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Fumetti

PopChop Express: RoboPap, l’eroe dei DuckTales, molto “pap(ero)” e poco “super”

Nella nuova rubrica PopChop Express, vi raccontiamo chi è Robopap, il papero supereroe che ha esordito anni fa nei DuckTales, ripercorrendo in questo articolo la sua storia!

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Alzi la mano chi si ricorda di RoboPap. Probabilmente, per chi è nato dopo il 2000, difficilmente si accenderà l’EDI (sì, dai, la lampadina… come quella di Archimede, un po’ di senso dell’umorismo) sentendo questo nome.

Eppure RoboPap è stato uno dei primi supereroi creati dalla Disney americana, sebbene in Italia il pubblico fosse già abituato a figure come Superpippo, Paperinik, ecc.. protagonisti da tempo dei fumetti pubblicati su Topolino.

RoboPap fece il suo esordio nel 1989, all’interno della celebre serie animata DuckTales – Avventure di paperi.

Le origini di RoboPap, alias Gizmoduck

Gizmoduck (questo il nome originale, italianizzato poi in RoboPap) è una creazione di Tad Stones, uno degli artefici di DuckTales, Cip & Ciop Agenti Speciali e Darkwing Duck.

In origine, Gizmoduck/RoboPap doveva essere un robot dotato di intelligenza artificiale, progettato da Archimede Pitagorico su richiesta di Paperon de’ Paperoni per difendere il suo Deposito, sempre assaltato dalla ‘solita’ Banda Bassotti.

Nella storia in cinque episodi intitolata RoboPap (all’interno di Super DuckTales della seconda stagione di DuckTales), Archimede realizza quindi un robot automatico che però si rivela fin troppo efficiente, al punto da non dare ascolto a nessuno.

Per risolvere il problema, Archimede decide così di creare una tuta robotica che necessiti di un essere umano per funzionare. Ma chi mai potrà essere ‘degno’ di indossare l’armatura?

Chi c’è sotto la maschera? Fenton il pasticcione

Sotto l’armatura di RoboPap non si nasconde un eroe granitico, ma il goffo e insicuro contabile di Paperone, Fenton Paperconchiglia, personaggio originale creato appositamente per DuckTales e assunto dallo Zio proprio all’inizio della seconda stagione.

Fenton scopre la tuta nel laboratorio di Archimede e, giocherellando per capirne il funzionamento, pronuncia la frase:

«Ma che cosa serve, un dannato incantesimo?»

Senza saperlo, “incantesimo” è proprio la parola magica che serve per attivare l’armatura. In un attimo Fenton si ritrova trasformato in RoboPap e, quasi per caso, riesce a recuperare la mitica Numero Uno di Paperone, finita – manco a dirlo – nelle mani della Banda Bassotti.

Gli unici a conoscere la vera identità di RoboPap sono Paperone (che lo rende la sua guardia del corpo), Jet McQuack e la signora Paperconchiglia, madre di Fenton.

Il supereroe per sbaglio

Sotto la maschera dell’eroe: l’impacciato Fenton

RoboPap è l’emblema del supereroe nato per caso.

Fenton non è coraggioso, non è carismatico e non ha alcuna vocazione eroica: è ansioso, insicuro, spesso sopraffatto dalle responsabilità. Eppure, una volta indossata l’armatura, diventa l’esatto opposto, un autentico supereroe e star di Paperopoli.

Non a caso Qui, Quo e Qua, grandi fan di RoboPap, fondano addirittura il RoboPap Club per celebrare le sue imprese.

*Curiosità: il nome Gizmoduck non fu la prima scelta. In origine il personaggio doveva chiamarsi RoboDuck, nome rimasto infatti in Olanda, in Belgio e in Giappone. Questo spiega anche la “R” sul petto dell’armatura originale, poi sostituita da una “G” nelle successive apparizioni nei fumetti, nei videogiochi e nel reboot del 2017 di DuckTales.

Cosa ha ispirato RoboPap? Gli eroi “metallici” degli anni ’80

L’ispirazione per RoboPap è piuttosto evidente. Negli anni ’80, robot e supereroi in armatura erano il simbolo della tecnologia futuristica. Terminator con Arnold Schwarzenegger era stato un enorme successo e la Disney cercò di cavalcare quell’onda, creando un eroe animato a metà strada tra Iron Man e RoboCop.

