Prime videoRecensioni
Da un grande Nicolas Cage, deriva un grande Spider- Noir
Spider-Noir è la serie crime supereroistica di Prime Video che vede protagonista un Nicolas Cage in grande spolvero, interprete dell’eroe anni ’30 di N.Y. City
Siamo onesti: tutti abbiamo storto il naso quando fu annunciata una serie TV su Spider-Man Noir (divenuto poi dopo ‘solo’ Spider-Noir), anche se dietro la produzione c’era la danarosa Prime Video.
Il coinvolgimento di Nicolas Cage come protagonista, fece esplodere i sensi di ragno di molti fan. “E se venisse fuori qualcosa di buono?” cominciò a balenare nella mia testa.
Nick Cage non era nuovo ad interpretare un supereroe; nell’era pre- Marvel Studios era stato Ghost Rider e aveva interpretato anche Big Daddy nell’adattamento cinematografico di Kick Ass.
Ma soprattutto aveva prestato la voce alla versione animata di Spider-Man Noir nei film della Sony su Miles Morales, Spider-Man: Into the Spider-Verse (2018) e Spider-Man: Across The Spider-Verse (2023). L’attore aveva già ‘saggiato’ il personaggio.
Da un paio di settimane lo show di Prime Video e MGM+ sta facendo parlare di sé perché è riuscito in qualcosa che nessuno si aspettava: dare una versione originale e coerente di Spider-Noir nonostante sia diverso dal fumetto e dal personaggio creato nel 2009 da David Hine, Fabrice Sapolsky, Carmine Di Giandomenico e Marko Đurđević e nonostante si distacchi da qualsiasi canone o continuity Marvel Studios o Sony.

Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR – Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
Spider-Noir è una serie TV fatta e finita realizzata in modo che anche chi non ha mai visto i film o letto alcun fumetto sul Tessiragnatele (sia esso moderno, sia esso pulp/noir) possa approcciarsi alla visione senza alcuna difficoltà.
Ma la vera mossa geniale di Prime Video riguarda proprio nel modo in cui lo spettatore può fruire della serie TV e che corrisponde a una vera e propria innovazione riguardante l’intrattenimento: Spider-Noir si può vedere a colori o in bianco e nero. La scelta sta allo spettatore.
Insomma; da come era partito sotto auspici poco incoraggianti, la serie TV su Spider-Noir ideata da Oren Uziel e Steve Lightfoot con Nicolas Cage nei panni di Ben Reilly alias Il Ragno, nel corso dei mesi ha destato molta curiosità, tanto da diventare uno dei progetti Prime più attesi di quest’anno.
Spider- Noir, Spider-Noir, friendly neighborhood Spider-Noir
Ambientata nella New York del 1933, Spider-Noir segue le vicende di Ben Reilly, investigatore privato ed ex vigilante mascherato conosciuto come “il Ragno”. Anni prima aveva abbandonato la sua attività da eroe dopo il tragico fallimento nel salvare la sua fidanzata Ruby Williams, uccisa da un criminale in cerca di vendetta.
La sua vita cambia quando viene coinvolto in una serie di casi legati al potente gangster Silvermane. Dopo l’incendio della villa del boss da parte del misterioso Jimmy Addison, un uomo dotato di poteri pirocinetici, Ben si ritrova a indagare anche sulla cantante Cat Hardy, affascinante artista dell’Alcove, un locale di proprietà dello stesso Silvermane.
Le indagini rivelano una complessa rete di segreti, tradimenti e corruzione che coinvolge il sindaco Alfred Morris, la criminalità organizzata e diversi individui dotati di poteri straordinari.
Mentre il giornalista Robbie Robertson e la segretaria Janet Lyons aiutano Ben a ricostruire il puzzle, emerge il legame tra Addison, Flint Marko e Lonnie Lincoln, ex soldati della Prima Guerra Mondiale trasformati dagli eventi del passato in uomini dotati di poteri sovrannaturali.
Quando Janet viene minacciata dagli uomini del gangster, Ben decide di indossare nuovamente il costume del Ragno e tornare a combattere il crimine.
Nel frattempo, la città diventa teatro dell’apparizione di nuovi individui dotati di poteri sovrumani, come Dirk Leyden, capace di assorbire e sprigionare elettricità.
