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Final Crisis, il maxi evento DC di Grant Morrison tra creatività (e polemica)

Final Crisis è un crossover della DC Comics molto complesso, ma che vede Grant Morrison esprimersi in tutta la sua creatività, inserendo anche tra le righe qualche polemica

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Nel corso degli anni la DC ha pubblicato alcuni dei migliori eventi della storia del fumetto, spesso accomunati da una premessa ricorrente: cambiare le regole del gioco, riscrivere la storia e ridefinire l’universo narrativo. Tutto è partito, ovviamente da Crisi sulle Terre Infinite di Marv Wolfman, George Pérez, Dick Giordano e da quel momento molti di questi eventi hanno contenuto non a caso la parola “Crisis” nel titolo.

Eppure, tra tutte, ce n’è una che ancora oggi divide i fan come poche altre: Crisi Finale o Final Crisis (2008), firmata da Grant Morrison, J.G. Jones, Carlos Pacheco e Doug Mahnke. Ma andiamo con ordine.

Anno 2005: un periodo di transizione per la DC Comics

La seconda metà degli anni Duemila è stata una fase particolarmente delicata e stimolante per la DC Comics. Nel 2005 uscì Crisi Infinita (Infinite Crisis) scritta dal Deus ex Machina DC di quegli anni Geoff Johns e con disegnatore principale un mastodontico Phil Jimenez visivamente ispirato all’arte di Pérez. Pubblicata per celebrare il ventesimo anniversario di Crisi sulle Terre Infinite, dopo Crisi Infinita la casa editrice ha iniziato a recuperare e rielaborare elementi del proprio passato, riportando in scena concetti come il multiverso e versioni “classiche” dei personaggi che erano state archiviate dopo la prima Crisi di Wolfman e Pérez.

Si tratta di un momento di grande fermento creativo: alcuni dei migliori autori del settore stavano rilanciando eroi e team storici (come la JSA), dando vita a storie che ancora oggi vengono ricordate con affetto. Grant Morrison, all’epoca impegnato su Batman, stava però lavorando da anni a qualcosa di ancora più ambizioso: l’evento definitivo, inizialmente chiamato Hypercrisis.

Quando finalmente arrivò il momento di raccontarlo, il progetto prese la forma di Final Crisis, un’opera destinata a diventare uno degli eventi più complessi, discussi e fraintesi nella storia dei comics DC… e forse per questo motivo è straordinaria.

Final Crisis: l’evento che rompe gli schemi

Diciamolo subito, senza giri di parole: Final Crisis non è una storia facile e non è per i lettori di comics occasionali. Ma quale opera che vede ai testi Grant Morrison lo è in realtà.

In apparenza, la trama sembra persino lineare inizialmente: dopo la distruzione di Apokolips, Darkseid utilizza l’Equazione Anti-Vita per schiavizzare la Terra e trascinare l’intero multiverso nell’oblio, ponendosi come sovrano assoluto dell’esistenza. Nel frattempo, una minaccia ancora più oscura decide di approfittare del caos per porre fine definitivamente al multiverso.

Eppure, man mano che la storia procede, tutto si complica. L’ultimo numero sembra quasi appartenere a un’altra serie, introducendo un nuovo antagonista e una nuova minaccia proprio quando gli eroi sembrano aver già sconfitto Darkseid.

Se poi non si è letto Final Crisis: Superman Beyond 3-D, l’intera sottotrama che si concentra sui Monitor rischia di risultare incomprensibile.

Ma questo è Grant Morrison allo stato puro: uno scrittore noto per spingere i lettori fuori dalla loro zona di comfort, portandoli in direzioni imprevedibili. Final Crisis è l’esempio perfetto di questa filosofia narrativa, ed è anche il motivo per cui ha molto più da dire rispetto al classico maxi-evento “usa e getta”.

I Monitor, gli editor e il cuore del messaggio

Uno degli aspetti più affascinanti (e controversi) di Final Crisis riguarda il suo sottotesto meta-narrativo. La travagliata storia editoriale dell’opera ha avuto un impatto enorme sul risultato finale: Morrison e la redazione DC non comunicavano in modo efficace, e la preparazione dell’evento fu pesantemente compromessa.

Non è un caso che una delle idee centrali della saga sia quella dei Monitor come forza stagnante del multiverso. Nella visione di Morrison, i Monitor sono parassiti vampirici che si aggrappano alla realtà, prosciugandola e cercando di controllarla. Una metafora tutt’altro che sottile dei poteri editoriali e corporativi che influenzano l’industria del fumetto.

