RecensioniVideogiochi
Yoshi and the Mysterious Book – Recensione
Il Glitch ha giocato Yoshi and the Mysterious Book, il nuovo videogioco Nintendo con protagonista il piccolo Yoshi, e questa è la sua recensione
La ciliegina sulla torta dei 40 anni dell’idraulico più famoso dei videogiochi non poteva non metterla uno dei suoi più grandi amici e dopo un film da quasi protagonista, stavolta, Yoshi si prende tutta la scena con Yoshi and the Mysterious Book.
E lo fa nel modo più “roguelite rilassato” possibile. In questo nuovo capitolo verrete catapultati in mondi sempre diversi, ricchi di livelli da affrontare e rigiocare continuamente, spinti dalla curiosità di scoprire nuove interazioni, segreti e creature..
Semplice…come un’idea geniale
Non aspettatevi una trama particolarmente profonda: un misterioso libro parlante chiamato Sapienzo (Enzo per gli amici) viene rapito da Baby Bowser mentre è tenuto prigioniero nel castello di Bowser. Durante la fuga, però, i due precipitano sull’isola degli Yoshi, dando il via all’avventura.
Compito dei piccoli dinosauri colorati sarà completare l’enciclopedia vivente di Enzo, esplorando decine di livelli e studiando le strane creature che li popolano. Yoshi and the Mysterious Book può essere considerato il seguito spirituale di Yoshi’s Woolly World e Yoshi’s Crafted World, ma introduce una formula completamente nuova, capace di reinventare il classico platform Nintendo.
Animali fantastici e dove trovarli…con Yoshi
Etichettare questo titolo in un genere specifico sarebbe riduttivo; Nintendo prende ancora una volta il platform tradizionale, lo smonta e lo ricostruisce in qualcosa di diverso: un’avventura che profuma di puzzle game e sperimentazione continua.
Ogni livello ruota attorno allo studio di una particolare creatura. Il giocatore dovrà spremersi le meningi e inventare le più disparate interazioni con essa al fine di sbloccare tutte le voci dell’enciclopedia parlante.
Capita così che una creatura simile ad una margherita vivente può germogliare se viene piantata nel terreno oppure trasformarsi in una grande pianta se annaffiata, sbloccando nuovi percorsi e dando vita ad altre mille interazioni con altrettante creature fantastiche.
Sia ben chiaro: lo stile si presenta come un gioco di piattaforme con annessi salti complicati e a volte millimetrici, ma per la maggior parte del tempo l’azione non è presente. Persino i nemici sono rari e la morte non è contemplata.
Nintendo: ci sei riuscita di nuovo
Già vi immagino storcere il naso mentre leggete l’ultima affermazione, eppure Nintendo è riuscita ancora una volta in qualcosa di speciale: farci tornare bambini. Quel periodo della nostra vita dove qualsiasi scoperta era magica ed è proprio su questo che Yoshi colpisce nel segno!
Yoshi and the Mysterious Book non punta nel far salire l’adrenalina con livelli a tempo o boss fight particolarmente difficili, il senso di sfida sta nell’esplorazione, nell’aguzzare la vista e l’ingegno per scoprire ogni particolare delle creature che incontreremo.
L’esperienza è pensata anche per i più piccoli grazie a controlli immediati e intuitivi, ma sa risultare sorprendentemente appagante anche per i giocatori più esperti, soprattutto per chi vuole completare ogni livello al 100%.
Ogni scenario è ricco di dettagli, colori e soprattutto di idee brillanti dall’inizio alla fine. Nulla vi stancherà perché pian piano il gioco cambierà permettendovi di utilizzare le particolarità delle creature scoperte anche in luoghi d’origine differenti.
In questo modo le interazioni delle creature, anche tra di loro, porteranno ad un ulteriore evoluzione del gameplay dando la sensazione di star giocando ad un gioco diverso in ogni livello.
Mangia, salta, ama
Sul fronte gameplay Yoshi mette a disposizione il suo classico repertorio di abilità: salta, divora tutto ciò che incontra (o quasi), lancia uova, colpisce con la coda e interagisce con l’ambiente in modi spesso sorprendenti.
La struttura dell’avventura è lineare ma estremamente intelligente: ogni creatura debutta nel proprio livello dedicato, per poi tornare successivamente in contesti più complessi, andando a mescolarsi con le altre e creando combinazioni imprevedibili. Il tutto sempre in maniera rilassata.
Enzo si annoterà tutte le interazioni, i comportamenti, le abilità e le caratteristiche delle creature spingendoci a ripetere i livelli più e più volte, perché ogni volta ci saranno dei suggerimenti in più per scoprire nuove cose.
Un’avventura che per i casual game può essere portata a termine in una quindicina di ore, per gli altri invece tenetevi liberi per molto tempo.
Se proprio vogliamo trovare una nota negativa è la mancanza totale di una componente multiplayer. Anche se esistono Yoshi di vari colori affronteremo l’intera avventura in solitaria.
Una scelta azzardata visto che l’essenza del titolo è quella di scoprire cose sempre nuove miscelando le interazioni con le varie creature e pensare di farlo con due o più Yoshi contemporaneamente avrebbe elevato ancora di più il gameplay.
Infine, la colonna sonora benché semplice e fiabesca collima alla perfezione con ogni livello, catapultandoci sempre più all’interno dell’habitat che stiamo esplorando.
Yoshi è mille colori
La nuova filosofia di Yoshi ci ha colpiti particolarmente; ci ha fatto tornare bambini in un mondo che si prende tutto il tempo necessario per aiutarti a scoprire le sue regole, premiando curiosità e creatività.
Quella di Yoshi è una serie che ad ogni nuovo capitolo porta con sé la voglia di cambiamento, di raccontare qualcosa di diverso e di modificarsi riuscendo però a parlare sia agli adulti che ai bambini.
In questi casi possiamo benissimo dire che il videogioco diventa arte.
Dal Glitch per oggi è tutto! Alla prossima amici di PopCorNerd!*
*Articolo a cura del GLITCH
Fumetti
Toni Bellasalma 6 – Il taxi delle anime perdute – Recensione
Recensione del sesto capitolo del consulente di stocastica esoterica più famoso di Torino, a cura di Luca Blengino e Vincenzo Odore.
Cinema
Obsession: il film che sta ossessionando il mondo
Obsession è il film sulla bocca di tutti con protagonista Inde Navarrette. Analizziamo e capiamo cosa davvero rende questo film… ossessivo
Da quando è uscito al cinema Obsession, non si parla d’altro.
Il film horror del giovane regista americano Curry Barker sta spopolando nelle sale di tutto il mondo; dal 14 maggio, giorno dell’uscita ufficiale, la pellicola ha incassato finora 108.742.650 dollari. Mica male, soprattutto se si tiene conto dei costi di produzione davvero contenuti: meno di un milione di dollari.
Su Rotten Tomatoes ha raggiunto il 96% di recensioni positive dalla critica e circa il 95% di gradimento del pubblico verificato, un risultato raro per un horror indipendente.

