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The Testaments: prime immagini della serie in arrivo su Disney+ ad aprile

Disney+ ha rilasciato le prime immagini di Testaments, serie drama in arrivo ad aprile 2026 sulla piattaforma

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The Testaments è in arrivo su Disney+ ad aprile. Ecco le prime immagini nel comunicato stampa diffuso dalla piattaforma e che condividiamo con i nostri lettori.


THE TESTAMENTS

LE PRIME IMMAGINI DELLA SERIE

CHE DEBUTTERÀ SU DISNEY+ AD APRILE 2026

Dallo showrunner ed executive producer di The Handmaid’s Tale

Disney+ ha svelato le prime immagini di The Testaments, la serie drama in arrivo, con Ann Dowd, Chase Infiniti, Lucy Halliday, Rowan Blanchard, Mattea Conforti, Isolde Ardies, Shechinah Mpumlwana e Birva Pandya, che debutterà nell’aprile 2026 su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti.

The Testaments è tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood, vincitore del Booker Prize, pubblicato nel 2019 e ambientato nella distopica teocrazia di Gilead. Anni dopo gli eventi di The Handmaid’s Tale, The Testaments è una storia di formazione che vede una nuova generazione di giovani donne a Gilead alle prese con il futuro cupo che le attende. Per loro, crescere a Gilead è l’unica cosa che abbiano mai conosciuto, non avendo ricordi tangibili del mondo esterno prima del loro indottrinamento a questa vita. Di fronte alla possibilità di essere date in sposa e di vivere una vita di servitù, saranno costrette a cercare alleati, sia nuovi che vecchi, che le aiutino nella loro lotta per la libertà e per la vita che meritano.

La serie vede protagonisti Ann Dowd, Chase Infiniti, Lucy Halliday, Mabel Li, Amy Seimetz, Brad Alexander, Rowan Blanchard, Mattea Conforti, Zarrin Darnell-Martin, Eva Foote, Isolde Ardies, Shechinah Mpumlwana, Birva Pandya e Kira Guloien.

The Testaments è stata creata dallo showrunner ed executive producer Bruce Miller e vede come executive producer Warren Littlefield, Elisabeth Moss, Steve Stark, Shana Stein, Maya Goldsmith, John Weber, Sheila Hockin, Daniel Wilson, Fran Sears e Mike Barker, che dirigerà anche i primi tre episodi. La serie è prodotta da MGM Television.

Fonte: CS Disney+

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Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette: la serie FX da febbraio su Disney+

E’ in arrivo il 13 febbraio su Disney+ Il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy che esplora la storia d’amore tra John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette una delle coppie più iconiche d’America

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LOVE STORY: JOHN F. KENNEDY JR. & CAROLYN BESSETTE

LA SERIE FX DEBUTTERÀ IL 13 FEBBRAIO IN ESCLUSIVA SU DISNEY+

Il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy esplora la storia d’amore travolgente di una delle coppie più iconiche d’America

Con Sarah Pidgeon e Paul Anthony Kelly

Disney+ ha annunciato che Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette di FX debutterà il 13 febbraio sulla piattaforma streaming in Italia. Esplorando l’innegabile alchimia, il corteggiamento lampo e il matrimonio sotto i riflettori di una delle coppie più iconiche del XX secolo, il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy è una serie ispirata al libro di Elizabeth Beller “Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy”. Composta da nove episodi, la serie debutterà con i primi tre, seguiti da un episodio a settimana, ogni venerdì.

È stata una storia d’amore che ha catturato l’attenzione della nazione: John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) era la figura più vicina alla regalità americana. Il Paese lo ha visto trasformarsi da ragazzo a scapolo amato e celebrità mediatica. Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon) era una star a pieno titolo. Fieramente indipendente e con uno stile singolare, era passata da commessa a dirigente presso Calvin Klein, diventando una fidata confidente dell’omonimo fondatore. Il legame tra John e Carolyn fu immediato, elettrizzante e innegabile. Man mano che la loro storia d’amore prendeva forma sotto gli occhi dell’intera nazione, la fama crescente e la conseguente attenzione dei media minacciavano di separarli. Con Grace Gummer (Caroline Kennedy), Naomi Watts (Jackie Kennedy Onassis), Alessandro Nivola (Calvin Klein), Leila George (Kelly Klein), Sydney Lemmon (Lauren Bessette) e Constance Zimmer (Ann Marie Messina), Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette racconta il viaggio complesso e straziante di una coppia il cui amore privato è diventato un’ossessione nazionale.