Proprio quest’ultimo, in particolare, è l’influenza più evidente nel design dell’armatura e nei numerosi gadget e armamenti di RoboPap.

Robocop, fonte d’ispirazione di Robopap

Non solo DuckTales: RoboPap irrompe anche in Darkwing Duck

Dopo la prima serie dei DuckTales, la carriera di RoboPap è tutt’altro che conclusa: lo ritroviamo pochissimi anni dopo, nel 1991, in Darkwing Duck (altra creazione di Tad Stones) la serie supereroistica della Disney, dove appare nell’episodio “L’ira dei titani”.

Darkwing Duck e Robopap

Qui arriva a St. Canard ufficialmente per far visita all’amico Jet McQuack, ma in realtà è in missione per scortare un nuovo e potente veicolo d’assalto.

Inizialmente RoboPap scambia Darkwing Duck per un criminale, mentre quest’ultimo teme che l’eroe in armatura possa rubargli la scena.

I due eroi alla fine si alleano per sventare i piani di Becco d’Acciaio, intenzionato a rubare il prototipo.

Da questo primo incontro nasce una amicizia-rivalità destinata a durare nel tempo.

RoboPap entrerà inoltre a far parte dei Paperi della Giustizia, aiutando Darkwing Duck nella lotta contro i Cinici Cinque.

*Curiosità: in Darkwing Duck non compare mai Fenton Paperconchiglia: vediamo sempre e solo la sua identità da supereroe, RoboPap.

Il ritorno dei DuckTales… e di Robopap

Arriviamo al 2017, anno del reboot di DuckTales. La nuova serie, sviluppata da Matt Youngberg e Francisco Angones, punta a rilanciare il cult degli anni ’80 aggiornandone temi, ritmo e character design, senza tradirne lo spirito avventuroso.

Fenton Paperconchiglia Cabrera, stagista latino-americano, diverso ma fondamentalmente fedele all’originale

Accanto a personaggi storici come Paperone, Qui, Quo e Qua e Jet McQuack, fa il suo ritorno anche Fenton/RoboPap. In questa versione Fenton è psicologicamente più caratterizzato: rimane insicuro, ma mostra una reale volontà di migliorarsi e dimostrare il proprio valore. Il conflitto tra identità civile e supereroistica diventa uno degli elementi centrali del personaggio.

RoboPap, invece, si presenta come una versione più moderna e tecnologica rispetto all’originale e – dettaglio non banale – sul petto porta l’iconica “G” di Gizmoduck, abbandonando definitivamente la “R” della versione classica.

Un eroe strambo… ma indimenticabile

RoboPap è un personaggio che si è ritagliato una piccola ma fedelissima nicchia di fan, che non hanno mai dimenticato il goffo contabile diventato eroe per caso. C’è persino chi ha provato a ricrearlo nella realtà: qualche anno fa è diventato virale un video che mostra un RoboPap “in carne, ossa, ruota e becco” aggirarsi per le strade di San Francisco, in una ricostruzione sorprendentemente fedele.

Che lo conosciate oppure no, speriamo che questo articolo vi abbia regalato un po’ di nostalgia (se lo avevate già incontrato in passato) o acceso la curiosità verso uno degli eroi più strambi, teneri e paperosi mai usciti dall’incredibile cilindro della Disney.

E se ancora non avete visto il video su Robopap realizzato da Nerd Chop Express in collaborazione con PopCorNerd, vi invito a correre sui nostri rispettivi profili IG!

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Comics

Absolute Martian Manhunter – Martian Vision di Camp e Rodríguez

Parte del piano editoriale della linea DC Absolute e forse tra i meno discussi, all’ombra di Absolute Wonder Woman e Absolute Batman

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Absolute Martian Manhunter – Martian Vision è una rivisitazione psichedelica del personaggio DC Comics a cura del duo Camp – Rodríguez, che ha debuttato negli Stati Uniti con la prima issue il 26 marzo 2025. Ne parliamo solo ora perché è stato pubblicato da poco il primo volume, che raccoglie l’intero primo arco narrativo.

