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Giorgio Sommacal: fumettisti comici si nasce, Cattivik lo si diventa!

Intervista a Giorgio Sommacal, tra i più apprezzati autori di Cattivik e de Il Giornalino, capace di far ridere migliaia di italiani con il solo utilizzo della sua matita

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Se si parla di fumetto italiano, spesso si pensa al genere comico. Fino a qualche anno fa le edicole erano invase dai fumetti a strisce, simbolo della tipologia di fumetto che contenevano, ovvero quello che “faceva ridere” grandi e piccini. Saper far ridere è un’arte e i nostri autori ne sono da sempre dei maestri. Giorgio Sommacal rientra tra questi.

Con i suoi disegni, gag e onomatopee, Sommacal ha contribuito a far innamorare letteralmente i lettori del nostro paese del ladro più goffo e puzzolente del panorama fumettistico italiano. Con Cattivik è riuscito a modellare e valorizzare un ottimo personaggio creato da Bonvi, passato poi nelle mani di Silver, e a trasformarlo in una vera e propria icona della nona arte made in Italy.

Ebbene, ho avuto l’onore e il privilegio di intervistare, all’ultima edizione dell’X-Mas Comics, proprio Giorgio Sommacal, una vera colonna del fumetto italico e prima ancora appassionato delle “nuvole parlanti” come piace definirle a lui.

Quello che mi ha subito impressionato dell’autore è stato il suo modo di raccontare aneddoti ed episodi della propria carriera, sempre con il sorriso. Una carriera davvero incredibile, nata dal suo interesse per il fumetto comico, che lo ha portato a diventare un autore fondamentale principalmente per Cattivik e Il Giornalino, oltre che a insegnare arte e fumetto anche ai più piccoli. Sempre con il sorriso. È stato incredibile e molto divertente passare mezz’ora a sentire le storie di Giorgio Sommacal, e questo è il resoconto della nostra chiacchierata. Grazie mille, Giorgio.


Intervista a Giorgio Sommacal: l’arte di far ridere con l’utilizzo della matita

PCN: Diamo il benvenuto a Giorgio Sommacal su Popcornerd! Grazie Giorgio, è un vero onore averti come nostro ospite!

Giorgio Sommacal – Grazie a voi!

PCN: È un grande piacere avere sulla nostra pagina uno dei maggiori esponenti italiani del fumetto, soprattutto umoristico. Vorrei partire proprio da questo punto: una buona parte del fumetto italiano, fin dalle origini, ha trovato nella comicità una delle sue caratteristiche fondamentali, capace di attirare un vastissimo pubblico. Secondo te qual è la forza del fumetto umoristico? E, soprattutto, cosa ti ha sempre affascinato di questo tipo di storie, che hanno definito gran parte della tua carriera?

Giorgio Sommacal – Beh, allora, fin da piccolo leggevo i fumetti e a quei tempi le edicole erano piene di fumetti per bambini e ragazzi, soprattutto di tipo umoristico. C’erano i vari Geppo, Tiramolla, Braccio di Ferro, Cucciolo, ecc.. insomma tutta una serie di personaggi che ormai non ci sono più. Quindi la mia formazione è stata sul fumetto comico-umoristico, ma ero un lettore anche de Il Giornalino, dove c’erano molti autori realistici e difatti, parte di essi, sono poi finiti a lavorare anche per la Sergio Bonelli Editore.

Ma io ero affascinato dalle cose comiche. In particolare ero attratto da quelle realizzate da Bonvi, grazie anche al suo Nick Carter, parte di SuperGulp! Fumetti in TV. [programma televisivo dedicato al mondo dei fumetti trasmesso nel 1972 e poi dal 1977 al 1981, sul Secondo Canale della RAI n.d.r.] E poi, quando ho scoperto Lupo Alberto di Silver, mi sono innamorato di questo tipo di fumetti.

Lupo Alberto disegnato da Giorgio Sommacal

PCN: La tua carriera a livello professionale comincia nel 1989. Inizi a collaborare con Silver e, dopo un paio di storie per Lupo Alberto, diventi una delle colonne portanti di Cattivik. Qual è stato il tuo primo approccio con l’essere più putrido, sgangherato, malvagio e inconcludente del panorama fumettistico italiano?