La serie FX Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette è stata creata da Connor Hines e vede come executive producer Ryan Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Connor Hines, Eric Kovtun, Nissa Diederich, Scott Robertson, Monica Levinson, Kim Rosenstock, D.V. DeVincentis e Tanase Popa. Max Winkler è executive producer e regista dell’episodio pilota. La serie è prodotta da 20th Television.

Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla “Modalità Junior” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Disney Italia per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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The Testaments: su Disney+ in arrivo ad aprile la serie drama originale

Su Disney+ è in arrivo l’8 aprile in streaming The Testaments nuova serie drama originale della piattaforma

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UN NUOVO CAPITOLO HA INIZIO.

THE TESTAMENTS

DEBUTTERÀ L’8 APRILE IN ESCLUSIVA SU DISNEY+ IN ITALIA

 Dallo showrunner e dagli executive producer di The Handmaid’s Tale

con Ann Dowd e Chase Infiniti

Disney+ ha annunciato che la serie drama originale The Testaments, un nuovo capitolo ideato dallo showrunner e dagli executive producer di The Handmaid’s Tale, debutterà l’8 aprile su Disney+ a livello internazionale con i primi tre episodi, seguiti da nuovi episodi ogni settimana.

Evoluzione di The Handmaid’s Tale, The Testaments è tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood ed è una drammatica storia di formazione ambientata a Gilead. La serie segue le vicende delle giovani adolescenti Agnes, obbediente e devota, e Daisy, una nuova arrivata, convertita, proveniente da oltre i confini di Gilead. Mentre si muovono tra le sale dorate della scuola preparatoria d’élite per future mogli di Zia Lydia, un luogo in cui l’obbedienza viene instillata brutalmente e sempre con motivazioni religiose, il legame che le unisce diventa il catalizzatore che stravolgerà il loro passato, il loro presente e il loro futuro.

La serie vede protagonisti Ann Dowd, Chase Infiniti, Lucy Halliday, Mabel Li, Amy Seimetz, Brad Alexander, Rowan Blanchard, Mattea Conforti, Zarrin Darnell-Martin, Eva Foote, Isolde Ardies, Shechinah Mpumlwana, Birva Pandya e Kira Guloien.

The Testaments è stata creata dallo showrunner ed executive producer Bruce Miller e vede come executive producer anche Warren Littlefield, Elisabeth Moss, Steve Stark, Shana Stein, Maya Goldsmith, John Weber, Sheila Hockin, Daniel Wilson, Fran Sears, oltre a Mike Barker, che dirigerà anche i primi tre episodi. La serie è prodotta da MGM Television.

Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla “Modalità Junior” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Disney Italia per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Wonder Man: la serie Marvel che prende in giro Hollywood (e sé stessa)

Wonder Man è la nuova serie Disney+ dei Marvel Studios che prende in giro Hollywood ma anche lo stesso MCU, e che vede protagonista Simon Williams, attore e supereroe

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Tra le tante serie Marvel arrivate su Disney+, Wonder Man è probabilmente una delle più strane, curiose e interessanti. Non perché punti su grandi battaglie o colpi di scena cosmici, ma perché fa una cosa che Marvel di solito evita: guardarsi allo specchio e fare un po’ di autoironia. Il risultato è una serie che parla di supereroi solo in parte, e molto di più di identità, fama e finzione.