Final Crisis parla tanto di una battaglia cosmica tra bene e male quanto della visione di Morrison sull’industria dei comics. Scene (folli) come Dan Turpin (un personaggio fortemente ispirato a Jack Kirby) che diventa Darkseid rappresentano il modo in cui vecchie idee vengono riutilizzate e stravolte, spesso senza rispetto per i creatori originali.

Le frecciate agli editor abbondano: dalla separazione forzata di Superman Beyond dalla serie principale, fino alla gestione dei nuovi personaggi (i nuovi Forever People sembrano nati proprio per sottolineare questo punto).
L’azione non manca, i momenti epici nemmeno, ma ciò che rende Final Crisis davvero memorabile è il suo commento feroce sui fumetti moderni e sul potere delle corporazioni.

L’evento dove Morrison sfoga la sua creatività

Gli eventi editoriali vendono. Sempre. Ma raramente dicono davvero qualcosa.
Sono i blockbuster estivi del fumetto, pensati per stupire, non per riflettere. Final Crisis fa entrambe le cose.

Morrison, reduce da un’esperienza complicata alla Marvel (come raccontato nel suo libro Supergods), riversa in questa storia tutta la frustrazione accumulata negli anni: idee tagliate, personaggi usati contro la loro volontà, progetti snaturati.

Final Crisis parla di fumetti, di creatività e di controllo, tanto quanto di supereroi.

La corporativizzazione dell’arte è uno dei grandi problemi del XXI secolo che si è ancora più intensificato con l’arrivo dei supereroi al cinema e che non potrà che peggiorare con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Alle corporazioni interessa il profitto, non l’arte. Proprio come i Monitor, si attaccano ad essa e la prosciugano.

Letta sotto questa chiave, Final Crisis acquista una potenza completamente diversa.

A distanza di quasi vent’anni, resta un’opera spesso accusata di essere oscura e impenetrabile. Ma una volta compreso il suo nucleo tematico, tutto diventa più chiaro. Non è solo una Crisi: è il pensiero FINALE di Morrison sullo stato di salute del fumetto supereroistico moderno, tra creatività e qualche polemica.

*Fonte del presente articolo Comicbook.com

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5 fumetti DC Vertigo sottovalutati, che vanno letti

Prima di lanciarvi sulle nuove proposte della linea Vertigo, vi consigliamo 5 titoli della ‘vecchia’ Vertigo passati in sordina ma che meritano, senza ombra di dubbio, una lettura

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Quando si parla di Vertigo, l’etichetta della DC Comics dedicata alle storie più mature e sperimentali, si pensa subito a titoli leggendari come The Sandman, Preacher, Fables o Hellblazer. Pubblicata per la prima volta nel 1993, la linea Vertigo ha rivoluzionato il fumetto americano, portando nel mainstream generi come horror, fantasy, noir e fantascienza, spesso accompagnati da forti elementi di critica sociale.

Dopo un lungo periodo di declino, l’etichetta è stata chiusa nel 2020, ma negli ultimi anni DC ha iniziato a recuperare quello spirito creativo, rilanciando il marchio e pubblicando nuovi titoli. È l’occasione perfetta per tornare a parlare non solo dei classici più celebrati, ma anche di quelle opere che, per vari motivi, non hanno mai ricevuto l’attenzione che meritavano.

Nel catalogo Vertigo esistono infatti numerosi fumetti intriganti, ma passati un po’ in sordina. Miniserie, esperimenti narrativi o progetti cancellati troppo presto, ma che ancora oggi rappresentano letture originali e incredibilmente attuali.

Ecco cinque fumetti della linea Vertigo, snobbati ma che vale la pena recuperare.

Hex Wives

Tra gli ultimi titoli pubblicati durante la prima incarnazione di Vertigo troviamo Hex Wives, scritto da Ben Blacker e disegnato da Mirka Andolfo.

La premessa è tanto affascinante quanto inquietante: una congrega di potenti streghe viene catturata da una misteriosa organizzazione maschile chiamata gli Architetti. Attraverso un lavaggio del cervello, le donne vengono private dei loro ricordi e dei loro poteri e costrette a vivere in un quartiere suburbano perfettamente ordinato, come casalinghe degli anni ’50.

