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Serie TV

Road to Fallout 2: Welcome to Vault 33

Ripercorriamo insieme la prima stagione di Fallout, serie TV Prime Video, in attesa dell’arrivo dei nuovi episodi il 17 dicembre!

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Il 17 dicembre debutterà la seconda stagione di Fallout su Prime Video, serie TV tratta dall’omonima saga videoludica di Bethesda, che ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico.

Se non vi ricordate cosa è successo negli episodi della stagione 1, o volete farvi un’infarinatura prima di affrontare un binge watching in preparazione dei nuovi episodi, vi diamo una mano noi di PopCorNerd, con un classico ma efficace “riassunto delle puntate precedenti“.

Dalla vita perfetta del Vault 33 al mondo esterno: la Zona Contaminata

La storia si apre nel Vault 33, una comunità sotterranea apparentemente idilliaca. Lucy MacLean (Ella Purnell) è una giovane donna ottimista, educata e rigidamente legata ai valori da “America anni ’50” che governano la vita dei vault-dwellers: educazione perfetta, gentilezza, comunità. Il mondo in superficie, per lei, non esiste: è solo un ricordo mitizzato di un’epoca perduta.

Il Vault 33, insieme ai vicini 32 e 31, vive secondo un sistema di “scambi matrimoniali” per favorire la coesione tra comunità. Ma il matrimonio combinato di Lucy con un abitante del Vault 32 si trasforma rapidamente in un incubo: gli ospiti si rivelano essere razziatori che hanno massacrato la popolazione del 32 e sono penetrati di nascosto nel 33. L’attacco è brutale, sanguinoso, e culmina con il rapimento del padre di Lucy, il Soprintendente Hank MacLean (Kyle MacLachlan).

Sconvolta e determinata a riportarlo a casa, Lucy decide di fare ciò che nessuno del Vault dovrebbe mai fare: salire in superficie. Equipaggiata solo dalla sua innocenza e da un addestramento teorico, si avventura nel deserto radioattivo: la Zona Contaminata.

Appena emersa, Lucy scopre che la superficie è l’opposto del suo mondo sotterraneo: mutanti, radiazioni, fazioni in guerra, commerci spietati e superstizioni caratterizzano ogni incontro.

Il primo contatto è devastante: Lucy deve difendersi, contrattare e soprattutto imparare a mentire e manipolare, competenze che non ha mai sviluppato. Si imbatte in creature iconiche come i gechi mutanti e scopre la follia degli esseri umani sopravvissuti, ormai adattati alla legge del più forte.

Lucy, però, resta fedele alla sua morale: vuole ritrovare Hank e salvare il Vault 33, convinta che la gentilezza sia ancora possibile.

La Confraternita d’Acciaio e Maximus

Parallelamente alla storia di Lucy, seguiamo Maximus (Aaron Moten), uno scudiero della Confraternita d’Acciaio, un ordine militarizzato che si presenta come difensore della civiltà ma si comporta come una teocrazia tecnologica. Maximus, spesso vittima di bullismo e considerato uno dei ranghi più bassi, sogna di diventare un Cavaliere, pilotare un’armatura atomica e guadagnare rispetto.

Quando un Cavaliere viene ucciso sotto i suoi occhi, Maximus coglie l’occasione e assume la sua identità per portare a termine una missione delicata: recuperare uno scienziato fuggitivo che possiede un misterioso contenitore, un MacGuffin ricercato da più fazioni.

Maximus diventa lentamente un eroe riluttante. Nonostante la Confraternita predichi controllo e dogma, lui mantiene un codice personale confuso ma sincero, spesso in conflitto con l’autorità. L’arrivo dell’armatura atomica, marchio di fabbrica della saga, segna la sua crescita definitiva, ma lo mette anche su un percorso destinato a incrociare quello di Lucy.

The Ghoul: l’antieroe immortale che viene dal passato

Il terzo protagonista è The Ghoul (Walton Goggin), un cacciatore di taglie spietato, ironico e quasi immortale. Dietro la pelle bruciata dalle radiazioni e la crudeltà, si nasconde Cooper Howard, una star del cinema western pre-Guerra.

