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Uscite Tunué di marzo, aprile e maggio 2026
Tunué ci comunica le uscite a fumetti di marzo, aprile e maggio 2026 e siamo lieti di proporvele di seguito.
CAPITAN CAPIBARA
Chi non ama i capibara? E a chi non piacciono le grandi avventure? Dal 6 marzo arriva in libreria Capitan Capibara di Emiliano Pagani e Pluc. Dopo il successo di Roba da mostri, una nuova storia di formazione per ragazzi piena di avventura.
Orlando, giovane capibara pieno di fantasia, sogna di diventare un eroe come il suo idolo, Capitan Capibara. Deriso da tutti, decide di lasciare la sua comunità per inseguire un sogno che cambierà il destino del Grande Fiume e dell’intera foresta.
Insieme a Emilio e alla sua ciurma, Orlando scoprirà che quelle che venivano giudicate debolezze e fragilità sono, invece, i loro veri punti di forza. Saranno proprio queste qualità a permettere loro di salvare la foresta dalla cementificazione e diventare gli eroi di tutta la comunità.
Il libro
Orlando è un vivacissimo cucciolo di capibara a cui la vita sedentaria della pigra comunità di roditori inizia ad andare troppo stretta. Da sempre appassionato di storie fantastiche, sogna di vivere le avventure del suo supereroe preferito: Capitan Capibara, un coraggioso roditore che difende i deboli e combatte le ingiustizie indossando una maschera, un mantello e un ridicolo paio di mutandoni.
Per questo motivo è costantemente preso in giro dagli altri capibara, fino a diventare motivo di preoccupazione per i suoi genitori, focalizzati soltanto su ciò che accade all’interno della comunità, senza la minima attenzione per quello che sta succedendo intorno a loro.
Intanto, l’acqua del Grande Fiume diminuisce giorno dopo giorno, lasciando dietro di sé solo fango e detriti. Orlando decide allora di ribellarsi e di partire per scoprire cosa stia davvero accadendo.
Gli autori
Emiliano Pagani (Livorno, 1969) è stato per 25 anni uno degli autori di punta della rivista satirica Il Vernacoliere. Insieme a Daniele Caluri crea e produce i volumi di Don Zauker (Feltrinelli), vincitore di quattro Premi Micheluzzi e tradotto anche in francese e spagnolo, di cui è autore di soggetti e sceneggiature.
Negli anni collabora con la rivista Il Mucchio e con Il Male di Vauro e Vincino. Nel 2012, sempre in collaborazione con Daniele Caluri, crea la serie umoristica Nirvana per Panini Comics. Nel 2015 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore per alcuni albi di Dylan Dog.
Per Tunué pubblica il graphic novel Kraken, con i disegni di Bruno Cannucciari, che vince il Premio Romics e il Premio Boscarato e viene pubblicato in Francia, Belgio, Polonia e Spagna. A questo fanno seguito Stagione di caccia, sempre con i disegni di Cannucciari, Roba da mostri, una graphic novel per ragazzi, e Nemici del Popolo, pubblicato anche in Francia da Glénat.
Nel 2025 pubblica, sempre per Tunué, Da che parte stai?, una graphic novel scritta raccogliendo le testimonianze di Pietro Grasso, ex Presidente del Senato e procuratore nazionale antimafia.
Fabrizio “Pluc” Di Nicola (Pescara, 1983) è illustratore, fumettista e vignettista. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte “Bellisario” e la laurea in Pittura all’Accademia de L’Aquila, collabora con riviste, campagne pubblicitarie, giochi da tavolo ed eventi.
Insegna all’Accademia del Fumetto di Pescara e, dal 2007, lavora come illustratore di libri per bambini per Il Sole di Carta, Panini Kids e Rai.
Nel 2013 ha illustrato Lino e il diabete (Giunti) e pubblicato il suo primo fumetto, Detective Smullo – Le mie prigioni (Made in Kina), seguito da Mi sa che ho ucciso l’Uomo Ragno (NPE), candidato al Gran Guinigi di Lucca Comics 2015.
Nel 2015 ha disegnato Bruce Springsteen – Spiriti nella notte (NPE), primo graphic novel dedicato alla rockstar. Dal 2016 porta avanti, insieme allo sceneggiatore Tauro, il webcomic A Koala Gusta e realizza copertine per Quando c’era LVI di Antonucci & Fabbri, edito da Shockdom.
Per Tunué ha pubblicato, insieme a Emiliano Pagani, Roba da mostri.
IL GIOCO DELLE RISATE
Con più di cinque milioni di follower sui social, PERA TOONS è tra gli autori più venduti degli ultimi anni in tutto il mercato librario italiano. Presenza stabile nelle classifiche da mesi, occupa spesso nove posizioni su dieci nelle top ten dedicate ai ragazzi e ai fumetti ed è rimasto per settimane anche nella classifica generale dei libri più venduti, con quasi tre milioni di copie vendute complessivamente tra tutti i suoi titoli.
Il 10 marzo arriva in libreria con il suo nuovo libro Il gioco delle risate. Un carosello di battute, una raccolta di enigmi e indovinelli, un libro game che mescola le freddure con uno dei più classici giochi da tavolo: il gioco dell’oca.
All’interno del volume è infatti presente anche un gioco estraibile, pensato per divertirsi in compagnia.
Il libro
PERA TOONS, l’autore più amato da bambini e bambine, torna con nuove sfide per grandi e piccini. Battute e freddure a fumetti, dall’umorismo tanto leggero quanto irresistibile, si affiancano a enigmi, indovinelli e intriganti misteri da risolvere, insieme agli amati personaggi di PERA TOONS.
Un libro game esplosivo che mescola le freddure con uno dei giochi più classici di sempre: il gioco dell’oca.
L’autore
PETROV
dal 17 marzo
Dal 13 marzo arriva in libreria per Tunué Petrov. L’uomo che salvò il mondo di Bruno Olivieri. La storia vera del tenente colonnello Stanisláv Evgráfovič Petróv che nel 1983 salvò il mondo da una guerra nucleare.
La vita, la quotidianità e il rapporto con la famiglia di un uomo di buon senso nella difficile realtà dell’Unione Sovietica negli anni di preludio al crollo del Muro di Berlino. Un graphic novel che racconta in modo semplice e dettagliato, al tempo stesso, le dinamiche con cui la folle corsa agli armamenti ha portato l’umanità a un soffio da un devastante conflitto nucleare.
La vita ordinaria di un protagonista che ha sempre rifiutato l’etichetta di eroe insegna come, nel contesto di guerre e tensioni internazionali, anche l’azione di un uomo apparentemente invisibile possa essere determinante. Una storia vera di tensione, memoria e speranza.
Il libro
Il 26 settembre 1983, al culmine della Guerra Fredda, il tenente colonnello Stanisláv Evgráfovič Petróv era in servizio presso il bunker Serpuchov-15, nei pressi di Mosca. La base faceva parte della rete di difesa missilistica dell’allora Unione Sovietica e, in quell’occasione, Petrov fu richiamato in servizio per sostituire un ufficiale indisposto.
Quella notte il sistema satellitare segnalò alla base un attacco missilistico nucleare multiplo da parte degli Stati Uniti e Petrov, ultimo anello della burocratica catena di comando, anziché agire secondo i protocolli imposti dalle procedure — che prevedevano la pronta rappresaglia con il lancio di altrettanti missili balistici a testata nucleare — preferì seguire il suo istinto. Si convinse infatti che l’allarme fosse dovuto a un errore del sistema.
La storia ci racconta che Petrov ebbe ragione e, grazie alla sua lucidità e alla semplice logica, la minaccia di una letale guerra nucleare fu sventata. La vicenda balzò agli onori della cronaca soltanto molti anni dopo, dato che tutto fu messo a tacere. Petrov, infatti, subì un ostracismo da parte degli organi militari che determinò il suo pensionamento anticipato. Il 19 maggio 2017, nonostante il giusto riconoscimento internazionale nel frattempo arrivato, morì malato e in ristrettezze economiche.
L’autore
Bruno Olivieri. Docente di disegno presso la scuola di fumetto Fumé di Cagliari, diretta da Massimo Dall’Oglio, Bruno Olivieri ha collaborato e collabora alla pubblicazione di storie a fumetti e illustrazioni, sia come disegnatore sia come colorista, con alcune delle più importanti case editrici italiane — Monster Allergy (Walt Disney Italia), Ratman a Colori (Panini Comics), Geronimo Stilton (Piemme), Mono (Tunué), Paky e John Watson (Edizioni San Paolo) — e straniere, in veste di colorista: Gargouilles (Humanoïdes Associés) e Nefesis (Dupuis).
Si occupa inoltre di illustrazione per libri per ragazzi e di satira politica. A partire dal 2006 è impegnato nel cinema d’animazione come regista, aiuto regista e disegnatore di vari cortometraggi animati, tra cui Dopo trent’anni prima (ISRE Nuoro, 2006), La Mosca (Rai, 2013) e La Neve (Rai, 2014).
È regista e disegnatore del cortometraggio animato 28 aprile 1794: Sa Die de sa Sardigna (2021), prodotto da Condaghes Editrice, e collabora con l’Animar Studio di Barcellona al corto animato L’Albero del Riccio. Dal 2023 il Corriere della Sera, nell’inserto La Lettura, pubblica le sue strisce a fumetti.
HOKA HEY!
dal 20 marzo
Dal 20 marzo arriva in libreria per Tunué Hoka Hey! di Neyef, vincitore, tra gli altri, del Premio delle Librerie di Bande Dessinée 2023.
Nato da genitori Lakota e cresciuto da un reverendo bianco, il giovane protagonista George riscopre la sua cultura d’origine grazie a un trio di banditi e si trova a fare i conti con la crudeltà di un mondo in cui regna la legge del più forte e la discriminazione razziale.
Un western a fumetti che fa respirare l’atmosfera selvaggia delle Grandi Pianure americane, superando ogni cliché di genere.
Hoka Hey! è infatti un western di ampio respiro ma, soprattutto, una dolorosa storia di formazione che tocca temi universali come l’incontro-scontro tra culture e la discriminazione delle minoranze.
Il libro
George è un giovane Lakota cresciuto da un reverendo che amministra una riserva. Con la guida dell’uomo ha studiato la Bibbia e appreso “la cultura dei bianchi”, tanto da coltivare il sogno di diventare medico.
La sua vita viene però stravolta quando Coltello Corto, un giovane e violento nativo alla ricerca dell’assassino della madre, uccide il reverendo e rapisce il ragazzo.
Inizialmente costretto a percorrere con il bandito e i suoi compagni — l’irlandese Sully e la nativa Luna Nuova — le praterie e i boschi del West, George si abitua ben presto ai suoi compagni di viaggio. Impara a conoscere le loro storie e le ragioni per cui combattono, fino ad aiutare Coltello Corto a rielaborare la sua rabbia.
Nel riappropriarsi della sua cultura d’origine, George riuscirà a ritrovare la parte di sé che i bianchi gli avevano strappato, ma dovrà anche fare dolorosamente i conti con un mondo crudele e ingiusto.
L’autore
Romain Maufront, in arte Neyef, è cresciuto in Germania. Dopo aver studiato arte in Francia, ha iniziato a lavorare come fumettista firmando storie brevi per DoggyBags e Midnight Tales e realizzando i disegni di Puta Madre, uno spin-off ambientato nell’universo di Mutafukaz, su sceneggiatura di Run.
Hoka Hey!, di cui è autore unico, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Prix des Libraires de Bande Dessinée 2023, il Prix Libr’à Nous 2023, il BDGest’Arts – Meilleur Récit court 2022 e il Prix Première du Roman Graphique 2023.
I DONI DI ANANKE
dal 27 marzo
Dall’1 marzo arriva in libreria per Tunué I doni di Ananke di Sabrina Gabrielli. Una storia che indaga il peso delle nostre azioni, non solo sulla propria vita, ma anche su quella degli altri.
La responsabilità, l’impotenza davanti al futuro e il senso di colpa sono i temi principali che guidano la narrazione. In bilico tra fantasy e dramma, tra oracoli e visioni, il racconto esplora i legami tra i personaggi in un mondo dove il destino è già scritto e ineluttabile.
Il libro
Nel Regno di Ananke, quattro oracoli possono vedere il futuro, l’anima, i legami e la morte di chi li consulta. Cinque vite segnate dalle loro Visioni si uniscono in un viaggio per sfuggire al destino che a ciascuno è stato imposto.
C’è un uomo che ha perso ogni memoria del suo passato, un bambino che non può più crescere, una nobildonna che rifiuta il suo ruolo, un’anziana custode imprigionata dal senso di colpa e una madre che cerca di trovare il suo scopo.
Ma nel Regno di Ananke sfidare le Visioni significa infrangere la legge e opporsi alla volontà di Ananke stessa, la dea del Destino e creatrice degli oracoli.
L’autore
