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Fumetti

Comicon Napoli 2026 – Don Rosa: 10 anni dopo l’ultima moneta

Al Comicon Napoli 2026, Don Rosa si è raccontato ai suoi fan partendo dagli inizi e dalle sue passioni sino ad arrivare alla Saga di Zio Paperone

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Don Rosa, uno dei grandi ospiti del Comicon Napoli 2026, è stato protagonista nel primo giorno della kermesse napoletana di un panel interessantissimo dal titolo Don Rosa: 10 anni dopo l’ultima moneta.

L’autore non tornava alla manifestazione napoletana della cultura pop da 10 anni, ed è stata quindi un’occasione per poter ascoltare nuovamente l’autore ripercorrere la propria carriera, le influenze e il suo rapporto con l’universo dei fumetti Disney, in particolare con il personaggio di Zio Paperone.

Alle origini di Don Rosa

Don Rosa apre l’incontro partendo dalle sue radici familiari, sottolineando con orgoglio le sue origini italiane.

Cresciuto negli Stati Uniti, racconta di un’infanzia segnata da due elementi fondamentali: la vita in una zona di campagna e la presenza determinante della sorella maggiore, di undici anni più grande. È proprio lei a introdurlo nel mondo dei fumetti, essendo una grande collezionista.

Poi con la mia famiglia ci siamo a un certo punto trasferiti e quello che io facevo era leggere fumetti e guardare due canali in televisione e non avrei mai pensato che avrei fatto questo per vivere.

Negli anni Quaranta e Cinquanta, il panorama fumettistico americano era dominato dalle storie Disney scritte e disegnate da Carl Barks, autore che diventerà il punto di riferimento assoluto per Rosa.

Le storie di Paperone, Paperino e dei personaggi di Paperopoli rappresentavano allora uno dei prodotti editoriali più diffusi e amati.

Rosa racconta come, da bambino, passasse il tempo leggendo quei fumetti o guardando la televisione (limitata a pochi canali), ma soprattutto sviluppando una propria creatività attraverso il disegno.

Uno dei suoi ricordi più vividi riguarda l’uso dei registri contabili che il padre portava a casa dal lavoro: grandi volumi con pagine bianche o parzialmente scritte che lui riempiva trasformandoli in una sorta di fumetti.

In quelle pagine improvvisate nascono le sue prime storie, che continuerà a produrre per anni, fino all’adolescenza e oltre.

Questo periodo rappresenta la “formazione autodidatta” di Rosa: un luogo libero, senza vincoli editoriali, in cui sviluppa il piacere della narrazione e del disegno.

Ancora oggi conserva quei materiali, considerandoli le radici della sua passione e ovviamente della sua fortunatissima carriera.

L’altro Don Rosa: ingegneria e azienda di famiglia

Nonostante la passione precoce per il fumetto, Rosa non considera inizialmente l’arte come una possibile carriera.

La sua famiglia gestisce un’impresa di costruzioni fondata dal nonno, emigrato dall’Italia negli Stati Uniti, e il suo destino sembra già segnato: lavorare nell’azienda familiare.

Per questo motivo intraprende studi in ingegneria civile, un percorso coerente con le aspettative familiari. Durante gli anni Settanta, il panorama fumettistico americano è dominato dai supereroi, un genere che Rosa dichiara di non apprezzare particolarmente.

Questo contribuisce a mantenere il fumetto, nella sua vita, nel ruolo di semplice hobby.

Rosa sottolinea come, in quel periodo, non abbia mai realmente preso in considerazione l’idea di diventare fumettista professionista.

La sua visione all’ epoca era pragmatica: lavorare nell’azienda di famiglia e coltivare i fumetti come interesse personale.

La svolta: fare del fumetto una professione

La svolta arriva negli anni Ottanta, quando entra in contatto con un piccolo gruppo di appassionati e collezionisti che avevano ottenuto i diritti per ristampare le storie di Carl Barks negli Stati Uniti.