Content creator, critica e riviste del settore tessono le lodi di Obsession, mentre i meme spopolano sul web. È davvero scoppiata una Obsession-mania e, in particolare, tutti i riflettori sono puntati sulla giovane attrice statunitense protagonista e star della pellicola: Inde Navarrette, che nel film interpreta la terrificante Nikki Freeman.
Ma perché Obsession sta facendo parlare tanto di sé?
Inde Navarrette, vero motore trainante di Obsession con la sua spaventosa Nikki

Quello che colpisce più di tutto è il coinvolgimento e l’interpretazione viscerale e terrificante di Inde Navarrette nel ruolo di Nikki, vittima di un “desiderio” esaudito dal suo amico e collega di lavoro Bear (Michael Johnston), innamorato segretamente di lei da tempo, che spezzando un bastoncino della fortuna desidera che lei si innamori follemente di lui. Ed è proprio quello che accade. Questa, a grandi linee, è la trama di Obsession: semplice e diretta.
Ed è qui che nasce l’ossessione di Nikki, ma anche quella degli spettatori verso il suo personaggio. La Navarrette porta sullo schermo una figura instabile, fuori controllo, ma allo stesso tempo spaesata, completamente sottomessa e incapace di rinunciare alla presenza di Bear.
Il vero orrore è proprio la deriva graduale che colpisce Nikki: da amica e confidente di Bear diventa la ragazza servizievole e innamorata. Nonostante inizialmente appaia consapevole della sua situazione e cosciente dell’amore che prova inspiegabilmente per l’amico, più il film prosegue e più l’affetto si trasforma in amore (non consensuale sia chiaro) e l’amore in un’inevitabile incontrollabile ossessione: fisica, psicologica e violenta.

