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Cinema

Il Diavolo Veste Prada 2: il 20 aprile diretta streaming su Disney + del red carpet

Il 20 aprile Disney+ trasmetterà in streaming la diretta da New York del red carpet della prima mondiale de Il Diavolo veste Prada 2. Presente tutto il cast della pellicola tra cui Meryl Streep, Anne Hathaway e Emily Blunt

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Disney

IL 20 APRILE DISNEY+ TRASMETTERÀ IN DIRETTA STREAMING
DA NEW YORK IL RED CARPET DELLA PRIMA MONDIALE DE
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2

Gli abbonati avranno un posto in prima fila
alla serata più glamour della stagione cinematografica

Il film 20th Century Studios Il Diavolo Veste Prada 2
arriverà nelle sale italiane il 29 aprile

Il red carpet dell’attesissima anteprima mondiale del film 20th Century Studios Il Diavolo Veste Prada 2 sarà trasmesso in diretta streaming su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Unitioffrendo agli abbonati in tutto il mondo un posto esclusivo in prima fila in occasione di una delle serate più glamour dell’anno. L’evento, che celebrerà l’imminente arrivo del film al cinema alla presenza di numerose star, si terrà lunedì 20 aprile al Lincoln Center di New York City. In Italia, la diretta streaming inizierà alle 23:30, mentre a seguire sarà disponibile la replica dell’evento.

L’esperienza live avvicina più che mai i fan all’emozione, al glamour e alla magia dietro le quinte di una grande prima cinematografica. Tra momenti di alta moda, celebrità, interviste al cast e sorprese speciali, gli abbonati a Disney+ avranno accesso esclusivo alla visione di un evento in cui ogni dettaglio sarà degno di una sfilata.

(L-R) Anne Hathaway as Andy Sachs, Meryl Streep as Miranda Priestly and Stanley Tucci as Nigel Kipling in 20th Century Studios’ THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Alla serata parteciperanno il cast e i filmmaker del film, tra cui Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Caleb Hearon, Helen J. Shen, il regista David Frankel, la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna e molti altri.

In attesa del sequel, i fan possono rivivere il fenomeno globale originale, Il Diavolo Veste Prada, in streaming su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti.

(L-R): Meryl Streep as Miranda Priestly and Stanley Tucci as Nigel Kipling in 20th Century Studios’ THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.

IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 

A vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel film 20th Century Studios Il Diavolo Veste Prada 2, il tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione. Il film è diretto da David Frankel, scritto da Aline Brosh McKenna, prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il Diavolo Veste Prada 2 arriverà nelle sale italiane il 29 aprile.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Disney Italia per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Cinema

Kill Bill: The Whole Bloody Affair: al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

Kill Bill: The Whole Bloody Affair è la nuova formula che ripropone il capolavoro di Quentin Tarantino al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

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Presentano

Scritto e diretto da Quentin Tarantino

DAL 28 MAGGIO AL 3 GIUGNO AL CINEMA

Plaion Pictures e Midnight Factory sono liete di annunciare che Kill Bill: The Whole Bloody Affair, acquisito da Lionsgate, arriverà al cinema dal 28 maggio al 3 giugno, in un evento speciale di 7 giorni, come svela il poster ufficiale. Per la prima volta, il capolavoro di Quentin Tarantino sarà proposto nelle sale italiane come un unico film di 281 minuti, superando la divisione in Volume 1 (2003) e Volume 2 (2004): una scelta che restituisce al pubblico l’idea originaria del regista, che aveva concepito Kill Bill come un’opera unica prima della separazione per esigenze distributive.

A oltre vent’anni dall’uscita, il pubblico italiano potrà così vedere il quarto film di Tarantino nella forma più completa e fedele alla sua visione. Proprio la locandina italiana ricorda cosa rende imperdibile questa versione del cult immortale, finalmente nei cinema senza tagli, con scene mai viste e in un’unica opera.

Il montaggio di Kill Bill: The Whole Bloody Affair elimina infatti il cliffhanger finale del primo capitolo e il riassunto iniziale del secondo, introducendo novità significative come il celebre scontro con gli 88 folli presentato per la prima volta interamente a colori e sequenze totalmente inedite che arrivano in Italia in versione originale sottotitolata.

Fra queste, 7 minuti e mezzo inediti dell’iconico flashback in stile anime, prodotto dal leggendario studio Production I.G., che esplora il tormentato passato di O-Ren Ishii (Lucy Liu). A coronare questa edizione definitiva, inoltre, la presenza di The Lost Chapter: Yuki’s Revenge, un vero e proprio cortometraggio nato da un’idea di Tarantino rimasta per anni nel cassetto e ora portato alla luce grazie al noto motore grafico Unreal Engine, con la sorella della letale Gogo Yubari in cerca di vendetta.