Giorgio Sommacal – La storia è questa. Quando ho iniziato non c’erano le scuole di fumetto che ci sono oggi, ma c’erano dei corsi. Avevo fatto un corso qui a Torino organizzato dall’Arci Comix e, in quell’occasione, avevo conosciuto Silver. Poi, dopo un po’ di anni, forse quattro o cinque, ho partecipato a un concorso di fumetti ad Alassio. Ho vinto il primo premio e l’ho ricevuto direttamente dalle mani dello stesso Silver.

Quando, poi, mi sono deciso a proporre i miei lavori per vedere di riuscire a disegnare fumetti a livello professionale, ho scelto di mandarle a Silver e a Il Giornalino. Ho cominciato quindi prima con Silver e, di lì a poco, anche con Il Giornalino.

All’epoca facevo un altro lavoro, il grafico, e quando è arrivata la chiamata di Silver mi sono licenziato e sono entrato nel “magico mondo” della partita IVA [risata n.d.r.].

Ho scritto e disegnato tre storie di Lupo Alberto e poi sono passato a fare Cattivik. Silver in quel momento voleva partire con il fumetto di Cattivik e mi chiese se ero interessato a prendere parte al progetto. Gli dissi: “Certo che voglio disegnarlo!”.

Leggevo Cattivik già quando lo faceva Bonvi ed era un personaggio che mi piaceva moltissimo. Infatti mi sono divertito un sacco a disegnarlo e all’inizio scrivevo anche le storie.

Tutta l’arte di Giorgio Sommacal mentre ritrae il terrore e raccapriccio in tutta la sua ‘putrida’ bellezza

PCN: Una delle tue storie che apprezzo di più è Cattivik vs. Diavolik.

Giorgio Sommacal – Quella l’ho solo disegnata. A scriverla è stato Moreno Burattini, l’ex responsabile di Zagor alla Sergio Bonelli Editore che, beato lui, è andato in pensione da poco. [risata n.d.r.] Però lui nasce anche come autore di fumetto comico.

Questa l’ha scritta lui, e io ne ho scritte altre all’inizio. Poi il discorso è questo: lo sceneggiatore è un mestiere a sé stante rispetto al disegnatore.

Poi certo, ci sono quelli che scrivono e disegnano, se la suonano e se la cantano. Beati loro! [risata n.d.r.].
Io invece alla fine ho scelto di disegnare, anche perché, poi, avevamo degli obblighi di consegne, dovevamo essere produttivi e quindi c’era un bel gruppo di sceneggiatori e disegnatori.

PCN: Bonvi ha detto di Cattivik: “Nasce come una macchia d’inchiostro. Non importa quali siano le forme di una macchia, l’importante è che sporchi”. Ritrovi in questa sua definizione anche qualcosa della tua idea personale del personaggio?

Giorgio Sommacal – Allora, Bonvi era un personaggio originalissimo, geniale, anarchico, dissacrante. E allora ha definito Cattivik con questa macchia nera, no?

E qui racconto una storiella: ho scoperto una cosa di Cattivik che non sapevo mentre ci lavoravo. Dopo aver disegnato un bel po’ di storie, a un certo punto, in una storia scritta da Piero Lusso, un altro grande sceneggiatore che scrive anche Lupo Alberto, Cattivik si spoglia e resta nudo. E quando l’ho fatta vedere a Silver lui mi ha detto: “Eh, però tu qui, in mezzo alle gambe, devi metterci una pecetta con scritto censura”.

Io gli ho chiesto il perché, il quale mi ha risposto: “Ma perché in fondo Cattivik è un uomo; brutto ma pur sempre un uomo”.

Alla fine di Cattivik, non sappiamo granché. Vivendo nelle fogne, non sappiamo esattamente le sue origini.

Io me lo sono sempre immaginato un po’ come un Quasimodo di Notre Dame; gobbo, un po’ deforme, storto perché è nato nelle fogne che, ovviamente, non è un ambiente salutare.

Poi, se uno legge Cattivik, sa che, per esempio, non si vede che sotto questa calzamaglia nera c’è un corpo. Però lui ha un naso e delle orecchie, che escono fuori quando ha bisogno che ci siano. Per il resto sembra un mostro.