La Navarrette riesce a evolvere e a mettere in atto diverse sfaccettature del suo personaggio, cambiando atteggiamento svariate volte nel corso del film, anche nel giro di pochissimi attimi, passando da un animo apparentemente tranquillo e amorevole a veri e propri scatti d’ira e follia che aumentano gradualmente l’angoscia e il terrore dietro i suoi gesti e comportamenti, spaventando tutti e, in primis, lo stesso Bear.
Ma l’attrice è davvero in gamba anche nel rappresentare la sofferenza interiore e la molestia fisica e psicologica subita da Nikki, spettatrice involontaria e non più padrona del proprio corpo, condizione che si manifesta in diverse occasioni all’interno della pellicola.

Il talento della ragazza è sotto gli occhi di tutti e, se c’è davvero un punto di forza di Obsession, è proprio la sua protagonista: l’indemoniata, l’impossessata, l’ossessionata Nikki, che ha stregato chiunque con la sua esplosione di talento.
Ma evidentemente Barker ha compreso di essere davanti a una grande attrice nel momento in cui l’ha scelta per la parte di Nikki. Il regista è rimasto colpito dalla giovane attrice perché riusciva a essere “folle e spaventosa” senza perdere l’umanità del personaggio.
Inoltre il feeling che si è creato tra i due, ha permesso la creazione di un personaggio complesso e strutturato come quello che la ragazza interpreta.
La stessa attrice, durante un’intervista ha sottolineato l’importanza del rapporto con il regista e della visione che li accomunava riguardo al personaggio di Nikki:
Sviluppare il ruolo con lui è stato fenomenale! Siamo entrati così in sintonia che a un certo punto la nostra intesa è diventata non verbale; dopo una ripresa, sapevo già cosa avrebbe voluto, e lui, girando l’angolo, si accorgeva che lo sapevo. Poi correva verso il monitor e urlava: “AZIONE!”. –Inde Navarrette a schonmagazine.com
E l’attrice ha voluto sottolineare il tipo di personaggio che ha voluto portare sullo schermo e che è stata la fonte del suo successo recente:
Per me era fondamentale che Nikki sembrasse naturale e con i piedi per terra. Non volevo assolutamente che il pubblico dimenticasse la persona che si celava dietro a quell’apparenza. Per questo motivo, ho interpretato Nikki come se non fosse posseduta, ma semplicemente una persona con forti emozioni. Questo sembra andare contro il tradizionale antagonista horror, che spesso appare soprannaturale. Per me è importantissimo che il pubblico veda Nikki come una persona, nonostante tutte le sue intense emozioni nei panni di Nikki dei Desideri. – Inde Navarrette a schonmagazine.com
Le influenze di Obsession: horror soprannaturale, sprazzi di slasher/splatter e… i Simpson?

Curry Barker
Se Nikki è il personaggio più interessante del film, Obsession colpisce anche per come Barker costruisce la trama intorno a lei, affrontando diverse tematiche molto serie come la violenza sotto ogni aspetto, la gelosia ossessiva e l’impotenza dietro certi meccanismi delle relazioni tossiche. E lo fa a tratti in maniera grottesca e quasi umoristica, a tratti invece davvero inquietante e terrificante.
Il fatto che Nikki sia un personaggio imprevedibile dà ampia libertà al regista, che può condurre la storia esattamente dove vuole, passando dall’horror soprannaturale allo slasher o allo splatter nel giro di pochi attimi.
Gli horror del passato sono stati sicuramente fonte di ispirazione per il giovane Barker, come ha dichiarato durante un’intervista:
L’idea di base è nata dal fatto che noi esseri umani possiamo ossessionarci per certe cose. Film come ‘Misery’ mi hanno ispirato… ‘Oh, questo è il racconto di una donna ossessionata da uno scrittore, che si è immaginata nella sua testa un uomo perfetto, ha un’idea precisa di chi sia e riesce a conquistarlo’. Questa era l’idea generale. Poi, quando mi è venuta in mente la parte del desiderio, tutto ha iniziato ad avere un senso. – Curry Barker a indiewire.com
Se Nikki si nasconde di notte a guardare Bear dormire, si può riscontrare la follia di Misery non deve morire e i movimenti quasi innaturali di una versione moderna dell’indemoniata Regan MacNeil de L’esorcista. Se Nikki compie uno scatto d’ira, ecco manifestarsi la pazzia nello sguardo e negli atteggiamenti del Jack Torrance di Shining.
Questo porta il giovane Barker a prendere un pezzetto da ognuno dei peggiori villain degli horror movie del passato e inserirli nella sua Nikki.
Ma tra le fonti dichiarate dello stesso Barker ci sono anche i… Simpson!?