Questo progetto editoriale rappresenta per Rosa una rivelazione: per la prima volta intravede la possibilità concreta di lavorare nel mondo dei fumetti.

La decisione che segue è radicale: abbandona (o, come dice lui stesso, “liquida”) l’azienda di famiglia per dedicarsi completamente alla sua passione. È una scelta rischiosa e non priva di conseguenze personali, ma che segna l’inizio della sua carriera artistica.

Le prime esperienze: Captain Kentucky

Prima di lavorare con i personaggi Disney, Rosa realizza un fumetto originale intitolato Captain Kentucky, pubblicato su un giornale locale. Si tratta di una striscia settimanale ambientata in un contesto realistico, con riferimenti a luoghi e persone reali.

Questo progetto dura circa tre anni e rappresenta un importante banco di prova. Tuttavia, Rosa ne parla con ironia: il compenso era estremamente basso (circa 25 dollari a settimana), al punto da rendere l’attività economicamente insostenibile. Nonostante ciò, l’esperienza è fondamentale per affinare le sue capacità narrative e sviluppare il proprio stile.

Dopo questa fase, Rosa si allontana temporaneamente dal fumetto per circa quattro anni, ritenendo che negli Stati Uniti l’interesse per questo medium fosse in calo, almeno al di fuori del genere supereroistico.

Il rapporto con Disney: una precisazione importante

Uno dei punti che Rosa tiene a sottolineare maggiormente durante il panel riguarda il suo rapporto con Disney. Contrariamente a quanto spesso si pensa, afferma di non aver mai lavorato direttamente per The Walt Disney Company.

Allora, prima di tutto ci tenevo a sottolineare che non ho mai lavorato per Disney e che Disney non ha nulla a che fare con il mondo dei paperi, con il fumetto.

Io ho sempre lavorato per editori europei, mai per Disney.

Spiega che i fumetti Disney sono storicamente prodotti da editori indipendenti che operano su licenza. Negli Stati Uniti, questo ruolo era svolto da Western Publishing, mentre in Europa da editori come Egmont.

Gli autori, tra cui Carl Barks e lo stesso Rosa, lavorano come freelance per queste realtà, senza un coinvolgimento diretto della Disney nella produzione creativa.

Questa distinzione è per Rosa fondamentale: rivendica la natura autoriale del suo lavoro e sottolinea come le storie siano il frutto della creatività degli artisti, non della casa madre.

Il debutto della saga di Paperone: “Il figlio del sole”

La prima storia Disney realizzata da Rosa è Il figlio del sole, un’avventura di Zio Paperone.

Inizialmente, Rosa pensa che sarà anche l’ultima: immagina infatti di tornare presto alla vita precedente.

Tuttavia, il successo della storia e l’interesse degli editori europei cambiano le prospettive. Rosa comprende che, mentre negli Stati Uniti il fumetto Disney è in declino, in Europa gode ancora di enorme popolarità.

Questo lo porta a collaborare stabilmente con editori europei, producendo storie che verranno pubblicate soprattutto in paesi come Italia, Francia e Scandinavia.

L’eredità di Carl Barks

Don Rosa è spesso definito l’erede di Carl Barks, ma lui rifiuta questa etichetta. Durante il panel chiarisce di non aver mai cercato di analizzare o imitare sistematicamente il lavoro del suo predecessore.

Sicuramente la mia influenza maggiore è Carl Barks e anche tutte le dozzine centinaia di film che ho visto in TV. 

Il suo approccio è diverso: non vuole copiare lo stile grafico di Barks, ma proseguire il suo spirito narrativo. L’obiettivo è raccontare storie coerenti con l’universo creato da Barks, mantenendone la logica interna e il senso di avventura.

Rosa si definisce più uno storyteller che un grande disegnatore, arrivando persino a criticare il proprio stile grafico. Tuttavia, riconosce che proprio questo approccio, unito alla passione per i dettagli, costituisce uno degli elementi chiave del suo successo.

