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The Corny Awards: i nostri 5 film preferiti del 2025

Ultimo appuntamento con The Corny Awards, questa volta dedicato ai nostri 5 film preferiti usciti nel 2025 al cinema

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Il 2025 in pillole

Non sono un critico e nemmeno un recensore, più un appassionato, ma credo che il 2025 non passerà alla storia come un anno particolarmente ricco di grandi uscite cinematografiche. Vediamo di fare un breve resoconto di quanto è accaduto!

Molti blockbuster hanno deluso le aspettative, alcuni dal punto di vista economico, come Thunderbolts* (382 milioni di dollari a fronte di 180 milioni di dollari di budget) e Predator – Badlands (184 milioni di dollari a fronte di 105 milioni di dollari di budget), altri dal punto di vista qualitativo, come Biancaneve e Fantastici 4 – Gli inizi.

Registi, già autori di grandi pellicole del passato, come Luca Guadagnino (Chiamami col tuo nome, Challengers) e Robert Zemeckis (Trilogia di Ritorno al Futuro, Forrest Gump), hanno attraversato un momento decisamente negativo: il primo con After the Hunt – Dopo la caccia (39% verified audience score su Rotten Tomatoes al 01/01/26), il secondo con Here (59% verified audience score su Rotten Tomatoes al 01/01/26)

E, come accade ormai da diversi anni a questa parte, Hollywood preferisce puntare (quasi sempre) sull’usato garantito come sequel, prequel, reboot e  remake, piuttosto che su nuove proposte originali.

Ma, fortunatamente, c’è sempre un rovescio della medaglia.

Zootropolis 2 ha conquistato la vetta più alta del Box Office Mondiale: è il secondo anno consecutivo che un film d’animazione appartenente alla The Walt Disney Company raggiunge questo traguardo (nel 2024 è stato il turno Inside Out 2) dimostrando che questa tecnica è ancora una valida alternativa su cui puntare.

Per dovere di cronaca, è Ne Zha 2 il lungometraggio con il maggiore incasso di quest’anno ma poiché non ha avuto una vera e propria distribuzione fuori dalla Cina, preferisco non considerarlo all’interno del panorama cinematografico Internazionale.

Inoltre, dopo Super Mario Bros. – Il film, prosegue il grande successo dei cine-game con Un film Minecraft: bistrattato e deriso fin dall’uscita del primo trailer (tanto da spingere Warner Bros. a disattivare i commenti sui loro canali social), al suo arrivo in sala ha raccolto il favore dei più piccoli, che hanno spinto le proprie famiglie ad andare in sala, e dei ragazzi più grandi, che hanno invaso Instagram e Tik Tok con i meme più disparati.

È stato un ottimo anno anche per il genere horror, che ha catalizzato l’attenzione del pubblico con ritorni di saghe ormai storiche (Final Destination Bloodlines, The Conjuring – Il rito finale) e nuove proposte originali (Sinners – I Peccatori, Weapons).

Insomma, alti e bassi che da dopo la Pandemia del 2020, sono diventati quasi la normalità.

Il MIO 2025 in pillole

Dal 2019 prendo nota, su un quaderno (e ora anche su Letterboxd), di tutti i film visti, al cinema e a casa, al fine di poterne redigere una classifica. È una cosa che faccio da tempo, quindi, ma è la prima volta che la condivido così apertamente con tutti.

Quest’anno ho visto 55 film al cinema (42 nuove uscite e 13 re-release) e 22 a casa (21 titoli del passato e una nuova uscita).

Per la classifica, quindi, ho preso in considerazione un totale di 43 pellicole. È scontato dire che ciò che state per leggere è assolutamente personale e soggettivo e non ha la pretesa di essere un’imposizione per nessuno, ma anzi, un consiglio amichevole.

Vorrei sottolineare, poi, che nonostante la premessa all’inizio dell’articolo, non è stato semplicissimo stabilire le posizioni da assegnare: ho pensato e ripensato, scambiato, tolto e inserito i film più volte, tranne uno, il primo, che mi ha completamente folgorato.

Ma dopo questi titoli di testa, passiamo al sodo. Ecco The Corny Awards: i nostri 5 film preferiti del 2025!