Per cui, per me, alla fine è uno che vive ai margini della società. È deforme, bruttarello, anche se lui comunque ha un’autostima impressionante. È il riscatto del personaggio apparentemente sfigato e inconcludente, perché lui, in sé stesso, crede molto.

Infatti secondo me sarebbe ancora di grandissima attualità. Viviamo in un mondo con una forte crisi economica e di valori, dove molte persone sono ai margini di questa società apparentemente ricca e si devono arrangiare come possono.

E Cattivik, secondo me, è l’emblema di questo modo di stare al mondo: un po’ anarchico, un po’ visionario, molto creativo. Lui ha assemblato l’arredamento di casa sua con i mobili rubati alla discarica. Cioè, è uno che si arrangia, si aggiusta, come tanta gente ormai è abituata ed è obbligata anche a fare.

Infatti è un personaggio che funziona molto bene. Forse racchiude bene un po’ le caratteristiche dell’italiano, che è uno che si arrangia in tutto e per tutto.

Non so se tra le tue domande c’è quella che, in genere, mi fanno tutti su questo modo strano di parlare che ha Cattivik.

PCN: Assolutamente. Era una delle prossime domande, anche perché mi pare di ricordare che, nelle prime storie di Bonvi, Cattivik parli normalmente e poi nelle storie da Silver in poi, il suo modo di parlare cambia.

Giorgio Sommacal – L’ha detto Bonvi: perché Cattivik parla troncando le parole, non finendole? Perché lui, essendo un ladro che ha necessità di rubare, di delinquere non ha tempo di parlare tanto. È molto veloce nel parlare. Poi è vero che il suo Cattivik e quello di Silver parlavano pochissimo.

Il mio, quello di Massimo Bonfatti e degli altri venuti dopo, è diventato un chiacchierone. Parla tantissimo.

Ho letto in rete già qualche anno fa che qualcuna di quelle persone che si dedica ai passatempi più strani ha studiato il linguaggio di Cattivik. C’è chi dice che parli in dialetto pugliese, visto il modo di esprimersi del personaggio. Sinceramente non lo so! [risata n.d.r.]

Cattivik…nella Divina Commedia? Lo dicono Moreno Burattini e Giorgio Sommacal!

PCN: Cattivik ha raggiunto un traguardo importante: 60 anni. Oggi è disponibile in libreria un volume celebrativo edito da GigaCiao che festeggia il compleanno del “Terrore e Raccapriccio”, dal titolo La Novell’ Grafik’, firmato da due giovani autori, Lorenzo La Neve e Spugna. Non ti chiedo un giudizio sul libro, ma vorrei sapere se sei d’accordo sul fatto che personaggi come Cattivik possano continuare la loro vita editoriale anche attraverso interpretazioni di nuovi autori, purché ne mantengano l’essenza.

Giorgio Sommacal – Allora io non l’ho letta, ma ho visto qualche immagine. Ho conosciuto Spugna, il disegnatore, mentre lo sceneggiatore, La Neve, non lo conosco di persona.

Spugna è molto simpatico e ci ha tenuto anche a dirmi che lui lo ha disegnato perché era stato lettore di Cattivik e anche il suo stile l’ha derivato un po’ dal nostro modo sgangherato di disegnare.

Se tu guardi, non so, altri personaggi come quelli del mondo Disney sono molto studiati e curati. Cattivik, invece, no.

A parte il fatto che eravamo un gruppo di persone diverse, ognuno lo interpretava a modo suo, anche con un disegno, non dico dilettantistico, però senza stare troppo a curare tutti i particolari. La comunicazione veloce, d’impatto di Cattivik sta nella bellezza del personaggio, nella simpatia, nelle gag, non nella maestria del disegno.

Noi deriviamo un po’, almeno parlo per me stesso, ma credo anche un po’ Bonfatti, dal fumetto underground americano. Sgangherato, comunicativo. Per cui sì, mi piace il fatto che venga interpretato anche da altri. Non c’è nulla di male.

