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Road to One Piece 2: Stagione 1, Io sarò il re dei pirati!

Ecco il riassunto della stagione 1 di One Piece, in attesa dell’arrivo su Netflix dei nuovi episodi in uscita il 10 marzo sulla piattaforma

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Dopo diversi tentativi e flop annunciati (Death Note, Cowboy Beboop, DragonBall Evolution, ecc…), il successo della prima stagione della serie live action di One Piece ha dimostrato che un adattamento che rispetti e colga gli aspetti principali di un manga… è possibile!

La produzione di Netflix ha portato sullo schermo il mondo creato da Eiichiro Oda, raccontando le origini della ciurma di Cappello di Paglia e adattando gran parte della East Blue Saga, uno degli archi narrativi più iconici della storia.

Con la seconda stagione alle porte e in arrivo il 10 marzo sulla piattaforma dalla grande N, è il momento perfetto per ripercorrere gli eventi principali della prima stagione, concentrandoci sui protagonisti e sui possibili sviluppi futuri.

One Piece: L’inizio dell’avventura e il sogno di Luffy

Il leggendario Re dei Pirati, Gol D. Roger è stato catturato dalla Marina e poco prima della sua esecuzione, rivela al mondo l’esistenza del suo tesoro, il One Piece, dando inizio alla Grande Era della Pirateria.

Qualche anno dopo, Monkey D. Luffy (interpretato da Iñaki Godoy), un ragazzo del villaggio di Foosha situato sull’isola di Dawn nel Mare Orientale ha un sogno semplice ma ambizioso: diventare il nuovo Re dei Pirati. Dopo aver mangiato un misterioso frutto del diavolo che rende il suo corpo elastico, Luffy parte per il mare deciso a trovare il leggendario tesoro, guidato dall’ideale trasmessogli dal suo idolo il pirata Shanks, costruire la sua ciurma.

Fin dall’inizio la serie mette in evidenza il cuore del personaggio: Luffy è impulsivo, idealista e incredibilmente determinato. Più che il potere o la ricchezza, ciò che cerca davvero è la libertà di vivere secondo i propri sogni.

La nascita della ciurma di Cappello di Paglia

Durante il viaggio Luffy inizia a incontrare quelli che diventeranno i suoi compagni di avventura.

Il primo è Roronoa Zoro (Mackenyu), uno spadaccino formidabile conosciuto come cacciatore di pirati. Luffy lo salva da un’esecuzione e lo convince a unirsi alla sua missione. Zoro sogna di diventare il più grande spadaccino del mondo, ma inizialmente fatica a fidarsi degli altri. Con il tempo, però, il suo rapporto con Luffy diventa uno dei più solidi della serie.

Subito dopo entra in scena Nami, una navigatrice esperta che all’inizio collabora con Luffy solo per convenienza. Nami sembra interessata esclusivamente al denaro, ma il pubblico scoprirà presto che dietro il suo comportamento si nasconde un passato doloroso.

La ciurma continua a crescere con l’arrivo di Usopp (Jacob Romero Gibson), un ragazzo pieno di fantasia e bugie, ma con un grande cuore. Nonostante le sue paure, Usopp sogna di diventare un coraggioso guerriero del mare, proprio come il padre pirata che ha sempre ammirato.

Infine si unisce al gruppo Sanji (Taz Skylar), cuoco del ristorante galleggiante Baratie. Abile combattente e gentleman incallito, Sanji lascia il suo mentore Zeff per inseguire il sogno di trovare l’All Blue, un mare leggendario dove si incontrano tutte le specie di pesci del mondo.

Con questi cinque personaggi nasce ufficialmente la ciurma di Cappello di Paglia.

I primi nemici: Buggy e la Marina

Buggy il pirata pagliaccio

Nel corso della stagione i protagonisti affrontano diversi nemici, ognuno dei quali contribuisce a far crescere la ciurma. Uno dei più memorabili e carismatici è Buggy (Jeff Ward), il pirata clown con il potere di smontare il proprio corpo. Un villain imprevedibile e teatrale, che risulta essere anche uno dei personaggi più amati dal pubblico.