5. The Smashing Machine: The Rock fa sul serio

Il film si concentra su una parte della carriera agonistica di Mark Kerr, lottatore di arti marziali miste (MMA), interpretato da un Dwayne “The Rock” Johnson in stato di grazia, che potrebbe tranquillamente essere uno dei papabili vincitori della statuetta più prestigiosa di Hollywood.

Come per molti altri sportivi, la carriera di Kerr è stata costellata di grandi successi e rovinose cadute, sportive e personali, e il film non ha paura di mettere in evidenza le sue fragilità e punti deboli. Grande spazio ha anche la compagna di Kerr, Dawn Staples (interpretata dalla sempre ottima Emily Blunt) che riveste un ruolo fondamentale nella vita del lottatore, sia fuori che dentro l’ottagono.

Ciò che mi ha colpito maggiormente, però, è il finale: è allo stesso tempo estremamente anti-climatico e ricco di emozione per via di un sapiente gioco di scrittura dei personaggi secondari, uno in particolare.

Benny Safdie, uno degli artisti più competenti degli ultimi anni, dirige e scrive un piccolo gioiello, elegante e raffinato, che rientra a pieno titolo tra i migliori film sportivi degl’ultimi anni.

4. Avatar – Fuoco e Cenere: cambio di elemento, stesso risultato

Chi mi conosce lo sa: Avatar è uno dei miei film preferiti; ho visto il primo capitolo in sala e a casa, in 2D e in 3D, ricordo i nomi delle specie e conosco a memoria le battute del film.

Potete immaginare il mio entusiasmo quando nel 2022 è finalmente uscito il sequel: felice come un bambino in un negozio di giocattoli. E la storia, ovviamente, si è ripetuta: visto e rivisto, anche questo, più volte.

Non ci posso far nulla, i Na’vi e tutta la mitologia che li circonda mi affascinano troppo.

Avatar – Fuoco e Cenere è un capolavoro visivo e d’intrattenimento che non sfigura affatto rispetto ai primi due (anche se il film del 2009, per me, è resta nettamente il migliore). Tantissima azione, tanto lavoro sulla tridimensionalità (non solo grafica, ma emotiva e caratteriale) dei personaggi e sempre più approfondimenti su Pandora, i suoi abitanti e i suoi usi e i suoi costumi.

Jake (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldana) stanno invecchiando e sono costretti a confrontarsi con i demoni del passato: ciò li spingerà ad essere maggiormente cupi e cinici, rendendo più sfaccettata la loro personalità. I loro figli, invece, sempre più fondamentali ai fini della narrazione, sembrano essere indirizzati a ricoprire un ruolo di primo piano in futuro.

Chi ruba la scena, però, è il nuovo villain interpretato da Oona Chaplin: Varang. Spaventosa, temibile e pervasa da lucida follia, lascia lo spettatore a bocca aperta ogni volta che è in scena. Decisamente uno dei personaggi più carismatici introdotto da Cameron in queste quasi 10 ore totali di narrazione.

Proprio perché sono così affezionato a questo Universo, mi piace riconoscerne anche i difetti che, secondo me, sono gli stessi che affliggevano il secondo capitolo: l’eccessiva lunghezza e la ripetitività di alcune dinamiche. Motivi per il quale è “solo” al quarto posto.

3. Weapons: il terrore si nasconde alla luce

Mi spavento facilmente e quindi non vedo molti horror durante l’anno ma la campagna marketing degli attori e i trailer mi hanno convinto a comprare il biglietto al day one. Ma cosa mi ha colpito? Sono un grande appassionato di Twin Peaks, l’iconica serie tv anni ’90 ideata da David Lynch e Mark Frost, e quindi ogni qual volta, in una piccola cittadina americana c’è un caso da risolvere, io DEVO sapere cos’è successo.

17 bambini scomparsi, tutti nella stessa notte, alla stessa ora. Perché? Chi o cosa c’è dietro questa tragedia? Zach Cregger, regista e sceneggiatore di questo horror grottesco dipana il caso lentamente ma senza perdersi in inutili sottotrame, dividendo il film in tanti capitoli quanti sono i protagonisti. Ogni capitolo aggiunge dei particolari e ogni particolare è osservato da un punto di vista differente che, a seconda del personaggio che stiamo seguendo, ci fa cambiare prospettiva.

