Marvel Comics
U.S.A. Preview – Iron Man #1: Williamson e Carnero ci restituiscono il VERO Iron Man
Su PopCorNerd arriva un’anteprima Marvel molto attesa: Iron Man #1 di Joshua Williamson e Carmen Carnero. Un nuovo (incoraggiante) inizio per Tony Stark e il suo alter ego in armatura
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1 mese agoil
Da
Doc. G
Se al cinema il personaggio di Iron Man continua a essere tra gli Avengers più amati grazie all’interpretazione di Robert Downey Jr. (che non vede l’ora di cancellare dalle vostre menti l’associazione del suo volto con Tony Stark per lasciare spazio allo spietato Dottor Doom in arrivo nei prossimi film MCU), negli ultimi anni, a livello fumettistico, il Vendicatore in armatura rossa e oro non se l’è passata molto bene.
La direzione intrapresa dagli autori messi al comando della testata dalla Marvel ha portato Tony Stark a esplorare nuovi lidi non sempre compatibili o azzeccati con la concezione classica del personaggio e delle sue storie più importanti. Magia, collegamenti con gli X-Men ed Emma Frost sono stati, a mio parere, temi un po’ forzati e, difatti, la serie ne ha patito, arrancando nelle classifiche di vendita e subendo continui rilanci, simbolo di una salute precaria della testata.
Quindi, quando è stato annunciato a ottobre scorso al NYCC 2025 il nuovo team creativo di Iron Man, composto da Joshua Williamson e Carmen Carnero, c’è stato subito fermento tra i lettori.
In primis, avere Williamson di nuovo nella scuderia Marvel (non in esclusiva, ahimè) è un gran colpo per la Casa delle Idee. Lo scrittore americano è attualmente uno dei più prolifici del panorama dei comics e, nei suoi ultimi lavori, può vantare l’ottimo rilancio di Superman in Dawn of DC e la spettacolare G.I. Joe per Skybound/Image. Personalmente è uno sceneggiatore che ho conosciuto qualche anno fa grazie alla sua run su Flash e già all’epoca Williamson mi era sembrato un autore molto abile nel tirare fuori il meglio dai suoi protagonisti, non solo per quanto riguarda l’alter ego in costume.
La Carnero è stata impegnata negli ultimi tempi su Exceptional X-Men, ma, complici probabilmente storie non all’altezza, non mi aveva mai davvero impressionato sugli Uomini-X, nonostante la reputi un’ottima artista. Su Iron Man, posso già anticiparlo, ha decisamente inserito una marcia in più, apparendo più coinvolta e ispirata rispetto agli X-Men di Emma Frost e Kitty Pride.
L’hype che ruotava intorno alla nuova serie di Iron Man è del tutto giustificato e, dopo aver letto il primo numero, uscito a gennaio negli Stati Uniti, sono sicuro di una cosa: i lettori di Testa di Ferro apprezzeranno questo rilancio, e ora vi dico il perché (con qualche SPOILER).
A.A.A. nuovo Tony Stark cercasi
Ma cosa ci racconta la nuova serie di Iron Man? Madame Masque, vecchia nemica del supereroe in armatura, è alla ricerca di un nuovo Tony Stark per conto dell’A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche): una mente geniale tanto quanto quella di Tony, se non addirittura superiore.
“L’AIM non ha bisogno di un’altra armatura. Abbiamo bisogno di un altro Tony Stark.” – Iron Man #1
I motivi? Al momento sono top-secret.
Nel frattempo l’unico e inimitabile Tony Stark è alle prese con il Tony Stark Award, una premiazione che vede le menti più brillanti del pianeta (selezionate dallo stesso Stark) scelte in base a progetti e idee ad ampia portata. Il più meritevole riceverà un premio in denaro per sviluppare il proprio progetto personale. Il tutto, ovviamente, viene fatto in puro stile “Tony Stark”: un palcoscenico tipo notte degli Oscar, ballerine, band, megaschermi, uno show sfarzoso che mette comunque al centro il filantropo e il suo ego. A vincere il premio è Adam Ware, specializzato in risorse didattiche (!?).
Con Madame Masque alla ricerca di menti straordinarie e una premiazione che vede tanti geni selezionati da Stark tutti riuniti, lo scontro appare inevitabile. Ed è proprio quello che accade. Masque e l’A.I.M. rapiscono Adam e tutti gli altri partecipanti all’evento. Iron Man parte quindi in missione di salvataggio con una nuova scintillante armatura, chiedendo aiuto a Steve Rogers per la localizzazione dei suoi nemici e delle persone rapite.
I quesiti sono tanti alla fine dell’albo: quali sono gli scopi di Madame Masque e dell’A.I.M. dietro la ricerca di un genio ‘alla Stark’? Come mai il premio è stato assegnato ad Adam Ware? E… perché Steve Rogers e alcune delle persone più intelligenti del pianeta dichiarano, alla fine dell’albo, che “devono capire come fermare Tony Stark”? Tutte domande a cui Williamson dovrà rispondere nei prossimi numeri.