Lo stile dettagliato di Don Rosa

Uno degli aspetti più caratteristici del lavoro di Don Rosa è l’estrema ricchezza di dettagli nelle tavole. Questo stile non deriva direttamente da Barks, ma da altre influenze culturali.

Tra queste cita la rivista Mad Magazine e autori come Harvey Kurtzman e Will Elder, noti per inserire gag visive e micro-dettagli negli sfondi. Questo tipo di umorismo visivo, ricco e stratificato, ha avuto un forte impatto sulla sua formazione.

Rosa spiega che il suo approccio è quasi “ossessivo”: inserisce molti più dettagli del necessario, spesso senza compenso aggiuntivo, semplicemente per il piacere di farlo. Questo viene percepito dai lettori come un segno di dedizione e passione, contribuendo alla sua popolarità.

La costruzione dell’epopea di Paperone

Uno dei contributi più importanti di Don Rosa al fumetto Disney è la costruzione di una biografia coerente di Zio Paperone, culminata nell’opera The Life and Times of Scrooge McDuck.

Partendo dagli spunti lasciati da Carl Barks, Rosa sviluppa una vera e propria saga che racconta la vita del personaggio dalla giovinezza alla vecchiaia. Questo lavoro di “archeologia narrativa” consiste nel collegare storie preesistenti, riempire i vuoti e costruire una continuità interna.

Il risultato è un’opera epica che ha ridefinito il personaggio, rendendolo più complesso e tridimensionale.

Il rapporto con il pubblico

Il panel evidenzia anche il forte legame tra Don Rosa e i suoi lettori.

Da sempre l’autore ama il dialogo diretto con il pubblico.

Tra le domande fatte dai fan, una riguarda le influenze cinematografiche e letterarie nelle sue storie. Viene citata in particolare l’ispirazione a Quarto potere per alcune atmosfere narrative, e si ipotizza un legame con Cuore di tenebra.

Questo dimostra come il lavoro di Rosa non sia limitato al fumetto, ma attinga a un ampio spettro di riferimenti culturali.

Allora i cavalli sicuramente sono difficilissimi da disegnare, non so, ma se ho mai disegnato un cavallo in vita mia non ricordo. Però quello che è più complicato per me sono i nipotini di Paperino, quindi Qui Quo e Qua.

Conclusione

Il panel offre un ritratto completo di Don Rosa: la sua storia è quella di una passione coltivata nel tempo, trasformata in carriera grazie a scelte coraggiose e a un forte legame con le proprie influenze.

Attraverso il rispetto per l’eredità di Carl Barks e una visione personale della narrazione, Rosa ha contribuito a ridefinire il fumetto Disney, creando opere che continuano a essere amate da lettori di tutto il mondo.

Fumetti

Monster Allergy debutta in digitale grazie alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Monster Allergy arriva in digitale grazie alla partnership tra Tunué e Koomy. La serie sarà disponibile in episodi per smartphone e tablet con offerte dedicate al lancio.

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Tunue

Monster Allergy debutta in digitale grazie

alla collaborazione tra Tunué e Koomy

Dal 30 giugno 2026 la serie Monster Allergy arriva su Koomy in formato esclusivo ad episodi pensati per la lettura in digitale. Al lancio i primi dieci episodi, con il primo accessibile gratuitamente e una promozione di lancio a 1,99 € per episodio per tutto il mese di Luglio.

Tunué annuncia l’arrivo di Monster Allergy in versione digitale in collaborazione con Koomy. A partire dal 30 giugno 2026, l’intera edizione classica della serie creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa sarà disponibile su Koomy, piattaforma di lettura digitale di fumetti, in formato ad episodi.

Un piano editoriale pensato per il digitale

Per la prima volta l’edizione classica di Monster Allergy viene riorganizzata in 30 episodi, pensati per una lettura adatta al supporto digitale con un formato snello e scorrevole. La pubblicazione partirà dal 30 giugno con i primi dieci episodi dell’edizione classica, il primo accessibile gratuitamente, e prosegue al ritmo di cinque nuovi episodi a settimana per le quattro settimane successive, fino al completamento dell’edizione entro fine Luglio.