Il Cattivik di Lorenzo La Neve e Spugna

PCN: Non hai lavorato ovviamente solo su Cattivik, ma anche per Il Giornalino con serie come Zia Agatha e Contatti, e per Bonelli su Dylan Dog, Demian, Zagor, Adam Wild, adattandoti a un tipo di fumetto molto diverso da quello a cui sei abituato. Come ti sei trovato a passare a uno stile decisamente più realistico?

Giorgio Sommacal – Allora, con Zia Agatha avevo una discreta libertà e a volte sperimentavo anche delle cose, degli stili. Era un po’ una commistione fra il grottesco e il realistico. Quelli di Bonelli hanno, ovviamente, delle esigenze legate ai personaggi.

Fatico molto ogni volta che disegno realistico. Sono più a mio agio con il disegno comico, lo dico con estrema sincerità.

Però, per vivere di fumetti ora come ora, a meno che tu non sia un genio che sfonda, devi avere una certa versatilità nel saper disegnare. Se sai fare sia il comico che il realistico, ti aiuta a lavorare di più.

PCN: Tra le testate e i personaggi Bonelli, con quali ti sei sentito maggiormente a tuo agio?

Giorgio Sommacal – Allora, Dylan Dog l’ho fatto come aiutante di Luigi Piccatto. Diciamo che lui, grandissimo disegnatore di Dylan Dog, faceva il lavoro più importante.

Degli altri personaggi devo dire che mi sono divertito molto a fare Adam Wild, perché intanto Gianfranco Manfredi era, ahimè dico “era” perché è mancato da poco, una persona collaborativa che lasciava molta libertà, e mi sono proprio divertito. Gli altri un po’ meno.

Però, per esempio, ho fatto il numero di una miniserie di Cico, l’amico e spalla comica di Zagor, e anche lì mi sono divertito molto.

La storia disegnata da Giorgio Sommacal di Cico su testi di Tito Faraci

PCN: Dal 2019 sei direttore artistico della collana SBAM! Libri Edizioni. In cosa consiste il tuo ruolo all’interno del progetto?

Giorgio Sommacal – Questa è una piccola casa editrice di Cologno Monzese del mio amico Antonio Maranghi. Nasce dalla sua grandissima passione per il fumetto e io collaboro con lui da anni.
Faccio il direttore artistico, nel senso che, insieme a lui decidiamo, in base a quello che ci arriva tra le varie proposte editoriali, gli autori da pubblicare.

Diciamo che siamo per la pubblicazione o la pubblicazione di nuove edizioni di autori soprattutto umoristici.

Certo, c’è roba anche abbastanza d’antan, nel senso che abbiamo recuperato una serie dei personaggi di quando eravamo ragazzini noi, che tutto sommato ha un pubblico di appassionati.

PCN: Ho visto dai social che lavori molto con i bambini nelle scuole e hai dedicato anche alcune opere ai più piccini, come i PicoSauri. Quanto è importante oggi diffondere il concetto di fumetto ai più piccoli, sempre più attratti da telefoni, tablet e contenuti digitali?

Giorgio Sommacal – Io faccio anche, a parte fumetti, libri per ragazzi e, appunto, vado nelle scuole a fare laboratori di fumetto. Uno degli ultimi libri che ho fatto riguarda il pop-up [libri che, grazie a complesse ingegnerie di carta, creano scene tridimensionali che emergono dalla pagina, aggiungendo profondità e movimento alla narrazione n.d.r.]

Mi sono inventato un corso breve per bambini dove insegno a fare dei piccoli pop-up. Io mi diverto moltissimo coi bambini perché imparo tanto da loro e faccio questo mestiere proprio perché ho conservato in parte l’animo bambino che, secondo me, per chi fa un lavoro creativo come il nostro è fondamentale, perché il bambino essenzialmente si stupisce, si meraviglia.

E lo stupore, a volte, in questa società così sovrabbondante di messaggi, è una roba che non esiste neanche più. Manca tanto e, secondo me, invece è fondamentale per farti sentire vivo e in contatto con le emozioni, con l’essenza di noi esseri umani. Altrimenti saremo degli organismi viventi senza sogni, senza domande, senza desideri protetti. E invece questo è fondamentale.

