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Monster Allergy debutta in digitale grazie alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Monster Allergy arriva in digitale grazie alla partnership tra Tunué e Koomy. La serie sarà disponibile in episodi per smartphone e tablet con offerte dedicate al lancio.

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Tunue

Monster Allergy debutta in digitale grazie

alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Dal 30 giugno 2026 la serie Monster Allergy arriva su Koomy in formato esclusivo ad episodi pensati per la lettura in digitale. Al lancio i primi dieci episodi, con il primo accessibile gratuitamente e una promozione di lancio a 1,99 € per episodio per tutto il mese di Luglio.

Tunué annuncia l’arrivo di Monster Allergy in versione digitale in collaborazione con Koomy. A partire dal 30 giugno 2026, l’intera edizione classica della serie creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa sarà disponibile su Koomy, piattaforma di lettura digitale di fumetti, in formato ad episodi.

Un piano editoriale pensato per il digitale

Per la prima volta l’edizione classica di Monster Allergy viene riorganizzata in 30 episodi, pensati per una lettura adatta al supporto digitale con un formato snello e scorrevole. La pubblicazione partirà dal 30 giugno con i primi dieci episodi dell’edizione classica, il primo accessibile gratuitamente, e prosegue al ritmo di cinque nuovi episodi a settimana per le quattro settimane successive, fino al completamento dell’edizione entro fine Luglio.

Prezzi e modalità di fruizione

Il primo episodio è disponibile gratuitamente, mentre i successivi sono proposti al prezzo di 2,99 €. Per tutto il mese di Luglio inoltre sarà attiva una promozione di lancio a 1,99 € per episodio, pensata per accompagnare sia i lettori storici sia chi si avvicina alla serie per la prima volta. La serie è inoltre inclusa con Koomy Plus, l’abbonamento di Koomy per leggere senza limiti una parte del catalogo.
La lettura è ottimizzata per la fruizione su smartphone tramite la modalità Lettura Smart, ideata da Koomy per offrire un riconoscimento delle vignette e uno zoom automatico per rendere l’esperienza di lettura da cellulare e tablet più comoda e intuitiva.

Dal digitale al cartaceo

I lettori che acquisteranno almeno un volume completo di Monster Allergy su Koomy (3 episodi) o che leggeranno la serie attraverso l’abbonamento Koomy Plus, riceveranno via e-mail un codice sconto del 5% spendibile su tunue.com per l’acquisto dei volumi cartacei della serie. Una collaborazione pensata per offrire continuità tra le due modalità di fruizione e per accompagnare chi scopre la serie in digitale verso l’edizione cartacea.

Su Monster Allergy

Ventinove episodi, due stagioni di cartoni animati, un musical, gadget, videogiochi, Monster Allergy è una delle serie italiane più acclamate degli anni 2000, con migliaia di fan sparsi in tutto il mondo .Creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, Monster Allergy segue le avventure di Zick, un bambino in grado di vedere i mostri invisibili a tutti gli altri, e di Elena, sua compagna di scuola e di indagini. Dal suo esordio la serie ha conquistato il pubblico italiano e internazionale.

Su Koomy

Koomy è una giovane realtà italiana che porta il fumetto in digitale con un’esperienza di lettura pensata per gli smartphone. Sulla piattaforma è possibile acquistare singoli volumi o accedere a un catalogo di oltre 200 volumi tramite l’abbonamento Koomy Plus, scaricare le opere per la lettura offline e leggerle vignetta per vignetta con Lettura Smart, la modalità che adatta le tavole grazie ad uno zoom automatico.

Dichiarazioni

«Monster Allergy è uno dei titoli che hanno fatto avvicinare un’intera generazione al fumetto. Portarlo in digitale insieme a Tunué, costruendo a quattro mani la suddivisione in episodi e il piano di lancio, è proprio il tipo di lavoro che vogliamo fare con gli editori: non distribuire un catalogo, ma valorizzare un titolo unendo il digitale con il cartaceo.» afferma Kristian Lentino, CEO di Koomy.

