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DanDaDan: i segreti dietro Otonoke, l’opening della 1° stagione dei Creepy Nuts
Se l’anime di DanDaDan ha fatto successo lo si deve anche alle sue opening e ending. Oggi parliamo di Otonoke dei Creepy Nuts
DanDaDan è uno dei fenomeni anime degli ultimi anni. Quello che ha fatto la fortuna prima del manga, di cui abbiamo parlato qui, e poi dell’anime, è il bilanciamento all’interno della trama di science fiction/horror da una parte e comedy/romance dall’altra, utilizzando al contempo un linguaggio visivo riconoscibile e travolgente.
L’adattamento animato prodotto da Science SARU, disponibile su Crunchyroll e Netflix con gli episodi delle prime due stagioni, è stato confermato che proseguirà con una terza scoppiettante e folle stagione (già in produzione) dopo il grande successo riscontrato tra il pubblico.
C’è sempre stata, sin dai primi episodi, una cura importante nei dettagli, e non stiamo parlando solo dell’animazione ma anche di tutti gli elementi che compongono l’anime tra cui la parte musicale.
Opening e ending degli anime in generale, sono state negli ultimi anni sempre più parte integrante e importante del successo di un’anime. Anche DanDaDan non è da meno.
In particolare l’opening della prima stagione riesce a cogliere l’essenza dell’opera e presentare in pochi minuti quello che gli spettatori di devono aspettare da questo folle anime; stiamo parlando di Otonoke dei Creepy Nuts che trovate di seguito.
La sigla di apertura della prima stagione di DanDaDan con quel ritmo incalzante e quel testo cantato senza mai prendere fiato, non è soltanto uno dei brani anime più popolari degli ultimi anni che ti entra in testa e non ti abbandona più, ma anche un concentrato di riferimenti al folklore giapponese, alle leggende urbane, al cinema horror e alla cultura pop contemporanea.
Non sorprende quindi che il brano abbia conquistato il pubblico di tutto il mondo, diventando un vero fenomeno virale e arrivando a vincere sia il premio come Miglior Opening sia quello come Miglior Canzone ai Crunchyroll Anime Awards 2025.
Il significato nascosto di Otonoke
Già dal titolo si comprende quanto il brano sia strettamente legato alle tematiche dell’opera di Yukinobu Tatsu.
“Otonoke” nasce dalla fusione di due termini: oto (“suono”) e Yamanoke, il nome di uno yokai associato a una celebre leggenda urbana giapponese. Il risultato è una parola che richiama contemporaneamente la musica e il mondo degli spiriti, due elementi centrali nella filosofia della canzone.
Secondo i Creepy Nuts, il brano vuole rappresentare il rapporto tra esseri soprannaturali e esseri umani, un legame che riflette metaforicamente anche quello che si crea tra musicisti e ascoltatori.
Tra Sadako, Kayako e il grande horror giapponese
Uno degli aspetti più affascinanti di Otonoke è la quantità di omaggi al cinema horror.
Nel testo compaiono infatti “Sada-chan” e “Kaya-chan“, soprannomi che richiamano immediatamente Sadako Yamamura di The Ring e Kayako Saeki di Ju-On/The Grudge, probabilmente le due figure più iconiche dell’horror giapponese moderno.
Il riferimento non è casuale. Yukinobu Tatsu, mangaka geniale dietro DanDaDan, ha più volte dichiarato di essere un grande appassionato di Sadako vs. Kayako, il crossover che mette le due leggendarie entità una contro l’altra e che ha ispirato l’autore, in un momento di crisi creativa, per l’ideazione proprio di DanDaDan.
Da idee come questa nasce l’idea di mescolare paura e comicità, una caratteristica che definisce perfettamente l’identità di DanDaDan.
Nel brano trova spazio persino un omaggio al regista M. Night Shyamalan, che con film come Il Sesto Senso, Signs, The Village, Split, negli anni ha contribuito a rendere popolare il cinema soprannaturale anche al di fuori del Giappone.
Yamanoke, Kuwabara e le leggende urbane
L’occulto presente nella sigla non si limita alle citazioni cinematografiche.
Tra le parole utilizzate compare infatti “haireta“, termine associato sempre alla leggenda urbana di Yamanoke. Secondo il racconto, chi viene posseduto dallo spirito inizierebbe a ripetere in modo ossessivo alcune parole senza apparente significato.
Anche il mantra “Kuwabara” occupa un ruolo importante. Nella tradizione popolare giapponese viene pronunciato per allontanare fulmini, maledizioni e presenze maligne, assumendo una funzione protettiva simile a quella degli scongiuri occidentali.
Si tratta di dettagli che molti spettatori internazionali potrebbero non cogliere immediatamente, ma che aggiungono ulteriore profondità al testo, poiché possessione, maledizione e spiriti maligni sono decisamente presenti in DanDaDan.
Il mistero delle 4:44
Tra gli easter egg più inquietanti figura il riferimento alle 4:44 del mattino.
In Giappone il numero quattro è tradizionalmente associato alla morte perché la sua pronuncia, “shi”, coincide con quella della parola che significa appunto “morte”. Per questo motivo il numero viene spesso evitato negli ospedali, negli alberghi e negli edifici residenziali.
L’orario 4:44 è quindi diventato nell’immaginario collettivo una sorta di “ora degli spiriti“, il momento in cui il confine tra il mondo umano e quello soprannaturale si farebbe più sottile.
Una citazione perfetta per una serie che mette continuamente in discussione il confine tra realtà, fantasmi e alieni.
Sai no Kawara e il folklore buddhista