Williamson porta una ventata di freschezza, ripartendo dalle origini
La prima cosa che fa Williamson è dare un colpo di spugna al passato recente di Tony Stark e Iron Man, o meglio: riparte dalle basi che hanno reso celebre il personaggio, inserendo elementi che mi hanno riportato alla mente le incredibili storie di David Michelinie e Bob Layton degli anni ’80.
Una spy story, un cast che comprende nemici storici di Iron Man (Madame Masque e l’A.I.M., per l’appunto) e alcuni personaggi molto amati come Pepper Potts e l’agente Melinda May, e un Tony Stark che è finalmente di nuovo… Tony Stark!
Già perché nel primo numero Williamson si concentra di più sull’uomo dentro l’armatura, restituendo ai lettori il filantropo sex symbol dall’ego smisurato e dalla battuta pronta.
Joshua Williamson mette sul piatto tutta la sua esperienza e conoscenza da scrittore di razza e indirizza sin da subito la sua run verso una direzione ben precisa: ridare un’identità ben definita a Iron Man e Tony Stark.
Per alcuni lettori potrebbe essere qualcosa che ha il sapore del “già visto”, ma che mancava da talmente tanto tempo sulla testata da risultare una vera e propria ventata di freschezza.
Siamo solo al primo numero, ma Williamson pone le basi per una run che appare davvero intrigante sotto tutti i punti di vista.
Una Carmen Carnero a suo agio nell’armatura
L’arte di Carmen Carnero è senza ombra di dubbio la vera sorpresa di questo Iron Man #1. Come anticipato poco sopra, ho sempre reputato l’artista spagnola molto in gamba, ma quanto espresso ultimamente sugli “eccezionali” mutanti di Emma Frost & Co. sembrava non essere il suo meglio. In Iron Man il miglioramento dal punto di vista artistico è notevole.
La responsabilità e l’importanza di essere l’artista principale di una delle testate di punta della Casa delle Idee trasparivano già dai social, insieme all’eccitazione per questo nuovo e importante progetto.
La Carnero realizza, prima di tutto, una versione visiva di Tony e Iron Man decisamente convincente. Se prima abbiamo parlato di “ritorno al passato” per il Vendicatore rosso e oro, lo si capisce anche dalla rappresentazione grafica di Tony: via il pizzetto, ritorno al baffetto e al capello medio-lungo, e uno stile decisamente più vicino al Tony degli anni ’80-’90.
A livello di pose ed espressioni arroganti (come ci si aspetta dal personaggio), la Carnero sembra comunque strizzare l’occhio al Tony cinematografico di Downey Jr., diventato un po’ la base di partenza per molti artisti, vista l’estrema popolarità della versione MCU: una cosa che può essere tanto inconscia quanto una regola probabilmente imposta dalla stessa Marvel.
Decisamente pochi dubbi sulla nuova armatura realizzata dall’artista: il riferimento e la fonte di ispirazione sono la Mark IV del film Iron Man 2, su cui la Carnero ha apportato modifiche mirate e interessanti. Il risultato è un’armatura funzionale non solo da indossare, ma che si trasforma anche in un veicolo a due ruote che dà decisamente nell’occhio… ma che è da Tony Stark.
Per le parti action e per la costruzione della tavola, la Carnero sembra aver tirato fuori le sue migliori abilità già viste sulla serie Capitan America – Sentinella della Libertà scritta da Collin Kelly e Jackson Lanzing, dimostrando però di essere molto migliorata rispetto a qualche anno fa e, soprattutto, di trovarsi più a suo agio con una trama in cui azione e spionaggio sono centrali. Sembra proprio che Carmen si stia divertendo un mondo e che sia la vera ‘padrona’ dell’Armatura!
Insomma, l’operato della Carnero visto in questo primo albo non può che trasmettere buone vibes per il futuro di Iron Man.
Perché leggere Iron Man#1?
Non leggevo un albo di Iron Man tanto interessante e con prospettive rassicuranti per un futuro roseo della serie da molto, molto tempo.
Marvel pare stia cominciando a capire che i suoi personaggi più importanti hanno bisogno di team creativi all’altezza per tornare ad avere buone storie. DC Comics, da questo punto di vista, sembra averlo capito da tempo e, difatti, il divario attuale tra le due major sta anche nell’investimento fatto negli ultimi anni da DC su un’oculata scelta di autori per personaggi come Batman, Wonder Woman, Superman & Co.
L’arrivo in Marvel di Joshua Williamson è una gran bella notizia e su Iron Man comincia già a mostrare di che pasta è fatto. Riportare una certa classicità nelle avventure di Iron Man e concentrarsi sui personaggi principali, a partire da Tony Stark, è un ottimo segnale che la testata sia stata affidata finalmente a uno sceneggiatore esperto e capace di spingere sulla qualità.
Inoltre, l’arte di Carmen Carnero è davvero brillante, offrendo un contributo visivo notevole a questo Iron Man #1.