Un mistero ad incastro che a tratti incute terrore attraverso incubi, visioni e jumpscare, a tratti spinge il pubblico a riflettere su quanto terribile sia ciò che sta accadendo. Il tutto, indubbiamente, converge in un finale tragicomico dalle tinte rosso sangue.

P.S. la scena della scomparsa dei bambini, che fa anche da poster alla pellicola, è un instant cult!

2. Superman: il Supereroe per cui tifare

Per distacco il cine-comic migliore dell’anno e, probabilmente, il miglior cine-comic dai tempi di The Batman di Matt Reeves.

Dopo anni di “agonia snyderiana” (mamma mia che noia L’uomo d’acciaio!) finalmente abbiamo di nuovo un Superman solare, pieno di speranza e VIVO! Il Clark Kent interpretato da David Corenswet ha piena consapevolezza di essere diverso dagli altri e cerca in ogni modo di rendersi utile ma, a differenza del suo predecessore, non si erge come una Divinità tra gli uomini, angosciata dal peso di avere il mondo sulle proprie spalle, perché egli stesso si sente un essere umano.

I cattivi sono scritti in chiave moderna e attuale e quasi ricalcano pedissequamente figure politiche internazionali a noi note. In particolare il Lex Luthor di questo Universo (interpretato da Nicholas Hoult) sembra essere un po’ la versione “fumettosa” di Elon Musk, eccentrico magnate sudafricano ben noto per le sue idee controverse.

Figure fondamentali, invece, per noi e per Clark, sono Pa e Ma Kent, che confezionano i momenti più toccanti del film.

A mettere la ciliegina sulla torta ci pensa poi la direzione di James Gunn: il film è fresco, colorato, ricco di inquadrature dinamiche e di un’ironia diversa dal solito, che spesso manca a pellicole dello stesso genere.

1. Bugonia: se La Zanzara fosse un film da Oscar

Lo dico subito: non amo Yorgos Lanthimos.

Il sacrificio del cervo sacro è un film interessante, La favorita non va oltre il  “carino”, Povere Creature! è prolisso e fastidioso e con Kinds of Kindness mi sono addormentato. In sala.

Nonostante queste premesse, il mio approccio al film è stato privo di qualsiasi pregiudizio, e non ho sbagliato: Bugonia è un’opera ispiratissima sotto tutti i punti di vista. La regia e la fotografia catturano lo sguardo dello spettatore in ogni istante della pellicola, la colonna sonora è tagliente e coinvolgente e la recitazione di Emma Stone, Jesse Plemons e Aidan Delbis è da Stagione dei Premi.

Quante delle cose che ci stanno raccontando i due protagonisti sono vere? Quante sono false? Michelle (Emma Stone) è veramente una spia aliena o Teddy (Jesse Plemons) è uno zotico complottista? Due persone agl’antipodi, due punti di vista opposti, proprio come nella “disgraziata trasmissione” condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Il film diffonde la sua follia verso lo spettatore, tanto da confonderlo e stordirlo (positivamente) fino a non avere più certezze: in 120 minuti ho cambiato idea sull’effettivo significato del film decine di volte.

Gli ultimi minuti, di assoluta suspense, sono una lezione perfetta di come si costruisce la tensione. Le mani di tutti noi presenti in sala erano ancorate ai braccioli delle poltroncine, i muscoli delle gambe erano tesi al limite del sopportabile: tutti volevamo capire quale fosse la verità, ammesso che ci fosse. Siamo stati accontentati? Preferisco lo scopriate da soli.


Se siete curiosi, poi, di scoprire le altre 5 pellicole che chiudono la TOP  andate sulla nostra pagina Instagram (@popcornerd.it)!

