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Code Geass: A memoria dell’individuo
La scrittura dello stratega carismatico Lelouch Vi Britannia, che si fa portatore di un nuovo inizio per il genere mecha anni Duemila
Dall’inizio del XXI secolo, il genere delle serie animate mecha sta attraversando una lunga fase di cambiamento, con la speranza di trovare una nuova identità.
Se i robot ideati da Go Nagai non hanno faticato ad imporsi nell’immaginario dei bambini giapponesi dagli anni ’60 agli anni ’80, con l’avvento del Duemila la situazione è mutata in maniera significativa.
Intendiamoci, il caso sociologico della “Goldrake Generation” non ha dominato la scena fantascientifica fino all’arrivo del nuovo millennio. La formula di Mazinga Z, Getter Robot e Jeeg viene infatti ribaltata già alla fine degli anni ’70 da Yoshiyuki Tomino e da Mobile Suit Gundam.
Si tratta di un cambio sia estetico sia morale: le linee dure e squadrate degli eroi coraggiosi ed incrollabili lasciano il posto ad un’arma industriale piena di giunture, pannelli e prese d’aria, che descrivono la logica di un universo bellico in cui i piloti sentono la paura della morte.
Inizia ad intravedersi una riflessione sulla figura del robot, sul ruolo della tecnologia e anche sulla psicologia di chi la utilizza. Il mecha diventa strumento anche filosofico, simbolo di un’estetica che negli anni ’90 culmina con Neon Genesis Evangelion. Lo scenario viene impresso da ibridi biomeccanici, creature corazzate “vincolate” da armature utilizzate per il racconto della psiche umana.
L’evoluzione del genere, che sembrava ormai compiuta, porta però ad un cortocircuito. Dopo Evangelion, i mecha cominciano una reiterazione, un design funzionale mutuato dalla ripetizione delle precedenti generazioni. Un momento di stallo in cui alcuni autori, scrittori e produttori provano comunque a costruire una nuova fase per i giganti d’acciaio giapponesi.

Nella speranza di un cambiamento
Nel 2006 viene completata la realizzazione di Code Geass, serie scritta da Ichirō Ōkouchi per la regia di Gorō Taniguchi che si pone come tentativo di avvio alla nuova dimensione del mecha anni Duemila.
La cifra stilistica riparte in maniera ben delineata: il combattimento fra robot, e la loro estetica, sono ormai solo elementi marginali sfruttati per raccontare l’ucronia in cui vive il protagonista Lelouch, in una narrazione che punta su intrighi fantapolitici e riflessioni sul valore e sulla responsabilità di potere del singolo uomo.
Cercando di utilizzare l’insegnamento di serie animate come Evangelion e Patlabor, l’obbiettivo rimane quello di portare ancora una volta l’essere umano al centro del discorso, impreziosito in questo caso dal peculiare character design del gruppo di autrici CLAMP.
Code Geass è diventato un vero cult negli anni, una produzione amata, discussa e più volte criticata soprattutto per la sua sceneggiatura. Il lavoro di Ōkouchi è infatti altalenante soprattutto nello sviluppo degli eventi, con momenti slice of life veramente mal gestiti e a volte stucchevoli, soprattutto se affiancati alla serietà che il prodotto sembra voler pretendere nel suo impianto fantapolitico.
Tuttavia, sarebbe errato considerare il buon Ichirō privo di intuizioni e talento, soprattutto considerati i suoi futuri contributi ad eccellenze come Lupin III: ritorno alle origini e Devilman Crybaby. Sebbene sia d’accordo con le critiche mosse all’operato di sceneggiatura, è veramente difficile non difendere la teatralità del racconto del sacro impero di Britannia e il suo memorabile protagonista.

