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Interstella 5555 – Il crocevia spaziale fra videoclip, Daft Punk e Leiji Matsumoto
Interstella 5555 è il viaggio fantascientifico dei Daft Punk insieme a Leiji Matsumoto che evolve la formula del videoclip attraverso il cinema d’animazione
Fase 1 dell’esperimento – Osservazione
“Sperimentazione” è la parola d’ordine di molti creativi, a prescindere dall’ambito artistico. L’animazione giapponese nasce e si sviluppa per merito di alcuni pionieri che sono riusciti ad intercettare la cultura più antica e trasporla nel mezzo del cinematografo tramite esperimenti.
Noburō Ōfuji, ad esempio, è stato precursore dell’utilizzo della carta chiyogami nelle pellicole e nella sonorizzazione di disegni animati. Questa tipologia di carta veniva stampata con varie fantasie e colori ed utilizzata soprattutto per l’origami o per la creazione di piccole bambole di carta chiamate chiyogami ningyo.
Dal cinema di Ōfuji è possibile rilevare le prime forme di video musicale, soprattutto con due cortometraggi del 1931: La canzone della primavera e L’inno Kimigayo.
Durante le proiezioni infatti, si invitavano gli spettatori ad imparare e cantare i testi che comparivano con scritte riportanti le parole delle canzoni, con una scansione ritmica in accordo con la musica dei brani. Una sorta di primordiale karaoke.
Questa formula rimane però solo un momentaneo esperimento. Il videoclip animato viene dimenticato per molti decenni successivi, nei quali si preferisce approfondire altri aspetti da poter legare all’animazione, dai temi adulti al nuovo mezzo della televisione.
Fase 2 dell’esperimento – Ideazione
L’avvento dei nuovi mezzi tecnologici e l’evoluzione dell’animazione portano progetti sperimentali anche nel nuovo millennio.
Nel 2000 comincia a prendere forma nella mente del duo francese composto da Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, membri dello storico gruppo di musica elettronica Daft Punk, l’idea di un progetto audiovisivo in grado di unire musica, fantascienza e industria dell’intrattenimento.
Dopo la fine delle registrazioni del loro album Discovery nel 2001, i due partono per Tokyo con l’obbiettivo di ottenere la collaborazione del leggendario Leiji Matsumoto, autore di un gigantesco universo fantascientifico che si sviluppa dai fumetti alle serie animate iconiche di Capitan Harlock, Corazzata spaziale Yamato, Danguard A e molti altri.
I brani e le bozze del progetto, supervisionate dal direttore creativo Cédric Hervet, convincono Matsumoto e lo coinvolgono immediatamente nella produzione firmata Tōei Animation.
Il risultato finale è un film completamente privo di dialoghi, in cui tutta la narrazione viene scandita dalla musica. L’operazione, strutturata come un gigantesco videoclip di oltre un’ora, arriva nelle sale cinematografiche nel 2003, ma già nel 2001 i primi quattro segmenti vengono trasmessi come clip a sé stanti sul canale MTV.

Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter – Daft Punk
Fase 3 dell’esperimento – Esecuzione
È interessante notare anzitutto il ruolo diegetico della colonna sonora: l’assenza della parola viene rimpiazzata dalla musica sia nel ritmo sia nel movimento dell’animazione. Non è raro né vedere il labiale dei personaggi coincidere perfettamente con il testo dei brani, né inquadrare gli strumenti musicali che si sentono nella componente audio.
Si tratta di una ricerca meticolosa, studiata già in fase di concept dal duo francese insieme al regista Kazuhisa Takenōchi. La componente complessa sta nel lavorare su una sceneggiatura scritta e non scritta: i tempi, le scene e le inquadrature devono essere costruiti sulla base della musica dei Daft Punk, calcolando in partenza la durata dei momenti di climax, lo sviluppo e la risoluzione anche in base alla tipologia di brano.
L’esempio perfetto che riassume il concetto è il primo videoclip che compone il film: One More Time. La presentazione della band protagonista potrebbe già essere estrapolata dalla pellicola e trasposta come video a sé stante.
L’elemento che salta subito all’occhio è il character design curato da Hiroshi Katō e sviluppato sotto la supervisione del maestro Leiji Matsumoto. Durante tutta la sua carriera, l’autore ha concepito i suoi disegni in un immaginario star system, in cui gli stessi volti e fisionomie possono ricoprire ruoli con personalità molto diverse.
Il parallelismo tra i personaggi delle sue saghe a fumetti e del videoclip è infatti evidente: il batterista del gruppo, Baryl, è molto simile a Tochiro Oyama, storico aiutante di Capitan Harlock, la bassista Stella è identica alla piratessa Queen Emeraldas, mentre il chitarrista Arpegius ricorda il giovane Susumu Kodai, pilota della corazzata spaziale Yamato.
Questa cifra stilistica dona un senso di familiarità al prodotto, almeno per gli spettatori appassionati, e allo stesso tempo arricchisce il carattere visivo della produzione agli occhi del pubblico più occasionale.

I protagonisti di Interstella 5555 – Da sinistra: Octave, Baryl, Arpegius, Stella
Fase 4 dell’esperimento – Conclusione
È infine necessaria un’avvertenza per chiunque volesse vedere per la prima volta questo, a mio parere fantastico, film.
L’anno scorso è stata riproposta nelle sale una versione rimasterizzata in 4k della pellicola. Tuttavia, la riedizione ha scatenato l’indignazione di molti utenti online per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo di restaurazione dei disegni.
Sebbene il risultato finale non venga compromesso da questa scelta, trovo comunque giusto avvertire i possibili nuovi spettatori che decideranno di recuperare il prodotto (interamente disponibile su Youtube) della presenza di alcuni disegni abbozzati sullo sfondo delle scene, che potrebbero risultare sgradevoli soprattutto agli appassionati più attenti.
Il difetto c’è ed è ben visibile, quindi attenzione alla versione selezionata. Per il resto, godetevi uno degli esperimenti audiovisivi più riusciti della storia dell’animazione.

I Daft Punk insieme a Leiji Matsumoto
Animazione
Millennium Actress: frammenti di un amore cinefilo
Riscopriamo la storia dell’attrice Chiyoko Fujiwara nell’amore per il cinema di Satoshi Kon, con un evento al cinema dall’11 al 13 maggio
Satoshi Kon non voleva ritrarre i fatti, ma la verità. È lui stesso a dichiararlo in un’intervista conservata sul suo blog personale, lo stesso posto dove il pubblico di tutto il mondo viene a conoscenza della sua terribile malattia contro cui non si può più combattere.
Per qualsiasi appassionato di animazione è impossibile non commuoversi ripensando alla triste storia di questo genio, purtroppo morto prematuramente a soli 46 anni, mentre si guardano i fotogrammi del suo quinto film mai portato a termine Dreaming Machine, a cui Kon ha donato tutte le sue ultime energie con la speranza di poterlo vedere in una sala cinematografica.
Anche se quel desiderio non si è realizzato, ancora oggi Satoshi Kon vive nel cinema e noi abbiamo il privilegio di poterlo andare a trovare.
Nel 2024 è cominciata un’importante operazione di restauro in 4k e proiezione nelle sale italiane dei film di questo straordinario regista: dal thriller erotico Perfect Blue, passando per la sognante follia di Paprika, fino allo sgangherato road movie Tokyo Godfathers.
L’ultimo tassello arriva con un evento dall’11 al 13 maggio, che presenta la riproposizione del lungometraggio del 2001 Millennium Actress.