«Monster Allergy è un asset fondamentale per la Tunué che fin dall’inizio lo ha valorizzato e tenuto vivo grazie alle diverse edizioni e formati, al lavoro dell’eccezionale team di autori e autrici.. Siamo molto contenti che grazie a Koomy possa avere una vita anche in formato digitale per ampliare il suo pubblico e far innamorare nuovi lettori e lettrici», afferma Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.

*Ringraziamo l’Ufficio Stampa TUNUE’ per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

Fumetti

Recensione Zorro: Man of the Dead di Sean Murphy

Recensione di Zorro: Man of the Dead, reinterpretazione in chiave moderna del leggendario spadaccino mascherato a cura di Sean Murphy.

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Quando si parla di Sergio Bonelli Editore, il pensiero corre inevitabilmente a personaggi come Dylan Dog, Martin Mystère o Tex, serie che nel corso dei decenni hanno contribuito a rendere celebre la casa editrice milanese. Bonelli, però, non è nuova alla pubblicazione di opere provenienti dal mercato internazionale delle graphic novel e negli ultimi anni ha più volte dimostrato la volontà di ampliare il proprio catalogo con proposte diverse rispetto alla tradizione bonelliana.

Tra queste troviamo Zorro: Man of the Dead, miniserie in quattro capitoli scritta e disegnata da Sean Gordon Murphy, autore che molti lettori conoscono soprattutto per Batman: White Knight. Pubblicata originariamente negli Stati Uniti nel 2024 e arrivata in Italia nel maggio 2026 grazie a Bonelli, l’opera viene proposta in un elegante volume cartonato che raccoglie l’intera storia, con la collaborazione del letterer D. C. Hopkins e del colorista Simon Gough.

Zorro torna, ma non come ve lo aspettate

La prima sorpresa arriva già dalle prime pagine. Zorro: Man of the Dead non ci porta infatti nella California dell’Ottocento, scenario tradizionalmente associato al personaggio, ma nella cittadina messicana di La Vega, dove due secoli prima Zorro avrebbe lasciato la sua iconica “Z” incisa sulla facciata della chiesa locale.

La città si prepara a celebrare la memoria dell’eroe mascherato, ma i narcos che controllano il territorio vedono quella figura come una minaccia, anche se ormai relegata al passato. La situazione precipita quando l’attore incaricato di interpretare Zorro durante la festa del paese viene assassinato davanti agli occhi dei suoi due figli.

Vent’anni dopo, quei due bambini sono diventati adulti. Cresciuti separatamente e con vite completamente diverse, si ritrovano costretti a collaborare per affrontare la criminalità che soffoca La Vega. È da qui che prende forma una reinterpretazione moderna della leggenda di Zorro, che sostituisce governatori corrotti e soldati spagnoli con narcotrafficanti e cartelli criminali.

Una bella storia che però non ha soddisfatto le mie aspettative

Premetto una cosa: non sono il fan numero uno di Zorro. Conosco il personaggio, ricordo di aver visto il film con Antonio Banderas (La Maschera di Zorro) e poco altro. Nonostante questo, avevo aspettative piuttosto precise nei confronti di questa graphic novel.

Forse proprio perché proveniva dalla penna di Sean Murphy, mi aspettavo una sorta di rilancio classico del personaggio, magari una storia delle origini capace di reintrodurre Zorro a una nuova generazione di lettori. Invece mi sono trovato davanti a qualcosa di molto diverso: una reinterpretazione contemporanea che utilizza il mito di Zorro più come punto di partenza che come elemento centrale del racconto.

Questo non significa che la storia sia brutta. Anzi, oggettivamente funziona e si lascia leggere con piacere. Alcune scelte narrative, però, mi hanno fatto storcere il naso. Tra tutte, l’introduzione di una volpe addestrata – “zorro” in spagnolo significa proprio volpe – che accompagna i protagonisti come una sorta di sidekick. Una trovata che ho trovato un po’ infantile e che, personalmente, stona con il tono generale della vicenda.