Prezzi e modalità di fruizione

Il primo episodio è disponibile gratuitamente, mentre i successivi sono proposti al prezzo di 2,99 €. Per tutto il mese di Luglio inoltre sarà attiva una promozione di lancio a 1,99 € per episodio, pensata per accompagnare sia i lettori storici sia chi si avvicina alla serie per la prima volta. La serie è inoltre inclusa con Koomy Plus, l’abbonamento di Koomy per leggere senza limiti una parte del catalogo.
La lettura è ottimizzata per la fruizione su smartphone tramite la modalità Lettura Smart, ideata da Koomy per offrire un riconoscimento delle vignette e uno zoom automatico per rendere l’esperienza di lettura da cellulare e tablet più comoda e intuitiva.

Dal digitale al cartaceo

I lettori che acquisteranno almeno un volume completo di Monster Allergy su Koomy (3 episodi) o che leggeranno la serie attraverso l’abbonamento Koomy Plus, riceveranno via e-mail un codice sconto del 5% spendibile su tunue.com per l’acquisto dei volumi cartacei della serie. Una collaborazione pensata per offrire continuità tra le due modalità di fruizione e per accompagnare chi scopre la serie in digitale verso l’edizione cartacea.

Su Monster Allergy

Ventinove episodi, due stagioni di cartoni animati, un musical, gadget, videogiochi, Monster Allergy è una delle serie italiane più acclamate degli anni 2000, con migliaia di fan sparsi in tutto il mondo .Creata da Katja Centomo, Francesco Artibani, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, Monster Allergy segue le avventure di Zick, un bambino in grado di vedere i mostri invisibili a tutti gli altri, e di Elena, sua compagna di scuola e di indagini. Dal suo esordio la serie ha conquistato il pubblico italiano e internazionale.

Su Koomy

Koomy è una giovane realtà italiana che porta il fumetto in digitale con un’esperienza di lettura pensata per gli smartphone. Sulla piattaforma è possibile acquistare singoli volumi o accedere a un catalogo di oltre 200 volumi tramite l’abbonamento Koomy Plus, scaricare le opere per la lettura offline e leggerle vignetta per vignetta con Lettura Smart, la modalità che adatta le tavole grazie ad uno zoom automatico.

Dichiarazioni

«Monster Allergy è uno dei titoli che hanno fatto avvicinare un’intera generazione al fumetto. Portarlo in digitale insieme a Tunué, costruendo a quattro mani la suddivisione in episodi e il piano di lancio, è proprio il tipo di lavoro che vogliamo fare con gli editori: non distribuire un catalogo, ma valorizzare un titolo unendo il digitale con il cartaceo.» afferma Kristian Lentino, CEO di Koomy.

«Monster Allergy è un asset fondamentale per la Tunué che fin dall’inizio lo ha valorizzato e tenuto vivo grazie alle diverse edizioni e formati, al lavoro dell’eccezionale team di autori e autrici.. Siamo molto contenti che grazie a Koomy possa avere una vita anche in formato digitale per ampliare il suo pubblico e far innamorare nuovi lettori e lettrici», afferma Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.

*Ringraziamo l’Ufficio Stampa TUNUE’ per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Fumetti

Recensione Zorro: Man of the Dead di Sean Murphy

Recensione di Zorro: Man of the Dead, reinterpretazione in chiave moderna del leggendario spadaccino mascherato a cura di Sean Murphy.

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Quando si parla di Sergio Bonelli Editore, il pensiero corre inevitabilmente a personaggi come Dylan Dog, Martin Mystère o Tex, serie che nel corso dei decenni hanno contribuito a rendere celebre la casa editrice milanese. Bonelli, però, non è nuova alla pubblicazione di opere provenienti dal mercato internazionale delle graphic novel e negli ultimi anni ha più volte dimostrato la volontà di ampliare il proprio catalogo con proposte diverse rispetto alla tradizione bonelliana.