In Kill Bill: The Whole Bloody Affair, Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un’imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill.

Sono proprio La Sposa e la sua arma prediletta, la micidiale katana forgiata da Hattori Hanzo, ad essere al centro del poster italiano: un’immagine iconica che restituisce immediatamente tutta la potenza visiva, l’estetica inconfondibile e lo spirito che attraversano l’intero film.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair non è soltanto una versione estesa, ma la possibilità di riscoprire Kill Bill come un’unica grande opera sulla vendetta, fra le migliori mai girate: uno spettacolo continuo in cui Tarantino fonde cinema di arti marziali, chambara giapponese ed exploitation in un linguaggio personale, visivamente esplosivo e profondamente cinefilo, costruito attraverso rimandi e reinvenzioni della storia del cinema.

La visione integrale valorizza così la struttura ritmica e narrativa del film, permettendo di cogliere appieno l’evoluzione della Sposa e restituendo tutta la forza di una saga epica contemporanea. Un evento davvero unico e irripetibile che consentirà alle nuove generazioni e ai “vecchi” fan di Kill Bill di vivere sul grande schermo tutti insieme e tutto d’un fiato l’affresco di sangue dipinto da Tarantino esattamente come lo aveva sempre desiderato.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair arriverà al cinema per una settimana dal 28 maggio al 3 giugno con Plaion Pictures e Midnight Factory.

@plaionpicturesit

@Midnightfactoryit

#KillBill #TheWholeBloodyAffair

*Fonte: Comunicato stampa Echo Group per Midnight Factory

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Animazione

Super Mario Galaxy – Il film: una corsa in quella galassia fin troppo lontana

La nuova avventura dell’idraulico italiano su grande schermo che prova a lanciarsi verso le galassie più lontane.

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Ci fu un tempo in cui si cercò di nobilitare il mezzo del cinematografo. Nei primi vent’anni della sua esistenza i discorsi sul cinema posero prevalentemente una questione di collocamento: dove si posiziona il cinema? Fenomeno di costume, scoperta scientifica, forma d’arte?

Questa discussione riscontrò ben presto il disinteresse di molti, che bollarono la settima arte come “meccanica per eccellenza”. Da qui nacque l’istanza della nobilitazione, tradotta con la visione di un cinema colto e legato alla consolidata esperienza della letteratura.

Non è un caso che agli intellettuali del tempo non sfuggì il dibattito scaturito dal film L’Inferno (1911) di Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan.

Questa unione fra la letteratura e le incisioni di Gustave Doré ebbe facilmente l’attenzione delle classi sociali più altolocate che si dilettavano nella lettura dell’opera di Dante Alighieri.

D’altronde è dal rapporto, a volte anche turbolento, fra libri e cinema se oggi ricordiamo capisaldi come Nosferatu il vampiro (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau.

Per gran parte della sua storia, quest’arte ha inseguito e anche cercato di creare mode: dai romanzi classici all’invenzione dell’odorama (un sistema multisensoriale che doveva aggiungere odori alle proiezioni), fino ai fumetti, l’ascesa – e discesa – del 3D ed infine i videogiochi.

La principessa Rosalinda e gli Sfavillotti

Il livello bonus per l’industria del cinema

Questi ultimi sono ancora novellini nel pantheon delle arti, eppure già scatenano l’invidia di molti loro compagni veterani, seppur da un punto di vista meramente economico.

Difatti una fra le prime ad accorgersi del loro potere è stata proprio quella scritta che troneggia sulle colline di Los Angeles, sempre pronta a fiutare nuovi modi per recuperare qualche dollaro.

L’industria di Hollywood, in fiamme nel mezzo di una crisi senza precedenti, oggi più che mai ha necessità di trovare la prossima macchina da soldi in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico più ampio.

L’obbiettivo e la scelta sono dunque chiari: portare sul grande schermo il videogioco, insieme al suo giro d’affari che smuove miliardi di dollari, con la benedizione delle aziende proprietarie dei brand più famosi.

Ed ecco come nasce Super Mario Bros – Il film (2023), pellicola prodotta dalla casa di sviluppo Nintendo e realizzata dallo studio d’animazione Illumination, meglio conosciuto per l’universo di Cattivissimo Me ed i sempre presenti Minions.

Il successo planetario ha evidentemente favorito l’immediata realizzazione di questo sequel, che riprende il nome di una delle avventure videoludiche più iconiche dell’idraulico italiano: Super Mario Galaxy.