Di seguito, invece, la lista dei film, in ordine alfabetico, che ho visto ma che non sono rientrati in classifica, alcuni a malincuore, altri molto meno…

  • A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario 
  • A Complete Unknown
  • A Real Pain 
  • After the Hunt – Dopo la caccia
  • Babygirl
  • Ballerina
  • Biancaneve
  • Dracula – L’amore perduto
  • Dragon Trainer
  • Eddington
  • Elio
  • Flow – Un mondo da salvare
  • Follemente
  • F1 – Il film
  • Here
  • I Fantastici 4 – Gli inizi
  • I Roses
  • Io sono la fine del mondo
  • Jurassic World – La rinascita
  • La trama fenicia
  • Lilo & Stitch
  • Maria
  • Mickey 17
  • Nosferatu
  • Oi Vita Mia
  • Queer
  • Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo
  • The Brutalist
  • The Last Showgirl
  • Thunderbolts*
  • Un film Minecraft
  • Una pallottola spuntata
  • Wicked – Parte 2 (For Good)

Non rientrano in questa lista e non erano papabili candidati alla TOP, invece, grandi recuperi del passato e qualche seconda (o terza, o quarta) visione e qualche caso particolare (l’unione di più episodi televisivi):

  • Attack on Titan – The Last Attack
  • Avatar – La via dell’acqua
  • Hello Spank! – Le Pene d’Amore di Spank
  • Il castello errante di Howl
  • Il signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
  • Il signore degli Anelli – Le Due Torri
  • Jujutsu Kaisen – Esecuzione
  • Jujutsu Kaisen – Hidden Inventory / Premature Death
  • La città incantata
  • Mullholland Drive
  • Twin Peaks – Fuoco cammina con me
  • Una tomba per le lucciole
  • Velluto Blu

 

Fonti:

Top 2025 Movies at the Worldwide Box Office

Top 2024 Movies at the Worldwide Box Office

Rotten Tomatoes – After the Hunt

Rotten Tomatoes – Here

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Netflix

Peaky Blinders: The Immortal Man – Il ritorno a Birmingham di Tommy ‘Il Re’ Shelby

Peaky Blinders: The Immortal Man è il film di Netflix di Steven Knight che vede Cillian Murphy tornare a indossare ancora una volta i panni di Tommy Shelby, boss dei Peaky Blinders di Birmingham

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Da

Quattro anni. Abbiamo dovuto aspettare quattro lunghi anni, per conoscere l’epilogo delle avventure di Tommy Shelby, boss dei fottuti Peaky Blinders di Birmingham, che avevamo visto l’ultima volta alla fine della stagione sei nel lontano 2022.

Con il film originale Netflix, Peaky Blinders: The Immortal Man, il creatore Steven Knight cala il sipario sulla storia della famiglia Shelby, realmente esistita, che ha dato vita a cavallo tra la fine dell’800 e il primo trentennio del secolo ‘900 a un vero e proprio regno di criminalità, fondato su un importante codice d’onore e uno stile nel vestire che metteva al primo posto l’eleganza.

Sembrava impossibile rivedere Cillian Murphy nei panni di Tommy, vista l’escalation che l’ha portato a vincere nel 2024 l’Oscar come migliore attore in Oppenheimer di Christoper Nolan. Ma l’attore aveva un conto in sospeso con Tommy e i suoi spettatori: la storia meritava un capitolo finale, visto l’ultimo episodio della stagione 6 che aveva lasciato a molti l’amaro in bocca.

Del resto lo show di Steven Knight ha preso un ottimo interprete come Cillian Murphy nel lontano 2013, rendendolo uno dei più grandi talenti di Hollywood degli ultimi anni. Cillian è cresciuto insieme a Tommy. Ha vissuto tutte le sue tragedie e tutti i suoi successi, sulla propria pelle e, probabilmente, anche per questo motivo era giusto tornare ancora una volta in quegli abiti e indossare il “berretto a 8 spicchi” che aveva reso Tommy e la sua famiglia i veri padroni di Birmingham.

Peaky Blinders: The Immortal Man presenta un cast stellare in compagnia di Cillian Murphy, fatto di volti nuovi come Tim Roth, Barry Keoghan e Rebecca Ferguson, e vecchie conoscenze dei fan della serie come Stephen Graham che torna come Hayden Stagg, personaggio ricorrente della serie.