Tutto cambia quando una di loro, Isadora, comincia lentamente a recuperare memoria e poteri. Da quel momento l’equilibrio costruito dagli Architetti inizia a incrinarsi.

La serie funziona perchè è una satira sul patriarcato, una storia di emancipazione e allo stesso tempo un racconto horror venato di ironia. A rendere il tutto ancora più memorabile sono i disegni dinamici della Andolfo e i colori di Marissa Louise, che alternano atmosfere patinate a momenti decisamente più oscuri.

E sì: ci sono anche i gatti, perché ogni storia di streghe che si rispetti ne ha bisogno.

Faker

Se cercate scrupolosamente, tra i titoli più sottovalutati della Vertigo c’è Faker, miniserie scritta da Mike Carey e illustrata da Jock.

La storia si concentra inizialmente su 4 studenti universitari, Jessica, Yvonne, Marky e Sack, durante una festa. Una ragazza introduce nei loro drink una sostanza chiamata Angel’s Kiss, apparentemente una semplice droga da party. In realtà si tratta di un supporto liquido sperimentale per l’archiviazione dei dati.

Quando arriva Nick, un amico comune del gruppo, le cose iniziano a diventare strane. Molto strane.

Gli studenti scoprono gradualmente che Nick potrebbe non essere reale, ma piuttosto una creazione generata dalle loro menti sotto l’effetto della sostanza. Nel frattempo entrano in scena agenzie governative e una cospirazione sempre più complessa.

Il risultato è un thriller fantascientifico cupo e disturbante che riflette su identità, memoria e percezione della realtà. Le atmosfere inquietanti e i disegni di Jock rendono la lettura ancora più intensa, lasciando al lettore una sensazione di straniamento anche dopo l’ultima pagina.

The Vinyl Underground

Vertigo ha sempre avuto una particolare affinità con l’occulto, e The Vinyl Underground ne è un perfetto esempio. La serie, scritta da Si Spencer e disegnata da Simon Gane, segue un gruppo decisamente fuori dagli schemi che si occupa di indagini soprannaturali a Londra.

Tra i membri della squadra troviamo:

  • Morrison Shepherd, DJ semi-famoso e figlio di un ex calciatore appena uscito di prigione

  • Perv, un ex detenuto chiaroveggente che ha visioni durante crisi epilettiche

  • Leah King, assistente all’obitorio che lavora anche come modella e performer online

  • Kim “Abi” Abiola, ex fidanzata di Shepherd e misteriosa “principessa tribale africana in esilio”

Il primo caso ruota attorno a un omicidio legato proprio alla famiglia di Abi, ma presto la vicenda si espande in una serie di indagini sempre più bizzarre.

L’atmosfera ricorda per certi versi le storie di John Constantine, ma con un tono ancora più eccentrico e underground. Anche Londra diventa un vero e proprio personaggio della storia, con i suoi quartieri, i suoi misteri e le sue contraddizioni. La serie è stata cancellata dopo appena 12 numeri, ma rimane comunque una lettura affascinante e decisamente fuori dagli schemi.

Girl

Pubblicata nel 1996, Girl è una breve miniserie di tre numeri scritta da Peter Milligan e disegnata da Duncan Fegredo.

La protagonista è Simone, una quindicenne che vive nella deprimente cittadina inglese di Bollockstown. Circondata da genitori assenti e da una vita che odia profondamente, la ragazza è sull’orlo della disperazione.

Tutto cambia quando incontra Polly, una misteriosa ragazza bionda che sembra essere una versione alternativa di se stessa. Da quel momento Simone viene trascinata in un viaggio surreale e violento, fatto di ribellione, caos e vendetta contro chi cerca di controllarla o opprimerla.

“Girl” è una storia breve ma potentissima che esplora temi come l’identità adolescenziale, la rabbia giovanile e il confine tra realtà e immaginazione. Allo stesso tempo è anche un perfetto ritratto degli anni ’90, con il suo mix di nichilismo, energia punk e sperimentazione narrativa.

iZombie

Molti ricordano iZombie, la serie televisiva trasmessa su The CW, ma spesso ci si dimentica che tutto è nato da un fumetto Vertigo.

Il fumetto iZombie, scritto da Chris Roberson e disegnato da Michael Allred, racconta la storia di Gwen Dylan, una ragazza che lavora come coroner in Oregon. Il problema? Gwen è uno zombie.