Nicolas Cage vero cuore pulsante di un Spider-Noir carismatico
Parto col dire che senza Nicolas Cage staremmo parlando di tutta un’altra serie. L’attore premio Oscar è l’anima di Ben Reilly e di conseguenza de Il Ragno.
Cage non cerca di portare sullo schermo Spider-Man richiamandone le caratteristiche o i tratti distintivi, ma lo adatta a sé, al suo modo di recitare e alla sua personalità facendone un eroe completamente inedito.
Sotto la maschera di Spider-Noir non c’è il Ben Reilly dei fumetti o un personaggio che cerca ispirazione dalle precedenti incarnazioni cinematografiche, ma c’è Nick Cage; con le sue espressioni facciali, il suo linguaggio corporeo, la sua eccentricità (a tratti) e il carisma che l’ha reso celebre.
L’attore ha descritto la propria interpretazione come:
«70% Humphrey Bogart e 30% Bugs Bunny»
E quando guarderete la serie Spider-Noir capirete quanto ha ragione Cage.
Nonostante l’età l’attore se la cava anche bene nelle scene d’azione: stiamo sempre parlando di un prodotto supereroistico e le scene action non mancano.
Del resto Cage è fan dei comics sui supereroi da sempre, e ogni volta che gli si presenta l’opportunità di interpretare un eroe sullo schermo non perde occasione per sorprenderci e sorprendersi.
Dopo essergli sfuggito anni fa il ruolo di Superman in un ipotetico film di Tim Burton mai realizzato, Spider-Noir costituisce una sorta di riscatto per Cage, alle prese con un altro supereroe di grande impatto mediatico. Anche se in una versione alternativa, noir.
Il suo Ben Reilly è un detective tormentato, alcolizzato e privo di motivazioni, che si adatta perfettamente ai toni pulp della serie di Oren Uziel e Steve Lightfoot.
A proposito: perché Ben Reilly e non Peter Parker?

Cat Hardy (Li Jun Li) and Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
Molti telespettatori potrebbero essersi chiesti il motivo della scelta di chiamare l’uomo sotto la maschera Ben Reilly e non Peter Parker, il primo iconico personaggio a indossare i panni di Spider-Man.
Si tratta di una scelta puramente creativa; Peter Parker, a causa di determinate clausole contrattuali imposte riguardanti i diritti di sfruttamento all’interno di un prodotto d’intrattenimento è soggetto a diverse imposizioni; non può bere, fumare o usare armi da fuoco.
Come eludere questo escamotage? Cambiandogli nome, utilizzando quello del clone fumettistico di Peter, Ben Reilly, divenuto famoso grazie alla Saga del Clone. E ora anche nome di battesimo dello Spider-Noir di Nicolas Cage.
Una serie visivamente eccezionale
Qualitativamente lo show rappresenta un prodotto di altissimo livello. Si vocifera che ogni episodio sia costato circa 50 milioni di dollari (per un totale di 400 milioni), sintomo che la piattaforma Prime ha investito molto per presentare qualcosa di diverso ai suoi spettatori.
C’è stata molta cura da parte della produzione nel realizzare una serie TV che riprendesse in maniera dettagliata i crismi dei film noir e gangster classici hollywoodiani ‘dell’epoca d’oro’.
Inquadrature, dialoghi, regia, la trama stessa che in diverse occasioni fa dimenticare lo spettatore di stare guardando una serie su un supereroe, richiamano le pellicole poliziesche anni ’30 di Humphrey Bogart e George Raft. Anche l’utilizzo dei poteri dei singoli personaggi non è mai eccessivo ma cerca di rimanere coerente con lo spirito della serie senza mai sfociare in battaglie esagerate da cinecomics.
Se si deve pensare a un fumetto, c’è molto di Dick Tracy in questo Spider-Noir, ma c’è anche un richiamo verso metà serie all’horror cinematografico classico. In particolare il sesto episodio, Incubo su una barella, ha atmosfere e scene che possono essere associate a L’isola delle anime perdute, adattamento del libro di H.G. Wells, L’isola del Dottor Moreau.
Non ci sono dubbi sul fatto che questa serie è stata realizzata e costruita per essere godibile nella sua massima espressione ovvero il bianco e nero. Nel formato a colori, Spider-Noir risulta comunque una serie affascinante, ma perde un po’ di quella magia che solo il ‘black & white‘ può dare.