Alla regia Tom Harper, adatta in maniera impeccabile la ‘solita’ sceneggiatura di Steven Knight fatta di drammaticità, violenza, brutalità e spietatezza, per dare un giusto finale a uno degli show più importanti della carriera di quest’ultimo (e della piattaforma Netflix).

Peaky Blinders: dove eravamo rimasti

Non starò a riassumere l’intera sesta stagione, ma vi basti sapere che, nel corso degli anni ’30, con l’avvento del nazismo di Hitler in Europa, anche il Regno Unito viene colpito dalla strapotenza del Führer. E con esso l’impero dei Peaky Blinders di Birmingham.

Ma la morte della figlia Ruby distrugge il già precario stato emotivo di Tommy Shelby, che vediamo, alla fine dell’ultimo episodio della stagione 6, lasciare tutto e andare via a cavallo, per vivere in totale solitudine. Sembrava che i Peaky Blinders fossero finiti. E invece…

Peaky Blinders: The Immortal Man – Trama

1940. Birmingham è il palcoscenico di un traffico di sterline false, messe in circolazione dai nazisti capitanati da John Beckett (Tim Roth), talpa dei nazisti, con la finalità di uccidere l’economia del Regno Unito dall’interno.

Nel frattempo la Luftwaffe tedesca sta bombardando l’Inghilterra e colpisce una fabbrica di munizioni della BSA, uccidendone tutti i dipendenti.

In questo tragico panorama, Tommy Shelby vive in campagna isolato dal mondo, intento a scrivere le sue memorie autobiografiche nel libro L’uomo Immortale. Gli unici compagni di Tommy sono Johnny Dogs (Packy Lee) e i fantasmi del suo passato che lo tormentano: in primis la piccola Ruby e il fratello Arthur, anch’egli morto un paio di anni prima. Della famiglia Shelby che aveva governato anni addietro su Birmingham rimangono soltanto lui e la sorella, Ada.

Ma i Peaky Blinders non sono morti: Duke (Barry Keoghan), figlio bastardo di Tommy, è il nuovo spietato leader della banda criminale e cerca di mantenere il controllo di Birmingham tramite violenza gratuita e accordi con Beckett.

La condotta di Duke non può proseguire oltre e Kaulo (Rebecca Ferguson), zia e gemella della madre con la quale Tommy aveva concepito Duke anni prima, convince l’ultimo dei fratelli Shelby a tornare a Birmingham per salvare l’anima del figlio e la città con lui. Un ulteriore evento tragico scatenerà la rabbia di Tommy, costringendolo a risvegliare l’animo che ha reso celebre lui e i (fottuti) Peaky Blinders.

I tormenti e i fantasmi di Tommy Shelby

Al centro di Peaky Blinders: The Immortal Man c’è, senza neanche dirlo, la figura di Tommy Shelby. Un Tommy che ha perso tutto: potere, denaro e affetti. Un uomo che aveva dedicato una vita intera a creare un impero per lui e la sua famiglia, ma che ha visto solo morte, sangue e dolore come conseguenze delle sue azioni.

E il fatto di essere rimasto da solo con gli spettri di tutti coloro che ha amato e perso, aumentati nel corso della vita del boss dei Peaky, non fa che amplificare l’aura di tragedia che aleggia intorno a Tommy. Non è alla ricerca di redenzione o di riscatto, ma della pace dalle visioni che da anni lo tormentano, insieme ai peccati che non può lavare via dalla coscienza. E la peggior tortura per lui è continuare a vivere.

L’uomo che troviamo in Peaky Blinders: The Immortal Man è spezzato e svuotato, completamente diverso dal Tommy Shelby delle prime stagioni: ambizioso, freddo e calcolatore. Ma è giusto così: per come si è sviluppata ed è evoluta la trama nel corso delle precedenti stagioni, questo è l’unico risultato a cui potevano portare le scelte di Tommy Shelby.

La storia di Peaky Blinders: The Immortal Man è cruenta, violenta e tragica. Steven Knight ci aveva abituato a storie molto dure da digerire, sporche e ruvide sia nelle precedenti stagioni sia in altre sue produzioni. Ma mai come in questo caso.