Siamo ancora alle prime battute, ma se il buongiorno si vede dal mattino, nei prossimi mesi leggeremo di nuovo delle ottime storie di Iron Man. Finalmente.
VOTO POPCORNERD: 7,5/10

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Fumetti
Daredevil: Rinascita, i consigli di lettura di Panini Comics
I consigli di lettura di Panini Comics per immergersi nella nuova stagione Marvel con protagonista l’Uomo Senza Paura
Pubblicato
1 giorno agoil
27 Marzo 2026Da
redazione
In occasione dell’uscita della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, Panini Comics propone una selezione di letture essenziali per entrare nel mondo dell’Uomo Senza Paura.
Matt Murdock torna a combattere per la giustizia, tra le ombre di New York e i fantasmi del proprio passato. Per scoprire le radici del mito, le sue cadute e le sue rinascite, ecco i volumi ideali per nuovi lettori e fan di lunga data.
Il punto di partenza perfetto è Io sono Daredevil – Anniversary Edition, una raccolta in grande formato che attraversa l’intera storia editoriale del personaggio. Dalle sue origini, segnate dal tragico incidente che lo ha reso cieco ma dotato di sensi straordinari, fino alle storie che ne hanno ridefinito il mito negli anni, il volume offre una panoramica completa dell’evoluzione di Matt Murdock, arricchita da un ampio apparato redazionale con curiosità e retroscena.
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Dalle origini ai futuri possibili, dai grandi classici alle interpretazioni più moderne, queste storie rappresentano il modo migliore per scoprire – o riscoprire – tutto ciò che rende Daredevil un eroe unico: un uomo diviso tra luce e oscurità, tra giustizia e vendetta, tra fede e disperazione.
Fonte: Comunicato stampa Panini Comics
Fumetti
Daredevil: Born Again, un capolavoro senza tempo
L’opera Marvel Comics a cura di Frank Miller e David Mazzucchelli compie 40 anni
Pubblicato
4 giorni agoil
24 Marzo 2026
Per comprendere davvero l’importanza di Daredevil: Born Again, fumetto di cui voglio parlarvi oggi, è utile fare un rapidissimo passo indietro nel tempo. Ogni storia, infatti, nasce all’interno di un contesto preciso: un momento storico, una realtà socio-politica e un clima creativo che inevitabilmente ne influenzano temi, toni e ambizioni.
Prima di entrare nel cuore dell’opera, vale quindi la pena fare un breve tuffo negli anni in cui questa storia è stata concepita e pubblicata, per capire quale mondo circondava i suoi autori e l’industria del fumetto in quel preciso momento storico.
Gli anni Ottanta in USA e in Marvel Comics
Il contesto socio-politico
Nel 1986 gli Stati Uniti e il mondo occidentale stanno vivendo una fase complessa e contraddittoria. Alla Casa Bianca c’è il repubblicano Ronald Reagan, presidente dal 1981 e simbolo dell’America conservatrice degli anni Ottanta e lo spettro della Guerra Fredda aleggia ancora negli animi della gente.
Gli anni Ottanta sono stati anche gli anni della diffusione massiccia delle droghe, soprattutto negli Stati Uniti, dove il Paese si trovò a fare i conti con un’ondata senza precedenti di sostanze stupefacenti, alimentata in larga parte dai cartelli della droga sudamericani. Per avere un riferimento immediato, sono gli anni in cui la figura di Pablo Escobar diventa centrale nell’immaginario collettivo. Il tema della tossicodipendenza viene ripreso da Frank Miller e inserito al centro della narrazione di Daredevil: Born Again, utilizzandolo come uno dei motori principali della caduta – e successiva rinascita – dei suoi personaggi.
La fase creativa di Marvel Comics
Negli anni in cui nasce Born Again, la Marvel Comics sta attraversando una fase creativa estremamente fertile. Dopo l’epoca rivoluzionaria degli anni Sessanta guidata da figure come Stan Lee e Jack Kirby, la Casa delle Idee sta vivendo una nuova stagione di sperimentazione grazie a una generazione di autori più giovani. Alcune delle testate più popolari del periodo includono The Uncanny X-Men di Chris Claremont e John Byrne, The Amazing Spider-Man e Thor, rilanciato con successo da Walter Simonson.
È anche un periodo in cui la Marvel permette ad alcuni autori di imprimere una forte identità autoriale alle serie su cui lavorano. Storie più lunghe, temi più maturi e una narrazione visivamente ambiziosa iniziano a ridefinire il linguaggio del fumetto supereroistico.
Tutto ha inizio da un’idea
È proprio in questo contesto che due giovani autori iniziano a lavorare su una storia destinata a lasciare un segno profondo nell’industria del fumetto. Lo sceneggiatore Frank Miller e il disegnatore David Mazzucchelli collaborano su una run di Daredevil che avrebbe ridefinito il personaggio e influenzato il fumetto supereroistico per decenni.