Faccio i laboratori coi bambini perché mi diverto, imparo tante cose e spero di trasmettere a loro il fatto che si può vivere creando delle cose che prima non c’erano, come le storie a fumetti e i libri per ragazzi. Un’idea che ti viene in mente, che realizzi, che ti esprime, che esprime te stesso, le tue emozioni e ti permette di trasmetterle agli altri.

Quando un’opera, anche a fumetti o un libro per ragazzi, è fatta benissimo tecnicamente, spesso uno la guarda e esclama: “Che bello”. Ma se non ci metti l’anima, se non ci metti le tue emozioni, non c’è la trasmissione col lettore. Almeno io penso così.

L’insegnamento è importante, ma, in realtà, sono i bambini che spesso insegnano agli adulti che cos’è la creatività. Loro sono alla scoperta del mondo. Sono anche magari un insegnante, uno stimolo, e ti aprono, magari ti amplificano la creatività.

Non l’abbiamo detto, ma ho ripreso a lavorare con Il Giornalino. Sto facendo una serie con il mio amico Augusto Rasori ai testi e un altro amico, Claudio Taurisano, ai colori. Si tratta di una serie per bambini sul tema dell’arte e mi sto divertendo tantissimo. Mi piace anche il fumetto d’autore, però io sono per il fumetto comico per bambini.

PCN: Mi trovi d’accordo, perché per me la cosa che si è un po’ persa è che il fumetto nasce per i più piccoli. Invece adesso sembra che il fumetto sia più dedicato a un pubblico adulto.

Giorgio Sommacal – Bisogna partire dai piccoli; che imparino a leggere, non solo fumetti, perché si è perso anche il gusto dell’oggetto libro, della lettura. E poi, quando saranno più grandi, leggeranno quelle che adesso chiamano graphic novel.

Però c’è tutto un mondo di fumetti per ragazzi bellissimo e da scoprire.

PCN: Grazie mille, Giorgio, del tempo. È stato veramente un onore e un piacere.

Giorgio Sommacal – Grazie a voi e saluto tutti, soprattutto gli appassionati di questo mondo strano delle nuvolette parlanti!


Giorgio Sommacal: Biografia

Giorgio Sommacal (Carmagnola, 1961) è un illustratore e fumettista italiano. Dopo gli esordi su pubblicazioni locali, nel 1989 entra nella casa editrice ACME, lavorando su Lupo Alberto (di Silver) e Cattivik. Collabora con Il Giornalino e con Mondadori – Libri per Ragazzi, realizzando anche copertine e libri umoristici.

Per Sergio Bonelli Editore ha disegnato, tra le altre, storie di Demian (con Luigi Piccatto), Dylan Dog, Zagor e dal 2013 entra nello staff di Adam Wild; nel 2021 firma lo Speciale Zagor n. 33 e nel 2017 un numero di Cico a spasso nel tempo (testi di Tito Faraci).

Parallelamente realizza libri illustrati per ragazzi, spesso con lo scrittore Pino Pace, per editori come Sperling & Kupfer e Giralangolo-EDT. Dal 2007 pubblica online le Strisce Bavose (testi di Augusto Rasori), poi adattate anche in animazione e premiate nel 2009.

Dal 2012 pubblica su Skorpio la serie Rapa&Nui (con Laura Stroppi e Rasori), raccolta in volume nel 2018 da Sbam! Comics, di cui dal 2019 è direttore artistico della collana SBAM! Libri.

Nel 2023 gli è stata dedicata la mostra “Bestiacce!… e altri animali” al Forte di Bard. Ha inoltre insegnato in diverse scuole di fumetto, tra cui la Scuola Internazionale di Comics di Torino e la Scuola di Fumetto di Bra.

Fumetti

Monster Allergy debutta in digitale grazie alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Monster Allergy arriva in digitale grazie alla partnership tra Tunué e Koomy. La serie sarà disponibile in episodi per smartphone e tablet con offerte dedicate al lancio.

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Tunue

Monster Allergy debutta in digitale grazie

alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Dal 30 giugno 2026 la serie Monster Allergy arriva su Koomy in formato esclusivo ad episodi pensati per la lettura in digitale. Al lancio i primi dieci episodi, con il primo accessibile gratuitamente e una promozione di lancio a 1,99 € per episodio per tutto il mese di Luglio.