Sabrina Gabrielli è illustratrice, designer e poster artist di livello internazionale. Dopo una carriera iniziale come product designer, ha deciso di seguire la sua passione più grande: l’illustrazione.
Espone in diverse location nazionali e internazionali, tra cui il Flatstock di Barcellona e il Reeperbahn Festival di Amburgo. Ha pubblicato per Tunué Colori Invisibili.
THE BOOKS OF CLASH LE LEGGENDE LEGGENDARIE DELLE LEGGENDERISSIME IMPRESE Libro 6
dal 3 aprile
Il 3 aprile arriva in Italia per Tunué il nuovo volume della serie The Books of Clash – Le leggende leggendarie delle leggenderissime imprese. Il genio creativo di Gene Luen Yang catapulta nuovamente il lettore nell’universo di Clash of Clans e Clash Royale per seguire le avventure del goblin CJ.
La serie a fumetti è tratta da due dei videogiochi più amati: Clash of Clans e Clash Royale. Sviluppati dall’azienda finlandese Supercell, sono tra i giochi più importanti e scaricati degli ultimi anni, con una stima di circa 100 milioni di utenti al giorno. I fumetti portano i giocatori all’interno di storie emozionanti e avventure epiche ambientate nell’iconico universo di Clash, dove personaggi iconici, battaglie leggendarie e trame avvincenti si intrecciano con quelle dei videogiochi, perfetti per fan di tutte le età.
La sceneggiatura è affidata a Gene Luen Yang, autore di altissimo profilo e ambasciatore del fumetto per le giovani generazioni negli Stati Uniti. Vincitore di un Eisner Award e di un Printz Award, è autore della serie a fumetti Avatar: The Last Airbender e di due capolavori come American Born Chinese e Dragon Hoops, il primo dei quali è diventato una serie TV disponibile su Disney+.
Ancora una volta, Gene Luen Yang riesce a creare personaggi memorabili senza rinunciare alla leggerezza e al divertimento tipici dei videogiochi di partenza, in un nuovo, irresistibile capitolo della serie a fumetti ambientata nel mondo di Clash of Clans e Clash Royale.
Il libro
Rylie e Wylie, i due scheletri più buffi del villaggio, partono con i loro amici per un viaggio verso l’Isola del Mistero, decisi a ritrovare lo zio Emykranio, scomparso durante una missione segreta. Tra battaglie, trappole e tante risate, li attende un’avventura leggendaria!
Gli autori
Gene Luen Yang è un autore statunitense. Nel 2006, American Born Chinese è stato il primo graphic novel a essere nominato per un National Book Award e il primo a vincere il Printz Award dell’American Library Association. Ha anche vinto un Eisner Award. Anche il suo secondo graphic novel, Boxers & Saints, è stato nominato per un National Book Award e ha vinto il L.A. Times Book Prize.
Nel 2016, la Library of Congress, Every Child A Reader e il Children’s Book Council lo hanno nominato Ambasciatore nazionale per la letteratura dei giovani. Tunué ha pubblicato i cinque capitoli della saga di Avatar: The Last Airbender da lui sceneggiati. Edito da Tunué è anche il suo ultimo successo, Dragon Hoops, vincitore dell’Eisner Award e dell’Harvey Award.
Leslie “Les” McClaine è un fumettista statunitense. Ha lavorato alla serie Highway 13 (Slave Labor Graphics) e al webcomic autobiografico Life With Leslie. Con Javier Grillo-Marxuach ha creato il graphic novel The Middle Man, che nel 2008 è diventato una serie TV. Il suo nostalgico webcomic di avventura Jonny Crossbones nel 2005 gli è valso la nomination per il Best Digital Comic agli Eisner Awards. Ha realizzato le matite di The Books of Clash.
Alison Acton è un’artista freelance che ha lavorato come illustratrice per case editrici come HarperCollins, con la serie Faerie Path: Lamia’s Revenge #1, e First Second, con il graphic novel Animal Crackers. Ha una webseries chiamata Bear Nuts ed è stata responsabile delle chine di The Books of Clash.
TERRY TIME E LA FABBRICA DEL TEMPO PERDUTO
dal 7 aprile
Il 7 aprile arriva in libreria l’attesissimo nuovo libro di GUD, Terry Time e la fabbrica del tempo. Il terzo volume della serie affronta grandi temi in modo semplice e intuitivo, pensato per giovani menti curiose.
In questa nuova avventura, Terry, il bambino che viaggia nel tempo grazie al suo telefono giallo, si ritrova a Londra nella metà del 1800, in un periodo in cui il cielo è coperto dai fumi provenienti dalle caldaie delle case e, soprattutto, dalle fabbriche attive giorno e notte. I giovani lettori impareranno la rivoluzione industriale, la nascita delle fabbriche, rifletteranno sull’uso del tempo e della tecnologia, sul lavoro e i suoi diritti, e conosceranno i meccanismi base dell’economia.
Gud è considerato il più importante autore italiano di graphic novel per ragazzi della scuola primaria, ambasciatore della didattica di e con il fumetto, capace di incantare centinaia di bambini in spettacolari e coinvolgenti laboratori. Con la sua prima serie, Timothy Top, ha scaldato i cuori di pubblico, scuole, docenti, ragazzi, ragazze e librai, girando l’Italia e l’estero.
Il libro
Terry vuole giocare a calcio con gli amici, ma tutti sono presi dai device. Deluso, usa il telefono giallo e si ritrova nell’Inghilterra ottocentesca, dove conosce Jane e Charles, bambini di strada oppressi da un sistema che ruba il tempo alle persone. Nella fabbrica del signore di Birmingham, Terry scopre che il responsabile è Lord Temporos, deciso ad accumulare il tempo altrui come fosse denaro. Con l’aiuto di Parky, riesce a sabotare il macchinario e liberare operai e bambini dalla loro alienazione. Tornato al presente, capisce che il tempo va vissuto, condiviso e giocato.
L’autore
Gud, nome d’arte di Daniele Bonomo, è fumettista e illustratore. Ha adattato in graphic novel l’opera teatrale di Dacia Maraini La notte dei giocattoli ed è autore per Tunué delle serie Timothy Top e Terry Time, di Jo e i tre cappottini e delle guide Come creare fumetti e Tutti possono fare fumetti. È uno degli ideatori dell’“ARF!”, il Festival del Fumetto di Roma, e dal 2022 è art director per Book on a Tree.
REPUBBLICA
dal 16 aprile
Dal 16 aprile arriva in libreria per Tunué Repubblica di Claudio Stassi. Nella Spagna della Seconda Repubblica e del dopoguerra, Manolo, un bambino di dieci anni, racconta nel suo quaderno la vita quotidiana e le difficoltà di chi vive sotto la repressione. In una soffitta trova una pellicola nascosta, che riporta alla luce storie di coraggio, resistenza e speranza. Tra memoria privata e storia collettiva, il ragazzo scopre il desiderio di non dimenticare e di lottare insieme ad altri per un futuro migliore. Una riflessione sulla resistenza, le dittature e sul costo e valore della libertà.
Il libro
Niceto Alcalá-Zamora fu presidente della Seconda Repubblica spagnola tra il 1931 e il 1936. Il giorno della proclamazione, Fox Movietone filmò l’evento, ma quella pellicola rimase nascosta per decenni nella casa del sindaco di Priego de Córdoba, Francisco Adame, amico del presidente. Nel 2008, durante dei lavori in casa, venne scoperta insieme a un quaderno appartenuto a un bambino di dieci anni. Da questo ritrovamento nasce Repubblica, la prima graphic novel di Claudio Stassi basata su fatti reali.
Attraverso le vite di Manolo e Isabel, due giovani alle prese con la repressione, il desiderio di libertà e la memoria familiare, Stassi intreccia la grande Storia con le vicende personali, restituendo voce e dignità a chi ha vissuto il silenzio e la paura della Spagna del dopoguerra. Con un tratto evocativo e una narrazione potente, la graphic novel racconta la resistenza dei maquis e dei cittadini comuni, la fragilità e la forza di chi ha scelto di non dimenticare, e la speranza che illumina anche i momenti più bui della Storia.
L’autore
Claudio Stassi, nato nel 1978 a Palermo, vive e lavora a Barcellona. Ha pubblicato per numerosi editori italiani e internazionali. Per la Sergio Bonelli Editore ha disegnato episodi delle serie Dylan Dog e Dampyr. Tra i lavori maggiormente apprezzati dal pubblico e dalla critica figurano Brancaccio. Storie di mafia quotidiana, vincitore del premio Micheluzzi e del premio Boscarato per la sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio, e Per questo mi chiamo Giovanni.
YEKATIT 12
dal 5 maggio
Dal 5 maggio arriva in libreria per Tunué Yekatit 12 di Andrea Sestante, con prefazione di Wu Ming 2 e postfazione di Gabriella Ghermandi. Il graphic novel ricostruisce il massacro di Yekatit 12 (febbraio 1937) e i crimini dell’Italia coloniale in Etiopia, dando voce ai protagonisti della resistenza etiope. Attraverso l’attentato contro Rodolfo Graziani e la successiva guerra per la libertà, il racconto restituisce il ruolo degli arbegnocc, i partigiani etiopi, nella lotta antifascista e nella memoria storica italiana.
I fatti storici sono incorniciati dal percorso personale dell’autore, dall’ignoranza alla consapevolezza, sul tema del colonialismo italiano. Yekatit 12 è una fiction storica, frutto di un appassionato lavoro di ricerca, che racconta la coraggiosa resistenza dei partigiani etiopi e mostra la violenza del nostro passato coloniale, spesso rimossa con il mito degli “italiani brava gente”.
Una vicenda storica cruciale, rimossa dalla memoria collettiva ma ancora viva nel nostro presente, tra segni e simboli che glorificano il colonialismo e continuano a rappresentare ferite aperte, soprattutto in un’Italia sempre più multietnica e multiculturale.
Il libro
Nel 1946, al termine della Seconda guerra mondiale, il governo etiope presentò un memorandum alla Conferenza di pace di Parigi per chiedere il riconoscimento dei crimini commessi dall’Italia durante l’occupazione del Paese. Alla voce «massacro del febbraio 1937» si contano trentamila vittime. Questo libro è dedicato alla ricostruzione di quell’evento.
L’indagine storica dell’autore, pur rigorosa e approfondita, funge da cornice narrativa per lasciare spazio alle storie dei veri protagonisti: le donne e gli uomini coinvolti nell’attentato contro Rodolfo Graziani, viceré d’Etiopia, avvenuto il 19 febbraio 1937, dodicesimo giorno del mese di Yekatit dell’anno 1928 secondo il calendario copto. Le bombe lanciate da Abraha Deboch e Mogos Asghedom scatenarono una rappresaglia di proporzioni enormi e divennero il pretesto per stragi e deportazioni, contribuendo in modo decisivo al rafforzamento della resistenza degli arbegnocc, i partigiani etiopi.
Senza nascondere le tensioni e le fratture interne a quel movimento, l’autore ne rivendica il ruolo nella memoria italiana, collocandolo tra le esperienze che contribuirono alla sconfitta del nazifascismo.
L’autore
Andrea Sestante, all’anagrafe Andrea Lelli, nasce a Modena nel 1970. Dopo la laurea in Economia, decide di seguire la passione per il disegno, studiando alla Scuola Modenese di Disegno Proiezioni e alla scuola di fumetto La Nuova Eloisa di Bologna.
Inizia la sua carriera come disegnatore di cartoni animati nello studio di Ro Marcenaro, a San Martino in Rio (RE). Da oltre vent’anni vive a Bologna, dove lavora come grafico e illustratore. Insegna web design all’Accademia di Belle Arti.
LINO BANFI
dall’8 maggio
Dal 8 maggio arriva in libreria per Tunué Lino Banfi – La commedia di una vita di Marco Sonseri, Roberto Lauciello e Andrea Piccardo. In occasione dei suoi 90 anni (il prossimo 9 luglio), la biografia a fumetti di un’icona della commedia e dello spettacolo italiano, che al termine di ogni capitolo firma commenti e ricordi esclusivi.
Dalla Puglia del dopoguerra ai primi passi sui palchi d’Italia, questa è la storia di Lino Banfi prima del successo: la scoperta della sua passione per far divertire gli altri, l’amore profondo per Lucia e le sue prime esperienze nel mondo dello spettacolo. Tra sogni, sacrifici e mille espedienti per cavarsela, il racconto di un ragazzo che, con ironia e cuore, ha trasformato la vita in un sorriso.
Il libro
La biografia a fumetti di Lino Banfi racconta le sue origini, tra la scoperta della passione per far ridere, i sogni di un ragazzo pieno di fantasia e il grande amore per Lucia, la donna che gli resterà accanto per tutta la vita. Pasquale Zagaria – questo il suo vero nome – affronta la povertà, la guerra, il seminario e le prime delusioni artistiche con il sorriso di chi non smette mai di credere nel proprio talento. Tra sacrifici, sogni e mille espedienti per cavarsela, scopriamo la nascita di una vocazione: quella di far ridere per donare speranza. Un viaggio tenero, ironico e autentico alle radici di uno dei volti più amati dello spettacolo italiano.