Chris Claremont (sinistra) e Frank Miller (destra) nel 1981

David Mazzucchelli in una foto del 2012
Frank Miller iniziò a lavorare come sceneggiatore su Daredevil nel 1981, a partire dal numero #168, ruolo che avrebbe mantenuto fino al 1983. In questo periodo Miller ridefinisce completamente il personaggio: introduce Elektra Natchios e trasforma Wilson Fisk, alias Kingpin, nel grande antagonista di Daredevil. Il tono della serie diventa più noir, urbano e adulto, allontanandosi sensibilmente dall’impostazione più tradizionale dei fumetti supereroistici dell’epoca.
Questa run, oggi considerata storica, dona a Daredevil un fascino e una profondità narrativa che il personaggio non aveva mai avuto prima.
Qualche anno dopo, Miller torna a scrivere Daredevil con un’idea molto precisa in mente: cosa succederebbe se qualcuno distruggesse completamente la vita di Matt Murdock? Per raccontare questa storia sceglie come disegnatore David Mazzucchelli, con il quale aveva già collaborato proprio su Daredevil. Il risultato di questa collaborazione è Daredevil: Born Again, pubblicato nei numeri #227 – #233 della serie regolare tra il 1986 e il 1987.
In questo articolo dedicato al quarantesimo anniversario dell’opera, voglio rivivere insieme a voi la lettura di questo capolavoro del fumetto moderno.
Apocalypse (#227)
Quando Daredevil: Born Again ha inizio, troviamo Matt Murdock alle prese con le difficoltà che la sua doppia vita inevitabilmente comporta: è alla ricerca di un impiego stabile, mentre la sua relazione sentimentale sta andando in frantumi. Insomma, another day in the life of Matt Murdock. E come se non bastasse, il rigido inverno della East Coast contribuisce a rendere tutto ancora più cupo.
Ma Matt non sa che, da qualche parte in Messico, la sua vecchia fiamma Karen Page, ormai consumata dalla tossicodipendenza, ha venduto la sua identità segreta in cambio di una dose. Un’informazione che, passando di mano in mano, finisce inevitabilmente per arrivare a Wilson Fisk, il Kingpin.
È questo il momento esatto in cui tutto cambia. L’inizio della fine per il vigilante noto come Daredevil… e, soprattutto, per l’uomo chiamato Matt Murdock.
Il piano di Kingpin è così semplice quanto crudele. Non vuole colpire direttamente Matt Murdock, no. Sarebbe troppo facile. Prima di passare all’attacco, vuole testare l’informazione che ha ricevuto e, per farlo, attacca Matt e non Daredevil, screditando la sua figura di avvocato.
Il mondo intorno a Matt inizia a sgretolarsi quando la falsa notizia creata da Fisk arriva sulle scrivanie dei giornalisti, compresa quella di Ben Urich. Matt perde la licenza da avvocato e, con essa, la sua carriera e la sua unica fonte di sostentamento.
In preda alla disperazione e alla rabbia, indossa i panni di Daredevil e si fa strada a forza di pugni nella malavita di New York, cercando di risalire a chi ha messo in giro le false voci su di lui, senza ottenere molto, se non la soddisfazione del Kingpin, che osserva la vita dell’Uomo Senza Paura andare in frantumi, pezzo dopo pezzo.
Il colpo di grazia, che mette definitivamente in ginocchio Matt Murdock, arriva nelle ultime due pagine di questo capitolo. Il palazzo in cui Matt vive viene incendiato ed esplode, e tutto ciò che ne resta sono macerie. È proprio grazie a questo atto di inaudita violenza che Matt riesce finalmente a collegare tutto ciò che gli sta accadendo a un volto e, soprattutto, a un nome: Kingpin.

Questa prima parte è memorabile. Wilson Fisk si accanisce contro Matt Murdock, distruggendogli la vita nel giro di poche ore, con una violenza psicologica che lascia un segno profondo nella mente dell’Uomo Senza Paura.
E questo è solo l’inizio delle sventure che colpiranno il nostro protagonista.
Purgatory (#228)
Senza casa, senza denaro e senza amici – perché ormai è convinto che anche loro stiano complottando contro di lui – Matt Murdock trova rifugio in una disgustosa stanza d’albergo, l’unica che può permettersi con i suoi ultimi dieci dollari. Offuscato dalla rabbia e senza nessuno su cui contare, decide di affrontare Kingpin.
Questo scontro non finisce bene per Matt. Kingpin, che aveva fatto pedinare Murdock, si aspettava il suo arrivo. Si fa trovare pronto, con un piano preciso per mettere fine alle sofferenze dell’avvocato vigilante. Dopo averlo pestato, mette in scena la sua morte: lo getta nel fiume, all’altezza del Pier 41 sull’East River, dentro un taxi rubato, cosparso di alcol. Una morte che non avrebbe portato ad alcuna indagine.
Ma quando la carcassa del taxi viene recuperata dal fondo del fiume, vengono trovate bottiglie di whisky, vetri rotti… ma nessun cadavere.