Tra queste troviamo Zorro: Man of the Dead, miniserie in quattro capitoli scritta e disegnata da Sean Gordon Murphy, autore che molti lettori conoscono soprattutto per Batman: White Knight. Pubblicata originariamente negli Stati Uniti nel 2024 e arrivata in Italia nel maggio 2026 grazie a Bonelli, l’opera viene proposta in un elegante volume cartonato che raccoglie l’intera storia, con la collaborazione del letterer D. C. Hopkins e del colorista Simon Gough.

Zorro torna, ma non come ve lo aspettate

La prima sorpresa arriva già dalle prime pagine. Zorro: Man of the Dead non ci porta infatti nella California dell’Ottocento, scenario tradizionalmente associato al personaggio, ma nella cittadina messicana di La Vega, dove due secoli prima Zorro avrebbe lasciato la sua iconica “Z” incisa sulla facciata della chiesa locale.

La città si prepara a celebrare la memoria dell’eroe mascherato, ma i narcos che controllano il territorio vedono quella figura come una minaccia, anche se ormai relegata al passato. La situazione precipita quando l’attore incaricato di interpretare Zorro durante la festa del paese viene assassinato davanti agli occhi dei suoi due figli.

Vent’anni dopo, quei due bambini sono diventati adulti. Cresciuti separatamente e con vite completamente diverse, si ritrovano costretti a collaborare per affrontare la criminalità che soffoca La Vega. È da qui che prende forma una reinterpretazione moderna della leggenda di Zorro, che sostituisce governatori corrotti e soldati spagnoli con narcotrafficanti e cartelli criminali.

Una bella storia che però non ha soddisfatto le mie aspettative

Premetto una cosa: non sono il fan numero uno di Zorro. Conosco il personaggio, ricordo di aver visto il film con Antonio Banderas (La Maschera di Zorro) e poco altro. Nonostante questo, avevo aspettative piuttosto precise nei confronti di questa graphic novel.

Forse proprio perché proveniva dalla penna di Sean Murphy, mi aspettavo una sorta di rilancio classico del personaggio, magari una storia delle origini capace di reintrodurre Zorro a una nuova generazione di lettori. Invece mi sono trovato davanti a qualcosa di molto diverso: una reinterpretazione contemporanea che utilizza il mito di Zorro più come punto di partenza che come elemento centrale del racconto.

Questo non significa che la storia sia brutta. Anzi, oggettivamente funziona e si lascia leggere con piacere. Alcune scelte narrative, però, mi hanno fatto storcere il naso. Tra tutte, l’introduzione di una volpe addestrata – “zorro” in spagnolo significa proprio volpe – che accompagna i protagonisti come una sorta di sidekick. Una trovata che ho trovato un po’ infantile e che, personalmente, stona con il tono generale della vicenda.

Messe da parte queste perplessità, bisogna riconoscere che Murphy riesce comunque a mantenere vivi i temi che hanno sempre definito il personaggio. Libertà, giustizia sociale, lotta contro la repressione e difesa dei più deboli continuano ad essere il cuore del racconto.

Se nelle storie classiche questi concetti venivano raccontati nella California del XIX secolo sotto l’influenza spagnola, qui vengono trasposti nel Messico contemporaneo dominato dai cartelli della droga. Ed è probabilmente questa l’intuizione più interessante dell’opera: nonostante il cambio di ambientazione e di contesto storico, Murphy riesce a costruire un mondo in cui la figura di Zorro continua ad apparire necessaria, quasi inevitabile.

Sean Murphy fa quasi un one-man show

Se sul fronte narrativo sono rimasto leggermente deluso rispetto alle aspettative iniziali, sul piano artistico non ho davvero nulla da recriminare.