Gli autori
Marco Sonseri nasce a Palermo il 20 febbraio 1975. Ha sceneggiato fumetti per alcune delle principali case editrici italiane come Panini, Edizioni San Paolo, LancioStory, Dream Colours, Edizioni Art, Heavy Metal e EsseEffe Edizioni, mentre per il mercato francese ha pubblicato con Clair de Lune ed Editions Félès. È tra i fondatori della Scuola del fumetto di Palermo, dove ha insegnato sceneggiatura fino al 2007, anno del suo trasferimento in Lombardia. Ha firmato i testi della biografia a fumetti di Bud Spencer, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi (vincitore del premio Fede a Strisce conferito dal festival riminese Cartoon Club) e Giorgio Perlasca.
Roberto Lauciello nasce a Genova nel 1971. Dopo il diploma frequenta la Scuola del Fumetto di Chiavari e l’Accademia Disney di Milano, iniziando a muovere i primi passi nel mondo del fumetto fino a pubblicare anche per Topolino. Nel 2002 comincia a dedicarsi ai libri illustrati per bambini e ragazzi, collaborando con diversi editori italiani. Dal 2012 collabora come docente presso la Genoa Comics Academy.
Andrea Piccardo, nato a Genova, è un colorista. Ha pubblicato fumetti in Italia, Francia e Stati Uniti ed è uno dei fondatori della Genoa Comics Academy.
I LINGUAGGI DEL FUMETTO
dall’8 maggio
Dal 8 maggio arriva in libreria per Tunué I linguaggi del fumetto di Daniele Barbieri. Torna sugli scaffali in una nuova edizione rivista e aggiornata un libro fondamentale che esplora le possibilità del fumetto come mezzo di espressione, come linguaggio della comunicazione visiva, in dialogo con arte, letteratura, poesia e cinema.
Il libro
Il volume esplora il fumetto come linguaggio, collocandolo all’interno dell’ampio panorama della comunicazione di massa — dall’illustrazione alla pittura, dalla fotografia alla grafica, fino alla poesia, alla letteratura e al cinema — mettendone in luce i punti di contatto, le contaminazioni e le affinità con le altre forme espressive. L’obiettivo non è distinguere il fumetto dagli altri linguaggi, ma evidenziare ciò che li accomuna e che ne fa un mezzo capace di dialogare con tutte le arti visive e narrative.
Un percorso che attraversa i linguaggi che attraversano il fumetto, offrendo al lettore una prospettiva ricca di rimandi e suggestioni multimediali. Un libro pensato per chi considera la lettura di una storia a fumetti un’esperienza tanto completa e coinvolgente quanto quella di un romanzo o di un film.
L’autore
Daniele Barbieri
Daniele Barbieri, semiologo, insegna all’Università di Urbino e all’Università di Bologna. Autore di numerosi saggi dedicati ai linguaggi visivi e alla comunicazione, ha pubblicato tra gli altri Questioni di ritmo (ERI, 1996), L’ascolto musicale (LIM, 2008) e Guardare e leggere (Carocci, 2011).
INVESTIGATORS DUE AGENTI DI CLASSE
dall’8 maggio
Serie di successo in U.S.A. con 900.000 copie vendute, nella classifica dei bestsellers del New York Times (sezione graphic novel), il nuovo volume di InvestiGators di John Patrick Green arriva l’8 maggio in Italia per la collana «Tipitondi» della Tunué.
Due agenti di classe è il titolo della nuova avventura dei due simpatici alligatori Mango e Sciallo, ambientata tra i banchi di scuola. Studiate bene… potrebbe esserci un compito a sorpresa!
Colori vivaci, giochi di parole, battute, ironia e un ritmo frenetico catturano i piccoli lettori alle prese con le avventure dei due protagonisti. Mango e Sciallo risolvono i crimini indossando il loro A.B.I.T.O (Armamentario Brevettato per Investigatori Tecnicamente Operativi), come si addice ai veri agenti V.A.LIGI.A (Agenti LIGI al dovere) sotto copertura. Grazie alla tecnologica “WC travel”, vengono chiamati per risolvere i misteri più insoliti, un esempio di gioco di squadra e problem solving.
Il libro
Gli InvestiGators tornano… a scuola?! Mango e Sciallo sono sempre stati impeccabili, ma riusciranno questi detective alligatori a infiltrarsi convincendo tutti di essere normali studenti delle medie? Perché l’organizzazione di super-spie V.A.LIGI.A. è stata incaricata di proteggere la mascotte di una squadra di una piccola città? È solo una coincidenza che la scuola sia la stessa da cui l’agente Mango si è (a malapena) diplomato? La famiglia di Mango è in pericolo? Sciallo supererà economia domestica? Il venerdì è ancora giorno di pizza?
L’autore
John Patrick Green
Si è occupato del layout e della produzione dei fumetti apparsi in Disney Adventures. Ha lavorato per Scholastic e First Second Books, per videogame e alla progettazione di giochi multiplayer. Tra i suoi fumetti di successo negli Stati Uniti: Teen Boat e Hippopotamister.
BRIBISS Le piccole streghe del bosco
dall’11 maggio
Dall’8 maggio arriva in libreria per Tunué Bribiss – Le piccole streghe del bosco, il primo volume di una nuova serie scritta da Katja Centomo e disegnata da Martina Naldi per la collana Magica.
Magica è la nuova collana indipendente ideata da Barbara Canepa e Katja Centomo: un progetto ambizioso nato dall’idea delle due autrici e dall’alleanza internazionale tra Tunué, Oxymore e Red White. La collana mira a rafforzare il ruolo dell’Italia come protagonista nel mercato europeo del fumetto, offrendo uno spazio editoriale autonomo che valorizza la qualità e il pieno sviluppo del potenziale degli autori, lavorando su un unico tema dalle infinite sfumature, la magia, e su una figura dalle molteplici interpretazioni, la strega.
Bribiss, che apre la collana, è una serie per giovani lettrici e lettori che vuole trasmettere l’amore per la natura in modo scanzonato e giocoso: conoscere e rispettare l’ambiente e gli animali diventa più divertente se le insegnanti sono birichine e pasticcione, proprio come i loro piccoli allievi.
Il libro
Nel sottobosco di una bellissima foresta vivono le Bribiss, una felice comunità di minuscole fate. In armonia con la magia della natura, il loro compito è aiutare gli animaletti, curare l’ambiente e diffondere serenità e pace. Tutte si dedicano con zelo a questi incarichi… tranne tre di loro: Fifù, Tinsel e Petollina, che passano il tempo a fare scherzi e non vogliono saperne di rispettare le regole. Figurarsi quando spetta proprio a loro insegnare le buone maniere alla piccola Briby!
MIAO MIAO MAGIC SCHOOL Lezioni di ronron
dall’8 maggio
Dall’11 maggio arriva in libreria per Tunué Miao Miao Magic School, il primo volume di una nuova serie scritta da Guillaume Bianco e disegnata da Miss Paty per la collana Magica.
Magica è la nuova collana indipendente ideata da Barbara Canepa e Katja Centomo: un progetto ambizioso nato dall’idea delle due autrici e dall’alleanza internazionale tra Tunué, Oxymore e Red White. La collana mira a rafforzare il ruolo dell’Italia come protagonista nel mercato europeo del fumetto, offrendo uno spazio editoriale autonomo che valorizza la qualità e il pieno sviluppo del potenziale degli autori, lavorando su un unico tema dalle infinite sfumature, la magia, e su una figura dalle molteplici interpretazioni, la strega.
Miao Miao Magic School, che apre la collana insieme a Bribiss, è una serie tenera e divertente che trascina i piccoli lettori in un universo fantastico, direttamente nel cuore dei loro sogni.
Il libro
La giovane Maestra Miao Miao cerca con ogni sforzo di trasformare i suoi allievi felini in gatti magici, insegnando loro i segreti dei poteri speciali riservati agli umani, come parlare, camminare su due zampe o realizzare ricette di cucina… Ma i micetti indisciplinati della Miao Miao Magic School se ne fanno un “baffo” e le danno davvero filo da torcere! Gatti magici, piccole streghe, animali parlanti e gag esilaranti: questa è la ricetta segreta di una serie dolce e divertente scritta da Guillaume Bianco e disegnata da Miss Paty.
IL GRIMORIO DI ELFIE La libreria itinerante
dal 26 maggio
Dal 26 maggio arriva in libreria per Tunué Il Grimorio di Elfie, il primo volume La libreria itinerante, scritto da Christophe Arleston e Audrey Alwett e illustrato da Mini Ludvin. Una serie in cui magia e realtà si intrecciano per raccontare l’importanza di costruirsi un futuro coerente con le proprie radici, lasciandosi alle spalle i pesi del passato.
Elfie, con le sue sorelle, gira per la Francia a bordo di un autobus trasformato in libreria itinerante. Scoprirà di possedere poteri magici e deciderà di usarli per fare del bene. Distratta, creativa, determinata e appassionata di origami e astronomia, Elfie è un personaggio affascinante che, pur nella sua ingenuità, saprà manipolare la magia — anche quando occorrerà ingannarla per farla funzionare. Una storia tenera e avventurosa, sospesa tra i misteri della vita quotidiana e il fascino delle piccole cose, arricchita dal disegno di Mini Ludvin, che richiama l’universo di Miyazaki e l’alchimia narrativa, apprezzabile sia dai più piccoli sia dai loro genitori.
Il libro
Dopo la tragica scomparsa della madre, Elfie e Magda vivono con una zia severa, finché la sorella maggiore Louise non torna a prenderle da Londra, con un vecchio autobus rosso a due piani trasformato in casa e libreria itinerante. Il loro viaggio le porta in Bretagna, su un’isola dove antichi rancori dividono la comunità a causa della sparizione di un francobollo di grande valore. Louise cerca di far funzionare la loro nuova vita, Magda fatica a trovare una propria dimensione a causa della disabilità derivante dall’incidente che ha separato la famiglia, mentre Elfie scopre di aver ereditato i poteri di strega della madre, legati a un grimorio magico che si nutre dei racconti che la ragazzina scrive. Fermamente decisa a riportare la pace nel villaggio insieme al suo nuovo amico Ronan, Elfie userà la magia per fare del bene a chi la circonda.
Gli autori
Christophe Arleston (1963) è giornalista, copywriter e sceneggiatore, creatore di celebri serie fantasy come Lanfeust de Troy, Trolls ed Ekhö Monde Miroir.
Audrey Alwett è sceneggiatrice, nota per la serie Princess Sara e il romanzo Magic Charly.
Mini Ludvin è illustratrice e animatrice, autrice di fumetti come Le trésor de l’île sans nom e Je suis en CM, e ha lavorato a serie TV come Mandarine & Cow, Copy Cut e Ella, Oscar & Hoo.
Fonte comunicato stampa Tunué
Graphic novels
Storie da Spoon River: la graphic novel di Rizzo e Allo che reinterpreta l’opera di Masters
Marco Rizzo ha raccontato al Circolo dei lettori di Torino la genesi della graphic novel Storie da Spoon River, disegnata dall’artista Deborah Allo e ispirata all’opera originale di Edgar Lee Masters
È sempre bello quando gli autori vengono a raccontarsi nella mia Torino, città ricca d’arte e capitale della letteratura italiana una volta all’anno grazie al Salone Internazionale del Libro. A maggior ragione quando gli incontri si tengono all’interno della fantastica cornice rappresentata dal Circolo dei Lettori di Torino, gli appuntamenti assumono una connotazione… magica.
In questa occasione ospite e protagonista è stato Marco Rizzo, autore e giornalista famoso per il suo lavoro su Spider-Man e su opere di graphic journalism, nonché redattore Panini Comics, che è stato nel capoluogo piemontese per promuovere una serie di incontri legati a un progetto della Cooperativa Letteraria, che porta il fumetto direttamente nelle scuole. Non semplici eventi, ma percorsi strutturati dove gli studenti lavorano sui testi prima e dopo l’incontro, trasformando il fumetto in uno strumento didattico continuo.
Durante queste giornate è stato spiegato che sono state affrontate opere diverse ma accomunate da una forte valenza civile e culturale; da Jan Karski. L’uomo che scoprì l’Olocausto a Per amore di Monna Lisa, fino agli incontri dedicati a figure come Peppino Impastato. Un approccio che riflette perfettamente la poetica di Rizzo: usare il fumetto per raccontare la realtà.
Ma torniamo al tema principale dell’incontro della serata dello scorso 15 aprile, ovvero la presentazione al pubblico in sala da parte dello scrittore siciliano di Storie da Spoon River.