Nessun cadavere.

Nell’ultima ultima pagina di questa issue, con una sola immagine, Frank Miller e David Mazzucchelli comunicano molto più di quanto avrebbero potuto fare con mille parole.
Lo sguardo determinato ma, allo stesso tempo, spaventato di Wilson Fisk tradisce il suo autocontrollo, proprio nel momento in cui inizia a capire di aver commesso un errore… che probabilmente pagherà caro.
Pariah! (#229)
Matt Murdock è distrutto, fisicamente e psicologicamente. È riuscito miracolosamente a liberarsi dal taxi sul fondo del fiume e ora si ritrova per strada, ferito e solo. Non sapendo dove altro andare, si reca nell’ultimo posto che può ancora chiamare casa: la Fogwell’s Gym. La palestra dove si allenava suo padre e dove, di nascosto, si è allenato anche lui.

Nel frattempo Ben Urich continua a indagare sul caso Murdock, anche se il suo editor si aspetta tutt’altro per l’edizione natalizia del Daily Bugle. Rintraccia Nick Manolis, un poliziotto corrotto il cui nome compare nel libro mastro del Kingpin. Urich ha ormai capito tutto: le false accuse contro Murdock, che gli sono costate la licenza, sono il risultato di uno scambio. Kingpin avrebbe garantito le cure necessarie al figlio del poliziotto in cambio di una testimonianza falsa. Quando Urich affronta Manolis, emerge un dettaglio ancora più inquietante: Kingpin ha infiltrati anche nella clinica dove è ricoverato il figlio di Manolis. L’infermiera presente al colloquio interviene all’improvviso, spezza le dita di Ben e aggredisce Manolis.
Non li uccide. Questo era solo un avvertimento.

Mentre tutto questo accade a New York, in Messico una Karen Page in piena crisi di astinenza da eroina, è alla disperata ricerca di un passaggio verso gli Stati Uniti. Alla fine lo trova in un boss locale, il quale le propone un patto: le darà un passaggio verso New York, ma il prezzo da pagare… è il suo corpo.
Nella Fogwell’s Gym una figura soccorre Matt, svenuto e in fin di vita. Una suora, con una croce d’oro appesa al collo.
Questa issue è la prova dell’immenso acume artistico dei due autori, che spesso, nel corso dell’opera, inseriscono riferimenti a una delle sculture più celebri della storia dell’arte, la Pietà di Michelangelo Buonarroti. Questa struttura triangolare viene ripresa più volte nella composizione delle pagine di Daredevil: Born Again, contribuendo a rafforzare visivamente i momenti più carichi di significato emotivo.

Un omaggio degli autori alla Pietà di Michelangelo Buonarroti
Trovo questa issue una delle più intense dell’intero arco narrativo. In poche pagine Miller e Mazzucchelli riescono a distruggere completamente i personaggi di Matt Murdock e Karen Page, togliendo a quest’ultima anche la dignità.
Miller affronta il tema della tossicodipendenza e della prostituzione in modo crudo e diretto, senza girarci intorno. Come abbiamo già detto, Daredevil: Born Again è stato un punto di svolta nel fumetto moderno, anche per il modo in cui certi argomenti vengono trattati in un medium che, fino a poco tempo prima, sembrava incapace di affrontarli con una tale maturità.
Born Again (#230)
Mentre Matt Murdock combatte la polmonite nel letto di una missione nel seminterrato di una chiesa, Karen Page riesce a mettersi in contatto con Foggy. I due si incontrano e Karen rivela all’amico di essere maltrattata e che, cosa ancora più importante, deve trovare Matt a qualsiasi costo. Foggy non se la sente di lasciarla tornare dall’uomo che abusa di lei e le offre un posto a casa sua.
Nel frattempo, Kingpin continua a tessere la sua tela, instancabile e meticoloso. Ordina l’omicidio di Nick Manolis e si assicura di comprare il silenzio del giornalista Ben Urich, esercitando su di lui la giusta pressione fatta di minacce e intimidazioni.
Nella tavola che chiude questa issue, scopriamo infine che Maggie, la suora che ha soccorso il moribondo Matt nella palestra dove si allenava suo padre, è in realtà sua madre.
Anche in questa issue viene utilizzata con forza la struttura triangolare che richiama alla scultura di Michelangelo.

Miller e Mazzucchelli utilizzano la forma triangolare che richiama alla Pietà
Saved (#231)
Kingpin diventa sempre più paranoico e impaziente, ed elabora un piano per far uscire allo scoperto Matt Murdock. Ordina il rilascio di un paziente mentalmente instabile da una clinica psichiatrica, lo veste con i panni di Daredevil – dopo aver estorto il costume al povero Melvin Potter – e gli ordina di fare del male all’avvocato Foggy Nelson e a chiunque si trovi con lui, in questo caso Karen Page.
Matt, ormai ripresosi dalla polmonite, osserva tutto senza farsi notare, nell’ombra.
