesso evento. Ed è una sottigliezza che arricchisce la narrazione.

Certo, i difetti non mancano: alcuni personaggi secondari restano poco approfonditi e la prima stagione ha un forte sapore introduttivo a tal punto da sembrare un (troppo) lungo prologo, ma il ritmo è talmente scorrevole che si arriva all’ultimo episodio con la sensazione di aver appena iniziato.

Un comfort anime, ma inteso nel senso migliore del termine

In un panorama saturo di produzioni che puntano sempre più sul conflitto, sulla tragedia, sull’amore complesso, The Saint’s Magic Power is Omnipotent sceglie di percorrere la strada opposta dando allo spettatore qualcosa di diverso: rassicurazioni, gentilezza ed equilibrio. E questo è forse proprio il punto di forza dell’anime.

Senza fare rivoluzioni, The Saint’s Magic Power is Omnipotent è un fantasy romantico ben costruito, con una coppia adorabile e una protagonista che cresce senza perdere la propria dolcezza.

È un titolo, questo offerto da Crunchyroll, che merita più attenzioni proprio perché è un prodotto più maturo che racconta l’amore nel modo più semplice mettendo al centro qualcosa che nel mondo di oggi manca sempre più: la gentilezza. Forse se lo guarderete vi innamorerete anche voi di Sei (o di Albert, a seconda dei gusti personali).

E non perdetevi la cover di Blessing traccia tratta dall’anime di The Saint’s Magic Power is Omnipotent, riadattata e tradotta da AnimeinCover, disponibile ORA sui relativi canali social!!

Animazione

Millennium Actress: frammenti di un amore cinefilo

Riscopriamo la storia dell’attrice Chiyoko Fujiwara nell’amore per il cinema di Satoshi Kon, con un evento al cinema dall’11 al 13 maggio

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Satoshi Kon non voleva ritrarre i fatti, ma la verità. È lui stesso a dichiararlo in un’intervista conservata sul suo blog personale, lo stesso posto dove il pubblico di tutto il mondo viene a conoscenza della sua terribile malattia contro cui non si può più combattere.

Per qualsiasi appassionato di animazione è impossibile non commuoversi ripensando alla triste storia di questo genio, purtroppo morto prematuramente a soli 46 anni, mentre si guardano i fotogrammi del suo quinto film mai portato a termine Dreaming Machine, a cui Kon ha donato tutte le sue ultime energie con la speranza di poterlo vedere in una sala cinematografica.

Anche se quel desiderio non si è realizzato, ancora oggi Satoshi Kon vive nel cinema e noi abbiamo il privilegio di poterlo andare a trovare.

Nel 2024 è cominciata un’importante operazione di restauro in 4k e proiezione nelle sale italiane dei film di questo straordinario regista: dal thriller erotico Perfect Blue, passando per la sognante follia di Paprika, fino allo sgangherato road movie Tokyo Godfathers.

L’ultimo tassello arriva con un evento dall’11 al 13 maggio, che presenta la riproposizione del lungometraggio del 2001 Millennium Actress.

Satoshi Kon

Lezioni di storia

Ripartendo dalla frase che inaugura quest’articolo, Kon costruisce l’intera coerenza narrativa di un “finto documentario” sulla vita dell’attrice giapponese Chiyoko Fujiwara, ex stella del cinema nipponico ormai ritiratasi a vita privata nell’Hokkaido.

La sintesi del film è anzitutto da ricercarsi proprio nell’essenza stessa e nella forza d’animo che la protagonista incarna in ogni istante, indipendentemente dai ruoli che di volta in volta interpreta.

Tuttavia, è paradossale che questo racconto cominci proprio con un fatto, una delle più tragiche catastrofi del Giappone riportata su giornali e nel tempo anche su libri di storia: il grande terremoto del Kanto nel 1923.

Questa scossa sismica di violenza inaudita non solo rade al suolo Tokyo e Yokohama, ma provoca la morte di oltre centomila persone. Da qui comincia una grande opera di ricostruzione, sia architettonica sia morale, della quale il cinema si fa grande portavoce coniugando il progresso tecnologico con contenuti spesso attinti dalla tradizione nipponica.

È in questo ambiente che inizia l’infanzia e la pre-adolescenza di Chiyoko, costantemente ripresa dal giornalista Genya Tachibana e dal suo operatore di macchina Kyoji Ida, che viene invitata a “servire il suo paese” recitando in un film di propaganda.

Fin dal primo segmento Millennium Actress si permea infatti di uno sguardo storico e politico: l’inizio degli anni Trenta è un periodo turbolento per il Giappone, soverchiato sia da pulsioni politiche di sinistra, dovute al disagio della crisi economica e alle numerose agitazioni contadine ed operaie, sia da un crescente nazionalismo promosso con forza dall’imperatore Hirohito, salito al trono con l’avvento dell’era Showa (1926).

Chiyoko vive infatti il suo primo contatto con l’amore proprio nella piena invasione della Manciuria iniziata nel 1931. Non a caso il suo “principe azzurro”, che l’attrice insegue per tutto il film, è un artista attivista braccato dalle forze nazionaliste nipponiche.

 

La donna che visse nel cinema

Ancora una volta, Satoshi Kon decide di raccontare la dimensione della donna nel mondo dello spettacolo.