Sai no Kawara
Tra i riferimenti meno immediati troviamo anche Sai no Kawara, luogo appartenente alla tradizione buddhista giapponese.
Secondo la leggenda, si tratta di una spiaggia dell’aldilà dove le anime dei bambini morti prematuramente costruiscono torri di pietra nel tentativo di raggiungere la salvezza spirituale.
È uno degli elementi più malinconici e inquietanti del folklore nipponico e testimonia quanto il testo della canzone sia stato costruito con estrema attenzione ai dettagli culturali.
Non solo horror: gli omaggi agli shonen del genere di Shonen Jump
Otonoke è però anche una lettera d’amore al mondo degli anime e dei manga.
Nel testo compaiono numerosi richiami a celebri serie di Shonen Jump. Alcuni sono più evidenti, come il riferimento a One Piece (“wataru oounabara”) attraverso l’immagine dell’attraversamento del mare aperto, mentre altri sono più nascosti.
Si possono individuare citazioni a Chainsaw Man (“lyrical chainsaw massacre” ), Naruto Shippuden, Demon Slayere persino Jujutsu Kaisen, a testimonianza di quanto il brano voglia celebrare l’intero immaginario della moderna cultura pop giapponese.

Anche le immagini in stile shadow box della sigla di apertura rendono omaggio a Ultraman, con gli orecchini di Momo che si sfocano in modo da assomigliare agli occhi dell’eroe sentai. Ma non è l’unica reference come potete vedere nell’immagine qui sopra.
Gli stessi Creepy Nuts inseriscono inoltre un’autocitazione alla loro precedente hit anime, Bling-Bang-Bang-Born, opening della seconda stagione di Mashle.
Una sigla che racconta l’essenza di DanDaDan
La vera forza di Otonoke è quella di riuscire a condensare in pochi minuti tutto ciò che rende speciale DanDaDan.
Horror e comicità, folklore e fantascienza, leggende urbane e cultura pop convivono in un equilibrio apparentemente impossibile ma perfettamente coerente con l’opera di Yukinobu Tatsu.
Anche la sequenza animata realizzata da Science SARU contribuisce a questa sensazione, alternando richiami agli show tokusatsu, suggestioni da film horror e immagini psichedeliche che sembrano provenire direttamente da un sogno febbrile.
Non è quindi sorprendente che milioni di spettatori siano rimasti immediatamente conquistati da quell’inarrestabile ritornello scandito da un semplice ma irresistibile “Dandadan, Dandadan, Dandadan“.
E non perdetevi la cover di un’altra sigla iconica dell’anime DanDaDan, Hunting Soul, riadattata e tradotta da AnimeinCover, disponibile ORA sui relativi canali social!!
Anime
L’anime di SSS-CLASS REVIVAL HUNTER arriverà a gennaio 2027
Crunchyroll annuncia l’arrivo a gennaio 2027 dell’atteso anime SSS-CLASS REVIVAL HUNTER e presenta il primo teaser trailer, la key visual, il cast e lo staff.

L’ANIME SSS-CLASS REVIVAL HUNTER ARRIVERÀ A GENNAIO 2027
Crunchyroll trasmetterà l’attesissima serie in streaming e svela il primo teaser trailer, la key visual, il cast e lo staff
La scalata ha inizio. Il popolare webcomic e web novel coreano SSS-Class Revival Hunter diventa ufficialmente una serie anime. L’anime debutterà a gennaio 2027 e sarà disponibile in streaming su Crunchyroll in tutto il mondo, ad eccezione dell’Asia, con disponibilità anche nel subcontinente indiano, in Indonesia, Singapore, Filippine e Malesia.
Il primo teaser trailer e la prima key visual offrono un assaggio dell’inizio del viaggio di Gongja Kim. Hunter di rango piú basso, Gongja conduce un’esistenza priva di particolari emozioni e guarda con invidia coloro che sono riusciti a raggiungere i vertici. Sopra di lui fluttua una misteriosa carta che emana una luce intensa, mentre alle sue spalle lo osserva silenziosamente l’uomo conosciuto come lo Sword Emperor.
È stato inoltre annunciato il cast giapponese della serie, che include:
Takeo Otsuka nel ruolo di Gongja Kim
Satoshi Hino nel ruolo dello Sword Emperor
La serie anime è diretta da Hiroaki Sakurai, con sceneggiatura di Sayuri Oba e character design di Takahiro Yoshimatsu. L’animazione è prodotta da STUDIO fu.