I delicati terreni del Regno dei Funghi

Lavorare con una proprietà intellettuale esterna al proprio medium è una pericolosissima responsabilità, soprattutto per la paura della fedeltà al materiale originale.

Molti appassionati dell’opera da cui deriva il film si aspettano un determinato contenuto che segua in maniera rigorosa la duologia dei giochi di partenza. Se ci sono stravolgimenti allora si è certi che, nel bene e nel male, si riceveranno critiche al proprio operato.

Occorre però ricordare a questo pubblico che il cinema è un mezzo diverso. A volte tagliare, ripensare, approfondire o cambiare totalmente alcuni elementi del gioco originale che non funzionano in pellicola può essere solo un bene per il film.

Il primo lungometraggio di Super Mario soffriva molto questa responsabilità. Tutto veniva ridotto ad una citazione continua, che tralasciava la sceneggiatura solo per esaltare continuamente tutti i giocatori che riuscivano a riconoscere il nemico o il potenziamento mostrato a schermo.

Per Super Mario Galaxy – Il film la coppia di registi formata da Aaron Horvath e Michael Jelenic ha tentato di aggiustare il tiro, proponendo però una sempre classica avventura di Mario e Luigi in salsa leggermente spaziale.

“Everyone is here!”

Si decide da subito di accendere i riflettori sui nuovi personaggi: dall’iconico dinosauro Yoshi, al piccolo perfido Bowser Jr., fino alla principessa Rosalinda e “l’inaspettato” Fox McCloud, oltre ad altre sorprese che vi lasciamo scoprire.

Riflettori che però esauriscono subito le batterie, poiché tutta questa nuova risma ha veramente poco da raccontare. Si tratta per lo più di aiutanti, autori di gag o presenze utili solo per arrivare ad una determinata scena.

Lo sviluppo che viene dato a Bowser e suo figlio rimane una goccia d’acqua in un mare prosciugato senza approfondimenti e con dialoghi non proprio interessanti.

L’avventura ha poi un sapore poco “galattico”. Tutte le nuove ambientazioni, seppur realizzate con molta cura, non danno mai la sensazione di essere in un luogo lontano dal regno dei funghi.

I momenti nello spazio rimangono vuoti, belli da vedere ma privi di sostanza e addobbati solo con qualche Stella Lancio.

Fox McCloud, protagonista del videogioco Star Fox

+1UP per il team Illumination

Il miglioramento più evidente lo fa il ritmo della vicenda. Mentre il precedente film aveva un montaggio forsennato e maldestro, che lo faceva risultare un insieme di cortometraggi appiccicati fra loro, in questa nuova pellicola le scene si prendono il loro tempo, hanno più respiro e la storia procede in maniera più fluida.

Rimane invece invariato (per fortuna) l’eccellente comparto artistico: gli ambienti, i veicoli e i personaggi sono curati minuziosamente con un’animazione in computer grafica che ha davvero poco da invidiare alle produzioni Disney.

Una gioia per gli occhi ulteriormente impreziosita dalla buona regia di Horvath e Jelenic, che tramite carrelli laterali e piccoli piani sequenza nelle scene d’azione donano vivacità al prodotto finale.

In conclusione

Ancora una volta l’universo Nintendo sposa in maniera superficiale il cinema. Si trascura la sceneggiatura, che rimane minimale e in certi momenti abbozzata.

Il risultato è una corsa ad acchiapparello fra buoni e cattivi in una gita fuori porta bollata come un viaggio fra galassie.

L’esperienza del primo film ha sicuramente portato maggiore consapevolezza al team di Illumination, ma il passo avanti è ancora troppo piccolo. Né la tecnica né le opportune citazioni al mondo di Mario e Luigi bastano per soprassedere sui problemi di una basilare scrittura.


VOTO POPCORNERD: 6.5 / 10

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Cinema

La riflessione di The Drama

I what-if di The Drama vi metteranno alla prova. Sarete abbastanza coraggiosi da voler rispondere? Per chi non lo è… c’è The Drama!

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Sono andata a vedere The Drama solo per Zendaya e Robert Pattinson, e ho fatto bene!

The Drama in breve

The Drama è il nuovo film di Kristoffer Borgli, regista di Sick of Myself, Dream Scenario – Hai mai sognato quest’uomo?, titoli che (confesso) in realtà non ho visto perché prima di questo film non avevo la minima idea di chi fosse questo regista.

Ho visto la diretta del Cinema Adriano durante l’anteprima italiana del film e devo ammettere di aver scambiato Borgli per Charlie Heaton, il Jonathan Byers di Stranger Things. E scommetto anche tu che stai leggendo questo articolo lo avrai pensato… per cui andiamo avanti.