Dopo essere stata morsa da una mummia, deve mangiare un cervello al mese per evitare di trasformarsi in uno zombie completamente privo di coscienza. Ogni volta che lo fa, però, assorbe ricordi e frammenti di personalità del defunto.

La sua vita è già complicata così, ma si complica ancora di più quando si scopre che il suo giro di amici include un fantasma degli anni ’60 e un licantropo.

Il fumetto è molto diverso dalla serie televisiva: più eccentrico, più colorato e decisamente più caotico. Tra battaglie soprannaturali, drammi sentimentali e scenari quasi apocalittici, la serie riesce a catturare perfettamente l’energia confusa dei vent’anni… portandola all’estremo.

*Fonte del presente articolo: Comicbook.com

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Lanterna Verde: la caduta di Hal Jordan, la notte più buia e la nascita di Parallax

Ripercorriamo uno dei momenti più bui della carriera di Lanterna Verde di Hal Jordan: Coast City distrutta e la nascita di Parallax

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Con la serie TV Lanterns di HBO Max alle porte, nei prossimi mesi ho come l’impressione che sentiremo parlare molto delle Lanterne Verdi e di Hal Jordan, la più importante tra le Lanterne della Terra, ma con un passato fumettistico molto complesso.

Gli anni ’90 in casa DC,  sono stati generalmente un punto di svolta per molti eroi della casa editrice. La caduta di Hal Jordan è uno di quei punti di non ritorno che ancora oggi fanno discutere. L’emergere del lato oscuro di Hal (e le conseguenze che questo ha portato sul personaggio) e l’anello delle Lanterne Verdi passato al giovane Kyle Rayner, hanno visto intraprendere una nuova direzione per il mito di LV. Quello di cui andremo a parlare è un evento molto drammatico che ha cambiato il destino di Hal Jordan: la distruzione di Coast City, la sua città, episodio che ha spezzato l’uomo e frantumato l’eroe.

Quando la “Morte di Superman” ha colpito anche Lanterna Verde

Tutto comincia con uno degli snodi più celebri della storia DC: La morte di Superman. Lo scontro tra Superman e Doomsday scuote l’intero universo narrativo. L’Uomo d’Acciaio cade, Metropolis piange… ma le onde d’urto di quella battaglia si propagano ben oltre.

Durante Il regno dei Superman, quattro nuove figure cercano di raccoglierne l’eredità. Tra queste c’è il Cyborg Superman, identità dietro cui si nasconde Hank Henshaw. Ex astronauta devastato dalla perdita della famiglia, Henshaw sviluppa la capacità di fondersi con la tecnologia e, accecato dall’odio, orchestra un piano folle.

Per dimostrare al mondo di essere il “vero” Superman, e al tempo stesso costruire una nuova roccaforte, Henshaw rade al suolo Coast City con esplosivi alieni. Milioni di vite spazzate via. Un’intera città cancellata per fare spazio a Engine City e preparare la Terra alla trasformazione in un nuovo Mondoguerra, con Mongul a completare il quadro della minaccia.

Hal Jordan è fuori dal pianeta quando tutto accade. Torna per combattere, affronta Mongul, che gli spezza braccio e gamba, e vince. Ma la battaglia vera deve ancora iniziare..

Emerald Twilight: la nascita di Parallax

Il punto di rottura arriva in Emerald Twilight. Hal si inginocchia tra le rovine di Coast City e fa ciò che ogni Lanterna sa fare meglio: crea. Ricostruisce la città in smeraldo, rievoca i genitori, il primo amore e le vite perdute nell’attacco di Cyborg Superman. Illusioni alimentate dalla volontà… e dal dolore.

Questo va contro le regole stabilite dai Guardiani, che inviano un costrutto di smeraldo per comunicare con Jordan sulla Terra. Nonostante fosse il membro di spicco del Corpo delle Lanterne Verdi , a Jordan viene negato l’accesso ai poteri del suo anello e gli viene ordinato di tornare su Oa per chiedere consiglio ai Guardiani e spiegare le sue azioni… e questa è la scintilla che incendia tutto.

Hal assorbe l’energia inviata per fermarlo e parte per Oa. I membri del Corpo delle Lanterne Verdi vengono mandati a bloccarlo. Lui li affronta, li sconfigge, ruba i loro anelli. È un viaggio cosmico intriso di rabbia e disperazione. Nemmeno il confronto finale con Sinestro lo fa vacillare: Hal lo uccide. Poi abbatte anche Kilowog, ultimo baluardo prima della Batteria Centrale del Potere.