La genesi e la sfida di Storie da Spoon River
Storie da Spoon River, è la graphic novel scritta per l’appunto da Marco Rizzo e disegnata dall’artista Deborah Allo, pubblicata da Feltrinelli Comics nel 2024 e ispirata all’opera di Edgar Lee Masters Antologia di Spoon River (1914).
Il progetto, ha raccontato Rizzo, nasce su proposta di Tito Faraci, curatore editoriale di Feltrinelli Comics:
Mentirei se dicessi che è stata una mia idea perché è stata una proposta, anzi un invito obbligato [ride n.d.r.] dal mio mentore e amico Tito Faraci, curatore della collana Feltrinelli Comics. Un bel giorno mi chiama e dice “senti vorrei che ti occupassi di adattare a fumetti Spoon River.”

In foto Marco Rizzo che presenta Storie da Spoon River
Inizialmente titubante, Rizzo accetta la sfida trovando una chiave narrativa personale e coinvolgendo la disegnatrice Deborah Allo, il cui stile gotico si è rivelato ideale per dare forma visiva ai testi:
Questo libro è nato con Deborah. Ho in mente i suoi disegni e credo che sia cucito su di lei e sul suo tratto gotico
Tra oltre 200 epitaffi dell’opera originale, lo scrittore ne ha selezionati alcuni, costruendo una rete di storie interconnesse, sottolineando di aver cercato di non portare nella sua opera, personaggi che già avevano avuto un adattamento, come, ad esempio, quelli trattati da Fabrizio De Andrè nel suo album Non al denaro, non all’amore nè al cielo (1971). In alcuni casi, invece, ha inserito personaggi che magari non erano protagonisti dei singoli capitoli, ma che facevano parte della cosmologia di Spoon River.
Si è trattato di un lavoro di adattamento complesso e meticoloso, supportato da una vera e propria “mappa” dei personaggi, fatta di linee temporali e collegamenti.
Ho preso un tabellone, ho preso i colori di mia figlia e ho disegnato delle linee temporali: ognuna per ogni personaggio. […] E a me questa cosa è servita per darmi una visione d’insieme di come si muovessero dei personaggi e come interagissero fra di loro.
Johnnie Sayre, Daisy Fraser e gli altri personaggi protagonisti di Storie da Spoon River, intrecciano le loro vite a cavallo di tre decenni: 1880, 1890, 1900.
Ed è stato uno degli aspetti più complessi del progetto quello legato alla creazione e costruzione della rete di connessioni tra i personaggi con un obiettivo specifico ovvero creare un’opera che potesse essere letta anche in modo non lineare, proprio come l’antologia originale.