Villain storici catapultati tra le atmosfere pulp di Spider-Noir

Finn Byrne/Silvermane (Brendan Gleeson) and Winston (Lukas Haas) in SPIDER-NOIR Photo: Courtesy of Prime © Amazon Content Services LLC
Se la serie funziona lo si deve non solo a Cage ma a tutto il cast. Brendan Gleeson, ad esempio, è un grande Silvermane; un gangster avido e spregevole con il senso dell’onore, che si inserisce molto bene in un contesto post- Crisi del ’29 nonostante sia diverso rispetto alla sua controparte fumettistica creata da Stan Lee, John Buscema e John Romita Sr.
Intrigante e affascinante la Cat Hardy di Li Jun Li, una presenza magnetica e altrettanto pericolosa per il Ragno esattamente come la Gatta Nera lo è per Spider-Man, così come il giornalista Robbie Robertson di Lamorne Morris è un’ottima spalla in più di un’occasione per Ben Reilly.
Grande lavoro anche sui villain, scagnozzi di Silvermane; i creatori sono andati a pescare tra i peggiori nemici di Spider-Man prendendo L’Uomo Sabbia, Tombstone e Electro e proiettandoli negli anni ’30 con nuove identità e origini che li accomunano in qualche modo anche allo stesso Ben Reilly. Tra tutti spicca l’Electro di Dirk Leyden: sadico e completamente matto, è uno dei cattivi più riusciti della serie TV.
Qualche difetto però ce l’ha anche Spider-Noir
Non tutto è perfetto in Spider-Noir; se da una parte abbiamo grandi interpreti, personaggi ben scritti e un prodotto di grande valore sotto il profilo della regia e della scenografia, dall’altra troviamo una trama che, più di una volta, si ingarbuglia su sé stessa e che nella parte centrale può risultare un po’ stucchevole, prima di riprendersi nell’episodio finale.
Un altro elemento da tenere in considerazione, che molti telespettatori potrebbero percepire come una pecca, riguarda le aspettative con cui ci si avvicina alla serie. Chi ha iniziato la visione pensando che quel “Spider-Noir” significasse un prodotto interamente dedicato a Spider-Man potrebbe infatti rimanere deluso. Di Spider-Man c’è ben poco: qualche ragnatela, una maschera e alcuni nemici che ricordano le loro controparti viste nei fumetti o nei film. La serie, però, punta a essere qualcosa di diverso e di unico, distaccandosi sotto molti aspetti da ogni precedente adattamento televisivo o cinematografico legato al personaggio.
Non tutti potrebbero apprezzare questa forte componente poliziesca, che solo a tratti si ricorda di appartenere a una storia di supereroi.
Vale la pena guardare Spider-Noir?

Nicolas Cage (Ben Reilly/Spiderman) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
La serie Spider-Noir merita in primis per l’interpretazione di un irresistibile Nicolas Cage in stato di grazia. L’attore dimostra che quando sente suo il personaggio riesce a tirare fuori il meglio.
Nonostante la trama non sempre sia in grado di tenere incollato lo spettatore, Spider-Noir è uno show affascinante che non guarda principalmente ai fan di Spider-Man, ma più che altro a quelli di Nicolas Cage. È intorno a lui che viene costruito tutta la serie.
È un prodotto che ha avuto il coraggio di osare, di intrecciare elementi da thriller investigativo, noir classico con il racconto supereroistico, dimostrando che si può fare qualcosa di originale ancora nel 2026, prendendo solo spunto dal media fumetto, senza sacrificare la creatività.
Probabilmente i fan del MCU potrebbero non promuovere del tutto questa serie, ma è innegabile che Spider-Noir verrà ricordato come uno degli show più significativi del 2026 di Prime Video.
VOTO POPCORNERD: 7,5/10
Prime video
Il finale di The Boys: tutte le differenze tra serie TV e fumetto
The Boys si congeda dal suo pubblico con un finale di stagione e di serie molto controverso che non ha soddisfatto il pubblico. Ci sono diverse differenze rispetto alla trama del fumetto di Ennis e Robertson, di cui parliamo qua sotto (con qualche spoiler sulla serie TV)
Quando nel 2019 The Boys debuttò su Prime Video, fu subito chiaro che Eric Kripke e il suo team non volessero realizzare una semplice trasposizione del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, ma creare uno show con una propria identità.