Una premessa importante

Prima di entrare nel vivo della recensione, mi sembra doveroso chiarire un punto: prima di leggere questo volume non conoscevo Martian Manhunter e, di conseguenza, non avevo mai letto nulla che lo riguardasse. Per questo, cari lettori, mi perdonerete se nel corso dell’articolo non mostrerò lo stesso entusiasmo che una parte consistente del fandom fumettistico ha espresso nei confronti di questo fumetto.

Prima di mettermi a scrivere ho fatto qualche ricerca sul personaggio e sulla sua storia editoriale. Ho scoperto che Martian Manhunter è spesso definito il “cuore e l’anima” della Justice League. Originariamente noto come J’onn J’onzz, è uno scienziato e pacificatore marziano che, a causa di un errore, viene teletrasportato sulla Terra. Qui assume sembianze umane, nello specifico quelle dell’agente di polizia John Jones, conducendo una doppia vita divisa tra il ruolo di detective e quello di ultimo sopravvissuto della sua razza.

Per quanto riguarda le letture consigliate per familiarizzare con il personaggio, Internet sembra piuttosto unanime nel suggerirne una in particolare: Martian Manhunter (1998–2001) di John Ostrander e Tom Mandrake, spesso definita la vera e propria “Bibbia” del personaggio. Una run che bilancia l’anima da detective noir di J’onn J’onzz con una fantascienza di alto concetto, approfondendo il suo passato su Marte, la celebre “paura del fuoco” e introducendo il suo inquietante fratello, Malefic.

Non è, almeno sulla carta, il tipo di storia che sento immediatamente nelle mie corde. Ma cerco di non giudicare un libro dalla copertina: prima o poi le darò una possibilità. Non si sa mai.

Absolute Martian Manhunter vol. 1

Absolute Martian Manhunter vol. 1

Il team creativo

Prima di addentrarci nella trama e nella mia personale disamina di questo primo volume, è utile soffermarsi sugli autori dell’opera. La sceneggiatura è affidata a Deniz Camp, già autore di titoli come The Ultimates, Assorted Event Crisis e Ultimate Endgame. Alle matite troviamo invece Javier Rodríguez, artista spagnolo che ha lavorato su serie come Doctor Strange and the Sorcerers Supreme e Spider-Woman.

Camp sembra essere un po’ ovunque ultimamente, mentre lo stile di Rodríguez è… interessante, diciamo così. Un duo che, nel bene o nel male, suscita curiosità. Poco ma sicuro.

La trama

Nel cosiddetto Absolute Universe, l’agente dell’FBI John Jones è poco più che un passeggero della propria esistenza. La famiglia, il lavoro, ogni suo gesto quotidiano si muovono all’interno di una routine alla quale si è votato senza più metterla in discussione. Le passioni che un tempo lo animavano sono ormai spente, sostituite da un senso del dovere freddo e meccanico.

A seguito di un evento traumatico, un’entità aliena incorporea si insinua nella sua mente, risvegliandolo a verità emotive che aveva sepolto da tempo: quelle della sua stessa realtà interiore e dei mondi che ogni essere umano porta dentro di sé. Insieme, John e il “Marziano” si trovano a dover salvare il mondo da una forza maligna che spinge l’umanità a cedere ai propri impulsi peggiori.

Ne nasce una vera e propria Guerra dei Mondi combattuta sul piano psichico, in cui ogni mente diventa un regno da conquistare.

Un fumetto che.. osa un po’ troppo (o forse no?)

Dopo aver esposto trama e sinossi, è il momento di entrare nel merito e provare a tirare le somme su questo primo volume.

Da un lato, non conoscendo il personaggio, non sono riuscito a cogliere appieno le differenze tra il Martian Manhunter della tradizione classica e questa versione Absolute. È probabile che una parte del fascino di questa rivisitazione mi sia inevitabilmente sfuggita, soprattutto per chi ha maggiore familiarità con il personaggio. Allo stesso tempo, però, questa totale mancanza di background si è rivelata anche un vantaggio. Non avendo mai letto nulla di Martian Manhunter, ho potuto affrontare la lettura senza preconcetti e senza “bias”, un aspetto che può incidere in modo significativo sul giudizio finale, soprattutto quando ci si trova davanti a un’opera così poco convenzionale.