Parallelamente cresce anche la minaccia della Marina. In particolare il viceammiraglio Monkey D. Garp, figura sorprendentemente legata al passato di Luffy, inizia a inseguire la ciurma per metterla alla prova e capire se il ragazzo meriti davvero di essere chiamato pirata.

La tragedia di Nami e la battaglia contro Arlong

Il momento più intenso della stagione arriva con gli ultimi episodi e l’arco narrativo dedicato a Nami.

Si scopre che la navigatrice è costretta a lavorare per Arlong (McKinley Belcher III), un potente uomo-pesce che ha conquistato il suo villaggio anni prima. Nami ha passato tutta la vita cercando di raccogliere abbastanza denaro per comprare la libertà della sua gente.

Quando il piano fallisce e la ragazza si ritrova senza speranza, Luffy compie uno dei gesti più simbolici dell’intera stagione, momento indelebile anche all’interno del manga di Oda: le consegna il suo cappello e decide di affrontare Arlong per liberare il villaggio.

Lo spietato Arlong

La battaglia finale segna un punto di svolta emotivo: Nami entra definitivamente nella ciurma e Luffy dimostra di essere un capitano disposto a fare qualsiasi cosa per i suoi amici.

Il duello di Zoro e la promessa di diventare più forte

Zoro vs. Mihawk

Un altro momento chiave è lo scontro tra Zoro e Dracule Mihawk, il più grande spadaccino del mondo.

La battaglia è breve ma devastante. Mihawk sconfigge Zoro con estrema facilità, ricordandogli quanto sia lontano dal suo obiettivo. Tuttavia, proprio questa sconfitta rafforza la determinazione del personaggio e consolida il suo legame con Luffy.

La nascita di una leggenda… e via verso La Rotta Maggiore

Nel finale della stagione la ciurma si riunisce ufficialmente e parte verso il prossimo grande obiettivo: la Grand Line, il mare più pericoloso del mondo.

Le imprese di Luffy iniziano a diffondersi e il governo pubblica la sua prima taglia ufficiale, segno che il ragazzo sta diventando una figura importante nel mondo dei pirati.

L’ultima scena introduce anche una nuova minaccia: qualcuno brucia il manifesto di taglia di Luffy. Si tratta di Smoker, un potente ufficiale della Marina destinato a diventare uno degli antagonisti più importanti della stagione 2.

Verso una nuova avventura

La prima stagione di One Piece ha raccontato le origini della ciurma di Cappello di Paglia.

Con la seconda stagione il viaggio di Luffy è pronto a entrare nel vivo. Il mare diventerà più pericoloso, gli avversari più forti e le sfide sempre più grandi. Preparatevi a incontrare la Baroque Works, e molti altri personaggi che saranno fondamentali per il prosieguo della serie. La vera avventura di Cappello di Paglia è appena iniziata!

One Piece Stagione 2 è in arrivo il 10 marzo su Netflix con tutti gli 8 nuovi episodi disponibili da subito!

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Furious: prime immagini della serie drama in arrivo su Disney+ a fine luglio

Disney+ svela le prime immagini di Furious, la nuova serie drama originale in arrivo il 27 luglio. Scopri trama, cast e dettagli della serie.

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FURIOUS

LE PRIME IMMAGINI DELLA SERIE DRAMA ORIGINALE 
CHE DEBUTTERÀ IL 27 LUGLIO 
IN ESCLUSIVA SU DISNEY+ IN ITALIA

Disney+ ha annunciato che Furious, la nuova serie drama originale Hulu, debutterà il 27 luglio su Disney+ a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti con tre episodi, seguiti da nuovi episodi ogni settimana. Sono disponibili le prime immagini della serie.

Ideata da Elizabeth Meriwether, che ne è anche executive producer, Furious segue le vicende di Alice Black (Emmy Rossum), un’agente dell’FBI alla ricerca di una serial killer misteriosa e scaltra. Entrambe percorrono la propria strada verso la giustizia, ma quando le loro vite iniziano a intrecciarsi, il confine tra giusto e sbagliato comincia a sfumare.