È ‘l’ultima meta‘ di Tommy Shelby, ma è anche un pretesto dello stesso per cercare di espiare i propri peccati, ristabilendo quell’ordine che manca da tempo alla città dopo il suo addio.

Cillian Murphy: è lui L’uomo Immortale

Questa versione di Tommy è ciò che lo spettatore sa essere l’unica possibile arrivati a questo punto della storia. E Cillian Murphy, ancora una volta, giganteggia, con un’interpretazione (nuovamente) da Oscar.

L’attore riparte esattamente da dove aveva lasciato Tommy quattro anni fa, come se non fossero mai passati, e rientra nei panni del personaggio con una semplicità sbalorditiva.

Anche quando è obbligato a tornare a essere il “vecchio” Tommy, fa intendere che quegli abiti gli calzano ancora bene addosso. E che non si scherza con Tommy Shelby e i suoi Peaky Blinders.

L’attore aveva confessato che sarebbe tornato a interpretare Tommy solo con la giusta storia. Beh: Steven Knight, con Peaky Blinders: The Immortal Man, ha confezionato su misura per lui, come un abile sarto, una grande trama che celebrasse la figura di Tommy Shelby, che il buon vecchio Cillian sembra aver apprezzato. Il risultato è un’altra grande prova che oscura tutti gli altri (per quanto interessanti) attori presenti.

Barry Keoghan, talento arrivato troppo tardi in Peaky Blinders

Barry Keoghan/Duke faccia a faccia con Cillian Murphy/Tommy Shelby

Il personaggio di Duke è interpretato da un ottimo Barry Keoghan, figlio zingaro di Tommy che ha preso le redini dell’impero dei Peaky Blinders.

L’attore porta sullo schermo un personaggio interessante e un boss dei Peaky Blinders completamente diverso dallo stile di Tommy: rispetto all’eleganza, all’intelligenza e alla strategia di quest’ultimo, Duke è un ragazzo giovane e inesperto che si affida alla violenza e all’istinto.

Il rapporto complicato tra padre e figlio, che evolve all’interno del film, è una componente interessante che mostra come i due siano diversi caratterialmente, ma come, con ogni probabilità, se le cose fossero andate diversamente, avrebbero potuto essere due grandi alleati e capi della gang di Birmingham.

Regia e musiche che sanno di candidatura da Statuetta (per il 2027)

Il John Beckett di Tim Roth

Steven Knight è sempre un abile narratore quando si tratta di storie in costume che affondano le radici nella realtà. Insieme a Tom Harper costruisce un film dove la guerra è il punto focale: quella per la sopravvivenza della città di Birmingham, quella per l’assoluzione dell’anima di Tommy e quella che davvero si è consumata in quegli anni e che ha visto un bombardamento nazista nella città di Birmingham il 19 novembre 1940.

Intorno a questo evento storico ruota The Immortal Man, che trova il suo antagonista in un sempre bravo Tim Roth, nei panni di un John Beckett viscido, calcolatore, fascista e complice della Germania nazista.

Teatro degli eventi è la città di Birmingham, che per anni ci ha accompagnato con i suoi abitanti e lo storico pub Garrison, sede degli affari della famiglia Shelby e che abbiamo visto cambiare e rinnovarsi nel tempo.

Registicamente siamo davanti a un film di caratura cinematografica: forse davvero il primo grande film originale Netflix che vale la pena di vedere. Rimarrà tra le immagini più forti dell’intera epopea dei Peaky Blinders l’attraversamento a cavallo di Tommy Shelby della sua Birmingham, che non ha mai scordato il suo re.

Tommy Shelby nella ‘sua’ Birmingham

Risulta impossibile non citare la musica, da sempre un elemento che ha contribuito al successo della serie. La sigla Red Right Hand di Nick Cave & The Bad Seeds era già, fondamentalmente, storia della musica e ora fa parte della storia dei Peaky Blinders.

Nel film The Immortal Man, la colonna sonora originale porta la firma di Antony Genn e Martin Slattery, fondatori dei The Hours. Accanto alle loro composizioni trovano spazio anche brani dei Fontaines D.C. e di Elizabeth Fraser, e soprattutto la straordinaria versione di Hunting the Wren di Ian Lynch, che rende gli ultimi minuti del film decisamente intensi e memorabili.