SINOSSI UFFICIALE:
Una misteriosa torre gremita di mostri è apparsa all’improvviso, il che ha spinto gli Hunter a rischiare le loro vite per la gloria e la ricchezza. Kim Gongja, un debole Hunter di Rango F, passa le sue giornate a invidiare il Flame Emperor che è considerato il miglior Hunter. Ma finalmente arriva per lui l’opportunità di raggiungere la grandezza, quando si allea con lo Sword Emperor e guadagna una rara abilità di Rango S, ma con una problematica condizione: deve morire per attivarla.
Ulteriori informazioni sulla serie sono disponibili qui:
Leggi il Webcomic su Tapas: tapas.io/series/sss-class-revival-hunter
Leggi il Webcomic su KakaoPage: page.kakao.com/content/56243215
Staff
- Regia: Hiroaki Sakurai
- Sceneggiatura: Sayuri Oba
- Character Design: Takahiro Yoshimatsu
- Produzione dell’animazione: STUDIO fu
*Ringraziamo gli uffici stampa Crunchyroll per la condivisione del comunicato di cui sopra
Anime
Crunchyroll annuncia l’acquisizione di Witch on The Holy Night e rilascia il trailer
Crunchyroll annuncia l’acquisizione di Witch On The Holy Night e svela la data di uscita al cinema del nuovo attesissimo film anime.

Crunchyroll, la destinazione per eccellenza dei fan degli anime a livello globale, ha annunciato la data d’uscita italiana per il nuovo film anime fantasy Witch on The Holy Night. La storia – animata da ufotable, il noto studio d’animazione dietro il pluripremiato film Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Il Castello dell’Infinito I – arriverà sul grande schermo dal 28 gennaio 2027.
Witch on the Holy Night è l’adattamento dell’omonimo visual novel del 2012, scritto da Kinoko Nasu e sviluppato da TYPE-MOON. TYPE-MOON è la società dietro l’acclamato franchise Fate, che dal primo best-seller Fate/stay night si è poi espanso tra generi diversi come anime, manga, giochi e film. Lo studio ha già collaborato con ufotable su altri titoli mati dai fan, come The Garden of Sinners, Fate/Zero, Fate/stay night [Unlimited Blade Works], e THE MOVIE Fate/stay night [Heaven’s feel].

Sinossi ufficiale del film:
Aoko Aozaki, una normale studentessa delle superiori, è in realtà una maga che vive nel mondo moderno… anche se è ancora solo un’apprendista. Mentre trascorre le sue giornate insieme alla sua coinquilina, Alice Kuonji, si impegna per diventare una maga a tutti gli effetti…
Finché la ragazza incontra un ragazzo.
Sarà l’inizio della storia di una giovane ragazza: la storia di una strega.
*Ringraziamo gli uffici stampa Crunchyroll per la condivisione del comunicato di cui sopra
Anime
I Cinque Samurai: Gli eroici guerrieri della storica ed epica serie anime del 1988
I Cinque Samurai l’epica serie animata che faceva concorrenza ai Cavalieri dello Zodiaco. Confronti e approfondimenti della storica serie con protagonisti i guerrieri in armatura!
Cominciamo prima di tutto a sfatare un mito: i Cinque Samurai non sono i cloni dei Cavalieri dello Zodiaco. In questo articolo analizzeremo insieme gli aspetti meno noti dello storico anime degli anni ’80 sui Cinque Samurai, rilevando le differenze e le somiglianze anche con altri molto noti e, infine, i primi dettagli sulla nuovissima serie uscita a inizio 2026.