Il cast della serie comprende Emmy Rossum, Lola Petticrew, Scoot McNairy, Quincy Tyler Bernstine e Jake Lacy.

Furious è ideata e scritta da Elizabeth Meriwether, che ne è anche executive producer. Emmy Rossum è executive producer per Composition 8, insieme a Ronald Bass, Matt Olmstead e Sam Hoffman. Brian Kirk è executive producer per gli episodi 101 e 102, che ha anche diretto. La serie è prodotta da 20th Television e Searchlight Television.

*Ringraziamo l’Ufficio Stampa DISNEY per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Serie TV

Falling Skies: la serie sci-fi prodotta da Steven Spielberg compie 15 anni

Se avete amato Disclosure Day di Steven Spielberg, dovete recuperare Falling Skies, serie sci-fi da lui prodotta con Noah Wyle protagonista, che si concentra sulla sopravvivenza dell’umanità dopo essere stata invasa e sconfitta da alieni

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La fantascienza è uno dei temi tanto cari a Steven Spielberg. Lo ha dimostrato più volte nel corso della sua carriera da regista e lo sta confermando in questi giorni con Disclosure Day, il suo nuovo film che riporta al centro delle vicende ancora una volta uno dei misteri più affascinanti, che da sempre attanaglia l’esistenza umana: siamo soli nell’Universo?

Il regista premio Oscar ha raccontato da diversi punti di vista il fenomeno riguardante l’esistenza degli extraterrestri, raccontando storie dove essi sono pacifici (E.T.) ma anche altre dove invece gli alieni hanno brame di conquista verso la Terra (La guerra dei mondi).

Spielberg è legato anche a uno show sci-fi di qualche anno fa, ambientato dopo un’invasione aliena e che lo ha visto solo in veste di produttore. Questa serie, ovvero Falling Skies (2011) con protagonista Noah Wyle, però, conserva il suo marchio e il suo stile inconfondibile.

Falling Skies: una storia che parte dalla sconfitta dell’umanità

Quando si pensa a Noah Wyle, il primo nome che viene in mente è quasi sempre quello del Dottor John Carter di ER, uno dei personaggi più amati della televisione degli anni ’90. Più recentemente l’attore è tornato al centro dell’attenzione grazie a The Pitt, confermando ancora una volta il suo talento nei medical drama.

Eppure, nella sua carriera c’è anche Falling Skies, una serie di fantascienza che oggi merita di essere rivalutata più che mai.

Durata 5 stagioni tra il 2011 e il 2015, lo show, nonostante non abbia mai raggiunto la popolarità di altre produzioni sci-fi contemporanee, è riuscito a costruirsi negli anni una solida reputazione tra gli appassionati del genere.

Creata da Robert Rodat, sceneggiatore premio Oscar per Salvate il soldato Ryan, Falling Skies nasce dalla collaborazione con Steven Spielberg e dalla sua Amblin Entertainment e tratta il rapporto tra l’umanità, gli alieni e l’ignoto. Un tema che Spielberg ha esplorato per tutta la sua carriera e che rappresenta anche il cuore pulsante di Falling Skies.

La premessa della serie potrebbe sembrare familiare: la Terra è stata invasa da una razza aliena ostile e l’umanità è sull’orlo dell’estinzione. Ma è proprio qui che Falling Skies si distingue da molte altre opere dello stesso filone.

La storia segue Tom Mason, interpretato da Noah Wyle, un ex professore di storia che si ritrova a guidare uno dei pochi gruppi organizzati di sopravvissuti negli Stati Uniti. Sei mesi prima degli eventi narrati, gli invasori hanno distrutto gran parte delle infrastrutture mondiali, annientato gli eserciti e sterminato oltre il 90% della popolazione terrestre.