Quando entra nel cuore energetico di Oa e ne assorbe la forza, nasce Parallax. Il Corpo è distrutto, i Guardiani annientati. Un’era è finita.

Ora Zero e il sogno di riscrivere la realtà

Con il nome di Parallax, Hal diventa il motore di Ora zero – Crisi nel tempo! Il suo obiettivo non è più solo Coast City: vuole rifare l’intera realtà. Se il tempo è il problema, allora il tempo va corretto.

Per i lettori degli anni ’90 è uno shock. L’eroe simbolo della Silver Age è diventato il villain centrale dell’universo DC.

Redenzione, morte e verità

La parabola non si chiude nell’oscurità. In La notte finale (The Final Night), Hal si sacrifica per salvare il Sole e l’umanità, trovando una prima forma di redenzione. Torna poi come Lo Spettro, prima di riconquistare il ruolo di Lanterna Verde.

Ma la rivelazione più importante arriva dopo: la “debolezza gialla” degli anelli non era solo un limite tecnico. Era legata all’entità della paura, Parallax, imprigionata nella Batteria Centrale. L’entità aveva lentamente corrotto Hal, amplificando dolore e rabbia. La distruzione di Coast City è stata la crepa definitiva attraverso cui la paura ha preso il controllo.

Questo non cancella le sue azioni, ma le ridefinisce. Hal non era solo un uomo spezzato: era un uomo manipolato nel momento di massima vulnerabilità.

Un nuovo inizio tra le macerie

Il massacro del Corpo, la caduta di Oa, la trasformazione in Parallax: tutto sembrava irreversibile. Eppure l’universo DC è anche il luogo delle seconde possibilità. Con il tempo, le Lanterne cadute vengono riportate in vita, il Corpo rifondato, e Hal Jordan torna a essere il faro che era stato.

La sua storia resta una delle più controverse e potenti mai raccontate in casa DC in quegli anni, perché ci ricorda che anche la luce più brillante può vacillare. E a volte, per tornare a splendere, deve prima attraversare la notte più buia.

*Fonte del presente articolo CBR.com

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Sconti Panini Comics: i 5 consigli di PopCorNerd tra… i volumi DC Comics

Con l’arrivo degli sconti Panini Comics, PopCorNerd vi vuole aiutare. Questa volta tocca agli Absolute e ai DC Black Label

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Sono arrivati gli sconti Panini Comics e, come ogni anno, sono tantissimi i volumi che vengono scontati del 20% per Marvel, DC Comics, Planet Manga, Star Wars, Disney, Image Comics pubblicati dalla casa editrice modenese.

Gli sconti sono attivi dal 2 al 26 marzo compreso e, ricordiamo, che sono applicati su gran parte del materiale del catalogo, ma uscito prima di sei mesi fa.

Noi di PopCorNerd, desideriamo darvi qualche consiglio su cosa recuperare nella moltitudine di albi presenti. Terminiamo i consigli DC Comics con 5 volumi cartonati autoconclusivi, tra DC Black Label e Absolute e che, secondo noi, vale la pena recuperare!

(I prezzi indicati sono quelli effettivi, ancora da scontare del 20%).

I 5 volumi DC Comics imperdibili durante gli sconti Panini Comics

Superman: Gli Ultimi Giorni di Lex Luthor
DC Black Label Complete Collection

Prezzo: 29,00 €
Autori: Bryan Hitch, Mark Waid
Pagine: 160
Formato: 21.6X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Superman: The Last Days of Lex Luthor (2023) #1/3

Due autori di grido come Mark Waid e Brian Hitch ci raccontano una storia dove Superman dimostra ancora una volta che è il miglior supereroe della storia… del resto chi farebbe di tutto per salvare il proprio acerrimo nemico da morte certa?

Mark Waid torna a scrivere Superman!
L’Uomo del Domani viene a sapere che Lex Luthor sta morendo e vuole che lo aiuti a trovare la cura per ciò che sta causando il suo rapido declino.
Mentre il mondo vuole dire addio a Luthor, Kal-El andrà ai confini dell’universo, attraverso dimensioni diverse e il tempo stesso per salvare il suo nemico. Ma perché soccorrere chi ha passato la vita a cercare di distruggerlo?
Una storia completa scritta da Mark “Superman: Diritto di nascita” Waid per le tavole mozzafiato di Bryan Hitch!