In Zorro: Man of the Dead Sean Murphy si occupa non soltanto della sceneggiatura, ma anche dei disegni, realizzando di fatto un piccolo one-man show che mette in mostra tutto il suo talento come fumettista.

Ed è proprio osservando le tavole che si percepisce quanto l’autore si sia divertito a lavorare su questo progetto.

Le sequenze d’azione sono probabilmente il punto più alto dell’intera opera. Che si tratti di inseguimenti a cavallo, combattimenti con la spada o scontri a fuoco, Murphy riesce sempre a trasmettere velocità, impatto e senso del movimento. Le tavole risultano dinamiche e cinematografiche, caratteristiche che ormai rappresentano una vera e propria firma dell’autore.

Al suo fianco troviamo il lavoro di Simon Gough, che contribuisce a dare profondità e atmosfera alle ambientazioni messicane attraverso una colorazione efficace.

Ancora una volta Murphy dimostra di essere uno degli artisti più versatili del fumetto americano contemporaneo, perfettamente a suo agio anche lontano dal genere supereroistico che lo ha reso famoso.

Un prezzo che potrebbe frenare qualche lettore

Mi sento però di muovere una piccola critica alla stessa Sergio Bonelli Editore.

L’edizione è indubbiamente curata e l’adattamento italiano è realizzato con la consueta attenzione che contraddistingue la casa editrice. Tuttavia, i 25 euro richiesti per un volume di 112 pagine – delle quali alcune dedicate a indice e cover gallery – mi sono sembrati leggermente elevati.

Naturalmente non conosco le dinamiche economiche che regolano l’acquisizione dei diritti di opere internazionali di questo tipo, ma da semplice lettore ho avuto la sensazione che il prezzo possa rappresentare una barriera per il pubblico occasionale. Soprattutto per chi conosce Zorro solo superficialmente e vorrebbe semplicemente provare qualcosa di diverso dal solito.

A chi consiglierei Zorro: Man of the Dead?

Non è una lettura che mi sento di consigliare indiscriminatamente a tutti.

Se cercate una storia classica di Zorro, probabilmente questa non è l’opera che fa per voi. Murphy prende infatti il mito dello spadaccino mascherato e lo trasforma in qualcosa di diverso, più moderno e più vicino ai giorni nostri.

Per questo motivo penso che il pubblico ideale sia costituito soprattutto dai fan di Zorro interessati a vedere il personaggio reinterpretato in una chiave nuova oppure dai lettori che apprezzano il lavoro di Sean Murphy e vogliono seguirlo anche al di fuori del contesto supereroistico.

Conclusione

Zorro: Man of the Dead è una reinterpretazione moderna della leggenda dello spadaccino mascherato che, pur allontanandosi da molti degli elementi classici associati al personaggio, riesce a conservarne i valori fondamentali: la lotta contro l’oppressione, la difesa dei più deboli e la ricerca della giustizia.

La storia non ha soddisfatto pienamente le aspettative che avevo costruito attorno al progetto, soprattutto perché mi aspettavo un approccio più tradizionale al personaggio. Nonostante questo, ho comunque trovato una lettura piacevole e accompagnata da un comparto grafico di altissimo livello.

Se c’è un motivo per recuperare questo volume, infatti, è proprio il lavoro di Sean Gordon Murphy, che conferma ancora una volta il proprio talento come artista e storyteller. E anche quando la sceneggiatura non colpisce sempre nel segno, le sue tavole riescono quasi sempre a far dimenticare qualsiasi difetto.

VOTO POPCORNERD 6.0/10

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Comics

SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026

Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva

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Saldapress


G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2

Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro

TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!

Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.

SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.

CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310


The Walking Dead Color Edition #65

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130


The Walking Dead Color Edition #66

Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro

Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.

The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.

CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132

Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.

Undiscovered Country

Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott SnyderCharles Soule scrivono una saga epica per i disegni di  Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.


Godzilla: Hic Sunt Dracones

Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.


Transformers

Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.

COMICON BERGAMO 2026:

Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.


COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%

Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.

I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.


LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO

Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

 

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