Messe da parte queste perplessità, bisogna riconoscere che Murphy riesce comunque a mantenere vivi i temi che hanno sempre definito il personaggio. Libertà, giustizia sociale, lotta contro la repressione e difesa dei più deboli continuano ad essere il cuore del racconto.

Se nelle storie classiche questi concetti venivano raccontati nella California del XIX secolo sotto l’influenza spagnola, qui vengono trasposti nel Messico contemporaneo dominato dai cartelli della droga. Ed è probabilmente questa l’intuizione più interessante dell’opera: nonostante il cambio di ambientazione e di contesto storico, Murphy riesce a costruire un mondo in cui la figura di Zorro continua ad apparire necessaria, quasi inevitabile.

Sean Murphy fa quasi un one-man show

Se sul fronte narrativo sono rimasto leggermente deluso rispetto alle aspettative iniziali, sul piano artistico non ho davvero nulla da recriminare.

In Zorro: Man of the Dead Sean Murphy si occupa non soltanto della sceneggiatura, ma anche dei disegni, realizzando di fatto un piccolo one-man show che mette in mostra tutto il suo talento come fumettista.

Ed è proprio osservando le tavole che si percepisce quanto l’autore si sia divertito a lavorare su questo progetto.

Le sequenze d’azione sono probabilmente il punto più alto dell’intera opera. Che si tratti di inseguimenti a cavallo, combattimenti con la spada o scontri a fuoco, Murphy riesce sempre a trasmettere velocità, impatto e senso del movimento. Le tavole risultano dinamiche e cinematografiche, caratteristiche che ormai rappresentano una vera e propria firma dell’autore.

Al suo fianco troviamo il lavoro di Simon Gough, che contribuisce a dare profondità e atmosfera alle ambientazioni messicane attraverso una colorazione efficace.

Ancora una volta Murphy dimostra di essere uno degli artisti più versatili del fumetto americano contemporaneo, perfettamente a suo agio anche lontano dal genere supereroistico che lo ha reso famoso.

Un prezzo che potrebbe frenare qualche lettore

Mi sento però di muovere una piccola critica alla stessa Sergio Bonelli Editore.

L’edizione è indubbiamente curata e l’adattamento italiano è realizzato con la consueta attenzione che contraddistingue la casa editrice. Tuttavia, i 25 euro richiesti per un volume di 112 pagine – delle quali alcune dedicate a indice e cover gallery – mi sono sembrati leggermente elevati.

Naturalmente non conosco le dinamiche economiche che regolano l’acquisizione dei diritti di opere internazionali di questo tipo, ma da semplice lettore ho avuto la sensazione che il prezzo possa rappresentare una barriera per il pubblico occasionale. Soprattutto per chi conosce Zorro solo superficialmente e vorrebbe semplicemente provare qualcosa di diverso dal solito.

A chi consiglierei Zorro: Man of the Dead?

Non è una lettura che mi sento di consigliare indiscriminatamente a tutti.

Se cercate una storia classica di Zorro, probabilmente questa non è l’opera che fa per voi. Murphy prende infatti il mito dello spadaccino mascherato e lo trasforma in qualcosa di diverso, più moderno e più vicino ai giorni nostri.

Per questo motivo penso che il pubblico ideale sia costituito soprattutto dai fan di Zorro interessati a vedere il personaggio reinterpretato in una chiave nuova oppure dai lettori che apprezzano il lavoro di Sean Murphy e vogliono seguirlo anche al di fuori del contesto supereroistico.

Conclusione

Zorro: Man of the Dead è una reinterpretazione moderna della leggenda dello spadaccino mascherato che, pur allontanandosi da molti degli elementi classici associati al personaggio, riesce a conservarne i valori fondamentali: la lotta contro l’oppressione, la difesa dei più deboli e la ricerca della giustizia.