Il protagonista degli 8 episodi è Simon Williams, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, uno degli attori più versatili degli ultimi anni. Nella serie, Simon è un attore hollywoodiano che cerca disperatamente il suo posto nell’industria dell’intrattenimento, tra ruoli mediocri, casting imbarazzanti e un costante senso di inadeguatezza. Il dettaglio? Simon ha già dei poteri ed è già letteralmente Wonder Man. E da lì le cose, invece di semplificarsi, si complicano ancora di più. Hollywood infatti vieta ai potenziati di interpretare qualsiasi ruolo grazie a una clausola chiamata “doorman”, con tanto di intera puntata in bianco e nero che spiega il perchè di questa clausola.

Il cuore di Wonder Man non è tanto “come salvare il mondo”, ma come sopravvivere a Hollywood. La serie usa il mondo del cinema e delle serie TV come metafora di un sistema che crea icone, le consuma e poi le dimentica. Simon è forte, invulnerabile, potentissimo… ma totalmente fragile quando si tratta di capire chi è davvero. E questa contraddizione è il vero motore narrativo dello show.

Uno degli elementi più riusciti è il tono. Wonder Man non è una commedia pura, ma nemmeno un dramma pesante. Sta nel mezzo, con una satira costante che prende di mira l’industria dell’intrattenimento, il culto della celebrità e anche il Marvel Cinematic Universe stesso. In più di un momento sembra quasi che la serie stia scherzando sul concetto di “supereroe come prodotto”, un tema che Marvel conosce fin troppo bene.

A rubare spesso la scena è Ben Kingsley, che torna nei panni di Trevor Slattery, uno dei personaggi più assurdi e divisivi dell’MCU. Qui diventa una sorta di mentore improbabile per Simon: un attore che ha costruito la sua carriera su una gigantesca bugia che ora cerca, a modo suo, un po’ di redenzione. Il rapporto tra i due è caotico, ironico, ma anche sorprendentemente umano, e funziona proprio perché entrambi vivono intrappolati tra ciò che mostrano al pubblico e ciò che sono davvero.

Per quanto riguarda i poteri, sì, ci sono. Wonder Man è fortissimo, resistente, quasi indistruttibile, grazie all’energia ionica che attraversa il suo corpo. Ma la serie è molto intelligente nel non trasformare tutto questo nel centro assoluto della storia. I poteri diventano una metafora: Simon può fare cose incredibili, ma non riesce comunque a sentirsi “abbastanza”. Un’idea semplice, ma efficace, che rende il personaggio molto più vicino allo spettatore di quanto ci si aspetterebbe. Non aspettatevi una serie sulle origini di un supereroe o dei suoi poteri…

Anche dal punto di vista visivo, Wonder Man si distingue dalle altre serie Marvel. L’ambientazione hollywoodiana permette una fotografia più luminosa, patinata, quasi artificiale, che contrasta con i momenti più intimi e malinconici del protagonista. È una scelta estetica che funziona bene e rafforza il messaggio della serie: dietro lo spettacolo perfetto, c’è sempre qualcosa che scricchiola.

Nel contesto del MCU, Wonder Man non sembra voler cambiare le regole del gioco. Non introduce minacce gigantesche né eventi destinati a sconvolgere l’universo narrativo. È una serie più piccola, più personale, che arricchisce il mondo Marvel da un punto di vista diverso, quasi laterale. Una serie senza apparenti macro collegamenti (non scervellatevi a scovare easter eggs sui prossimi progetti o ad aspettare scene post credit). La mia unica paura, come successo in passato con personaggi di “face minori”, è quella di dover aspettare dinuovo molti anni prima di rivederlo. Spero che anche su questo aspetto Marvel abbia fatto autocritica e abbia piani più a medio basso termine per il personaggio.

In conclusione, Wonder Man è una delle scommesse più interessanti di Marvel Studios degli ultimi anni. Una serie che osa rallentare, riflettere e persino prendersi in giro. Non piacerà e verrà aspramente criticata  da chi cerca solo azione e colpi di scena, ma potrebbe conquistare chi ha voglia di qualcosa di più ironico, meta e sorprendentemente umano.


VOTO POPCORNERD: 7,5/10

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