La serie costruisce la sua storia con flashback che ci riportano nella Los Angeles degli anni ‘50 e ‘60 (ma nel futuro alternativo del mondo di Fallout), quando Cooper era un attore famoso, marito e padre. Attraverso di lui scopriamo la progressiva deriva del mondo pre-bellico, la crescente influenza della Vault-Tec e la trasformazione della società in una distopia travestita da utopia sorridente.

The Ghoul è alla ricerca della stessa persona che cercano Lucy e Maximus: lo scienziato fuggitivo. Non per ideologia, ma perché rappresenta un lavoro, una fonte di caps, e forse un modo per avvicinarsi alla propria vendetta personale.

La caccia al MacGuffin dove convergono le storie dei 3 protagonisti

Lucy, Maximus e The Ghoul, per motivi diversi, finiscono per inseguire la stessa persona: il dottor Wilzig (Michael Emerson), uno scienziato apparentemente in fuga che nasconde in testa (letteralmente, dentro una cavità metallica) un contenitore segreto.

Wilzig viaggia con un cane da compagnia, CX404, e tenta di raggiungere una destinazione misteriosa. Durante il viaggio, muore lasciando dietro di sé il contenitore, che passa di mano in mano e diventa l’oggetto centrale della prima stagione.

Il contenitore (una testa umana conservata criogenicamente e progettata per essere un componente chiave di un reattore nucleare) è la chiave di un progetto ambizioso: ricreare un mondo abitabile. Tuttavia, le implicazioni morali e politiche di questo piano fanno emergere conflitti molto più profondi.

Il lato oscuro dei Vault

La serie comincia lentamente a rivelare ciò che i fan dei videogiochi conoscono bene: i Vault non erano rifugi, ma laboratori sociali, luoghi di esperimenti disumani sotto il controllo della Vault-Tec.

Attraverso flashback legati alla vita pre-Guerra di Cooper si scopre che la Vault-Tec aveva un ruolo cruciale nella corsa agli armamenti nucleari ed era interessata a far scoppiare la Guerra per poter implementare i propri piani di “ricostruzione controllata” della civiltà.

La rivelazione più devastante arriva quando Lucy, alla fine della stagione, riesce a ritrovare suo padre Hank e a scoprire la verità sul Vault 33: gli abitanti sono cloni, creati per mantenere una popolazione “controllata e replicabile”. Gli stessi soprintendenti, tra cui Hank, sono dirigenti Vault-Tec che hanno scelto di vivere nei Vault come nuove divinità di un’umanità post-apocalittica.

Lucy comprende di essere una cavia in un esperimento morale: creare persone perfette e innocenti per instaurare una società ideale… al costo della loro libertà e identità.

Hank confessa che il suo rapimento non era previsto e che il Vault 32 è stato lasciato al degrado come parte di un esperimento fallito. La sua visione del mondo è completamente distorta: crede davvero che ciò che sta facendo sia necessario per far ripartire la civiltà.

Los Angeles: una nuova frontiera

Le strade dei protagonisti convergono verso la città di Shady Sands, una metropoli che secondo la storia dei videogiochi avrebbe dovuto rappresentare il cuore della Nuova California Republic. Ma quando Lucy arriva sul posto, scopre una rivelazione cruciale: Shady Sands è stata distrutta da un attacco nucleare molti anni prima.

E questo attentato porta una firma precisa: Hank MacLean.

Lucy realizza che suo padre non è un leader illuminato, ma un uomo disposto a sterminare migliaia di innocenti pur di proteggere gli esperimenti Vault-Tec.

Questa scoperta non solo spezza definitivamente il legame con il padre, ma mette in moto un nuovo conflitto: Vault-Tec è ancora viva, ancora potente, e continua a manipolare il destino del mondo.

Direzione… New Vegas

Dopo le rivelazioni sconvolgenti, Lucy rinnega suo padre e sceglie di non tornare nel Vault, mentre Maximus, dopo aver finalmente ricevuto l’armatura atomica e il titolo di Cavaliere, comincia a dubitare della Confraternita e dei suoi metodi.

Infine The Ghoul riconosce in Hank uno dei responsabili della distruzione del mondo e decide di inseguirlo.., accompagnato dalla stessa Lucy. Direzione? New Vegas. È un chiaro segnale: la storia è solo all’inizio.

Continuate a seguirci, perché prossimamente usciranno nuovi approfondimenti su Fallout!