Tunué annuncia l’arrivo di Monster Allergy in versione digitale in collaborazione con Koomy. A partire dal 30 giugno 2026, l’intera edizione classica della serie creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa sarà disponibile su Koomy, piattaforma di lettura digitale di fumetti, in formato ad episodi.

Un piano editoriale pensato per il digitale

Per la prima volta l’edizione classica di Monster Allergy viene riorganizzata in 30 episodi, pensati per una lettura adatta al supporto digitale con un formato snello e scorrevole. La pubblicazione partirà dal 30 giugno con i primi dieci episodi dell’edizione classica, il primo accessibile gratuitamente, e prosegue al ritmo di cinque nuovi episodi a settimana per le quattro settimane successive, fino al completamento dell’edizione entro fine Luglio.

Prezzi e modalità di fruizione

Il primo episodio è disponibile gratuitamente, mentre i successivi sono proposti al prezzo di 2,99 €. Per tutto il mese di Luglio inoltre sarà attiva una promozione di lancio a 1,99 € per episodio, pensata per accompagnare sia i lettori storici sia chi si avvicina alla serie per la prima volta. La serie è inoltre inclusa con Koomy Plus, l’abbonamento di Koomy per leggere senza limiti una parte del catalogo.
La lettura è ottimizzata per la fruizione su smartphone tramite la modalità Lettura Smart, ideata da Koomy per offrire un riconoscimento delle vignette e uno zoom automatico per rendere l’esperienza di lettura da cellulare e tablet più comoda e intuitiva.

Dal digitale al cartaceo

I lettori che acquisteranno almeno un volume completo di Monster Allergy su Koomy (3 episodi) o che leggeranno la serie attraverso l’abbonamento Koomy Plus, riceveranno via e-mail un codice sconto del 5% spendibile su tunue.com per l’acquisto dei volumi cartacei della serie. Una collaborazione pensata per offrire continuità tra le due modalità di fruizione e per accompagnare chi scopre la serie in digitale verso l’edizione cartacea.

Su Monster Allergy

Ventinove episodi, due stagioni di cartoni animati, un musical, gadget, videogiochi, Monster Allergy è una delle serie italiane più acclamate degli anni 2000, con migliaia di fan sparsi in tutto il mondo .Creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, Monster Allergy segue le avventure di Zick, un bambino in grado di vedere i mostri invisibili a tutti gli altri, e di Elena, sua compagna di scuola e di indagini. Dal suo esordio la serie ha conquistato il pubblico italiano e internazionale.

Su Koomy

Koomy è una giovane realtà italiana che porta il fumetto in digitale con un’esperienza di lettura pensata per gli smartphone. Sulla piattaforma è possibile acquistare singoli volumi o accedere a un catalogo di oltre 200 volumi tramite l’abbonamento Koomy Plus, scaricare le opere per la lettura offline e leggerle vignetta per vignetta con Lettura Smart, la modalità che adatta le tavole grazie ad uno zoom automatico.

Dichiarazioni

«Monster Allergy è uno dei titoli che hanno fatto avvicinare un’intera generazione al fumetto. Portarlo in digitale insieme a Tunué, costruendo a quattro mani la suddivisione in episodi e il piano di lancio, è proprio il tipo di lavoro che vogliamo fare con gli editori: non distribuire un catalogo, ma valorizzare un titolo unendo il digitale con il cartaceo.» afferma Kristian Lentino, CEO di Koomy.

«Monster Allergy è un asset fondamentale per la Tunué che fin dall’inizio lo ha valorizzato e tenuto vivo grazie alle diverse edizioni e formati, al lavoro dell’eccezionale team di autori e autrici.. Siamo molto contenti che grazie a Koomy possa avere una vita anche in formato digitale per ampliare il suo pubblico e far innamorare nuovi lettori e lettrici», afferma Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.

*Ringraziamo l’Ufficio Stampa TUNUE’ per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Fumetti

Recensione Zorro: Man of the Dead di Sean Murphy

Recensione di Zorro: Man of the Dead, reinterpretazione in chiave moderna del leggendario spadaccino mascherato a cura di Sean Murphy.