Fin dalla prima stagione, infatti, la serie ha preso una strada molto diversa rispetto al materiale originale, mantenendo il tono violento, satirico e provocatorio dei comics ma trasformando completamente personaggi, dinamiche e tematiche narrative.
Ed è proprio per questo motivo che il finale della quinta e ultima stagione non prova a copiare il fumetto, ma lo rielabora per costruire qualcosa di coerente con il percorso compiuto dalla serie in questi anni, anche se (obiettivamente) ha deluso parecchio i fan dello show di Prime.
ATTENZIONE: da questo momento seguiranno SPOILER sul finale di The Boys
Il destino di Patriota: come cambia dal fumetto alla serie TV?
Una delle differenze più enormi riguarda ovviamente Patriota. Nel fumetto originale, il personaggio non viene sconfitto direttamente da Billy Butcher, come accade nello show televisivo, che gli fracassa il cranio con il famoso piede di porco. La storia di Ennis introduce infatti una delle svolte più folli dell’intera serie: Black Noir è in realtà un clone segreto di Patriota creato dalla Vought come “piano di emergenza”.
È proprio Black Noir a massacrare Patriota durante lo scontro finale alla Casa Bianca.
La serie TV elimina completamente questa storyline, scegliendo invece di rendere Patriota il vero responsabile di tutte le atrocità viste nel corso della storia. Si tratta di una decisione che cambia radicalmente il peso emotivo del finale.
Lo show costruisce infatti Patriota come il simbolo definitivo dell’abuso di potere: un uomo convinto di essere superiore all’umanità, ossessionato dal controllo e dall’adorazione pubblica. Vederlo perdere i poteri, implorare pietà davanti alle telecamere e venire distrutto da Butcher rappresenta una conclusione molto più catartica rispetto al fumetto.
Il piede di porco resta fondamentale
Nonostante i tantissimi cambiamenti, la serie mantiene comunque alcuni riferimenti iconici al materiale originale.
Il più importante è sicuramente il piede di porco di Billy Butcher. Nel fumetto il capo dei Boys utilizza quest’arma per uccidere Black Noir. Nella serie TV invece la usa contro Patriota, trasformando quel dettaglio in un omaggio diretto ai comics di Ennis. È una scelta intelligente, perché permette allo show di rispettare il fumetto.
Anche il destino di Butcher cambia parecchio
Un altro elemento che la serie mantiene dal fumetto è il ruolo di Hughie nella morte di Butcher.
In entrambe le versioni della storia è infatti Hughie a fermarlo definitivamente quando decide di scatenare il virus contro tutti i superumani, ma ancora una volta il contesto è completamente diverso.
Nel fumetto, Butcher è ormai totalmente fuori controllo. Ha già ucciso Frenchie, Kimiko e MM perché considera chiunque abbia il Composto V una minaccia da eliminare. È un personaggio ormai privo di qualsiasi umanità.
La serie TV invece sceglie una strada molto più tragica e sfumata. Il Butcher interpretato da Karl Urban rimane devastato dall’odio e dalla perdita, ma conserva fino all’ultimo una parte di sé ancora umana. È proprio questo dettaglio a rendere il confronto finale con Hughie molto intenso. Lo show lascia persino il dubbio che Butcher potesse fermarsi davvero.
Il team dei Boys sopravvive (quasi tutto)

Tomer Capone (Frenchie), Karen Fukuhara (Kimiko), Karl Urban (Billy Butcher), Erin Moriarty (Annie January aka Starlight), Jack Quaid (Hughie Campbell)
Nei fumetti, il finale di The Boys è una vera carneficina. Butcher elimina praticamente tutti i membri del gruppo prima che Hughie riesca a fermarlo, trasformando la conclusione della storia in una tragedia totale.
La serie TV rifiuta invece questa visione completamente nichilista e Kripke confeziona un lieto fine per i suoi ‘ragazzi’.
MM riesce finalmente a ritrovare la propria famiglia, Kimiko sopravvive e si costruisce una nuova vita, Hughie e Annie / Starlight ottengono un vero finale da ‘favola’ con lei negli ultimi minuti dell’episodio finale, incinta e al fianco dell’uomo amato.