E quando parlo di “non convenzionale” mi riferisco in particolare ai disegni di Javier Rodríguez, che risultano visivamente molto interessanti. Layout spesso “impossibili”, un uso ragionato di forme e colori e una costruzione della tavola che si sposano perfettamente con la natura dell’entità aliena che vive nel protagonista, e con la sua difficoltà nel comprendere il mondo in cui è stato catapultato.

A questo si affianca una scrittura di Deniz Camp estremamente efficace, capace di trasmettere al lettore la confusione, l’urgenza e quello stato di ansia costante in cui il protagonista si trova intrappolato a causa del suo nuovo modo di percepire la realtà. Un mondo che John Jones non vede più con occhi umani, ma filtrato attraverso lo sguardo del marziano: da qui, non a caso, il titolo del volume, Martian Vision.

In più di un’occasione, tavole e dialoghi risultano volutamente confusi, al punto da far provare al lettore la stessa disorientante percezione vissuta dal protagonista, soprattutto nei momenti più concitati e di maggiore suspense.

Tavola tratta da Absolute Martian Manhunter #1

Tavola tratta da Absolute Martian Manhunter #1

Detto questo, devo però ammettere di aver fatto un po’ di fatica a seguire i dialoghi, proprio a causa della struttura estremamente non convenzionale delle tavole. Un approccio che mi ha ricordato, forse un po’ troppo, il Doctor Strange disegnato da Tradd Moore: anche in quel caso, una bellezza visiva indiscutibile, ma accompagnata da una lettura tutt’altro che immediata.

Doctor Strange di Tradd Moore

Doctor Strange di Tradd Moore

Conclusione

Absolute Martian Manhunter – Martian Vision è un volume che osa molto, catapultando il lettore nella mente di un protagonista che osserva il mondo da un punto di vista alieno e, proprio per questo, spesso confuso e destabilizzante. Camp e Rodríguez sfruttano al massimo le potenzialità del medium visivo per raccontare una storia che riflette sulla natura umana e su un’entità che di umano ha ben poco, concentrandosi sugli effetti della sua presenza e della sua influenza sulla società.

Nonostante le mie critiche sulla leggibilità e su una struttura che a tratti rende la lettura faticosa, si tratta di un fumetto che vale comunque la pena leggere, soprattutto per chi è in cerca di opere sperimentali del genere supereroistico.

VOTO POPCORNERD: 8.0/10


https://www.dc.com/blog/2025-12-05/absolute-martian-manhunter-shows-you-your-absolute-self

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Comics

5 momenti iconici di Ciclope nei fumetti Marvel

Rivediamo 5 momenti epici di Ciclope, X-Man che vedremo anche in Avengers: Doomsday, nei fumetti Marvel

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Gli X-Men torneranno in Avengers: Doomsday. 

All’interno della pellicola dei fratelli Russo, vedremo i mutanti dei film degli anni 2000 della Fox. Tra questi è stato ufficializzato anche il ritorno del Ciclope di James Marsden, attore che lo ha interpretato nelle prime tre pellicole.

Scott Summers, alias Ciclope, è uno dei personaggi più iconici della Marvel. L’X-Man è uno dei membri originali della X-squadra di eroi di Charles Xavier, ed è stato un punto fermo nelle storie degli X-Men per decenni, assumendo innumerevoli volte il ruolo di leader.

Tuttavia, sebbene Ciclope sia un pezzo fondamentale della squadra, è anche uno dei personaggi più controversi della Marvel. Alcuni lo considerano arrogante e indegno del suo ruolo di leader, mentre altri lo considerano il più grande eroe della squadra e meritevole di ancora più rispetto.

A dire il vero, si possono sostenere entrambi i punti di vista, ma come per qualsiasi eroe, la questione è più sfumata di una semplice distinzione tra bianco e nero.

Che lo si ami o lo si odi, Ciclope è un personaggio, un eroe e un leader che si è sicuramente guadagnato il suo status sia tra gli X-Men che nella Marvel in generale. E noi speriamo che il ruolo che gli verrà ritagliato all’interno di Avengers: Doomsday, lo faccia conoscere (o riconoscere) al grande pubblico.