La storia non ha soddisfatto pienamente le aspettative che avevo costruito attorno al progetto, soprattutto perché mi aspettavo un approccio più tradizionale al personaggio. Nonostante questo, ho comunque trovato una lettura piacevole e accompagnata da un comparto grafico di altissimo livello.

Se c’è un motivo per recuperare questo volume, infatti, è proprio il lavoro di Sean Gordon Murphy, che conferma ancora una volta il proprio talento come artista e storyteller. E anche quando la sceneggiatura non colpisce sempre nel segno, le sue tavole riescono quasi sempre a far dimenticare qualsiasi difetto.

VOTO POPCORNERD 6.0/10

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Comics

SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026

Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva

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Saldapress


G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2

Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro

TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!

Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.

SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.

CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310


The Walking Dead Color Edition #65

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130


The Walking Dead Color Edition #66

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132

Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.

Undiscovered Country

Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott SnyderCharles Soule scrivono una saga epica per i disegni di  Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.


Godzilla: Hic Sunt Dracones

Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.


Transformers

Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.

COMICON BERGAMO 2026:

Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.


COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%

Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.

I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.


LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO

Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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Fumetti italiani

Intervista a Dado, autore di Dragon Village nel segno del fantasy, cibo e… Toriyama

Su PopCorNerd ospite Dado, autore e co-fondatore di Gigaciao, con cui al Comicon di Napoli abbiamo parlato della nuova edizione di Dragon Village, la sua opera che unisce un’ambientazione da Trono di Spade alla comicità tipica dei manga di Toriyama (oltre che al cibo!)

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Si può unire il genere fantasy al cibo e creare un fumetto? La risposta è all’interno di Dragon Village, l’opera edita da Gigaciao di Dado, tra i fondatori della casa editrice, nonché direttore editoriale e amministratore unico, che è riuscito a trovare il tempo di tornare a fare ‘anche’ l’autore di fumetti.

In Dragon Village Dado unisce quali ingredienti proprio il fantasy, un padre cuoco e una figlia peperina decisamente forzuta, alcuni personaggi dalle caratteristiche e dai nomi strambi e un ‘Villaggio di Draghi’ (anche se di draghi non vi è l’ombra!).

In occasione del Comicon di Napoli abbiamo avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Dado sulla nuova edizione della sua opera nata sulle pagine di Scottecs Gigazine, e ora finalmente in volume.

E tra le fonti di ispirazione c’è un noto sensei che ha formato l’immaginario di milioni di persone grazie alle sue opere: Akira Toriyama. Per quale motivo? Non vi resta che leggere l’intervista che segue…


Dado su PopCorNerd!

Grazie mille Dado di essere con noi su PopCornerd. Partiamo con il parlare di Dragon Village: è un fantasy a tutti gli effetti. Ci racconti un po’ come è nato questo grande progetto?

Dado – Sì, nasce letteralmente perché serviva una storia a capitoli per la rivista Scottecs Gigazine, che è stata la nostra prima uscita editoriale come Gigaciao. Servivano circa 14 pagine all’interno della rivista da riempire ogni mese, quindi volevo pensare qualcosa che fosse adattabile a capitoli e che poi potesse essere raccolto anche in una storia unica. È una delle poche storie che poi ha anche una trama orizzontale.

Avevo diverse idee in testa ed essendo anche un giocatore di ruolo da tanti anni, soprattutto di D&D, avevo già tanto immaginario fantasy. Ho tirato fuori un po’ di roba per capire cosa potesse divertirmi a raccontare.

Perché, avendo anche poco tempo e dovendo gestire tutta la parte editoriale come direttore editoriale di Gigaciao, se devo fare una cosa voglio almeno che sia quella che mi diverte di più.

Quali sono state le opere (letterarie, cinematografiche, fumetti) da cui hai tratto spunto per Dragon Village?

Dado – Dragon Village pesca dal lato fantasy classico: mostri, terre selvagge, ambiente medievale con magia. Ho cercato di interpretare alcuni stilemi e archetipi aggiungendo qualcosa di mio.