La casa di produzione giapponese Sunrise lancia la storica serie nel 1988 intitolata Yoroiden Samurai Troopers ( dal giapponese Yoroi = armatura, den = leggenda, per cui il titolo tradotto letteralmente in italiano significa “La Leggenda delle Armature dei Guerrieri Samurai“) che va in onda per la prima volta sul canale Nagoya TV dal 30 aprile 1988 al 4 marzo 1989 . Da noi in Italia tutto ha avuto inizio nell’aprile 1990: sul canale televisivo Italia 7 debutta il primo dei 39 episodi storici di questo anime destinato a lasciare il segno nei cuori di un’intera generazione.
Nonostante la programmazione sulla rete nipponica prevedesse un solo episodio a settimana, il successo è immediato. In Italia invece gli episodi venivano trasmessi 5 giorni su sette e per moltissimi ragazzini (e confermo anche ragazzine, io per prima!) quei venti minuti di episodio pomeridiano dopo la scuola era divenuto un appuntamento quotidiano imperdibile prima dei compiti a casa.
Sempre nel 1989 nasce anche la prima delle tre serie OAV (Original Animation Video) che rappresentano un proseguimento più dinamico e diversificato delle avventure dei primi 39 episodi. In primo luogo i personaggi vengono rappresentati con sembianze più mature, i dialoghi sono più introspettivi e focalizzati sul senso del dovere legato all’uso delle armature e al concetto di lotta e violenza da cui tutti e cinque cercano di distaccarsi risolvendo i combattimenti con una filosofia diversa. Ultimamente a gennaio 2026
Prima di entrare nel merito su come tutto abbia avuto origine, vediamo ora insieme la suddivisione di tutte le serie di questo anime:
I cinque Samurai: la storica serie originale
Questa prima serie è nettamente suddivisa in due archi narrativi separati da un evento che cambia completamente le dinamiche del racconto. La prima parte che va dal primo al diciannovesimo episodio si basa su una continua lotta contro l’imperatore Arago che termina con la sua sconfitta dopo che i samurai sono riusciti a giungere nel suo castello. La seconda parte che va dal ventesimo episodio al trentanovesimo vede la ricomparsa di Arago dopo una breve alternanza di nuovi nemici che vengono fatti passare come suoi emissari. In questa sezione Arago cerca di impossessarsi dell’Armatura Bianca che viene indossata da Ryo Sanada in circostanze più rischiose e rappresenta l’unione di tutte e cinque le virtù dei samurai.
Titolo degli episodi de I 5 Samurai:
- EPISODIO 1 – Il Mondo in Pericolo
- EPISODIO 2 – Demone all’attacco
- EPISODIO 3 – La Forza del Fuoco
- EPISODIO 4 – In Cerca degli Amici Samurai
- EPISODIO 5 – La Caverna dell’Autunno
- EPISODIO 6 – Il Risveglio di Simo
- EPISODIO 7 – Il Colpo di Saetta
- EPISODIO 8 – Il demone dell’Illusione
- EPISODIO 9 – Kimo in Pericolo
- EPISODIO 10 – Finalmente Uniti
- EPISODIO 11 – Nel Palazzo di Arago
- EPISODIO 12 – Combattimento al Buio
- EPISODIO 13 – L’Armatura
- EPISODIO 14 – L’Attacco del Demone supremo
- EPISODIO 15 – Scontro tra Arabo e Ariel
- EPISODIO 16 – Irruzione a Palazzo
- EPISODIO 17 – La Vendetta di Arago
- EPISODIO 18 – La Prova di Ryo
- EPISODIO 19 – Lo scontro finale
- EPISODIO 20 – Un nuovo nemico
- EPISODIO 21 – L’Armatura Bianca
- EPISODIO 22 – Una nuova spada per l’Armatura Bianca
- EPISODIO 23 – Fiamma Bianca è in Pericolo
- EPISODIO 24 – Un Inviato dall’Impero del Male
- EPISODIO 25 – Simo contro Simo
- EPISODIO 26 – Una Luce nell’Oscurità
- EPISODIO 27 – Una garante Sfida
- EPISODIO 28 – Lady Matura
- EPISODIO 29 – Un Viaggio Pericoloso
- EPISODIO 30 – La Trappola di Arago
- EPISODIO 31 – L’Armatura del Generale Brilliant
- EPISODIO 32 – Il Piano di Primi
- EPISODIO 33 – Alla Ricerca del Tesoro
- EPISODIO 34 – Ryo è in pericolo
- EPISODIO 35 – I Guerrieri dell’Armatura
- EPISODIO 36 – Il Segreto di Kayura
- EPISODIO 37 – Il Ritorno del Potere del Male
- EPISODIO 38 – Il Risveglio di Kayura
- EPISODIO 39 – La Vittoria dei Samurai
OAV 1: Incubo a New York
- EPISODIO 1 – Il ritorno dei Guerrieri in armatura
- EPISODIO 2 – Salvate il vostro compagno cuori di Samurai
Dalle atmosfere mitologiche del Giappone ci si sposta alla metropoli di New York. I ragazzi credono di aver ormai chiuso i conti con il Male ma comprendono che attraverso le armature continueranno ad essere incatenati ad un ciclo continuo di ulteriori scontri. Ci si interroga quindi sul vero valore di ciò che si protegge con le armature o se sono esse stesse delle armi di distruzione come quelle dei nemici. Per la prima volta viene anche trattato il tema del sentimento o presunto innamoramento che coinvolge Ryo e Luna, una ragazza che momentaneamente si unisce in aiuto del gruppo. Questo rappresenta la crescita e la maturità dei cinque eroi dopo la sconfitta di Arago della serie storica.
OAV 2: La Leggenda dell’Imperatore Splendente
- EPISODIO 1 – Mukala del Sole
- EPISODIO 2 – L’imperatore Splendente Nero
- EPISODIO 3 – Quando le Armature Iniziano a correre
- EPISODIO 4 – Per Superare la Tristezza
La vicenda si svolge fra Tokyo e la Tanzania da dove sopraggiunge un nuovo nemico da una tribù africana chiamato Mukala del sole. Dalla stessa tribù proviene anche Nadia (come vedete tipico nome tanzaniano 😀 ), promessa sposa di Mukala ma che si schiera in aiuto dei samurai in quanto contraria a tutta la violenza e la brama di potere esercitata dal fidanzato. Il fulcro di questa serie è l’Armatura Bianca indossata da Ryo che riunisce tutte le virtù benevole dei compagni e l’Armatura Nera di Mukala, identica ma governata da una forza maligna che tiene anche sotto controllo la mente di chi la indossa. La contrapposizione fra le due armature indica il lato oscuro di ogni grande potere, un dualismo fra bene e male che convivono uno nell’ombra dell’altro e si manifestano a seconda delle intenzioni di chi le indossa (sentimenti nobili o pura violenza)
OAV 3: Message
- EPISODIO 1: Una Conclusione già nota
- EPISODIO 2: Un Futuro rivelato
- EPISODIO 3: Una Fiducia in Frantumi
- EPISODIO 4: Un cuore Smarrito
- EPISODIO 5: Una Verità Raggiunta
È la serie più approfondita dal punto di vista introspettivo. Si compone di cinque episodi, di cui ognuno dedicato ad ogni singolo samurai. Non ci sono battaglie se non solo in modalità flashback per rievocare le battaglie contro Arago e i nemici successivi fino allo spirito di questa donna chiamata Suzunagi risalente al periodo Edo. Proprio lei è la voce narrante della serie che spiega come si concludono definitivamente le avventure dei nostri eroi. Non ci sono scontri fra lei e i samurai, poiché proprio la narrazione di questo personaggio scaturisce un confronto fra loro su quanto le armature siano state distruttive nel corso dei secoli passando in eredità da un samurai all’altro. Di conseguenza dopo aver trascorso una vita a combattere, i mitici cinque si ritrovano fin dal primo episodio di quest’ultima serie a cercare il proprio posto nel mondo e a dare un senso alle loro vite dopo aver dedicato la loro esistenza per salvare l’umanità.
2026: l’anno del ritorno de I cinque Samurai
E infine nel gennaio 2026 è arrivata l’ultima serie intitolata…
Samurai-Troopers: I cinque samurai – La nuova leggenda delle armature (in originale Yoroi Shinden Samurai Troopers)