Perché vedere Peaky Blinders: The Immortal Man?

Chiunque ha amato la serie di Netflix, non può perdere Peaky Blinders: The Immortal Man. Chi non ha mai visto i Peaky Blinders… recuperi la serie e POI guardi The Immortal Man.

È il canto del cigno di Tommy Shelby. Il saluto di un attore come Cillian Murphy al personaggio che l’ha reso (più) celebre, e del suo creatore Steven Knight, che è stato capace, con questo film, di farci amare ancora di più il carismatico boss dei Peaky Blinders di Birmingham.

Non so se ci sarà un futuro per il franchise dei Peaky Blinders, ma è stato davvero bello tornare ancora una volta per le strade di Birmingham e restare in compagnia di Tommy Shelby, per un’ultima sigaretta e un ultimo whisky al Garrison Pub sulle note di Red Right Hand.


VOTO POPCORNERD: 8.5/10

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Apex: Trailer e poster del film Netflix con Charlize Theron e Taron Egerton

Apex è il nuovo film originale Netflix con Charlize Theron e Taron Egerton in uscita il 24 aprile sulla piattaforma. Ecco trailer e poster

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Apex

Netflix

IL TRAILER E IL POSTER DI

IL NUOVO FILM AD ALTA TENSIONE

CON CHARLIZE THERON E TARON EGERTON

DAL 24 APRILE

SOLO SU NETFLIX

Netflix pubblica il trailer e i poster di APEX, il nuovo film con protagonisti Charlize Theron e Taron Egerton, in arrivo solo su Netflix il 24 aprile.

Una donna distrutta dal dolore mette alla prova i propri limiti nella natura selvaggia dell’Australia, ma si ritrova improvvisamente intrappolata in un gioco mortale con un predatore spietato.

CREDITI

  • Regia: Baltasar Kormákur

  • Sceneggiatura: Jeremy Robbins

  • Produttori: Peter Chernin, Jenno Topping e David Ready per Chernin Entertainment; Ian Bryce per Ian Bryce Productions; Charlize Theron, A.J. Dix, Beth Kono per Secret Menu; Baltasar Kormákur per RVK Studios

  • Cast: Charlize Theron, Taron Egerton e Eric Bana

*Ringraziamo gli uffici stampa Netflix per la condivisione del comunicato di cui sopra

 

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Film

Ave Ryan Gosling. Project Hail Mary conquisterà il cuore degli spettatori.

L’Ultima Missione – Project Hail Mary con Ryan Gosling, conquisterà il cuore degli spettatori e vi sorprenderà

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L’Ultima Missione – Project Hail Mary, il nuovo film di Ryan Gosling diretto da Phil Lord e Christopher Miller, sarà un film che conquisterà il cuore degli spettatori. Nonostante duri 2 ore e mezza.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo, racconta dell’insegnante Ryland Grace (Ryan Gosling) che si sveglia di soprassalto all’interno di una astronave in cui sono tutti morti. Già così, il viaggio si prospetta interessante.

Risvegliato da quello che sembra essere stato un coma durato parecchi anni, non si ricorda chi è, dov’è o perché si trova in quella situazione.

Lo spettatore ha le stesse conoscenze di Grace, scopre parti della sua vita e ricostruisce la storia dell’insegnante insieme a lui, attraverso i suoi flashback. 

È chiaro che qualche spettatore, prima di andare a vedere il film, si informi un attimo sulla storia che viene raccontata e quindi sappia qualcosa in più rispetto al personaggio di Ryan Gosling. Ma comunque la narrazione così costruita aggancia lo spettatore.  

Ad ogni modo, man mano che la memoria di Grace ritorna, capiamo che lui è, appunto, un insegnante (“Come faccio a sapere queste cose?“) e che il Sole del Pianeta Terra sta morendo.

Il nostro astro è vittima di un virus spaziale e Grace è stato mandato insieme ad altri due astronauti, vicino all’unica stella che sembra non essere stata attaccata.