Per quanto riguarda lo stile di disegno e di racconto, mi sono ispirato a vari fumetti che mi hanno formato. In primis, sfogliandolo si vede molto di Dr. Slump & Arale: c’è quella dinamica umoristica del papà con la bambina dotata di superpoteri che devono rimanere nascosti.

Poi anche Dragon Ball, soprattutto la prima parte con Goku bambino, che è una delle mie preferite, dove c’era ancora molto l’umorismo tipico di Toriyama.

Ci sono poi influenze occidentali: fumetto francese, italiano e americano. Ho fatto la Scuola del Fumetto, quindi mi hanno aperto a quel mondo. Io sono cresciuto coi manga, poi ho avuto una fase in cui non li leggevo più e ho scoperto altro. Questo mi ha aperto la mente, e oggi mescolo tutto: influenze occidentali e cose che mi piacciono dei manga. Ne è venuto fuori uno stile che è un mix tra i due mondi e che mi diverte fare.

Hai citato Toriyama, ed era proprio una delle domande l’influenza del mangaka in quest’opera. Anche il titolo richiama qualcosa come Dragon Quest, videogioco la cui ambientazione e personaggi erano disegnati da lui. Anche quest’ultimo è stata una fonte di ispirazione?

Dado – Diciamo che la parola “Dragon” aiuta. Mi piaceva richiamare quell’immaginario, anche se poi i draghi non hanno un ruolo nella storia.

Mi piaceva anche l’idea che il vero protagonista non fossero tanto i personaggi, ma proprio il villaggio: Dragon Village. È un luogo con un ecosistema e una socialità tutta sua, perché si trova ai confini estremi del regno, l’ultimo baluardo della razza umana. Dopo ci sono solo mostri e terre selvagge.

Gli abitanti sono abituati a vivere alla giornata, a invasioni di mostri e cose strane. È la normalità per loro. Ed è anche il motivo per cui i protagonisti si trasferiscono lì: le loro stranezze vengono più tollerate.

Tutti i personaggi principali hanno nomi di cibi o ingredienti: Chily, Brisee, nonno Miso, Nashi Soup, Lord Mela ecc… sei appassionato di cucina ? E c’è un collegamento tra i personaggi e l’ingrediente/ cibo a cui  sono associati?

Dado – Sì, tutti i personaggi hanno nomi di cibo. Cerco spesso di legare il nome all’aspetto fisico: Mela ha una testa a forma di mela, Brisée ha tonalità arancioni come la pasta cotta, Chili è “piccante”.

Spesso nasce prima il personaggio e poi cerco un nome di qualcosa di commestibile che si adatti. Anche Ortica, per esempio, è commestibile e funzionava bene.

Il cibo è importante anche nella storia: il protagonista è un cuoco che porta una cucina più raffinata in un posto dove si mangia per sopravvivere. Prima si cucinavano bistecche di mostro e patate giusto per riempirsi la pancia. Lui introduce una cucina quasi gourmet.

Anche una semplice omelette diventa qualcosa di incredibile, perché è fatta con uova di mostro. È anche una citazione sempre a Toriyama, che spesso dava nomi legati a cibo o oggetti. È una cosa che mi ha sempre fatto sorridere e ho voluto riportarla nel mio mondo.

I primi due capitoli sono disegnati da Carlo Cid Lauro, grande artista italiano. Come è nata la collaborazione con lui?

Dado – In quel momento stavo “costruendo” Gigaciao e serviva materiale. Mi sono accorto che non sarei riuscito a fare tutto subito. Conoscevo Carlo da tanti anni, è un bravissimo professionista, e gli ho chiesto se voleva occuparsi dei primi capitoli. Dovevano essere 3 o 4, ma poi sono riuscito a liberarmi prima e ho ripreso io dal terzo.