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Quando si parla di Sergio Bonelli Editore, il pensiero corre inevitabilmente a personaggi come Dylan Dog, Martin Mystère o Tex, serie che nel corso dei decenni hanno contribuito a rendere celebre la casa editrice milanese. Bonelli, però, non è nuova alla pubblicazione di opere provenienti dal mercato internazionale delle graphic novel e negli ultimi anni ha più volte dimostrato la volontà di ampliare il proprio catalogo con proposte diverse rispetto alla tradizione bonelliana.

Tra queste troviamo Zorro: Man of the Dead, miniserie in quattro capitoli scritta e disegnata da Sean Gordon Murphy, autore che molti lettori conoscono soprattutto per Batman: White Knight. Pubblicata originariamente negli Stati Uniti nel 2024 e arrivata in Italia nel maggio 2026 grazie a Bonelli, l’opera viene proposta in un elegante volume cartonato che raccoglie l’intera storia, con la collaborazione del letterer D. C. Hopkins e del colorista Simon Gough.

Zorro torna, ma non come ve lo aspettate

La prima sorpresa arriva già dalle prime pagine. Zorro: Man of the Dead non ci porta infatti nella California dell’Ottocento, scenario tradizionalmente associato al personaggio, ma nella cittadina messicana di La Vega, dove due secoli prima Zorro avrebbe lasciato la sua iconica “Z” incisa sulla facciata della chiesa locale.

La città si prepara a celebrare la memoria dell’eroe mascherato, ma i narcos che controllano il territorio vedono quella figura come una minaccia, anche se ormai relegata al passato. La situazione precipita quando l’attore incaricato di interpretare Zorro durante la festa del paese viene assassinato davanti agli occhi dei suoi due figli.

Vent’anni dopo, quei due bambini sono diventati adulti. Cresciuti separatamente e con vite completamente diverse, si ritrovano costretti a collaborare per affrontare la criminalità che soffoca La Vega. È da qui che prende forma una reinterpretazione moderna della leggenda di Zorro, che sostituisce governatori corrotti e soldati spagnoli con narcotrafficanti e cartelli criminali.

Una bella storia che però non ha soddisfatto le mie aspettative

Premetto una cosa: non sono il fan numero uno di Zorro. Conosco il personaggio, ricordo di aver visto il film con Antonio Banderas (La Maschera di Zorro) e poco altro. Nonostante questo, avevo aspettative piuttosto precise nei confronti di questa graphic novel.

Forse proprio perché proveniva dalla penna di Sean Murphy, mi aspettavo una sorta di rilancio classico del personaggio, magari una storia delle origini capace di reintrodurre Zorro a una nuova generazione di lettori. Invece mi sono trovato davanti a qualcosa di molto diverso: una reinterpretazione contemporanea che utilizza il mito di Zorro più come punto di partenza che come elemento centrale del racconto.

Questo non significa che la storia sia brutta. Anzi, oggettivamente funziona e si lascia leggere con piacere. Alcune scelte narrative, però, mi hanno fatto storcere il naso. Tra tutte, l’introduzione di una volpe addestrata – “zorro” in spagnolo significa proprio volpe – che accompagna i protagonisti come una sorta di sidekick. Una trovata che ho trovato un po’ infantile e che, personalmente, stona con il tono generale della vicenda.

Messe da parte queste perplessità, bisogna riconoscere che Murphy riesce comunque a mantenere vivi i temi che hanno sempre definito il personaggio. Libertà, giustizia sociale, lotta contro la repressione e difesa dei più deboli continuano ad essere il cuore del racconto.

Se nelle storie classiche questi concetti venivano raccontati nella California del XIX secolo sotto l’influenza spagnola, qui vengono trasposti nel Messico contemporaneo dominato dai cartelli della droga. Ed è probabilmente questa l’intuizione più interessante dell’opera: nonostante il cambio di ambientazione e di contesto storico, Murphy riesce a costruire un mondo in cui la figura di Zorro continua ad apparire necessaria, quasi inevitabile.