Perché? Perché quella stella è sopravvissuta e tutte le stelle delle galassie visibili sono state attaccate? Scoprendo questo mistero, scopriremo come salvare il nostro Sole. 

In solitaria, Grace arriva quindi sul luogo del “delitto” e lì, trova Rocky, un alieno roccia anche lui rimasto solo…

Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios.Photo credit: Jonathan Olley © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.

Ryan Gosling in una scena di L’Ultima Missione – Project Hail Mary Photo credit: Jonathan Olley © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.

L’inferiorità umana

Rocky avvicina Grace, o meglio la sua nave, con diverse sequenze goffe, ma estremamente reali e oneste, che rendono tutto più simpatico… e da lì inizia un’amicizia stupenda tra i due.

Grace scopre che anche il Sole del Pianeta di Rocky sta morendo, a quanto pare per colpa dello stesso virus, ed è stato mandato insieme ad altri 23 volontari per capire come salvare il mondo. 

Lascia sorpresi perché Rocky – alieno a forma di roccia con una personalità spiccata – capisca perfettamente la lingua di Grace, senza bisogno di traduttore. Grace, al contrario, deve elaborare una strategia per tradurre i suoi suoni, la sua musica, in un linguaggio comprensibile per lui.

Loro hanno mandato 23… rocce… a risolvere il mistero, il Pianeta Terra solo tre (umani).

La razza di Rocky è estremamente avanzata scientificamente: lo capiamo dal linguaggio, dalla velocità in cui riesce a muoversi nello Spazio, dalla struttura dell’astronave e dai componenti che usano per realizzarla…

In pratica noi, siamo ancora all’età della pietra spaziale. 

Directors Phil Lord and Christopher Miller on the set of their film PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios.Photo credit: Jonathan Olley © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.

Phil Lord e Christopher Miller sul set de L’Ultima Missione – Project Hail Mary. Photo credit: Jonathan Olley

Phil Lord e Christopher Miller hanno costruito tutto

Durante un’intervista a ComicBook, i registi Phil Lord e Chris Miller, che ricordiamo hanno diretto la saga animata della Sony sullo Spider-Verse, hanno raccontato che l’intera nave è stata costruita in ogni minimo particolare anche per rendere Rocky più vivo.

Hanno utilizzato alcuni effetti speciali e green screen ovviamente, come hanno chiarito di recente su X, ma la maggior parte dei set, sono reali.

La parte divertente di girare il film è stato che non c’era green screen sul set. Non abbiamo utilizzato nè green nè blue screen. L’intera astronave è stata costruita dall’interno. Abbiamo anche costruito una sezione estremamente ampia dell’esterno della nave. Rocky era davvero con noi ed è questo a rendere il film reale e naturale.

Sono estremamente soddisfatti – e non si può che essere d’accordo – sul lavoro fatto con Rocky.

Rocky è stato progettato, stampato in 3D, decorato ed è stato animato, dandogli una personalità unica che non può non conquistare lo spettatore.

Un film inaspettato

L’Ultima Missione – Project Hail Mary è il film più inaspettato dell’anno, almeno fin’ora. 

Divertente, ricco di citazioni cinematografiche – soprattutto verso il film di Rocky e l’immensa Meryl Streep (che capiamo essere una grande crush di Grace quando cerca di dare una voce umana al suo amico alieno).

Un Ryan Gosling perfetto per questo ruolo, con ottimi tempi comici e che riesce a mostrare la vulnerabilità dell’essere umano con grazia. 

La scoperta di sè stesso, inteso come Grace che ricorda passo passo, e la crescita emotiva di questo personaggio sono straordinari. 

Menzione meritatissima anche al vincitore dell’Oscar per il Miglior Attore Co-Protagonista del prossimo anno… Rocky. 

Nonostante duri 2h e 30 minuti, il film non vi annoierà: vi intratterrà ed emozionerà. Vi farà ridere, vi farà riflettere e vi conquisterà.

E se non vi fidate di me, fidatevi dei dati. Il film ha conquistato la TOP 100 dei film più belli di sempre su Letterboxd.


VOTO POPCORNERD 9/10

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