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Furious: prime immagini della serie drama in arrivo su Disney+ a fine luglio

Disney+ svela le prime immagini di Furious, la nuova serie drama originale in arrivo il 27 luglio. Scopri trama, cast e dettagli della serie.

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FURIOUS

LE PRIME IMMAGINI DELLA SERIE DRAMA ORIGINALE 
CHE DEBUTTERÀ IL 27 LUGLIO 
IN ESCLUSIVA SU DISNEY+ IN ITALIA

Disney+ ha annunciato che Furious, la nuova serie drama originale Hulu, debutterà il 27 luglio su Disney+ a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti con tre episodi, seguiti da nuovi episodi ogni settimana. Sono disponibili le prime immagini della serie.

Ideata da Elizabeth Meriwether, che ne è anche executive producer, Furious segue le vicende di Alice Black (Emmy Rossum), un’agente dell’FBI alla ricerca di una serial killer misteriosa e scaltra. Entrambe percorrono la propria strada verso la giustizia, ma quando le loro vite iniziano a intrecciarsi, il confine tra giusto e sbagliato comincia a sfumare.

Il cast della serie comprende Emmy Rossum, Lola Petticrew, Scoot McNairy, Quincy Tyler Bernstine e Jake Lacy.

Furious è ideata e scritta da Elizabeth Meriwether, che ne è anche executive producer. Emmy Rossum è executive producer per Composition 8, insieme a Ronald Bass, Matt Olmstead e Sam Hoffman. Brian Kirk è executive producer per gli episodi 101 e 102, che ha anche diretto. La serie è prodotta da 20th Television e Searchlight Television.

*Ringraziamo l’Ufficio Stampa DISNEY per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Serie TV

Falling Skies: la serie sci-fi prodotta da Steven Spielberg compie 15 anni

Se avete amato Disclosure Day di Steven Spielberg, dovete recuperare Falling Skies, serie sci-fi da lui prodotta con Noah Wyle protagonista, che si concentra sulla sopravvivenza dell’umanità dopo essere stata invasa e sconfitta da alieni

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La fantascienza è uno dei temi tanto cari a Steven Spielberg. Lo ha dimostrato più volte nel corso della sua carriera da regista e lo sta confermando in questi giorni con Disclosure Day, il suo nuovo film che riporta al centro delle vicende ancora una volta uno dei misteri più affascinanti, che da sempre attanaglia l’esistenza umana: siamo soli nell’Universo?

Il regista premio Oscar ha raccontato da diversi punti di vista il fenomeno riguardante l’esistenza degli extraterrestri, raccontando storie dove essi sono pacifici (E.T.) ma anche altre dove invece gli alieni hanno brame di conquista verso la Terra (La guerra dei mondi).

Spielberg è legato anche a uno show sci-fi di qualche anno fa, ambientato dopo un’invasione aliena e che lo ha visto solo in veste di produttore. Questa serie, ovvero Falling Skies (2011) con protagonista Noah Wyle, però, conserva il suo marchio e il suo stile inconfondibile.

Falling Skies: una storia che parte dalla sconfitta dell’umanità

Quando si pensa a Noah Wyle, il primo nome che viene in mente è quasi sempre quello del Dottor John Carter di ER, uno dei personaggi più amati della televisione degli anni ’90. Più recentemente l’attore è tornato al centro dell’attenzione grazie a The Pitt, confermando ancora una volta il suo talento nei medical drama.

Eppure, nella sua carriera c’è anche Falling Skies, una serie di fantascienza che oggi merita di essere rivalutata più che mai.

Durata 5 stagioni tra il 2011 e il 2015, lo show, nonostante non abbia mai raggiunto la popolarità di altre produzioni sci-fi contemporanee, è riuscito a costruirsi negli anni una solida reputazione tra gli appassionati del genere.

Creata da Robert Rodat, sceneggiatore premio Oscar per Salvate il soldato Ryan, Falling Skies nasce dalla collaborazione con Steven Spielberg e dalla sua Amblin Entertainment e tratta il rapporto tra l’umanità, gli alieni e l’ignoto. Un tema che Spielberg ha esplorato per tutta la sua carriera e che rappresenta anche il cuore pulsante di Falling Skies.