Satoshi Kon
Lezioni di storia
Ripartendo dalla frase che inaugura quest’articolo, Kon costruisce l’intera coerenza narrativa di un “finto documentario” sulla vita dell’attrice giapponese Chiyoko Fujiwara, ex stella del cinema nipponico ormai ritiratasi a vita privata nell’Hokkaido.
La sintesi del film è anzitutto da ricercarsi proprio nell’essenza stessa e nella forza d’animo che la protagonista incarna in ogni istante, indipendentemente dai ruoli che di volta in volta interpreta.
Tuttavia, è paradossale che questo racconto cominci proprio con un fatto, una delle più tragiche catastrofi del Giappone riportata su giornali e nel tempo anche su libri di storia: il grande terremoto del Kanto nel 1923.
Questa scossa sismica di violenza inaudita non solo rade al suolo Tokyo e Yokohama, ma provoca la morte di oltre centomila persone. Da qui comincia una grande opera di ricostruzione, sia architettonica sia morale, della quale il cinema si fa grande portavoce coniugando il progresso tecnologico con contenuti spesso attinti dalla tradizione nipponica.

È in questo ambiente che inizia l’infanzia e la pre-adolescenza di Chiyoko, costantemente ripresa dal giornalista Genya Tachibana e dal suo operatore di macchina Kyoji Ida, che viene invitata a “servire il suo paese” recitando in un film di propaganda.
Fin dal primo segmento Millennium Actress si permea infatti di uno sguardo storico e politico: l’inizio degli anni Trenta è un periodo turbolento per il Giappone, soverchiato sia da pulsioni politiche di sinistra, dovute al disagio della crisi economica e alle numerose agitazioni contadine ed operaie, sia da un crescente nazionalismo promosso con forza dall’imperatore Hirohito, salito al trono con l’avvento dell’era Showa (1926).
Chiyoko vive infatti il suo primo contatto con l’amore proprio nella piena invasione della Manciuria iniziata nel 1931. Non a caso il suo “principe azzurro”, che l’attrice insegue per tutto il film, è un artista attivista braccato dalle forze nazionaliste nipponiche.
La donna che visse nel cinema
Ancora una volta, Satoshi Kon decide di raccontare la dimensione della donna nel mondo dello spettacolo.
Insieme al suo esordio cinematografico Perfect Blue, Millennium Actress crea una curiosa antitesi tematica: da una parte abbiamo Mima Kirigoe e il racconto del perverso mondo delle idol, con una ragazza troppo ingenua che viene travolta dal costante inganno dell’industria cinematografica e dei produttori che sporcano la sua femminilità, dall’altra una celebrazione del cinema dagli anni Quaranta agli anni Sessanta con Chiyoko Fujiwara, che invece rende subordinato il linguaggio del cinema, di cui ella è sempre padrona, per far ascoltare la sua voce.
Con grande astuzia, Satoshi Kon narra dunque due diversi approcci al mestiere dell’interprete cinematografico, con particolare enfasi sull’obbiettivo che spinge le due attrici a continuare le proprie carriere.
La differenza sostanziale è proprio la relazione che Mima e Chiyoko hanno con il mezzo artistico: in Perfect Blue tutto viene fatto in funzione dell’obbiettivo verso il cinema, in Millennium Actress il cinema è un motore obbligato, di cui alla protagonista poco importa, per inseguire quella prima pulsione amorosa della giovinezza.

La giovane Chiyoko Fujiwara

Mima Kirigoe, protagonista di Perfect Blue (1997)
Sentieri lungo la pellicola
Da questa base cominciano i frammenti d’amore di Kon. Il regista guarda al cinema di Akira Kurosawa e Yasujiro Ozu, oltre alle figure di attrici realmente esistite come Setsuko Hara e Hideko Takamine, per comporre la gestione del tempo di una vita umana messa a confronto con i tempi del lungometraggio.
Chiyoko Fujiwara indossa le vesti della storia del cinema giapponese, ricordando capolavori come Tarda primavera (1947), Untamed (1957) di Mikio Naruse e Il trono di sangue (1957), fino ad arrivare all’iconico Godzilla (1954) di Ishirō Honda.
Si percepisce costantemente l’amore di un cinefilo che guarda anche al cinema classico americano, inserendo locandine che ricordano Casablanca (1942) di Michael Curtiz. La celebrazione filmica è dunque totale, in una storia che spazia attraverso il tempo e le epoche e in cui il reale e l’immaginazione si fondono.