Insieme al suo esordio cinematografico Perfect Blue, Millennium Actress crea una curiosa antitesi tematica: da una parte abbiamo Mima Kirigoe e il racconto del perverso mondo delle idol, con una ragazza troppo ingenua che viene travolta dal costante inganno dell’industria cinematografica e dei produttori che sporcano la sua femminilità, dall’altra una celebrazione del cinema dagli anni Quaranta agli anni Sessanta con Chiyoko Fujiwara, che invece rende subordinato il linguaggio del cinema, di cui ella è sempre padrona, per far ascoltare la sua voce.

Con grande astuzia, Satoshi Kon narra dunque due diversi approcci al mestiere dell’interprete cinematografico, con particolare enfasi sull’obbiettivo che spinge le due attrici a continuare le proprie carriere.

La differenza sostanziale è proprio la relazione che Mima e Chiyoko hanno con il mezzo artistico: in Perfect Blue tutto viene fatto in funzione dell’obbiettivo verso il cinema, in Millennium Actress il cinema è un motore obbligato, di cui alla protagonista poco importa, per inseguire quella prima pulsione amorosa della giovinezza.

La giovane Chiyoko Fujiwara

Mima Kirigoe, protagonista di Perfect Blue (1997)

Sentieri lungo la pellicola

Da questa base cominciano i frammenti d’amore di Kon. Il regista guarda al cinema di Akira Kurosawa e Yasujiro Ozu, oltre alle figure di attrici realmente esistite come Setsuko Hara e Hideko Takamine, per comporre la gestione del tempo di una vita umana messa a confronto con i tempi del lungometraggio.

Chiyoko Fujiwara indossa le vesti della storia del cinema giapponese, ricordando capolavori come Tarda primavera (1947), Untamed (1957) di Mikio Naruse e Il trono di sangue (1957), fino ad arrivare all’iconico Godzilla (1954) di Ishirō Honda.

Si percepisce costantemente l’amore di un cinefilo che guarda anche al cinema classico americano, inserendo locandine che ricordano Casablanca (1942) di Michael Curtiz. La celebrazione filmica è dunque totale, in una storia che spazia attraverso il tempo e le epoche e in cui il reale e l’immaginazione si fondono.

Il trono di sangue (1957). Da sinistra: Isuzu Yamada e Toshiro Mifune

L’eredità inestimabile

Millennium Actress è un raffinatissimo gioco di specchi, impreziosito dal character design dell’esperto Takeshi Honda e dalla suggestiva musica elettronica dell’eclettico Susumu Hirasawa.

Collaboratori storici di Satoshi Kon che hanno contribuito a costruire un intramontabile spaccato di cinema interamente realizzato interamente con tecniche analogiche.

Un diamante riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, che oggi abbiamo l’onore di celebrare nelle sale cinematografiche, lì dove Kon ha lasciato tutti i suoi frammenti d’amore.


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DUE SPICCI: Il trailer della nuova serie di Zerocalcare, in arrivo il 27 maggio su Netflix

Nuovo trailer di Due spicci, la serie animata di Zerocalcare in uscita il 27 maggio sulla piattaforma Netflix

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Netflix

IL TRAILER E LE NUOVE IMMAGINI DI

LA NUOVA SERIE DI ANIMAZIONE

CREATA, SCRITTA E DIRETTA DA

ZEROCALCARE

DAL 27 MAGGIO SOLO SU NETFLIX

Netflix svela il trailer e le nuove immagini di DUE SPICCI, la nuova serie di animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, che arriverà solo su Netflix il 27 maggio.

Ad accompagnare il trailer, le note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.

Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla di DUE SPICCI con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio).

Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.

Nella nuova serie firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.

Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.

*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra 

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Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze in streaming su Crunchyroll

Chainsaw Man: La storia di Reze è finalmente in streaming sulla piattaforma Crunchyroll a partire dal 1° maggio

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CHAINSAW MAN – IL FILM: LA STORIA DI REZE”IN STREAMING SU CRUNCHYROLL DAL 1 MAGGIO

Il film di successo della MAPPA arriverà sulla piattaforma

Dopo l’uscita nelle sale lo scorso autunno, «Chainsaw Man – Il Film: La Storia di Reze» sarà ufficialmente disponibile in streaming su Crunchyroll a partire dal 1° maggio! Il film sarà disponibile sia in versione sottotitolata che doppiata e darà il via agli altri eventi dell’Ani-May di Crunchyroll.

Subito dopo gli eventi della prima stagione, i fan di tutto il mondo potranno seguire il prossimo, brutale capitolo della storia di Denji nel primo lungometraggio mai realizzato, tratto dalla serie anime acclamata a livello mondiale.

Sinossi:

Basato sulla popolarissima serie anime, Chainsaw Man continua in una nuova epica avventura ricca di azione. Nel mezzo di una brutale guerra tra diavoli e cacciatori, un’altra battaglia ha inizio nel cuore di Denji quando incontra una misteriosa ragazza di nome Reze. Affrontando nemici segreti e lottando per la sua umanità, Denji si prepara alla sua battaglia più mortale.

CREDITS

Regista: Tatsuya Yoshihara

Sceneggiatura: Hiroshi Seko

Storia Originale: “Chainsaw Man” di Tatsuki Fujimoto

Produzione: MAPPA

DOPPIAGGIO ITALIANO

Denji / Chainsaw Man: Mosè Singh

Reze: Katia Sorrentino

Makima: Chiara Leoncini

Power: Martina Felli

Aki Hayakawa: Alessandro Fattori

Pochita: Elisa Giorgio

Beam: Matteo Zanotti

© 2025 MAPPA/CHAINSAW MAN PROJECT ©Tatsuki Fujimoto/SHUEISHA

*Fonte: Comunicato stampa Crunchyroll

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