La premessa della serie potrebbe sembrare familiare: la Terra è stata invasa da una razza aliena ostile e l’umanità è sull’orlo dell’estinzione. Ma è proprio qui che Falling Skies si distingue da molte altre opere dello stesso filone.

La storia segue Tom Mason, interpretato da Noah Wyle, un ex professore di storia che si ritrova a guidare uno dei pochi gruppi organizzati di sopravvissuti negli Stati Uniti. Sei mesi prima degli eventi narrati, gli invasori hanno distrutto gran parte delle infrastrutture mondiali, annientato gli eserciti e sterminato oltre il 90% della popolazione terrestre.

A differenza di molte storie di invasione aliena, però, la serie non racconta la battaglia per evitare la fine del mondo. Quella battaglia è già stata persa. L’umanità vive tra le macerie della propria civiltà e la priorità non è vincere la guerra, ma sopravvivere giorno dopo giorno. È proprio questo scenario post-apocalittico a rendere Falling Skies diversa da tanti altri prodotti simili.

La fantascienza secondo Spielberg

Sebbene Steven Spielberg non abbia scritto né diretto la serie, la sua presenza creativa è percepibile in ogni episodio. Lo stesso Noah Wyle ha raccontato più volte come il regista abbia contribuito attivamente allo sviluppo dello show, lasciando quelle che l’attore definì “impronte ovunque“. E in effetti il DNA spielberghiano è evidente.

Al centro della narrazione non ci sono soltanto gli alieni, ma soprattutto le persone. Le relazioni familiari, il ruolo dei genitori, la protezione dei figli e la capacità di mantenere la propria umanità anche nei momenti più disperati diventano elementi fondamentali della storia. La famiglia, sia quella biologica sia quella costruita lungo il cammino, rappresenta il vero motore emotivo della serie.

È una caratteristica che richiama direttamente molti dei lavori più celebri di Spielberg, da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T., fino a La guerra dei mondi: racconti in cui l’elemento spettacolare è sempre accompagnato da una forte componente umana.

Una serie che è invecchiata sorprendentemente bene

Riguardata oggi, Falling Skies appare quasi più efficace di quanto non fosse al momento della sua uscita. Pur utilizzando gli elementi classici della fantascienza invasiva, evita di affidarsi eccessivamente a tecnologie futuristiche o spiegazioni pseudoscientifiche, preferendo concentrarsi sui personaggi e sulle loro scelte.

Questo approccio rende la serie meno legata alle mode televisive del periodo e le consente di mantenere intatta gran parte della sua forza narrativa anche a distanza di quindici anni.

Con Spielberg tornato nuovamente a confrontarsi con il tema degli extraterrestri grazie a Disclosure Day, non potrebbe esserci momento migliore per recuperare Falling Skies. Se ve la siete persa all’epoca, o se non la ricordate particolarmente bene, è probabilmente arrivato il momento di darle una seconda possibilità.

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Netflix

KPop Demon Hunters: il film che ha infranto i record di Netflix

KPop Demon Hunters è stato uno dei fenomeni di Netflix dell’anno passato, ma continua a far parlare di sè in tutto il mondo. Grazie a Netflix, ripercorriamo la scalata al successo di questo film d’animazione

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È ormai passato un anno da quando KPop Demon Hunters ha mostrato ai fan come si fa, fa, fa e non riusciamo ancora a toglierci dalla testa (o dal cuore) “Golden”. Ma i tormentoni delle HUNTR/X e dei Saja Boys sono solo la punta dell’iceberg.

Per celebrare il primo anniversario del film Netflix ha organizzato proiezioni in tutto il mondo nei cinema, all’aperto e perfino su TikTok.

Anche Netflix House si unirà ai festeggiamenti con esperienze speciali per i fan, che potranno prepararsi a riportare l’armonia nel mondo prima che KPop Demon Hunters: The Immersive Experience  apra i battenti in entrambe le sedi di Netflix House durante le prossime festività natalizie.