Gli episodi sono in totale 24 ma da alcune fonti potrebbero essere ancora in fase di aggiornamento per eventuali aggiunte a seconda dell’impatto sul pubblico. Tutto si svolge trentacinque anni dopo il periodo di gloria dei cinque samurai storici.
L’unico che continua ad essere un pilastro portante per le nuove generazioni di guerrieri è il leader Ryo Sanada, mentre dei restanti quattro vi è solo una breve comparsa per dimostrare che avevano deciso di intraprendere strade di vita diverse. Ryo viene presentato come un uomo adulto di 53 anni che dopo aver superato l’età prevista per combattere è divenuto addestratore presso la sede DST (Defence Special-Cases Taskforce), ovvero l’organizzazione di difesa giapponese contro le creature demoniache. Ma ovviamente la Sunrise ci ha incluso un contentino in un episodio…almeno una battaglia in cui si vede ancora il nostro eroe in armatura prima di cedere le armi alla successiva generazione di samurai. Per il resto, essendo una serie nuovissima…non vi spoilero ulteriori dettagli, ma potete trovarla su Anime Generation di Prime Video.
Ma come sono nati I 5 Samurai?
Come accennato a inizio articolo, tutto ha avuto inizio presso lo studio di animazione giapponese Sunrise, dove all’interno dello stesso, era presente un gruppo di disegnatori che usava lo pseudonimo di Hajime Yatate per firmare i propri progetti (per citarne altri Gundam e Cowboy Bebop).
Nonostante il target di destinazione fosse stato pensato inizialmente per un pubblico maschile fra i 7 e i 13 anni, la serie, soprattutto in patria, aveva in realtà registrato un fenomeno del tutto inaspettato: un successo travolgente fra il pubblico femminile. Le ragazzine erano completamente impazzite per i cinque carismatici protagonisti in armatura, di cui ricordiamo i nomi fra quelli originali e quelli riadattati in italiano per i 39 episodi storici:
- ORIGINALE: Ryo Sanada (armatura rossa, simbolo del fuoco) ADATTAMENTO ITALIANO Rio
- ORIGINALE: Touma Hashiba (l’arciere, armatura blu, simbolo del cielo) ADATTAMENTO ITALIANO Kimo
- ORIGINALE: Seiji Date (armatura verde simbolo della luce) ADATTAMENTO ITALIANO Sami
- ORIGINALE: Shu Lei-Fang (armatura arancione simbolo della terra) ADATTAMENTO ITALIANO Shido
- ORIGINALE: Shin Mori (armatura azzurra, simbolo dell’acqua) ADATTAMENTO ITALIANO Simo
Questo grande fandom in Giappone aveva alimentato un business pazzesco fatto di riviste, poster, t-shirt, drama CD (storie audio) e a seguire, udite udite, a grande richiesta ben tre serie OAV conclusive realizzati per concludere in bellezza la saga.
In Italia purtroppo la serie ha dovuto fare i conti con un piccolo svantaggio strategico: la trasmissione su una rete privata come Italia 7 nello stesso periodo in cui su Italia 1 andava in onda già da tempo la serie de I Cavalieri dello Zodiaco.
Ancora oggi c’è chi paragona entrambe le serie definendo I 5 Samurai i cloni dei Cavalieri, ma è un raffronto estremamente superficiale poiché andando a scavare fra le personalità dei protagonisti e lo scopo delle loro missioni, ci si ritrova di fronte un abisso di differenze.
In primo luogo i 5 guerrieri samurai godono di un’identità del tutto autonoma e profonda, con riferimenti storici a guerrieri realmente esistiti, al misticismo e al folklore giapponese.
Quindi vediamo ora chi sono i Samurai realmente esistiti a cui si ispirano i cinque eroi che già conosciamo…
- RYO SANADA o Ryo del Fuoco è direttamente ispirato a Sanada Yukimura (o Sanada Nobushige) vissuto a cavallo tra il periodo Sengoku e quello Edotra (1567-1615), il leggendario comandante conosciuto per la sua armatura di colore rosso fiammante. E’ passato alla storia soprattutto per aver combattuto in difesa del castello di Osaka. Non a caso proprio Ryo è il leader dei cinque eroi.
- SEIJI DATE o Sami della Luce è direttamente ispirato a Date Masamune vissuto fra Periodo Sengoku e Primo Shogunato Tokugawa (1567-1636), il potente “daimyo” (signore feudale in giapponese) della regione di Tohoku, soprannominato “Drago ad un occhio”. Le origini di Seiji/Sami proverrebbero quindi da un’antica e nobile famiglia di guerrieri.
- SHIN MÓRI o Simo dell’Acqua è direttamente ispirato a Mōri Motonari del periodo Sengoku (1497-1571), nobile feudale della regione di Chūgoku. Il cognome Mōri sarebbe originario del Giappone occidentale e fortemente legato all’elemento dell’acqua.
- TOMA HASHIBA o Kimo del Cielo è direttamente ispirato a Toyotomi Hideyoshi vissuto fra il Periodo Sengoku e il Sengoku Unifier (1537-1598). E’ stato uno dei grandi unificatori del Giappone che all’inizio della sua carriera era noto con il cognome Hashiba e la sua rapidità d’ingegno con cui era riuscito a scalare le gerarchie militari.
- SHU LEI HUANG o Shido della Terra è l’unico ad essere direttamente ispirato alla tradizione cinese, il generale Su Huang vissuto fra la Dinastia Han e il Periodo dei Tre Regni (169-227 d.C.). Viene ricordato anche per la sua corporatura imponente e non a caso Shido è il personaggio reso più robusto al quale piace mangiare continuamente.
Gli altri personaggi della serie animata:
Hariel