Ecco cinque momenti tratti dai fumetti che dimostrano le qualità e quanto sia diventato iconico nel corso del tempo il personaggio di Scott Summers.

1) la struggente scelta di mandare suo figlio nel futuro per salvarlo (X-Factor #86)

L’addio di Scott a suo figlio in X-Factor #86

Uno dei momenti più strazianti dei fumetti degli X-Men riguarda Ciclope e la scelta di mandare suo figlio nel futuro e non vederlo crescere e vivere al suo fianco. In X-Factor #86, il giovane Nathan Summers viene infettato da Apocalisse con un virus tecno-organico mortale. L’unica speranza di salvarlo è Sorella Askani, giunta dal futuro in missione per salvarlo. Era lì per riportare Nathan nel suo tempo in modo che potessero curare il virus.

È un momento difficile per Ciclope, dover dire addio al figlio pur sapendo che lasciarlo andare è l’unico modo per salvarlo. La situazione è resa ancora più agrodolce dal fatto che, sebbene Nathan sopravviva e alla fine diventi Cable, Ciclope non avrà mai un rapporto stretto con il figlio.

2) Lo scontro con Sinistro (X-Factor #39)

In un altro momento davvero straziante, Ciclope si trova di fronte a una rivelazione terrificante: X-Factor #39 vede Scott scoprire che Sinistro è dietro ad alcune delle cose peggiori che abbia mai sopportato nella sua vita, tra cui la creazione di Madelyne Pryor. La rivelazione arriva nel peggior momento possibile, poiché Scott e i suoi compagni di squadra stanno combattendo contro Sinistro e le cose non stanno andando bene.

Tuttavia, invece di lasciarsi abbattere dal dolore e dalla devastazione che derivano dalla rivelazione di come Sinistro lo avesse tormentato per decenni, Ciclope coglie l’occasione per tirare fuori tutta la forza che ha dentro e sconfigge Sinistro. È un punto di svolta per il personaggio, e un momento incredibilmente epico nei fumetti.

3) A me, miei X-Men (Astonishing X-Men #23)

Un Ciclope debole ma non arrendevole

Se c’è una cosa che un X-Man non vuole, è essere impotente, ma è esattamente lì che si trova Ciclope in Astonishing X-Men #23. Catturato (si era apparentemente sacrificato nel numero precedente, ma era stato deliberatamente fatto in modo che la cattura lo aiutasse ad arrivare esattamente dove doveva essere), Ciclope usa il suo ingegno e la sua strategia per lanciare un contrattacco. Riacquista anche i suoi poteri e quello che accade è dannatamente figo, con una tavola finale del numero dove pronuncia la frase spesso utilizzata dal Professor X “A me, miei X-Men” mentre sovrasta uno sconfitto Ord.

Ciò che rende questo momento nei fumetti un momento particolarmente significativo per Ciclope è che sottolinea come sia ancora un avversario formidabile anche senza i suoi poteri. È tattico e incredibilmente intelligente, e queste sono abilità tanto importanti e utili per lui, quanto i suoi letali raggi ottici.

4) Ciclope Was Right! (Death of X #4)

La morte di Ciclope in Death of X #4

Scott non è estraneo al sacrificio, ma Death of X #4 lo ha visto protagonista del ‘sacrificio supremo’, trasformandolo in un martire.

Quando si scopre che le Nebbie Terrigene che conferiscono i poteri agli Inumani sono in realtà letali per i mutanti, Scott finisce per essere una delle prime vittime del cosiddetto “M-Pox“. Respira la nebbia e muore di una morte orribile e dolorosa. Ma con le sue ultime parole, dice a Emma Frost “non lasciare che finisca” e lei lo prende a cuore.

Emma finisce per usare i suoi poteri telepatici per manipolare gli eventi reali della morte di Scott, facendo credere alla gente che avesse guidato un attacco contro gli Inumani e che fosse morto. Questo gli conferisce una morte più onorevole e lo trasforma in un simbolo di resistenza, poiché ha dato la vita per combattere e difendere i mutanti. La sua morte trasforma la frase “Ciclope aveva ragione” (Ciclops Was Right!) in un grido di battaglia. Fortunatamente, alla fine Scott viene riportato in vita.