La trasformazione da poesia a fumetto, raccontando sempre l’essere umano
Trasformare un’opera poetica in fumetto significa cambiare linguaggio, non tradire l’originale.
Per Rizzo, poesia e fumetto condividono lo stesso obiettivo: raccontare l’essere umano.
Nonostante le novelle siano state scritte e ispirate alla società di oltre un secolo fa, diversi temi sono sempre i medesimi così come le persone nonostante siano passati oltre 100 anni.
Gli abitanti Spoon River siamo noi: gli sfruttati, gli sfruttatori, le puttane, i venduti, gli assassini, i santi, la disabile, l’alleato e il poveraccio
Gli incidenti sul lavoro, lo stupro, l’aborto clandestino e molti altri temi che sono centrali nella graphic novel di Rizzo e Allo, sono ancora riconducibili a situazioni della società attuale nonostante siano passate generazioni dall’opera di Masters. E la potenza, probabilmente, consiste proprio in questo: nell’identificarsi in personaggi del passato e nei loro problemi sotto altre forme.
Storie da Spoon River permette di visualizzare attraverso l’arte della Allo ciò che nella poesia è suggerito, mantenendo però intatta la profondità emotiva di Masters. La graphic novel può, anzi, diventare un ponte per nuovi lettori, incuriosendoli e spingendoli a scoprire il testo originale.
Qui ha fatto un ottimo lavoro Masters. Quindi per Deborah è bastato immaginarsi questi personaggi. Lei tra l’altro, partendo dalle poesia, aveva in testa volti degli attori legati a certi personaggi.