Il nome originale è Kaos, o meglio Monk Kaos e avrebbe 990 anni. Il suo ruolo è quello di mentore e guida spirituale dei cinque Samurai. Indossa la classica veste monastica da asceta buddhista (Yamabushi) e porta sempre con sé il Bastone della Purificazione (Shakoju) sormontato da anelli di metallo che si agitano quando si avvicina un pericolo provocando un suono particolare.
Nella tracolla sempre in vista sarebbe contenuto un pugnale. Hariel compare solo fino a metà della serie storica, poiché decide di sacrificarsi al fine di aiutare i nostri eroi ad accedere al Regno del Male e sconfiggere definitivamente il grande nemico, Arago.
Secoli prima i fatti narrati nella serie, Hariel, aveva già sconfitto una prima volta lo stesso nemico riuscendo a purificarne la sua imponente armatura e scindendola in altre nove: cinque verranno assegnate ai samurai e le altre quattro ai discepoli dello stesso antagonista. Il recupero di tutte e nove le armature sarebbe alla base dei motivi per cui Arago ritorna all’attacco in contemporanea all’arrivo dei cinque eroi prescelti dallo stesso Hariel per salvare l’umanità.
Fiamma Bianca

Byakuen è il nome originale di questa tigre millenaria che accompagna Ryo fin dalla prima puntata. In precedenza era appartenuta ad Hariel finché la sua strada non ha incrociato quella del giovane fra le montagne riconoscendo in lui uno dei cinque samurai prescelti.
Fiamma Bianca viene gravemente ferita durante una battaglia contro Lord Cruel, l’emissario di Arago affiancato dalla tigre Fiamma Nera. La sconfitta di questo nuovo nemico comporterà l’assimilazione dell’essenza e della corazza della tigre nera in Fiamma Bianca per salvarla. Qual è il significato di questo passaggio? si può interpretare come un dualismo, la fusione del bene e del male nella stessa creaura, le due facce di una medaglia, il bianco che rappresenta la benevolenza e la purezza dell’animo in opposizione alla crudeltà e alla violenza delle battaglie.
Ambra

Nasty/Nashty Yagyu è una ragazza universitaria di 18 anni discendente del clan dei samurai Yagyu in cui rientrava suo nonno che compare nelle puntate iniziali della serie storica. Lei da esperta informatica, è una sorta di base operativa del gruppo dei samurai, grazie alla quale si viene a conoscenza di antichi segreti legati alle armature che porteranno alle varie fasi evolutive dell’intera vicenda.
Danny

Jun Yamato è il nome originale del bambino ficcanaso che nella prima puntata parte a razzo su uno skate board preso da un negozio senza nemmeno pagarlo per poi andare a scontrarsi contro la tigre di Ryo. Si lega quasi subito allo stesso samurai vedendo in lui un fratello maggiore dopo che i genitori sono stati rapiti dal Regno del Male.
Jun inizialmente rappresenta l’innocenza e la vulnerabilità di chi è troppo piccolo per difendersi da solo e che necessita di essere protetto. Ben presto nel suo piccolo cerca di divenire collaborativo (ma sempre ficcanaso!) riuscendo a dare un minimo di aiuto. Nell’ultima puntata della terza serie OAV intitolata Message, subito dopo la sigla finale è presente una scena in cui Jun ormai cresciuto ha intrapreso la stessa strada dei samurai e sta per sostenere una prova decisiva di arti marziali.
Ma perché I 5 Samurai…sono proprio cinque?