A differenza di molte storie di invasione aliena, però, la serie non racconta la battaglia per evitare la fine del mondo. Quella battaglia è già stata persa. L’umanità vive tra le macerie della propria civiltà e la priorità non è vincere la guerra, ma sopravvivere giorno dopo giorno. È proprio questo scenario post-apocalittico a rendere Falling Skies diversa da tanti altri prodotti simili.

La fantascienza secondo Spielberg

Sebbene Steven Spielberg non abbia scritto né diretto la serie, la sua presenza creativa è percepibile in ogni episodio. Lo stesso Noah Wyle ha raccontato più volte come il regista abbia contribuito attivamente allo sviluppo dello show, lasciando quelle che l’attore definì “impronte ovunque“. E in effetti il DNA spielberghiano è evidente.

Al centro della narrazione non ci sono soltanto gli alieni, ma soprattutto le persone. Le relazioni familiari, il ruolo dei genitori, la protezione dei figli e la capacità di mantenere la propria umanità anche nei momenti più disperati diventano elementi fondamentali della storia. La famiglia, sia quella biologica sia quella costruita lungo il cammino, rappresenta il vero motore emotivo della serie.

È una caratteristica che richiama direttamente molti dei lavori più celebri di Spielberg, da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T., fino a La guerra dei mondi: racconti in cui l’elemento spettacolare è sempre accompagnato da una forte componente umana.

Una serie che è invecchiata sorprendentemente bene

Riguardata oggi, Falling Skies appare quasi più efficace di quanto non fosse al momento della sua uscita. Pur utilizzando gli elementi classici della fantascienza invasiva, evita di affidarsi eccessivamente a tecnologie futuristiche o spiegazioni pseudoscientifiche, preferendo concentrarsi sui personaggi e sulle loro scelte.

Questo approccio rende la serie meno legata alle mode televisive del periodo e le consente di mantenere intatta gran parte della sua forza narrativa anche a distanza di quindici anni.

Con Spielberg tornato nuovamente a confrontarsi con il tema degli extraterrestri grazie a Disclosure Day, non potrebbe esserci momento migliore per recuperare Falling Skies. Se ve la siete persa all’epoca, o se non la ricordate particolarmente bene, è probabilmente arrivato il momento di darle una seconda possibilità.

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Netflix

KPop Demon Hunters: il film che ha infranto i record di Netflix

KPop Demon Hunters è stato uno dei fenomeni di Netflix dell’anno passato, ma continua a far parlare di sè in tutto il mondo. Grazie a Netflix, ripercorriamo la scalata al successo di questo film d’animazione

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È ormai passato un anno da quando KPop Demon Hunters ha mostrato ai fan come si fa, fa, fa e non riusciamo ancora a toglierci dalla testa (o dal cuore) “Golden”. Ma i tormentoni delle HUNTR/X e dei Saja Boys sono solo la punta dell’iceberg.

Per celebrare il primo anniversario del film Netflix ha organizzato proiezioni in tutto il mondo nei cinema, all’aperto e perfino su TikTok.

Anche Netflix House si unirà ai festeggiamenti con esperienze speciali per i fan, che potranno prepararsi a riportare l’armonia nel mondo prima che KPop Demon Hunters: The Immersive Experience  apra i battenti in entrambe le sedi di Netflix House durante le prossime festività natalizie.

I personaggi più amati del film arriveranno direttamente a casa tua con un nuovo set LEGO Derpy Tiger (già disponibile in preordine) e con giocattoli di Mattel, Hasbro e Jazwares, che saranno disponibili presso retailer online aderenti a partire dal 22 giugno in tutto il mondo. Il 20 giugno debutterà anche una nuova esperienza dedicata a KPop Demon Hunters su Netflix Playground: i fan potranno divertirsi con sei minigiochi per dispositivi mobili che invitano a immergersi nelle canzoni più popolari del film, calandosi nei panni di un DJ, giocando a Honmoon Beats, completando puzzle o collezionando adesivi, tra le altre attività.

Ripercorriamo l’impatto globale del franchise.