5) Togliti dal mio prato (Astonishing X-Men #8)

Un Ciclope pronto a sprigionare tutto il suo potere per levare dal prato della scuola una f****a Sentinella

Forse i momenti migliori di Ciclope, tuttavia, sono quelli in cui dimostra perché è un grande leader e (a volte) involontariamente divertente.

In Astonishing X-Men #8, gli X-Men vengono attaccati da una Sentinella. L’attacco getta tutti nel panico o nel caos, ma Scott rimane stranamente calmo. Mentre tutti gli altri si agitano, Scott decide con molta calma di gestire la situazione, dicendo “Voglio che questa cosa sparisca dal mio prato” prima di colpire la Sentinella con un’enorme raggio ottico. Fine della partita.

È una dimostrazione epica di quanto Ciclope sia bravo sotto pressione e dimostra come la sua rigida forma di leadership funzioni davvero. In effetti, il momento è così riuscito e iconico che persino Wolverine deve riconoscere che episodi come quello sono il motivo per cui Scott è al comando.

*Fonte del presente articolo il sito Comicbook.com

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Manga & Manhwa

Edizioni BD & J-POP Manga: novità di gennaio 2026

Ecco di seguito ecco tutte le novità orientali del mese di gennaio 2026 di J-Pop Manga

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Edizioni BD & J-POP Manga

presentano le novità di gennaio 2026

Jaadugar – A Witch in Mongolia, Barbara di Go Nagai, Now That We Draw e molto altro!

Ha inizio un anno ricco di belle sorprese a marchio Edizioni BD & J-POP Manga!

Nel cuore dell’impero mongolo del XIII secolo una schiava persiana cerca riscatto grazie alle conoscenze antiche trasmesse dalla sua famiglia…

Arriva sugli scaffali a gennaio la serie plurinominata ai Manga Taisho e vincitrice ai Kono Manga Ga Sugoi! Jaadugar – A Witch in Mongolia di Tomato Soup.

Una chicca da non perdere per chi ama I diari della speziale e I giorni della sposa! L’adattamento animato della serie è in fase di realizzazione a opera dello stesso studio di produzione dell’anime di DanDaDan e l’uscita è stata annunciata proprio per il 2026.

Go Nagai, il leggendario autore di Devilman e Grendizer, rilegge con la sua sensibilità unica e inconfondibile una delle opere più intriganti di Osamu Tezuka: Barbara.

Una donna misteriosa stravolge la vita di un promettente scrittore, diventando una incredibile fonte di ispirazione, ma anche l’origine della sua rovina…

Per i lettori di romance inizia con il primo volume Now That We Draw, la commedia romantica premiata per due anni consecutivi ai Next Manga Award. Yuuki Uehara è uno studente delle superiori con un sogno nel cassetto: diventare mangaka!

Le sue storie però non convincono gli editori. Una sensuale compagna di classe lo convince a iniziare una relazione sentimentale con lei e accumulare così l’esperienza necessaria per scrivere un manga romcom con una trama realistica e convincente. Cosa potrà mai andare storto?

Vanno avanti le serie più attese del momento con l’arrivo in libreria e fumetteria di The Fragrant Flower Blooms with Dignity 4, Firefly Wedding 7, La storia di Genji 3, Painter of the night 5, Inazuma Eleven 5, Credimi, è amore 5 e molto altro!

Di seguito maggiori dettagli:

La settimana 12-18 gennaio

Dopo il successo strepitoso dell’anime e dei primi numeri del manga continua nel quarto volume The Fragrant Flower Blooms with Dignity. L’amore tra la mite e dolce Kaokuro e il teppista dal cuore d’oro Rintaro riuscirà a sbocciare nonostante l’acerrima rivalità delle loro due scuole?

Arriva sugli scaffali Firefly Wedding 7, il romance ambientato nel Giappone feudale che vede come protagonisti una affascinante nobildonna e… un efferato assassino! La serie, come annunciato a inizio dicembre da Oreco Tachibana in persona, sta per arrivare alle sue battute finali.

Nel regno di Quartz gli angeli proteggono gli abitanti dai demoni. Una bambina orfana dalle ali nere sogna di diventare guardia cittadina, ma le sue origini misteriose nascondono un segreto… Esce A Kingdom of Quartz 3, il fantasy di Bomhat arrivato finalista al Kodansha Afternoon Four Seasons Contest.