Daisy Fraser, personaggio anticonformista che ha stregato l’autore
Tra i tanti personaggi di Spoon River, Marco Rizzo ha raccontato di essersi particolarmente affezionato a Daisy Fraser, una delle prostitute del villaggio, principalmente per ciò che rappresenta: una figura anticonformista, capace di restare sé stessa nonostante le difficoltà e le circostanze che spesso la rendono vittima.
E’ il personaggio che porto nel cuore e anche il preferito di Deborah da realizzare e credo che si veda. E quello a cui mi sono affezionato di più.
Ma lo sceneggiatore sottolinea una cosa importante: non si è mai immedesimato direttamente nei personaggi, ma il suo punto di vista è piuttosto quello di un osservatore esterno, quasi “dall’alto”, simboleggiato nel fumetto dalla presenza di un falco che sorvola il cimitero. Uno sguardo neutrale, che non giudica ma osserva, proprio come fanno gli animali.
La potenza del linguaggio del fumetto: tempo, ellissi e narrazione visiva

Passando a un aspetto più ‘tecnico’, Rizzo ha spiegato quanto interessante sia l’uso del linguaggio fumettistico. Rizzo racconta una sequenza a cui è particolarmente legato: quella che coinvolge Daisy e Benjamin.
In questa scena, il tempo non è definito in modo preciso. Tra una vignetta e l’altra possono passare minuti o ore, e il lettore non ha bisogno di saperlo. L’unico elemento costante è un cane che attende dietro la porta, sottolineando con la sua presenza il passare del tempo in modo implicito.
Il cane aspetta fedele dietro la porta si muove ogni tanto come fanno i cani quando dormono. Si mette a pancia all’aria, si rigira, poi ritorna alla sua posizione. Non sappiamo quanto tempo passa. Non ci è dato saperlo, non ci interessa.
Il momento chiave arriva con il cambio di scena: girando pagina, il lettore scopre che sono passati anni e che da quell’incontro è nato un figlio. È un esempio perfetto di come il fumetto riesca a condensare tempo e significato attraverso immagini e ritmo narrativo.
Il lavoro a quattro mani con Deborah Allo

Rizzo ha spiegato nel dettaglio il processo di collaborazione con la disegnatrice Deborah Allo, un lavoro che parte dalla scrittura di soggetti e sceneggiature, spesso inviati a blocchi, capitolo per capitolo.
Le sue sceneggiature sono molto dettagliate, a detta dello stesso Rizzo, con indicazioni precise su inquadrature, azioni e ritmo. Tuttavia, il confronto con Deborah risulta fondamentale, in quanto l’artista ha rielaborato le indicazioni attraverso bozzetti e layout, proponendo soluzioni visive che possono anche modificare l’idea iniziale.
È proprio in questa fase che è nato il vero dialogo creativo tra i due e che ha portato alla nascita di Storie da Spoon River.
Il fascino dannato di personaggi complessi dalla morale ambigua
Uno degli elementi più forti di Spoon River è la complessità dei personaggi, mai davvero senza macchia e integerrimi, ma anzi; moralmente discutibili. Eppure sia l’opera originale che la graphic novel di Rizzo e Allo riescono a generare empatia anche attraverso queste figure ambigue, sempre al limite della moralità e per questo profondamente umani. Ma sono tutti tratti distintivi del lavoro di Edgar Lee Masters che è stato cercato di riportare in questa nuova veste dagli autori di Storie da Spoon River.
E il risultato è un’opera fascinosa e poetica, a detta di chi scrive, che dimostra ancora una volta quanto potente sia il fumetto per raccontare (per la prima volta o nuovamente) storie, e quanto possa essere forte la connessione con la letteratura del passato, indipendentemente dall’epoca in cui è stata scritta.
Dove trovare Storie da Spoon River
Storie da Spoon River è disponibile nei negozi di libri e sul sito Feltrinelli al costo di €19.00.
Fumetti
Il coatto Ran(k)xerox s’è desto
La storia di RanXerox, il coatto cibernetico che cambiò il fumetto italiano. Un’icona immortale portabandiera dell’ironia e della rivolta sociale.
Era l’epoca del punk. Era l’epoca di fortunati artisti in attività fra il Sessantotto e l’edonismo della cosiddetta “Milano da bere” della decadenza (all’ora ancora non percepita come tale).
Era l’epoca di giovani menti creative che frequentavano cinema e teatri, che ascoltavano Brian Eno, che leggevano Robert Crumb e che partecipavano con eccitazione all’esplosione delle radio libere, nate con la liberalizzazione delle frequenze a metà del decennio.
Un periodo ribelle in cui l’intera Penisola riusciva chiaramente a vedere una prospettiva di cambiamento. Le riviste a fumetti italiane come Linus non si limitavano più a tradurre ed importare la scuola americana, ma cominciavano a dar spazio a roboanti nuove voci desiderose di farsi ascoltare.
A far scoppiare questi nuovi talenti era anche la grande contestazione alla circolare emessa dal ministero della Pubblica Istruzione Malfatti nel 1976, la quale vanificava molte vittorie ottenute dagli studenti nel ’68.
In tutt’Italia i giovani scendevano in piazza, occupavano le università e si scontravano, anche con esiti tragici, contro le forze dell’ordine in una gigantesca azione ricordata come il Movimento del ’77.