INCOLLATI AL DIVANO

La tua famiglia non è stata l’unica ad aver visto questo film più di una volta. Da mesi infatti tiene milioni di persone incollate allo schermo. Dal suo debutto il 20 giugno 2025 ha totalizzato oltre 600 milioni di visualizzazioni, diventando così il titolo originale più popolare nella storia di Netflix e l’unico titolo ad essere stato per 52 settimane consecutive nella Top 10 Globale di Netflix. Il film è entrato nella Top 10 in tutti i 93 paesi in cui Netflix pubblica le classifiche dei 10 titoli più visti e ha raggiunto il primo posto in 76 di essi.

en US KPop Demon Hunters 1Year InTheTop10 4x5 Final

Solo negli Stati Uniti, KPop Demon Hunters è stato il film più visto in streaming del 2025, con ben 20,5 miliardi di minuti di visione secondo i dati Nielsen di fine anno. I fan hanno anche cantato insieme ai video con i testi dei brani di KPop Demon Hunters, che hanno ottenuto altri 32 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo.

Una sola visione chiaramente non è bastata agli abbonati della piattaforma, che hanno salvato 1,5 milioni di Momenti unici tratti dal film. L’esibizione dei Saja Boys sulle note di “Soda Pop” è il Momento più salvato in assoluto.

UNA COLONNA SONORA PER LA STORIA

Questi brani hanno fatto impazzire il mondo, come dimostrato dall’enorme successo della colonna sonora ufficiale di KPop Demon Hunters, che ha infranto record su Spotify, Billboard e altre piattaforme musicali, diventando l’inno non ufficiale del 2025 (ma non solo).

La colonna sonora è rimasta per due settimane al primo posto della classifica Billboard 200, raggiungendo oltre 15 miliardi di stream a livello globale e diventando la colonna sonora più ascoltata del decennio. I fan hanno inserito i brani dell’album in oltre 17.000 playlist in tutto il mondo. Complessivamente, le canzoni delle band immaginarie delle HUNTR/X e dei Saja Boys hanno superato un miliardo di stream su Spotify e YouTube.

Il singolo di successo “Golden” ha mantenuto il primo posto nella classifica Billboard Global 200 per 18 settimane, eguagliando il record di permanenza più lunga al numero uno. Il brano è rimasto per otto settimane in vetta alla Billboard Hot 100, diventando il primo numero uno nella storia di un gruppo femminile K-Pop e il brano di una girl band rimasto più a lungo al primo posto in questo secolo. “Golden” è stato anche il brano entrato più rapidamente nel Billions Club di Spotify, totalizzando oltre un miliardo di stream.

Ma non è stato solo il momento di gloria di “Golden”. “Soda Pop” dei Saja Boys ha raggiunto il terzo posto nella Billboard Hot 100 ed è stata una delle quattro canzoni della colonna sonora a entrare contemporaneamente nella Top 10: un risultato da record.

SALIAMO SU, SU, SU

Un successo isolato? Piuttosto un fenomeno inarrestabile. KPop Demon Hunters ha totalizzato 4,6 miliardi di impression sui social, di cui 2,3 miliardi solo per il video ufficiale con testo di “Golden” su YouTube,  mentre l’esperienza Roblox di KPop Demon Hunters ha generato 11,5 di milioni di ore di gioco complessive.

INCETTA DI PREMI

Gli Idol Awards sono stati solo l’inizio. Il film e il suo amato inno “Golden” hanno vinto rispettivamente l’Oscar® per il Miglior Film d’animazione e quello per la Migliore canzone originale alla cerimonia del 2026. “Golden” è così diventata la prima canzone K-pop a vincere un Oscar®, mentre la coregista e cosceneggiatrice Maggie Kang è entrata nella storia come la prima donna di origini coreane a ricevere l’Oscar® per il Miglior film d’animazione. Oltre ai due Golden Globe vinti nelle stesse categorie, “Golden” ha segnato un altro primato ai Grammy, diventando la prima canzone K-pop a vincere il premio alla miglior canzone scritta per i media visivi.