Il motivo è ben preciso e, oltre che storico, è anche spirituale. Nel 1645 il celebre samurai Miyamoto Musashi scrisse “Il Libro dei cinque Anelli” (Gorin no Sho) basato sulla teoria buddhista dei “Gudai” ovvero i Cinque Grandi Elementi in quest’ordine ben preciso:
- Acqua (Sui) che rappresenta la flessibilità mentale e l’adattabilità alle situazioni sia di guerra che quotidiane;
- Fuoco (Ka) cioè la capacità di cogliere il momento giusto per battere l’avversario in battaglia in una situazione di frenesia e aggressività;
- Vento (Fū) analizza e confronta gli stili e le tecniche delle altre scuole di combattimento per migliorare le proprie;
- Terra (Chi), che getta le basi della via del guerriero (Heiho), spiegando la disciplina e la pianificazione geometrica dell’arte della spada;
- Vuoto (Kū) rappresenta il Mushin, lo stato mentale supremo, l’intuizione allo stato puro senza inganni mentali.
Nell’anime del 1988 però queste forze degli elementi e delle virtù del Bushido sono state rielaborate per fini narrativi e non solo, anche per una questione di doppiaggio. Gli elementi del Vuoto e dell’Aria, sono stati riadattati a dei concetti simbolici che per certi versi si somigliano fino a fondersi insieme mentre sotto altri si differenziano totalmente:
- Il Vuoto concepito come spazio, etere, atmosfera, è stato convertito nell’elemento del Cielo attribuito a Kimo (o Touma) il quale, da arciere, sfrutta il vuoto dell’aria e la pressione atmosferica per scagliare i suoi dardi dorati. La sua armatura è chiamata Tenku no Yoroi mentre il suo colpo è chiamato Shinkūa, ovvero “L’Onda del Vuoto” che rappresenta anche l’elevazione della mente e la saggezza (il Chi);
- L’Aria è stata invece convertita nell’elemento della Luce attribuito a Sami (Seiji) e la sua armatura chiamata Korin si traduce con Cerchio di Luce. Non viene concepito come elemento naturale ma è più radiazione luminosa e pura paragonabile alla trasparenza dell’aria stessa. Sami è infatti il samurai legato alla virtù della Sensibilità, della Cortesia e del Rispetto.
Chi sono invece i nemici delle serie storiche dei cinque samurai?
I nemici dei nostri cinque eroi appartengono al regno del Male Youkaikai (letteralmente tradotto in Mondo dei Demoni e degli Spiriti) nel quale rientrano i demoni del folklore giapponese, ovvero gli Oni, gli Youkai e i Mononoke. Mentre i cinque guerrieri del bene incarnano le cinque virtù del Bushido, i villains incarnano invece le passioni oscure e i vizi che secondo la filosofia buddhista e scintoista infestano l’animo umano: la rabbia, l’illusione, la crudeltà, la falsità e l’ossessione.
Arago

Partiamo prima di tutto dal nemico number one, Arago. È il Supremo Imperatore del Male privo di un corpo umano vitale e mosso esclusivamente da rancore, odio e ambizione spirituale. Incarna perfettamente il concetto shintoista Onryō.
Si tratterebbe dello spirito di un potente guerriero (shogun) morto in preda all’ira, la cui anima si rifiuta di passare oltre per continuare a seminare distruzione e carestia nel mondo dei vivi. Il suo scopo è quello di assorbire tutte e nove le armature scisse da Hariel e avere l’umanità sotto il suo controllo.
A seguire i quattro Generali Demoniaci (Dukan no Mashō).
Shuten

Per la TV italiana è conosciuto col nome di Demon, nella versione originale giapponese con quello di Shuten. Finché rimane soggiogato da Arago è detentore dell’armatura del buio e rappresenta la perfidia e l’infedeltà. Il suo nome in giapponese, Shuten-dōji è la diretta citazione ad uno dei tre grandi demoni Yokai, ovvero il leggendario demone rosso Aka-oni noto per la sua forza brutale. Dopo il sacrificio di Hariel in aiuto dei samurai, sarà Demon a prendere il suo posto da monaco/spirito guida, pentito di essere stato al servizio di Arago.
Naaza

Naaza è conosciuto da noi italiani come Krana o Krin. Detentore dell’armatura dell’inganno, rappresenta la falsità e il concetto di doppiezza (più comunemente noto come “avere la doppia faccia”). Dal punto di vista mitologico giapponese è ispirato allo Tsuchigumo, una tipologia di arachide, e allo Habe, una sorta di serpente spettrale legato alla tradizione Kabuki. Krana con sei braccia fittizie crea illusioni e paralisi con il suo veleno per sopraffare i guerrieri.
Anubis

In Italia Anubis è conosciuto col nome di Kratos /Koga. La sua armatura rappresenta la magia nera legata agli spiriti giapponesi di fattezza canina e lupi demoniaci noti come Inugami. La sua caratteristica è la ferocia brutale con cui attacca i guerrieri e la completa obbedienza al padrone esattamente come l’indole dell’animale.
Dais