È nato tutto dall’amicizia e dal rispetto reciproco. E posso anticipare che tornerà nella prossima stagione come disegnatore regolare, perché io sarò impegnato su altre cose. Continuerò a scrivere, ma lui sarà il disegnatore. Nei primi capitoli io facevo le matite e lui le rifiniva, ora invece farà tutto lui.

Il tuo approccio cambia quando lavori con un altro artista rispetto a quando lavori da solo?

Dado – Sì. Quando lavoro da solo non faccio una vera sceneggiatura: parto da un’idea, butto giù un soggetto e costruisco direttamente a matita.

Quando lavoro con altri devo scrivere sceneggiature vere e proprie. Cerco comunque di non essere troppo rigido: evito di dare troppe indicazioni sulle inquadrature e mi concentro più sulle emozioni dei personaggi. Lascio molta libertà all’artista. Mi piace vedere come interpreta quello che scrivo.

E poi quando scrivo per altri sono più “spietato”: metto scene con folle e ambienti complessi che io magari eviterei se dovessi disegnarle!

Il fumetto nasce in bianco e nero su Gigazine, ma ora è raccolto in un volume a colori. Cambia l’esperienza di lettura?

Dado – Sì, sicuramente. I colori di Silvia “savuland” Landucci aggiungono molto: atmosfera, momenti del giorno, emozioni che il bianco e nero non può rendere.

Il volume è anche molto corposo, circa 300 pagine, e contiene come extra, un bestiario con schede di mostri, alcuni presenti nella storia e altri no. Serve ad arricchire l’ambientazione senza appesantire la narrazione con spiegoni.

Io adoro approfondire il mondo, ma nel fumetto può risultare pesante. Così ho inserito queste schede per dare qualcosa in più.

Leggerlo tutto insieme è un’altra esperienza: non devi aspettare un mese tra un capitolo e l’altro. Puoi leggerlo tutto in un pomeriggio. Inoltre è una versione rivista e corretta: ho sistemato dialoghi e piccoli errori accumulati nei due anni e mezzo di pubblicazione. Quindi sì, è il modo migliore per leggere Dragon Village.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla seconda stagione di Dragon Village? Perché le cose si sono fatte molto serie alla fine del volume con un cliffangher importante! Sarà una seconda stagione sempre all’insegna della comicità e delle gag o ci sarà più spazio per la parte (possiamo chiamarla) Drama?

Dado – Sarà sempre un mix. Mi piace alternare le due cose.

La prossima stagione partirà da quella situazione più grave, ma inizialmente dal punto di vista dei bambini, in particolare di Chili e dei suoi compagni, che non percepiscono davvero la gravità di ciò che è successo.

Vedremo quindi le conseguenze in modo più leggero, mentre gli adulti affrontano la situazione. Poi la storia si svilupperà e approfondirà tutto. I piani ci sono.

Grazie mille Dado per questa intervista!

Dado – Grazie mille a te!


Dado: Biografia

Davide “Dado” Caporali muove i primi passi nel mondo del fumetto online nel 2008, durante l’ultimo anno di Liceo Scientifico. Successivamente, nel 2011, consegue il diploma presso la Scuola Internazionale di Comics.

Nel corso della sua carriera ha svolto numerose attività professionali nel settore, lavorando come disegnatore, inchiostratore, colorista, flattista e sceneggiatore.

Sia come autore indipendente sia collaborando con altri professionisti, ha realizzato e pubblicato diversi volumi per alcune tra le più importanti case editrici italiane, ottenendo anche vari riconoscimenti.

Il suo profilo Instagram, dove condivide strisce umoristiche ispirate alla quotidianità e allo stile “slice of life”, conta oggi circa 200 mila follower.

Nel 2022 è tra i fondatori di Gigaciao, nata insieme a Sio, Fraffrog e Giacomo Bevilacqua. All’interno della casa editrice ricopre il ruolo di direttore editoriale e amministratore unico, affiancando a queste responsabilità l’attività di autore di fumetti e di altri contenuti… e tra le sue opere c’è Dragon Village!

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