Nel frattempo, Ben Urich e sua moglie vengono aggrediti da Lois – l’infermiera che lo ha aggredito in precedenza – ma Matt interviene, sventando il tentato omicidio. Il nostro protagonista riesce anche ad arrivare nell’appartamento del suo migliore amico Foggy, proteggendo lui e Karen dal folle criminale.
Daredevil sembra essere tornato. E con il suo ritorno il castello di carte costruito dal Kingpin inizia a crollare.
Una delle tavole che mi sono piaciute di più in questa issue è quella in cui Karen Page tenta di fuggire dal suo abusatore, in un disperato tentativo di iniettarsi un’ultima dose di eroina. La tavola sembra quasi dettare la frenesia travolgente con cui gli eventi si susseguono, anche grazie a un layout davvero incredibile. Le vignette si accorciano progressivamente, in un crescendo visivo che trasmette ansia e panico, accompagnando il lettore nel ritmo sempre più accelerato della scena.
La scena concitata si risolve in un abbraccio a lungo atteso, quello tra Karen e Matt. Karen è finalmente salva.

God and Country (#232)
Quando Wilson Fisk viene a sapere che anche l’ennesimo piano per far uscire allo scoperto Matt Murdock è fallito, decide di giocarsi l’ultima carta. Ha saputo che uno dei suoi uomini ha accoltellato Matt a Hell’s Kitchen qualche giorno prima. Hell’s Kitchen. Proprio il luogo in cui il suo peggior incubo è nato e cresciuto. È lì che potrebbe essersi nascosto.
A questo punto, Kingpin non è più interessato a piani sottili o sofisticati. Decide di agire in modo diretto. Ordina a un soldato di nome Nuke – un esaltato reduce dell’occupazione nel Nicaragua da parte degli Stati Uniti – di recarsi a Hell’s Kitchen e raderla al suolo. Solo così, pensa, Matt Murdock sarà costretto a uscire allo scoperto per proteggere il quartiere e gli innocenti che lo abitano.
Il piano funziona.
Quando Nuke bombarda la mansarda in cui Matt e Karen Page vivono, l’Uomo Senza Paura non ha più scelta. Torna a indossare il costume. Torna a essere Daredevil.
Siamo alla resa dei conti. Frank Miller e David Mazzucchelli costruiscono questa penultima issue con un crescendo di tensione palpabile, che culmina in un’ultima pagina memorabile: fiamme, distruzione… e un diavolo che rinasce dalle proprie ceneri.

Armageddon (#233)
Hell’s Kitchen è in fiamme. Kingpin, accecato dalla paranoia, ha ordinato un vero e proprio massacro. Centinaia di persone sono ferite, decine i morti. Daredevil fa del suo meglio per disarmare Nuke, ma si rende presto conto che non si tratta di un avversario normale. I suoi muscoli sono troppo resistenti, la sua velocità non è quella di un uomo comune.
Quando il peggio sembra ormai inevitabile, intervengono gli Avengers: Captain America, Iron Man e Thor giungono sulla scena e aiutano Daredevil a contenere la furia di Nuke, che, sotto effetto di droghe, non vede più persone… ma solo bersagli. I tre vendicatori riescono a fermare Nuke e lo consegnano nelle mani del governo.

Hell’s Kitchen attraversa un periodo di apparente pace. I feriti vengono curati e i palazzi ricostruiti, mattone dopo mattone. Ma la guerra di Matt Murdock è tutt’altro che finita.
Kingpin, a causa del massacro ordinato per pura vendetta personale, inizia a perdere il consenso delle altre famiglie che detengono il potere a New York. Per la prima volta, Wilson Fisk si ritrova con le spalle al muro. Intrappolato. E il colpo di grazia non tarda ad arrivare.
Nuke riesce a fuggire e, ancora sotto effetto di droghe, è deciso a scatenare una nuova ondata di violenza in città. Questa volta, però, Daredevil è pronto. Con l’aiuto di Captain America – che si sente in parte responsabile per le condizioni in cui versa l’agente Simpson – riesce a intercettarlo. Ma non basta. I due non riescono a proteggerlo dai proiettili dello stesso governo che lo aveva trasformato in un’arma, somministrandogli il siero del supersoldato.
Nuke muore sulla scrivania di Ben Urich, al Daily Bugle. E con lui muore anche l’ultima possibilità per il Kingpin di sfuggire alle proprie responsabilità.

Wilson Fisk ha perso l’appoggio dei suoi alleati, ormai troppo spaventati per continuare a coprire la sua intricata rete di bugie e ricatti. Così, il nome del Kingpin di New York finisce in prima pagina sul Daily Bugle, e i crimini di cui è accusato sono ormai troppo evidenti per essere ignorati.
Nonostante ciò, Fisk è convinto di aver vinto. È riuscito nella sua missione: distruggere completamente il suo incubo, Matt Murdock, l’Uomo Senza Paura, Daredevil.