I personaggi più amati del film arriveranno direttamente a casa tua con un nuovo set LEGO Derpy Tiger (già disponibile in preordine) e con giocattoli di Mattel, Hasbro e Jazwares, che saranno disponibili presso retailer online aderenti a partire dal 22 giugno in tutto il mondo. Il 20 giugno debutterà anche una nuova esperienza dedicata a KPop Demon Hunters su Netflix Playground: i fan potranno divertirsi con sei minigiochi per dispositivi mobili che invitano a immergersi nelle canzoni più popolari del film, calandosi nei panni di un DJ, giocando a Honmoon Beats, completando puzzle o collezionando adesivi, tra le altre attività.

Ripercorriamo l’impatto globale del franchise.

INCOLLATI AL DIVANO

La tua famiglia non è stata l’unica ad aver visto questo film più di una volta. Da mesi infatti tiene milioni di persone incollate allo schermo. Dal suo debutto il 20 giugno 2025 ha totalizzato oltre 600 milioni di visualizzazioni, diventando così il titolo originale più popolare nella storia di Netflix e l’unico titolo ad essere stato per 52 settimane consecutive nella Top 10 Globale di Netflix. Il film è entrato nella Top 10 in tutti i 93 paesi in cui Netflix pubblica le classifiche dei 10 titoli più visti e ha raggiunto il primo posto in 76 di essi.

en US KPop Demon Hunters 1Year InTheTop10 4x5 Final

Solo negli Stati Uniti, KPop Demon Hunters è stato il film più visto in streaming del 2025, con ben 20,5 miliardi di minuti di visione secondo i dati Nielsen di fine anno. I fan hanno anche cantato insieme ai video con i testi dei brani di KPop Demon Hunters, che hanno ottenuto altri 32 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo.

Una sola visione chiaramente non è bastata agli abbonati della piattaforma, che hanno salvato 1,5 milioni di Momenti unici tratti dal film. L’esibizione dei Saja Boys sulle note di “Soda Pop” è il Momento più salvato in assoluto.

UNA COLONNA SONORA PER LA STORIA

Questi brani hanno fatto impazzire il mondo, come dimostrato dall’enorme successo della colonna sonora ufficiale di KPop Demon Hunters, che ha infranto record su Spotify, Billboard e altre piattaforme musicali, diventando l’inno non ufficiale del 2025 (ma non solo).

La colonna sonora è rimasta per due settimane al primo posto della classifica Billboard 200, raggiungendo oltre 15 miliardi di stream a livello globale e diventando la colonna sonora più ascoltata del decennio. I fan hanno inserito i brani dell’album in oltre 17.000 playlist in tutto il mondo. Complessivamente, le canzoni delle band immaginarie delle HUNTR/X e dei Saja Boys hanno superato un miliardo di stream su Spotify e YouTube.

Il singolo di successo “Golden” ha mantenuto il primo posto nella classifica Billboard Global 200 per 18 settimane, eguagliando il record di permanenza più lunga al numero uno. Il brano è rimasto per otto settimane in vetta alla Billboard Hot 100, diventando il primo numero uno nella storia di un gruppo femminile K-Pop e il brano di una girl band rimasto più a lungo al primo posto in questo secolo. “Golden” è stato anche il brano entrato più rapidamente nel Billions Club di Spotify, totalizzando oltre un miliardo di stream.

Ma non è stato solo il momento di gloria di “Golden”. “Soda Pop” dei Saja Boys ha raggiunto il terzo posto nella Billboard Hot 100 ed è stata una delle quattro canzoni della colonna sonora a entrare contemporaneamente nella Top 10: un risultato da record.

SALIAMO SU, SU, SU

Un successo isolato? Piuttosto un fenomeno inarrestabile. KPop Demon Hunters ha totalizzato 4,6 miliardi di impression sui social, di cui 2,3 miliardi solo per il video ufficiale con testo di “Golden” su YouTube,  mentre l’esperienza Roblox di KPop Demon Hunters ha generato 11,5 di milioni di ore di gioco complessive.

INCETTA DI PREMI

Gli Idol Awards sono stati solo l’inizio. Il film e il suo amato inno “Golden” hanno vinto rispettivamente l’Oscar® per il Miglior Film d’animazione e quello per la Migliore canzone originale alla cerimonia del 2026. “Golden” è così diventata la prima canzone K-pop a vincere un Oscar®, mentre la coregista e cosceneggiatrice Maggie Kang è entrata nella storia come la prima donna di origini coreane a ricevere l’Oscar® per il Miglior film d’animazione. Oltre ai due Golden Globe vinti nelle stesse categorie, “Golden” ha segnato un altro primato ai Grammy, diventando la prima canzone K-pop a vincere il premio alla miglior canzone scritta per i media visivi.