Persino Ryan assume un ruolo completamente diverso rispetto al fumetto, dove il personaggio viene ucciso praticamente subito dopo la nascita. Nella serie, invece, Ryan rappresenta la possibilità di interrompere il ciclo di odio e violenza creato da Patriota e Butcher. Ed è probabilmente la scelta narrativa più importante dell’intero finale.
Abisso e quel finale migliore (nel fumetto)
La quinta stagione modifica parecchio anche il destino di alcuni villain secondari.
Abisso, per esempio, nei fumetti sopravvive tranquillamente agli eventi finali e continua persino a lavorare per la Vought.
La serie TV decide invece di ‘regalargli’ una morte perfettamente coerente con il tono grottesco dello show, con il personaggio che viene trascinato in mare e ucciso dalle creature marine che aveva sempre sfruttato e manipolato.
Una fine ironica, crudele e assolutamente perfetta per la controparte televisiva interpretata da Christopher Chace Crawford.
Il finale della serie TV funziona meglio o peggio di quello del fumetto?
Stabilire quale finale sia “migliore” tra fumetto e serie TV non è semplicissimo, perché le due opere raccontano storie molto diverse.
Il fumetto di Ennis è una gigantesca satira nichilista del genere supereroistico. È un’opera rabbiosa, pessimista e profondamente cinica, coerente con la visione dell’autore dall’inizio alla fine.
La serie TV di The Boys invece, pur mantenendo violenza estrema, gore e critica sociale, sceglie gradualmente una direzione più emotiva e umana, non parlando soltanto di supereroi corrotti ma anche di trauma, manipolazione, abuso di potere e soprattutto della possibilità di reagire a un sistema apparentemente invincibile.
Il fumetto vuole lasciare il lettore svuotato, mentre la serie TV invece punta alla catarsi e al dare speranza e un futuro al domani del mondo di The Boys.
Probabilmente per lasciare una porta aperta alla piattaforma Amazon qualora volesse distaccarsi completamente dall’opera originale e andare oltre le idee di Ennis, per portare sullo schermo uno o più sequel.
Al momento l’unico show post- The Boys confermato è il prequel, Vought Rising, con protagonista il team di Soldatino che uscirà il prossimo anno in streaming su Prime Video.
Ma ‘mai dire mai’; qualora Kripke avesse l’idea giusta, sarebbe pronto a riprendere quel mondo dove al momento regna la pace e riportare caos e distruzione, massacri, tragedie e disperazione. E, in quel caso, i Boys televisivi sarebbero pronti a entrare nuovamente in azione!
*Fonte del presente articolo: comicbook.com
News
Vought Rising: Teaser del prequel di “The Boys”, in arrivo su Prime Video nel 2027
Primo teaser di Vought Rising spin off prequel della serie The Boys in arrivo su Amazon Prime Video nel 2027
Dove tutto ebbe inizio: svelato il teaser ufficiale di Vought Rising
Il prequel della serie di successo The Boys arriverà in esclusiva
su Prime Video nel 2027
Prime Video ha svelato oggi le prime immagini di Vought Rising, l’attesissima nuova serie ambientata nell’universo di The Boys, fenomeno mondiale vincitore di numerosi Emmy Award, con Jensen Ackles e Aya Cash. L’emozionante teaser offre un’anticipazione del prossimo capitolo, in uscita nel 2027.
Tutte le serie dell’universo di The Boys sono disponibili in esclusiva su Prime Video in oltre 240 paesi e territori nel mondo.
- Mason Dye as Bombsight
- Jensen Ackles as Soldier Boy
Vought Rising vedrà protagonisti Jensen Ackles e Aya Cash, che figurano anche come produttori della serie. Il cast include, inoltre, Mason Dye, Will Hochman, KiKi Layne, Jorden Myrie, Nicolo Pasetti, Elizabeth Posey, Ricky Staffieri, e Brian J. Smith.
- Elizabeth Posey as Private Angel
- Will Hochman as Torpedo
Paul Grellong sarà showrunner ed executive producer. Eric Kripke, Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Pavun Shetty, Ori Marmur, Ken Levin, Jason Netter, Garth Ennis, Darick Robertson, Michaela Starr, e Jim Barnes figurano come executive producers della serie, prodotta da Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios, in associazione con Kripke Enterprises, Point Grey Pictures, e Original Film.
*Fonte: Comunicato Stampa Prime Video
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