Sean Murphy fa quasi un one-man show

Se sul fronte narrativo sono rimasto leggermente deluso rispetto alle aspettative iniziali, sul piano artistico non ho davvero nulla da recriminare.

In Zorro: Man of the Dead Sean Murphy si occupa non soltanto della sceneggiatura, ma anche dei disegni, realizzando di fatto un piccolo one-man show che mette in mostra tutto il suo talento come fumettista.

Ed è proprio osservando le tavole che si percepisce quanto l’autore si sia divertito a lavorare su questo progetto.

Le sequenze d’azione sono probabilmente il punto più alto dell’intera opera. Che si tratti di inseguimenti a cavallo, combattimenti con la spada o scontri a fuoco, Murphy riesce sempre a trasmettere velocità, impatto e senso del movimento. Le tavole risultano dinamiche e cinematografiche, caratteristiche che ormai rappresentano una vera e propria firma dell’autore.

Al suo fianco troviamo il lavoro di Simon Gough, che contribuisce a dare profondità e atmosfera alle ambientazioni messicane attraverso una colorazione efficace.

Ancora una volta Murphy dimostra di essere uno degli artisti più versatili del fumetto americano contemporaneo, perfettamente a suo agio anche lontano dal genere supereroistico che lo ha reso famoso.

Un prezzo che potrebbe frenare qualche lettore

Mi sento però di muovere una piccola critica alla stessa Sergio Bonelli Editore.

L’edizione è indubbiamente curata e l’adattamento italiano è realizzato con la consueta attenzione che contraddistingue la casa editrice. Tuttavia, i 25 euro richiesti per un volume di 112 pagine – delle quali alcune dedicate a indice e cover gallery – mi sono sembrati leggermente elevati.

Naturalmente non conosco le dinamiche economiche che regolano l’acquisizione dei diritti di opere internazionali di questo tipo, ma da semplice lettore ho avuto la sensazione che il prezzo possa rappresentare una barriera per il pubblico occasionale. Soprattutto per chi conosce Zorro solo superficialmente e vorrebbe semplicemente provare qualcosa di diverso dal solito.

A chi consiglierei Zorro: Man of the Dead?

Non è una lettura che mi sento di consigliare indiscriminatamente a tutti.

Se cercate una storia classica di Zorro, probabilmente questa non è l’opera che fa per voi. Murphy prende infatti il mito dello spadaccino mascherato e lo trasforma in qualcosa di diverso, più moderno e più vicino ai giorni nostri.

Per questo motivo penso che il pubblico ideale sia costituito soprattutto dai fan di Zorro interessati a vedere il personaggio reinterpretato in una chiave nuova oppure dai lettori che apprezzano il lavoro di Sean Murphy e vogliono seguirlo anche al di fuori del contesto supereroistico.

Conclusione

Zorro: Man of the Dead è una reinterpretazione moderna della leggenda dello spadaccino mascherato che, pur allontanandosi da molti degli elementi classici associati al personaggio, riesce a conservarne i valori fondamentali: la lotta contro l’oppressione, la difesa dei più deboli e la ricerca della giustizia.

La storia non ha soddisfatto pienamente le aspettative che avevo costruito attorno al progetto, soprattutto perché mi aspettavo un approccio più tradizionale al personaggio. Nonostante questo, ho comunque trovato una lettura piacevole e accompagnata da un comparto grafico di altissimo livello.

Se c’è un motivo per recuperare questo volume, infatti, è proprio il lavoro di Sean Gordon Murphy, che conferma ancora una volta il proprio talento come artista e storyteller. E anche quando la sceneggiatura non colpisce sempre nel segno, le sue tavole riescono quasi sempre a far dimenticare qualsiasi difetto.

VOTO POPCORNERD 6.0/10

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Comics

SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026

Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva

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Saldapress


G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2

Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro

TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!

Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.

SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.

CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310


The Walking Dead Color Edition #65

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130


The Walking Dead Color Edition #66

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132

Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.

Undiscovered Country

Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott SnyderCharles Soule scrivono una saga epica per i disegni di  Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.


Godzilla: Hic Sunt Dracones

Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.


Transformers

Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.

COMICON BERGAMO 2026:

Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.


COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%

Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.

I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.


LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO

Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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