ALLA CONQUISTA DELLA SCENA MONDIALE

Le orecchiabili melodie del film non hanno tardato a uscire dallo schermo per conquistare i palcoscenici di tutto il mondo. Durante gli US Open del 2025, il vincitore di 24 tornei del Grande Slam Novak Djokovic si è esibito nella sua miglior versione di una coreografia dei Saja Boys in onore del compleanno della figlia. Dall’altra parte dell’oceano, a Buckingham Palace, la banda delle Guardie Scozzesi ha reso omaggio alle HUNTR/X eseguendo una versione di “Golden” davanti a visitatori e curiosi.

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi e il presidente sudcoreano Lee Jae Myung hanno favorito il dialogo tra le parti suonando insieme la batteria sulle note di “Golden” durante un vertice tenutosi in Giappone a gennaio.

Ma se c’è un luogo in cui il successo del film si è fatto sentire in modo particolare, questo è la Corea, dove si svolge la storia. Dalla sua uscita le prenotazioni dei voli verso il paese sono aumentate del 25% e Bunjang, il principale marketplace online della Corea del Sud, ha registrato un’impennata del 78% negli acquisti transfrontalieri di prodotti legati al K-pop. Solo negli Stati Uniti, lo scorso anno Duolingo ha riscontrato un aumento del 22% nel numero di persone che studiano il coreano.

“Golden” continua a dominare anche le ricerche online. Un anno di ricerche 2025 di Google ha confermato che KPop Demon Hunters è stato il film più cercato dell’anno, ha ottenuto tre canzoni nella Top 10 dei brani più ricercati e si è classificato al secondo posto assoluto tra le ricerche di tendenza. Secondo Google Trends, il film ha inoltre conquistato tutti e cinque i primi posti nella classifica dei costumi di Halloween più cercati nel 2025.

PER I FAN

Dalla scorsa estate Netflix ha lanciato una serie di nuovi prodotti per consentire ai fan di tutte le età delle HUNTR/X o dei Saja Boys di mostrare il proprio supporto: da autentici snack coreani in collaborazione con Nongshim e prodotti di bellezza coreani con Anua, alle bambole Mattel e ai giochi di ruolo Hasbro, passando per i costumi di Halloween e ai libri da colorare, fino all’abbigliamento e agli accessori ispirati alla serie in collaborazione con Netflix Shop, Zara Kids, Vans, Old Navy e molti altri.

Le HUNTR/X sono persino passate dal palcoscenico alla carta stampata con il libro della collana Little Golden Books intitolato For the Fans (KPop Demon Hunters), che ha venduto oltre 1,6 milioni di copie negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Germania e Spagna. Il libro è anche al primo posto della classifica dei bestseller del New York Times, rimanendo per 18 settimane nella lista dei libri illustrati più venduti.

All’inizio di quest’anno, McDonald’s ha fatto rivivere la battaglia tra le band ai fan di tutto il mondo con menù per adulti ispirati alle HUNTR/X e ai Saja Boys che includevano “Spicy Saja McMuffin” e “Ramyeon McShaker™ Fries”, salse “Hunter” e “Demon”, oltre a “Soda Pop”, il tutto accompagnato da esperienze esclusive per i fan.

Il mese scorso, bemyfriends ha inaugurato a Seul il secondo negozio pop-up dedicato al merchandising ufficiale per i fan e quest’estate farà tappa in diverse città asiatiche, tra cui Daegu, Hong Kong, Giacarta, Singapore, Bangkok, Taipei, Taichung e Kaohsiung. Inoltre, il brand globale di oggetti da collezione KAYOU ha recentemente lanciato alcune figurine con i personaggi preferiti dai fan e i momenti salienti del film in una varietà di design e livelli di rarità tra cui “Energy”, la serie di figurine più ricercata ispirata a “Golden”.

Il prossimo progetto della piattaforma è il più entusiasmante di tutti: il tour mondiale annunciato di recente, che arriverànel 2027.

KPop Demon Hunters è ora disponibile, solo su Netflix.

*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra 

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