Insieme alla sua armatura Dais (o Rasta/ Rajura qui da noi) è ispirato all’illusione e al miraggio che usa per portare in confusione i guerrieri e sferrare i suoi attacchi. È ispirato alla figura demoniaca Jorōgumo, tradotto come “donna-ragno”, e usa ragnatele fatte di fili invisibili per intrappolare i nemici.
Lady Kayura

Lady Kayura non ha un’armatura nonostante sia stata soggiogata da Arago per combattere al suo fianco. Detentrice della magia “luce oscura”, è modellata sulla base delle ninfe e fanciulle celesti del buddhismo chiamate Tennin.
Il suo aspetto nobile e aggraziato legato al clan di Kaos (per noi in Italia Hariel), viene corrotto dalla possessione demoniaca al fine che combatta per conto di Arago. Per discendenza, sarà lei a prendere il posto di mentore/guida dopo Demon che nonostante la sua vocazione spirituale viene poi sacrificato.
Ecatos

Ecatos è’ un emissario di Arago che dopo essere stato apparentemente sconfitto una prima volta dai 5 Samurai, lo invia con lo scopo di impadronirsi dell’Armatura Bianca. Comparso per la prima volta nell’episodio 18 della serie originale compare in realtà per pochi episodi per poi lasciare il posto ad ulteriori nemici sempre con lo stesso intento.
Lord Cruel

Compare nell’episodio 20 della prima serie e si tratta di un altro emissario legato all’Impero del Male di Arago che ha sempre con lo scopo di sottrarre l’Armatura Bianca dell’Imperatore Splendente o dell’Imperatore Brilliant.
L’importanza di questo personaggio sta nel fatto che rappresenta una sorta di evoluzione nella storia. Lord Cruel è uno spadaccino accompagnato da una tigre nera protetta da un’armatura bianca, l’esatto opposto di Fiamma Bianca, la tigre millenaria di Hariel che accompagna Ryo dalla prima puntata. Una volta sconfitto, Lord Cruel rivolge un’ultima frase alla tigre nera confidandogli che il suo nuovo padrone sarebbe divenuto il samurai possessore dell’Armatura Bianca.
Mukala del Sole

Guerriero di una truibù indigena della Tanzania che compare nella seconda serie OAV, Mukala del Sole possiede la cosiddetta Armatura Nera, opposta a quella Bianca, che tiene il guerriero completamente assoggettato ad essa impedendogli di manifestare facoltà morali. Questo concetto fa comprendere che il vero valore risiede nel cuore di un guerriero e non nell’armatura che indossa in quanto deve sempre prevalere la responsabilità morale. Quindi il tutto dimostra cosa potrebbe succedere se un samurai si lasciasse consumare dal potere dell’armatura.
Suzunagi

E’ lo spirito di una ragazza vissuta circa quattro secoli prima durante le guerre civili in Giappone nel periodo Sengoku. Le Nove Armature nate dalla scissione di quella di Arago indossate in quel periodo storico, avevano portato alla distruzione del proprio villaggio e della propria famiglia. Lei incarna il dolore delle vittime della guerra e porta con sé il rancore scaturito dalla violenza dei combattimenti. Costringe i samurai a confrontarsi con la vera natura delle armature nate dall’odio umano. La distruzione delle corazze simboleggia come la vendetta possa essere soppiantata dalla purificazione.
I 5 Samurai e gli anime che sono venuti dopo
Quindi, se i Cinque Samurai non fossero nati con l’intento di fare concorrenza ai Cavalieri dello Zodiaco, potrebbe essere che altri guerrieri o guerriere, creati successivamente, abbiano ripreso o “ereditato” alcuni elementi molto simili da questi anime precedenti?
Ebbene si, faccio proprio riferimento ad una serie nata in Giappone a fine anni 80 e divenuta un’anime nel 1991, per poi approdare in Italia nel 1995… Sailor Moon!
Per quanto possa sembrare assurdo, ad ogni singola guerriera Sailor sono stati attribuiti esattamente gli stessi colori delle armature dei 5 samurai, mentre i poteri sono simili a quelli del cosmo legati ai Cavalieri dello Zodiaco.
Ecco di seguito gli ‘accoppiamenti’ tra i Samurai e le Sailor!
Ryo e Sailor Mars
Sami e Sailor Jupiter
Tomua e Sailor Mercury
Shido e Sailor Venus
Simo e Sailor Moon
Altre somiglianze?

Stando a quanto emerso nel corso degli anni attraverso opinioni e commenti sui vari social e non solo, l’impressione che sembra accomunare tutti è che la serie dei Cinque Samurai, così come i Cavalieri dello Zodiaco, rappresenti una sorta di trasposizione animata dell’estetica delle band hair metal degli anni ’80.
In effetti, a giudicare dalle capigliature spettinate, o meglio, cotonate, e dall’aspetto fisico dei personaggi, tutto sembra tornare. A questo si aggiungono anche le pose assunte durante l’uso delle armi, che richiamano molto quelle tipiche dei musicisti mentre imbracciano i propri strumenti, come la chitarra o il basso.
I 5 Samurai e i Bon Jovi si somigliano? Direi proprio di sì!
Prossimamente parleremo approfonditamente della nuova realizzazione marchiata Sunrise uscita recentemente su Prime Video. SEE YOU SOON!!!!!!

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