Quello che non sa, però, è che Matt ha ritrovato in Karen Page la voglia di vivere che aveva perduto. E che, dalle macerie, qualcosa sta ricominciando a nascere.

Bonus content
Per apprezzare maggiormente l’incredibile lavoro di Miller e Mazzucchelli, ecco alcune pagine di Daredevil: Born Again Artist’s Edition.
Conclusione
Lessi Daredevil: Born Again qualche anno fa e ricordo di esserne rimasto stregato. Rileggerlo oggi, a distanza di tempo, significa coglierne ancora di più il peso e l’importanza, non solo per il fumetto degli anni Ottanta, ma per tutto ciò che è venuto dopo.
L’introduzione, da parte di Frank Miller, di temi come la tossicodipendenza, la depressione e una violenza così cruda e diretta – raramente vista nei fumetti fino a quel momento – trasforma questa storia in qualcosa di profondamente diverso. Un punto di rottura. Un nuovo standard.
Su queste fondamenta si innesta il lavoro di David Mazzucchelli, che eleva il racconto a un livello superiore. Il suo stile, fatto di linee dure e marcate e di un uso delle luci tanto essenziale quanto espressivo, non si limita ad accompagnare la storia: la amplifica e la rende definitiva.
A questo si aggiunge un lavoro sul layout che, per l’epoca, risulta straordinariamente innovativo. Le pagine sono costruite con un ritmo dinamico, quasi cinematografico, dove la composizione delle vignette guida lo sguardo del lettore come una regia attenta. L’uso degli spazi, delle inquadrature e delle sequenze rende la lettura fluida, immersiva, dando spesso la sensazione di “guardare” la storia più che leggerla. Un esempio perfetto di questo approccio si trova nella pagina di apertura della issue intitolata “Born Again”.
Matt Murdock è in fin di vita, e gli autori scelgono di mostrarcelo in modo diretto ma estremamente efficace: attraverso il ritmo del suo battito cardiaco. La narrazione si sviluppa in modo incalzante, alternando il battitore sempre più debole del suo cuore a immagini legate ai suoi ricordi più traumatici, per poi tornare nuovamente a quel battito, come un respiro che si accorcia e si riprende. Questo continuo passaggio tra presente e memoria crea un effetto ipnotico. La tensione cresce progressivamente, mentre il lettore viene trascinato dentro la mente e il corpo del protagonista. È uno storytelling ridotto all’essenziale ma potentissimo, che dimostra quanto il lavoro di Frank Miller e David Mazzucchelli fosse già, di per sé, un linguaggio narrativo innovativo.
Ma ciò che rende davvero Born Again un’opera senza tempo è la sua idea centrale.
La distruzione non è il punto di arrivo. È il passaggio necessario per trasformarsi in qualcosa di migliore.
Matt Murdock perde tutto: il lavoro, la casa, la dignità, la sanità mentale. Viene svuotato, ridotto all’essenziale. E proprio lì, nel punto più basso, trova la forza di rialzarsi. Perché alla fine, Born Again non è solo la storia di un eroe che cade. È la storia di un uomo che sceglie di rialzarsi.
E forse è proprio questo il motivo per cui, a distanza di quarant’anni, continua a parlarci con la stessa forza di allora.
Marvel Comics
Sconti Panini Comics: i 5 consigli di PopCorNerd tra… i cartonati Marvel
Con l’arrivo degli sconti Panini Comics, PopCorNerd vi vuole aiutare. Questa volta tocca ai volumi unici tra i cartonati Marvel
Pubblicato
2 settimane agoil
16 Marzo 2026Da
redazione
Sono arrivati gli sconti Panini Comics e, come ogni anno, sono tantissimi i volumi che vengono scontati del 20% per Marvel, DC Comics, Planet Manga, Star Wars, Disney, Image Comics pubblicati dalla casa editrice modenese.
Gli sconti sono attivi dal 2 al 26 marzo compreso e, ricordiamo, che sono applicati su gran parte del materiale del catalogo, ma uscito prima di sei mesi fa.
Noi di PopCorNerd, desideriamo darvi qualche consiglio su cosa recuperare nella moltitudine di albi presenti. È la volta dei volumi cartonati tra Grandi Tesori Marvel, Marvel Modern Era Collection, Marvel Deluxe che ripropongono storie complete da leggere senza dover obbligatoriamente comprare altro! Come avrete capito cerchiamo di fornirvi indicazioni rispetto a grandi storie, che altri magari non vi hanno ancora dato.
Nell’ultimo appuntamento dedicato alla Casa delle Idee, ecco i 5 cartonati Marvel che, a parere nostro, vale la pena recuperare (tra quelli disponibili)!
(I prezzi indicati sono quelli effettivi, ancora da scontare del 20%).