The Drama racconta la storia di Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) una giovane coppia di promessi sposi che alla quasi vigilia del giorno tanto atteso decidono per gioco che ognuno di loro deve rivelare il segreto più oscuro che custodiscono.

Stanno insieme da un paio d’anni e l’intesa tra i due c’è, anche quella sessuale come dice bene Charlie.

La storia ha poco tempo per farti capire quanto i due si amino e siano fatti l’uno per l’altra, ma ci prova e ci riesce.

Per Charlie, Emma è perfetta, estroversa, bellissima, simpatica. Per Emma, Charlie è un porto sicuro e scopriamo più avanti che ha passato la maggior parte dell’adolescenza senza amici.

Una sera, capita che durante l’ennesima prova del menù, bevino un po’ troppo ed è a quel punto che IL SEGRETO venga svelato.

Non il segreto per realizzare i propri sogni, ma il segreto più oscuro che Emma possiede. Che ha tenuto per sè per tanti anni, che non ha mai avuto il coraggio di rivelare, ma si sa… in vino veritas.

A questo punto parte la riflessione di Charlie.

Zendaya, Kristoffer Borgli e Robert Pattinson sul set di The Drama

Zendaya, Kristoffer Borgli e Robert Pattinson sul set di The Drama

Le domande di The Drama

Fermati un attimo e chiediti, qual è la cosa peggiore che puoi accettare da un partner? Conta di più il pensiero o un’azione? Una volta scoperto il segreto peggiore, il lato più oscuro della persona che stai per sposare, la sposeresti lo stesso?

Queste sono alcune delle domande che The Drama ci pone.

Lo fa in maniera “diretta”, e sono, dopotutto, le stesse domande che si pongono i protagonisti della storia.

Sottoposti anche alle pressioni degli amici, un peso giudiziale da non sottovalutare nel momento in cui si ragiona su quanto si ami una persona. O cosa voglia dire amare una persona.

Chiaramente è la nostra vita e non quella dei nostri amici, ma saremmo disposti a sostenere i loro sguardi giudicanti per tutta la vita?

Insomma, mettetevi nei panni di Charlie, il matrimonio è tra pochi giorni e scoprite che la persona che ritenevate perfetta, in realtà potrebbe non esserlo.

Vale la pena segnalare che il peccato di cui si macchia Emma, è estremamente americano ed è difficile quasi poter… immedesimarsi o renderlo per noi “tangibile”. Non fraintendetemi, è molto tangibile come segreto, solo che si tratta di una realtà che a noi italiani appartiene poco, per fortuna.

Robert Pattinson e Zendaya in The Drama

Robert Pattinson e Zendaya in The Drama

Cosa prova a fare?

The Drama racconta e prova a rispondere ai dilemmi citati prima in modo sublime.

Mai pesante, qualche volta giudicante, soprattutto nel personaggio di Alana Haim, e spesso divertente. Non è una rom-com degli anni ’90 simpatica e basta, è molto più.

Produrrà delle risate a denti stretti, delle risate alla “OH NO, NON L’HA FATTO”, ma pur sempre del sorriso e dell’intrattenimento.

Tutto questo facendo anche un’attenta e interessante riflessione su quella che è la genesi del segreto di Emma, andando a scavare nella psicologia del perché è successo quello che è successo.

Nonostante alcune proteste in madre patria, penso che il film racconti la tematica con estrema delicatezza e intelligenza. Emma si è ritrovata in quella situazione per colpa della cultura in cui è nata, in cui non conosceva altro se non quello.

Per quello che può essere una mia risposta a questa problematica, vedo questo film come un: “Signori, esiste questo problema, per Emma è nato così, può esserci una strada per risolverlo e cercare di contrastarlo?

La visione di chi scrive però è molto distaccata dalla problematica, come accennavo, per cui potrebbe essere molto semplicistica rispetto a un paese come gli Stati Uniti d’America dove è abbastanza sentito.

Alana Haim in The Drama

Alana Haim in The Drama

I what if della vita

Il segreto viene affrontato profusamente nella storia e va bene, ma The Drama non è solo quello.
È una riflessione sui what if della vita: cosa sarebbe successo se non avessi mai scoperto il segreto? Come reagiresti al posto di Charlie? Quindi Emma è buona o cattiva? Se quella farfalla avesse sbattuto le ali una volta in più, cosa sarebbe cambiato nel mondo?

Se avete il coraggio di rispondere a queste domande, buon per voi, per il resto di noi… c’è The Drama.


VOTO POPCORNERD 8/10

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