Continuano Alya Sometimes Hides Her Feelings in Russian 6, Cosmos 3, La via del grembiule – Lo Yakuza Casalingo 15, Makeine – Too Many Losing Heroines 3, RaiRaiRai 3, Tatari 4.

La settimana 19-25 gennaio

Quando il famoso scrittore Yosuke Mikura incontra per strada Barbara, una vagabonda sola e con problemi di alcolismo, la sua vita cambia in modo imprevedibile.

Ritrova l’ispirazione per scrivere, ma viene anche trascinato in un delirio di follia, violenza e libido. Chi è davvero la ragazza? Una musa o una strega? Go Nagai reinterpreta il classico di Osamu Tezuka Barbara in un volume unico da non perdere!

La missione del semidio che ha osato sfidare gli dei dell’antica Grecia sta per volgere al termine! Esce il terzo volume di Arion, la miniserie mitologica firmata da Yoshikazu Yasuhiko, il leggendario character designer di Mobile Suit Gundam.

Dopo l’uscita in cofanetto della serie completa, approda in libreria e fumetteria il secondo volume di Takemitsu Zamurai, il nuovo capolavoro di Taiyo Matsumoto con la sceneggiatura di Issei Eifuku.

Continuano Credimi, è amore 5, I quattro fratelli Yuzuki 18, Kingdom 72, Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto 17, Love is an illusion box 5 (vol. 9-10), Mission: Yozakura Family 27, Painter of the night 5, Radiation House 17, Rosen Garten Saga 12, Sword Art Online Novel 23 – Unital Ring, The Shiunji Family Children 4.

La settimana 26 gennaio – 1 febbraio

Alla fine del mese J-POP Manga presenta una novità che farà impazzire i fan de I diari della speziale! Arriva sugli scaffali il primo volume di Jaadugar – A Witch in Mongolia, la serie di Tomato Soup vincitrice al Kono Manga Ga Sugoi! 2023 come “Miglior Manga per il pubblico femminile” e nominata al Premio Manga Taisho nel 2023 e 2024, con un anime dello studio Science Saru (DanDaDan) in uscita nel 2026!

Quando l’impero mongolo invade la città di Tus una giovane orfana persiana viene condotta via come schiava. Userà le sue conoscenze scientifiche e mediche per scalare la piramide sociale e cambiare le sorti dell’impero! Il volume 1 sarà disponibile sia in edizione regular che in una speciale edizione variant esclusiva per le fumetterie.

L’inizio dell’anno è il momento migliore per lanciarsi in nuove avventure romance! L’ultima settimana di gennaio esce il primo volume di Now That We Draw, la serie candidata ai Next Manga Award 2024 e 2025 di cui è in arrivo un atteso adattamento anime. Un giovane aspirante mangaka viene respinto dalle case editrici perché le sue storie sono giudicate poco convincenti.

Accorre in suo soccorso una sensuale compagna di classe che gli propone di iniziare una relazione sentimentale per accumulare esperienza e scrivere romcom perfette.

Continua con il secondo volume Zatch Bell!, la serie di culto di Makoto Raiku che ha fatto appassionare generazioni e generazioni di nerd e che arriva ora, per la prima volta, in Italia nella sua edizione completa e definitiva.

La battaglia per il titolo di Re Demone è appena iniziata… Ma solo accompagnandosi a un umano i demoni in guerra tra loro possono sfruttare al massimo i poteri racchiusi nei loro grimori.

Lo studente Kiyomaro Takamine si è ritrovato, suo malgrado, gemellato al potente ma smemorato demone
Zatch. Quali nuove sfide li attendono? E qual è il segreto del passato di Zatch?

Arrivano in libreria e fumetteria l’atteso sesto volume dello yaoi Yarichin Bitch Club, Akane Banashi 15, Gaea-Tima 4, Happy Shitty Life 6, Il Drago e il Camaleonte 7, Inazuma Eleven 5, My Charms are Wasted 16, Il primo amore di Nezumi 4, La storia di Genji 3, Il mistero di Ron Kamonohashi 16.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Edizioni BD & J-Pop Manga per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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