Il trono di sangue (1957). Da sinistra: Isuzu Yamada e Toshiro Mifune

L’eredità inestimabile
Millennium Actress è un raffinatissimo gioco di specchi, impreziosito dal character design dell’esperto Takeshi Honda e dalla suggestiva musica elettronica dell’eclettico Susumu Hirasawa.
Collaboratori storici di Satoshi Kon che hanno contribuito a costruire un intramontabile spaccato di cinema interamente realizzato con tecniche analogiche.
Un diamante riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, che oggi abbiamo l’onore di celebrare nelle sale cinematografiche, lì dove Kon ha lasciato tutti i suoi frammenti d’amore.

News
DUE SPICCI: Il trailer della nuova serie di Zerocalcare, in arrivo il 27 maggio su Netflix
Nuovo trailer di Due spicci, la serie animata di Zerocalcare in uscita il 27 maggio sulla piattaforma Netflix
IL TRAILER E LE NUOVE IMMAGINI DI
LA NUOVA SERIE DI ANIMAZIONE
CREATA, SCRITTA E DIRETTA DA
ZEROCALCARE
DAL 27 MAGGIO SOLO SU NETFLIX
Netflix svela il trailer e le nuove immagini di DUE SPICCI, la nuova serie di animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, che arriverà solo su Netflix il 27 maggio.
Ad accompagnare il trailer, le note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.
Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla di DUE SPICCI con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio).
Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.
Nella nuova serie firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.
Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.
*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra
Anime
Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze in streaming su Crunchyroll
Chainsaw Man: La storia di Reze è finalmente in streaming sulla piattaforma Crunchyroll a partire dal 1° maggio
CHAINSAW MAN – IL FILM: LA STORIA DI REZE”IN STREAMING SU CRUNCHYROLL DAL 1 MAGGIO
Il film di successo della MAPPA arriverà sulla piattaforma
Dopo l’uscita nelle sale lo scorso autunno, «Chainsaw Man – Il Film: La Storia di Reze» sarà ufficialmente disponibile in streaming su Crunchyroll a partire dal 1° maggio! Il film sarà disponibile sia in versione sottotitolata che doppiata e darà il via agli altri eventi dell’Ani-May di Crunchyroll.
Subito dopo gli eventi della prima stagione, i fan di tutto il mondo potranno seguire il prossimo, brutale capitolo della storia di Denji nel primo lungometraggio mai realizzato, tratto dalla serie anime acclamata a livello mondiale.
Sinossi:
Basato sulla popolarissima serie anime, Chainsaw Man continua in una nuova epica avventura ricca di azione. Nel mezzo di una brutale guerra tra diavoli e cacciatori, un’altra battaglia ha inizio nel cuore di Denji quando incontra una misteriosa ragazza di nome Reze. Affrontando nemici segreti e lottando per la sua umanità, Denji si prepara alla sua battaglia più mortale.
CREDITS
Regista: Tatsuya Yoshihara
Sceneggiatura: Hiroshi Seko
Storia Originale: “Chainsaw Man” di Tatsuki Fujimoto
Produzione: MAPPA
DOPPIAGGIO ITALIANO
Denji / Chainsaw Man: Mosè Singh
Reze: Katia Sorrentino
Makima: Chiara Leoncini
Power: Martina Felli
Aki Hayakawa: Alessandro Fattori
Pochita: Elisa Giorgio
Beam: Matteo Zanotti
*Fonte: Comunicato stampa Crunchyroll
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