ALLA CONQUISTA DELLA SCENA MONDIALE

Le orecchiabili melodie del film non hanno tardato a uscire dallo schermo per conquistare i palcoscenici di tutto il mondo. Durante gli US Open del 2025, il vincitore di 24 tornei del Grande Slam Novak Djokovic si è esibito nella sua miglior versione di una coreografia dei Saja Boys in onore del compleanno della figlia. Dall’altra parte dell’oceano, a Buckingham Palace, la banda delle Guardie Scozzesi ha reso omaggio alle HUNTR/X eseguendo una versione di “Golden” davanti a visitatori e curiosi.

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi e il presidente sudcoreano Lee Jae Myung hanno favorito il dialogo tra le parti suonando insieme la batteria sulle note di “Golden” durante un vertice tenutosi in Giappone a gennaio.

Ma se c’è un luogo in cui il successo del film si è fatto sentire in modo particolare, questo è la Corea, dove si svolge la storia. Dalla sua uscita le prenotazioni dei voli verso il paese sono aumentate del 25% e Bunjang, il principale marketplace online della Corea del Sud, ha registrato un’impennata del 78% negli acquisti transfrontalieri di prodotti legati al K-pop. Solo negli Stati Uniti, lo scorso anno Duolingo ha riscontrato un aumento del 22% nel numero di persone che studiano il coreano.

“Golden” continua a dominare anche le ricerche online. Un anno di ricerche 2025 di Google ha confermato che KPop Demon Hunters è stato il film più cercato dell’anno, ha ottenuto tre canzoni nella Top 10 dei brani più ricercati e si è classificato al secondo posto assoluto tra le ricerche di tendenza. Secondo Google Trends, il film ha inoltre conquistato tutti e cinque i primi posti nella classifica dei costumi di Halloween più cercati nel 2025.

PER I FAN

Dalla scorsa estate Netflix ha lanciato una serie di nuovi prodotti per consentire ai fan di tutte le età delle HUNTR/X o dei Saja Boys di mostrare il proprio supporto: da autentici snack coreani in collaborazione con Nongshim e prodotti di bellezza coreani con Anua, alle bambole Mattel e ai giochi di ruolo Hasbro, passando per i costumi di Halloween e ai libri da colorare, fino all’abbigliamento e agli accessori ispirati alla serie in collaborazione con Netflix Shop, Zara Kids, Vans, Old Navy e molti altri.

Le HUNTR/X sono persino passate dal palcoscenico alla carta stampata con il libro della collana Little Golden Books intitolato For the Fans (KPop Demon Hunters), che ha venduto oltre 1,6 milioni di copie negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Germania e Spagna. Il libro è anche al primo posto della classifica dei bestseller del New York Times, rimanendo per 18 settimane nella lista dei libri illustrati più venduti.

All’inizio di quest’anno, McDonald’s ha fatto rivivere la battaglia tra le band ai fan di tutto il mondo con menù per adulti ispirati alle HUNTR/X e ai Saja Boys che includevano “Spicy Saja McMuffin” e “Ramyeon McShaker™ Fries”, salse “Hunter” e “Demon”, oltre a “Soda Pop”, il tutto accompagnato da esperienze esclusive per i fan.

Il mese scorso, bemyfriends ha inaugurato a Seul il secondo negozio pop-up dedicato al merchandising ufficiale per i fan e quest’estate farà tappa in diverse città asiatiche, tra cui Daegu, Hong Kong, Giacarta, Singapore, Bangkok, Taipei, Taichung e Kaohsiung. Inoltre, il brand globale di oggetti da collezione KAYOU ha recentemente lanciato alcune figurine con i personaggi preferiti dai fan e i momenti salienti del film in una varietà di design e livelli di rarità tra cui “Energy”, la serie di figurine più ricercata ispirata a “Golden”.

Il prossimo progetto della piattaforma è il più entusiasmante di tutti: il tour mondiale annunciato di recente, che arriverànel 2027.

KPop Demon Hunters è ora disponibile, solo su Netflix.

*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra 

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