Batman/TMNT
DC Evergreen

Prezzo: 51,00 €
Autori: Freddie E. Williams II, Ryan Ferrier, Kevin Eastman, James Tynion IV
Pagine: 576
Formato: 17X26
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles (2016) #1/6, Batman/ Teenage Mutant Ninja Turtles II (2018) #1/6, Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles III (2019) #1/6

L’incontro tra il Cavaliere Oscuro di Gotham e le Tartarughe Ninja di Kevin Eastman non capita tutti i giorni…in questo volume ci sono TUTTI gli incontri che vedono protagonista Batman e TMNT. Imperdibile per i fan dell’Uomo Pipistrello e delle Turtles!

Gli imperdibili crossover tra Batman e le Tartarughe Ninja raccolti in un unico volume!
Nel corso di una battaglia contro il Clan del Piede e le forze aliene del generale Krang, le Tartarughe vengono catapultate in un’altra dimensione!
Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello si ritrovano a Gotham City, dove dovranno unire le forze con il Cavaliere Oscuro per impedire che la città cada nelle mani del temibile Shredder!
Un team-up epico firmato da James Tynion IV, Freddie E. Williams II e Kevin Eastman, il creatore delle Turtles!


All-Star Batman & Robin: Il Ragazzo Meraviglia
DC Absolute

Prezzo: 53,00
Autori: Frank Miller, Jim Lee
Pagine: 304
Formato: 20.5X31
Rilegatura: Cartonato, cofanetto
Contiene: All-Star Batman and Robin, the Boy Wonder (2005) #1/10

Frank Miller e Jim Lee su Batman e Robin in un volume in edizione extra lusso… davvero serve altro per convincervi di comprare questo volume?

Dopo la brutale morte dei genitori, nella vita di Dick Grayson appare Bruce Wayne con due promesse… il riscatto e la vendetta!
Due miti batmaniani, Frank Miller e Jim Lee, uniscono le forze per una versione moderna delle origini di Robin ormai entrata nella leggenda!
Con la partecipazione straordinaria di Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde, Catwoman e Black Canary come non li avete mai visti!
Con una corposa sezione extra con le pagine di sceneggiatura, le matite e gli schizzi!


Multiversity
DC Absolute

Prezzo: 80,00
Autori: Frank Quitely, Ivan Reis, Grant Morrison, Jim Lee, AA.VV.
Pagine: 632
Formato: 20.5X31
Rilegatura: Cartonato
Contiene: Multiversity (2014) #½, Multiversity: The Society of SuperHeroes (2014) #1, Multiversity: The Just (2014) #1, Multiversity: Pax Americana (2015) #1, Multiversity: Thunderworld Adventures (2015) #1, Multiversity Guidebook (2015) #1, Multiversity: Mastermen (2015) #1, Multiversity: Ultra Comics (2015)

Grant Morrison spiega il Multiverso DC! Una delle opere più complesse e interessanti dell’autore scozzese, in versione Absolute.

Grant Morrison porta i suoi lettori in un viaggio allucinante attraverso il Multiverso DC!
L’intero Multiverso è in pericolo, minacciato dall’esistenza di un… fumetto?
Visitate le 52 terre parallele e i loro bizzarri eroi: la Justice League di vampiri di Terra-43, i Justice Riders di Terra-18 e tanti altri!
Raccolta in un’edizione di grande formato che valorizza l’incredibile lavoro di artisti come Frank Quitely e Jim Lee, Multiversity è più di un fumetto: è un’esperienza.


Harleen
DC Black Label Complete Collection

Prezzo: 26,00
Autori: Stjepan Sejic
Pagine: 208
Formato: 21.6X27.7
Rilegatura: Cartonato + sovracover
Contiene: Harleen #1/3

Sejic ci regala una grandissima storia su Harley Queen, sia a livello di trama che dal punto di vista visivo. Se siete fan del personaggio questo volume è un must-have!

Harley Quinn come non l’avete mai vista, in un’avventura che riunisce tanti volti noti di Gotham City!
La lettura perfetta per i fan dei film Suicide Squad e Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn!
Una storia spumeggiante che reinventa le origini di un personaggio amatissimo!
E se il Cavaliere Oscuro ostacolasse l’amore tra Harleen Quinzel e Joker?

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