Il regista ha spiegato che una delle fonti d’ispirazione citate è stata persino una celebre puntata de I Simpson ispirata al racconto horror “The Monkey’s Paw” (“La zampa di scimmia”), dove un desiderio apparentemente innocente genera conseguenze devastanti. I gialli personaggi di Matt Groening fanno parlare ancora una volta di loro (involontariamente).
Gli altri pregi di Obsession: ma è davvero Nikki la cattiva del film?
L’attenzione per l’intera pellicola è focalizzata su Nikki e sulle sue terrificanti azioni.. ma è lei il vero villain di Obsession?

Finora abbiamo solo accennato al giovane Bear, protagonista sin dai primi minuti. È un nerd timido, goffo e impacciato, innamorato da tempo della sua migliore amica. Vorrebbe confessarle il suo amore, ma non ne ha il coraggio. Non sembra affatto un personaggio negativo: ma Barker e Obsession ribaltano tutte le prospettive nel corso del film.
Bear, inavvertitamente, quasi per scherzo, senza crederci davvero inizialmente, esprime il desiderio che cambia ogni cosa, ma invece di riportare la situazione alla normalità, per lunghi tratti del film si comporta in maniera egoistica.
Non ha intenzione di liberare Nikki, perché sta vivendo il sogno della sua vita, ben consapevole dell’irrealtà di quell’amore, dell’evoluzione tossica della loro relazione, di quanto la situazione stia precipitando e sia pericolosa. Ma, soprattutto, è ben conscio della sofferenza della ragazza e non fa nulla per aiutarla.

Il ragazzo è complice del degrado e principale colpevole di ciò che accade a Nikki e degli eventi tragici (siamo pur sempre in un horror!) che ne conseguono, involvendo a sua volta verso lo stereotipo di personaggio malsano, patetico e viscido del cinema horror. Quindi è davvero Nikki la cattiva del film? Assolutamente no: Nikki è la vittima e il vero cattivo è proprio Bear. E questo è un aspetto originale e geniale.
Obsession è il miglior film horror dell’anno?
Il ritorno in pompa magna del genere horror tra i preferiti degli spettatori negli ultimi anni ha sicuramente spinto giovani talenti come Barker a portare le proprie idee al cinema. E di questo non possiamo che essere felici, soprattutto quando si traduce in ottimi incassi al botteghino, dando respiro a un settore spesso in difficoltà.

Per quanto mi riguarda, Obsession è un ottimo film horror che intrattiene, diverte e fa fare anche un paio di balzi sulla poltroncina del cinema. Ha alcuni difetti evidenti, come una trama a tratti troppo semplicistica e personaggi secondari appena accennati. La pellicola si regge soprattutto sulla mastodontica interpretazione della Navarrette e sul rapporto con Bear, unico altro personaggio sviluppato a dovere.
Gli incassi registrati in poco tempo, però, sembrano indicare che il pubblico abbia gradito molto e sia rimasto a sua volta ossessionato da questo film e dalla sua protagonista. Inoltre, gli spettatori stanno dimostrando di apprezzare opere dalle emozioni forti come questa. Weapons dell’anno scorso, insegna.
Non so se sia il miglior film horror dell’anno, ma Obsession è il fenomeno del momento e vera e propria ossessione per molti, a distanza di oltre 15 giorni dal suo arrivo al cinema.
Ed ha tutti gli attributi per dare battaglia all’altro film spaventoso molto atteso, arrivato da poco nelle sale: Backrooms. Altra pellicola di paura, altro giovane regista. Il genere horror pare possa dormire sonni tranquilli. Noi no.

Fumetti
SAND LAND di Akira Toriyama – Recensione
-
Serie TV9 mesi agoMercoledì Addams: dalle origini al successo della serie Netflix
-
Videogiochi8 mesi agoEssenza Ludica: Punch-Out!! Quando Nintendo menava duro (ma con stile)
-
Collezionismo2 mesi agoUscite Pokémon TCG 2026: Aggiornamento di cosa è uscito e cosa arriverà in Occidente
-
Serie TV6 mesi agoRoad to Stranger Things 5: Stagione 4, il male si rivela e ha un nome: Vecna
-
Fumetti7 mesi agoInvincible Universe: Battle Beast – Sangue e Gloria di Kirkman, Ottley e Leoni
-
Animazione8 mesi agoSakamoto Days – Il manga action comedy giapponese diventa un film
-
Comics7 mesi agoLo strano caso di Clark Kent, personaggio dell’Universo… Marvel!?
-
News4 mesi agoIl Palinsesto di Sky e Now TV per il 2026