Il Movimento del ’77 a Bologna
Dei poteri faccio senza
Intanto, direttamente dalla facoltà di Lettere a Roma, si sentiva l’eco di una matricola chiamata Stefano Tamburini, che ispirato da quei giorni dava vita alla rivista Cannibale, sotto l’agenzia di controinformazione Stampa Alternativa.
Non tardarono a salire a bordo del progetto altri improbabili geni: un piccolo nevrotico chiamato Filippo Scòzzari, il defilato Massimo Mattioli e due fuggitivi del Liceo Artistico di Pescara, Andrea Pazienza e Gaetano (detto Tanino) Liberatore.
Una squadra sovversiva fondata sul saldo principio dell’ironia, che esordiva con uno spillato dall’irrisorio prezzo di cinquecento lire, mentre si sbeffeggiava delle formule in voga della sinistra istituzionale discetta di “equilibri più avanzati” definendosi organo degli “squilibri più avanzati”.
È proprio da Tamburini però che scaturisce l’idea di un eroe anarchico e violento, pronto a diventare il nuovo volto di Cannibale. Rank Xerox è infatti figlio diretto di una contestazione studentesca: dopo uno scontro tra le forze armate e gli studenti, il buon Stefano assiste ad una indimenticabile scena di violenza da parte di un gruppo di universitari che inveiscono contro una povera macchina fotocopiatrice.
Col vivido ricordo in testa, Tamburini elabora il concetto dell’androide creato da uno “studelinquente” (un neologismo popolare dell’epoca scaturito dalla macchietta radiofonica del Professor Aristogitone) del DAMS con alcune parti di una fotocopiatrice, ripensando anche ai coatti di borgata che girovagavano tra le fila del Movimento del ’77 non per ideali politici, ma per semplice insoddisfazione o circolo di droga.

Da sinistra in alto: Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli; in basso: Stefano Tamburini e Andrea Pazienza
La Banana Comics è lieta di presentare….un fumetto pieno di violenza gratuita!
I giochi erano fatti. Il nuovo soggetto sociale degli imminenti anni ’80 era pronto ad esordire sul numero di giugno 1978 con una storia scritta da Tamburini e con le matite di Tanino Liberatore, Andrea Pazienza (che inaugurava la copertina con la sua iconica verve cabarettistica e la sua massima comica “ma infatti!”) e dello stesso Stefano.
Le prime apparizioni di Rank Xerox su Cannibale non presentano solo la genesi del personaggio e dell’immancabile comprimaria Lubna, la dodicenne sbarazzina di cui il cyber-coatto è follemente innamorato, ma servono anche per delineare la scuola di riferimento della produzione.
All’epoca il fumetto era un linguaggio urlato. I silenzi erano un lusso che non ci si poteva permettere per via delle poche pagine a disposizione di ciascun autore su una rivista, dunque avere la possibilità di realizzare una puntata di, per esempio, 26 pagine significava già cimentarsi in una produzione lunghissima.
Visto il tardivo arrivo del fumetto orientale, si volgeva lo sguardo all’America, da cui la squadra dei “cannibalisti” recuperava una narrazione molto serrata, che amplificava la tendenza artistico-psicologica dell’horror vacui in cui ogni vignetta doveva riuscire ad attirare l’attenzione del lettore il più velocemente possibile.
D’altronde, l’universo di Ranx e Lubna è esso stesso chiassoso: una Roma punk dai tratti americaneggianti con panorami di tecnologia e degrado soverchianti.

Coatto, e pure spiritoso
Al di là della violenza gratuita, che comunque troneggia in ogni interazione fra i personaggi e l’androide Ranx, le prime storie del coatto sono un concentrato di vita ed omaggi della banda messa in piedi da Tamburini: Lubna è il nome di una diciassettenne mediorientale che frequentava le stesse compagnie degli autori, alcuni omaggi all’interno delle puntate derivano direttamente dalle storie prese in simpatia da Liberatore, come il Mickey Mouse strafatto tratto dall’indimenticabile storia di Andrea Pazienza Perché Pippo sembra uno sballato?, oppure lo stacchetto comico dei topolini Nip e Tuk del disegnatore underground canadese Rand Holmes, letto direttamente da Ranx in una delle sue avventure.
Dopo una breve apparizione anche sulla rivista Il Male, il successo di questo bestione cibernetico non sfugge alla filiale italiana della Rank Xerox (l’omonima ditta di fotocopiatrici che aveva ispirato Tamburini), che intima gli autori del Cannibale ad evitare di usare quel nome con la minaccia di percorrere vie legali.
La cosa spaventa qualcuno? Assolutamente no, anzi. Tamburini risponde pubblicando un’ultima vignetta in cui il coatto parla a suo nome rispondendo all’azienda: “E io mi vedrò costretto a ròmpeve èr culo!”. Un’ironia reazionaria purtroppo fine a sé stessa, visto il successivo fallimento della rivista dopo il flop in edicola ed il mancato sostegno de Il Male.

Provaci ancora Rank
Tuttavia, nel 1980 la squadra di Stefano Tamburini ritorna con una nuova fiammante proposta editoriale: Frigidaire. Una nuova veste grafica inaugura quella che è, ancora oggi, una delle più interessanti realtà sperimentali del fumetto italiano ed un brillante modello per le testate future.
Dalle ceneri risorge anche il nostro eroe, ribattezzato Ranxerox per evitare le noie legali. Le nuove pagine a colori e patinate permettono al coatto il salto di qualità: questa volta l’intera veste grafica viene affidata a Tanino Liberatore, che realizza magnifiche tavole pittoriche e dettagliatissime, che trasformano l’androide in un ammasso di muscoli vibranti con jeans e t-shirt al limite dell’iperrealismo.
Le provocazioni politiche lasciano invece il posto all’azione pura, per un fumetto dissacrante in grado di elaborare situazioni estreme con grande ricercatezza e con l’ironia di uno spontaneo romanesco.
Persino la scrittura cambia leggermente volto. Oltre alla violenza, questa volta ad essere centrale è anche l’evoluzione del sentimento di Ranx per la sua “sbarba” Lubna, la quale muove con regolarità tutte le azioni e le motivazioni dell’androide.

L’ultimo znórt
All’apice del suo successo, dopo la pubblicazione in Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone (dove andrà incontro ad una violenta censura), purtroppo la produzione subisce un arresto a causa dell’improvvisa morte di Stefano Tamburini a soli 30 anni.
La sua scomparsa lascia un enorme vuoto non solo all’interno del circolo Frigidaire, ma nell’intero mondo del fumetto in cui era ormai un genio riconosciuto e apprezzato universalmente. Il suo collega Liberatore, nel mentre, si allarga anche al mercato francese, realizzando copertine per manifesti pubblicitari, cinema e musica, come l’iconica illustrazione per il disco The Man from Utopia (1983) di Frank Zappa.
Grazie al suo amico attore e regista Alain Chabat, Tanino decide, vista l’enorme richiesta, di riportare ancora una volta in vita il coatto per un’ultima volta. Il nuovo episodio di Ranxerox, intitolato Amen!, riparte con un’androide riprogrammato e mostrato sotto le vesti di un prete.
Sebbene il tratto di Liberatore rimanga eccelso, si sente comunque la mancanza della geniale follia di Tamburini. L’addio del coatto è infatti amaro, malinconico, con un’ultima vignetta in cui Lubna si lamenta per l’ennesima volta di non voler più vedere quell’androide in vita sua.
È la fine brusca di una storia anarchica, che esce di scena senza nessun inchino, in maniera violenta ed irriverente.