I 5 cartonati Marvel imperdibili durante gli sconti Panini Comics
S.H.I.E.L.D.: La Macchina Umana
Marvel Deluxe
Prezzo: € 40,00
Autori: Dustin Weaver, Jonathan Hickman
Pagine: 368
Formato: 18.3X27.7
Rilegatura: Cartonato
Contiene: S.H.I.E.L.D. (2011) #1/6
La grande storia dello S.H.I.E.L.D. raccontata da Jonathan Hickman, uno dei più grandi scrittori Marvel degli ultimi anni. Se avete amato The Manhattan Projects sempre di Hickman…questo è il volume che fa per voi.
La storia segreta dello S.H.I.E.L.D. svelata da Jonathan Hickman e Dustin Weaver!
Un viaggio attraverso la storia dell’umanità a cui prendono parte grandi geni come Leonardo da Vinci, Nikola Tesla, Isaac Newton…
…e gli avi di alcuni dei più grandi super eroi, tra cui Howard Stark
e Nathaniel Richards!
Un racconto imperdibile con avventura, mistero, fantascienza e naturalmente tanta azione!
Iron Man: L’Uomo Più Ricercato Del Mondo
Marvel Modern Era Collection
Prezzo: € 46,00
Autori: Matt Fraction, Salvador Larroca
Pagine: 496
Formato: 17X26
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Invincible Iron Man (2008) #1/19
Matt Fraction, attuale autore di Batman e sceneggiatore del capolavoro su Hawkeye, Vita Normale, nel 2008 ha scritto una grande run di Iron Man, nell’anno d’esordio del Vendicatore in Armatura al cinema. Tony Stark vs. Ezekiel Stane, disegnato dal grandissimo Salvador Larroca. Cosa volete di più?
Un grande classico del 2008-2009 torna in un volume cartonato di pregio!
Iron Man affronta i suoi peggiori incubi quando Ezekiel Stane prende di mira la Stark!
Il figlio di Obadiah è uguale a Tony, ma più giovane, veloce, intelligente e, soprattutto, cattivo.
Dopo l’invasione degli Skrull, la vita di Testa di Ferro viene sconvolta e ora è l’uomo più ricercato del mondo!
Spider-Girl: Eredità
Marvel Modern Era Collection
Prezzo: € 44,00
Autori: Ron Frenz, Pat Olliffe, Bill Sienkiewicz, Tom DeFalco, AA.VV.
Pagine: 456
Formato: 17X26
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Spider-Girl (1999) #1/15, What If…? (1989) #105, Spider-Girl Annual ’99 (1999) #1, Spider-Girl ½ (1999) #1
Spider-Girl è una delle serie più classiche e allo stesso tempo più originali della fine degli anni ’90 prodotte dalla Marvel. In un futuro ipotetico Peter Parker è padre di Mayday Parker, liceale di giorno e… Spider-Girl di notte! Un vero e proprio Must Have per i Ragno-Fan
Entrate nell’MC-2 con tutti i suoi nuovi eroi, ma soprattutto SpiderGirl!
May “Mayday” Parker raccoglie l’eredità di suo padre Peter!
Le prime avventure della Ragnetta di Terra-982 in uno splendido cartonato!
Una ricca sezione di extra con articoli e bozzetti mai visti prima!
X-Men: Dio Ama, L’Uomo Uccide
Grandi Tesori Marvel
Prezzo: € 25,00
Autori: Brent Anderson, Chris Claremont
Pagine: 112
Formato: 25.5X35.5
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: X-Men: God Loves Man Kills Extended Cut (2020) #1/2
Di storie sugli X-Men, Chris Claremont ne ha scritte davvero tante. Questa è (probabilmente) una delle migliori per intensità e tematiche trattate.
Per la prima volta in formato gigante, una delle più amate, simboliche e celebrate avventure degli X-Men!
Il Reverendo Stryker ha un’arma unica per combattere gli Uomini-X: la capacità di convincere i suoi seguaci che i mutanti siano dei mostri, facendo leva su ignoranza e bigottismo.
La versione definitiva dell’opera che ha ispirato il film X-Men 2, con le sequenze extra firmate da Chris Claremont e Brent Anderson.
Una storia epocale in un’edizione imperdibile, ricca di bonus e dietro le quinte!
The Marvel Nightmare Art of Peach Momoko
Prezzo: € 30,00
Autori: Peach Momoko
Pagine: 144
Formato: 20.5X31
Rilegatura: Cartonato
Come ultimo consiglio, vi portiamo un Artbook… e che Artbook! Peach Momoko è una delle più grandi artisti Marvel degli ultimi anni e questo volume ne celebra la classe e il talento dell’autrice nipponica.
Un volume eccezionale per celebrare degnamente un’artista strepitosa!
Peach Momoko ha realizzato alcune delle copertine Marvel più belle dell’ultimo decennio, alcune delle quali straordinariamente inquietanti.
Vi presentiamo le sue migliori illustrazioni a tema “incubo” corredate di work in progress, approfondimenti e altro materiale extra completamente inedito!
Un artbook sensazionale interamente dedicato all’autrice di Demon Days, Demon Wars e Ultimate X-Men!
Finché morte non ci separi 2: incontro con Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton
Sergio Bonelli Editore presenta Tex Montales – Terza Edizione
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