Fumetti
Comicon Napoli 2026: Fumetti del passato e del presente
Durante il Comicon Napoli 2026, si è tenuto un panel molto interessante sul fumetto e l’evoluzione del medium nel corso della sua storia attraverso le parole dell’esperto in materia Gino Frezza, che ha presentato il suo libro, Kinematici
Per tutti gli appassionati di nona arte, l’appuntamento del secondo giorno del Comicon Napoli 2026 con protagonista Gino Frezza è stato sicuramente affascinante.
Per chi non lo conosce, Frezza è un rinomato studioso italiano del fumetto e dei media, che al panel Fumetti del passato e del presente. Un dialogo sui mutamenti della Nona Arte ha parlato del suo libro Kinematici, un’opera che non si limita a raccontare il fumetto, ma lo utilizza come lente per osservare come è mutato l’intero ecosistema che ci ruota intorno, partendo dagli inizi e arrivando sino all’attualità.
La memoria del Comicon e il peso delle origini
Una normale giornata al Comicon Napoli degli ultimi anni
Moderato da Diego Del Pozzo, l’incontro, prima ancora di entrare nel vivo del discorso, si apre con un momento personale sia per il moderatore che per il Dott. Frezza. La sala che ospita la presentazione, dedicata a Dino De Matteo, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla memoria.
Si torna indietro nel tempo, per la precisione al 1998 e al primo Comicon Napoli di Castel Sant’Elmo, dove è nato quello che all’epoca era ancora il “Salone del Fumetto” e non il grande festival internazionale della cultura pop che conosciamo oggi.
Del Pozzo era parte del nucleo organizzativo originario del Comicon, insieme a De Matteo, che oggi purtroppo, non è più in vita.
Da quei primi eventi che hanno visto protagonisti oltre lo stesso Frezza anche altre figure fondamentali, come Valerio Evangelisti, è partita la riflessione, che è contenuta anche all’interno di Kinematici, sull’evento nato come semplice Salone del Fumetto, e arrivato a essere il Festival della cultura pop che è oggi, che tutti conoscono come Comicon Napoli.
Il fumetto come sistema culturale
Frezza parte dal concetto che il fumetto non è un linguaggio isolato; è parte di un sistema più ampio che include cinema, televisione, letteratura, arti visive.
Un sistema che nasce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e che continua a evolversi ancora oggi.
Non è un caso che nel suo discorso emergano riferimenti a figure come Italo Calvino e Umberto Eco: autori che, pur non essendo fumettisti, hanno compreso prima di molti altri il valore culturale e simbolico del fumetto.
Il fumetto non è solo intrattenimento, ma è un dispositivo narrativo complesso, capace di dialogare con altri media e di influenzarli.
Le grandi trasformazioni del fumetto

Il fumetto ha attraversato diverse trasformazioni storiche, e per capire quella attuale è necessario guardare al passato.
Dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Venti del Novecento, il fumetto si sviluppa come forma ibrida, ancora in cerca di una propria identità. È l’epoca delle tavole domenicali, delle strisce sui giornali, di un linguaggio ancora in formazione.
Negli anni ’30 c’è la svolta con l’arrivo dei grandi fumetti avventurosi, come Flash Gordon e Tarzan, che porta una narrazione più strutturata, epica e coinvolgente.

Flash Gordon
Si tratta di un mutamento che ha un impatto enorme anche in Italia, influenzando riviste e autori e contribuendo alla nascita di un pubblico sempre più ampio.
Fino agli anni Settanta, il fumetto è un vero e proprio medium di massa, non solo per la diffusione, ma per il tipo di relazione che instaura con il pubblico.
Frezza racconta episodi emblematici: lettori che protestano per la morte di un personaggio, comunità che si mobilitano, un coinvolgimento emotivo che oggi associamo ai social media ma che esisteva già allora, in forme diverse.
Il rapporto con la cultura dei comics americani

Uno dei temi più stimolanti del libro è il rapporto tra fumetto italiano e fumetto americano.
L’influenza degli Stati Uniti è evidente fin dalle origini, ma non si tratta di un semplice processo di imitazione, bensì di un dialogo continuo, fatto di adattamenti, reinterpretazioni, resistenze.
Un esempio emblematico è quello del Corriere dei Piccoli, che trasforma i balloon in didascalie in rima: una scelta che modifica profondamente il linguaggio del fumetto in Italia.
Allo stesso tempo, autori italiani sviluppano una propria identità, dando vita a tradizioni uniche, come quella del fumetto popolare.

Gli anni Sessanta e la rivoluzione italiana
Se c’è un momento in cui il fumetto italiano dimostra davvero la sua capacità innovativa, è negli anni Sessanta.
È l’epoca dei fumetti neri, dei personaggi ambigui, delle narrazioni più adulte tra cui spicca Diabolik, che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più duraturi del fumetto italiano.

Questa fase segna un cambiamento fondamentale: il fumetto non è più solo per ragazzi, ma diventa uno strumento per esplorare temi più complessi e controversi.
Nel racconto di Frezza emerge anche il ruolo cruciale degli editori; case editrici come Sergio Bonelli Editore e Mondadori non sono semplici produttori di contenuti, ma sono diventati negli anni dei veri e propri motori culturali, con scelte editoriali che hanno contribuito (e lo fanno tutt’ora) a definire il gusto del pubblico, a orientare il mercato, a costruire l’immaginario collettivo.
Autori, sperimentazione e contaminazione: Micheluzzi, Rubino a Zavattini
La seconda parte del libro si concentra su autori e opere, intrecciando analisi storica e critica. Tra le figure citate emerge Attilio Micheluzzi, a cui sono dedicati i premi del Comicon, un autore che incarna perfettamente la capacità del fumetto di dialogare con altri linguaggi, in particolare con il cinema.

Premio Attilio Micheluzzi
E proprio il rapporto tra fumetto e cinema fatto di influenze reciproche, scambi continui, sperimentazioni è uno dei temi centrali del lavoro di Frezza.
Un passaggio particolarmente interessante riguarda Antonio Rubino, figura spesso sottovalutata ma fondamentale.
Rubino non è solo un autore di fumetti, ma anche un pioniere del cinema d’animazione italiano e il suo lavoro dimostra come, fin dalle origini, il fumetto fosse già in dialogo con altri media. Questo tipo di contaminazione non è un’eccezione, ma una costante nella storia del fumetto.
Un altro nome chiave è quello di Cesare Zavattini che prima di diventare uno dei padri del neorealismo cinematografico, ha lavorato anche nel fumetto, contribuendo a creare alcune delle opere più significative degli anni Trenta.
La sua presenza nel libro di Frezza non è casuale: rappresenta un ponte tra fumetto e cinema.
Che cos’è il fumetto oggi: tra crisi e rinascita

Arrivando al presente, Frezza parla di una nuova trasformazione. Il fumetto non è più il medium di massa che era negli anni Settanta, ma si è trasformato, adattato e reinventato.
Oggi il fumetto vive in un ecosistema diverso, in cui convivono graphic novel, webcomic, adattamenti cinematografici, serie TV. E proprio in questa complessità sta la sua forza.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la sua capacità di aprire nuove prospettive.
È un libro che si rivolge non solo a chi vuole approfondire, ma anche a chi semplicemente ama il fumetto e vuole capirlo meglio.
Il fumetto come cultura pop totale

Alla fine, il messaggio di Frezza è semplice ma potente: il fumetto è una forma totale di cultura pop.
Non è inferiore ad altri linguaggi, ma è un medium complesso, stratificato, capace di raccontare il mondo in modi unici.
E il fatto che questo discorso venga fatto a una fiera come il Comicon Napoli, che oggi abbraccia tutte le forme della cultura pop, rende tutto ancora più significativo.
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