Illustrazione di Lelouch realizzata dalle CLAMP
Figlio della rivoluzione
Lelouch Vi Britannia, principe rinnegato ed ostracizzato dalla sua dinastia, finisce ad essere inizialmente utilizzato come merce di scambio diplomatica col Giappone, diventando un semplice studente “in villeggiatura” in un collegio. Da qui inizia la sua marcia rivoluzionaria verso la distruzione dell’impero sotto la maschera di Zero, benedetto dal potere del Geass, che lo rende capace di sottomettere la volontà altrui e di controllare le persone con il solo contatto visivo.
È la nascita di una grande metafora della Rivoluzione Francese: non a caso abbiamo un paese in crisi, svilito e circondato da nemici che inizia una rivolta con un uomo carismatico, intelligente e dai nobili ideali, che proclama di sconfiggere una dittatura imperialistica, nonostante alla fine lui stesso cada nella sovranità.
In aggiunta, vi è l’elemento magico che offre un’ulteriore lettura della psiche umana: Lelouch non sopporta solo il peso delle azioni belliche e della retorica in grado di guidare centinaia di persone pronte a sacrificarsi per una causa, ma anche la responsabilità di decidere un intervento divino che risponde alle sue scelte.
Questo giovane stratega comunque sbaglierà, si troverà a combattere battaglie impreviste, a perdere alleati fedeli e a rialzarsi ripartendo da zero (letteralmente).

Da sinistra: Suzaku, Lelouch e C.C.
La morale di chi proclama libertà
A lungo si è dibattuto sullo scontro ideologico fra i due principali attori di questa rivoluzione. Da una parte c’è Suzaku, amico d’infanzia di Lelouch e soldato schierato nell’esercito britannico, che vuole cambiare il sistema dall’interno rifiutando qualsiasi forma di ribellione.
Una filosofia portata avanti da un dichiarato traditore, il quale volta fin da subito le spalle alla famiglia (con l’uccisione del padre), agli amici e alla patria, e che si unisce ai suoi colonizzatori nella speranza di poter cambiare un sistema di cui regolarmente viola leggi e trattati.
Dall’altra parte, lo stesso Lelouch propone una rivolta in piena regola contro i tiranni, rimanendo fedele sia ai giapponesi (pur essendo britannico), sia alla sorella anche quando ella stessa si pone contro di lui.
Egli persegue l’idea di libertà non solo come diritto, ma anche come dovere nel difenderla per il prossimo. Da un punto di vista utilitaristico, la visione di Lelouch risulta corretta: nel lungo termine del cambiamento interno la libertà verrebbe comunque meno e morirebbero molti più civili rispetto al breve termine di una rivolta.
Se nessuno è esente dal porre una morale agli altri, allora chi fa un’imposizione deve farla per massimizzare la libertà. Nel caso di Code Geass si assiste, sulla sua conclusione, allo sfruttamento del potere assoluto per far passare riforme democratiche contro un sistema aristocratico, in modo da unire tutti sotto la bandiera della libertà e sotto la maschera di Zero, in una memoria collettiva verso l’individuo prima eroe e poi tiranno.

E non perdetevi la cover di Colors traccia tratta dall’anime di Code Geass, riadattata e tradotta da AnimeinCover, disponibile ORA sui relativi canali social!!
News
DUE SPICCI: Il trailer della nuova serie di Zerocalcare, in arrivo il 27 maggio su Netflix
Nuovo trailer di Due spicci, la serie animata di Zerocalcare in uscita il 27 maggio sulla piattaforma Netflix
IL TRAILER E LE NUOVE IMMAGINI DI
LA NUOVA SERIE DI ANIMAZIONE
CREATA, SCRITTA E DIRETTA DA
ZEROCALCARE
DAL 27 MAGGIO SOLO SU NETFLIX
Netflix svela il trailer e le nuove immagini di DUE SPICCI, la nuova serie di animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, che arriverà solo su Netflix il 27 maggio.
Ad accompagnare il trailer, le note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.
Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla di DUE SPICCI con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio).
Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.
Nella nuova serie firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.
Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.
*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra
Anime
Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze in streaming su Crunchyroll
Chainsaw Man: La storia di Reze è finalmente in streaming sulla piattaforma Crunchyroll a partire dal 1° maggio
CHAINSAW MAN – IL FILM: LA STORIA DI REZE”IN STREAMING SU CRUNCHYROLL DAL 1 MAGGIO
Il film di successo della MAPPA arriverà sulla piattaforma
Dopo l’uscita nelle sale lo scorso autunno, «Chainsaw Man – Il Film: La Storia di Reze» sarà ufficialmente disponibile in streaming su Crunchyroll a partire dal 1° maggio! Il film sarà disponibile sia in versione sottotitolata che doppiata e darà il via agli altri eventi dell’Ani-May di Crunchyroll.
Subito dopo gli eventi della prima stagione, i fan di tutto il mondo potranno seguire il prossimo, brutale capitolo della storia di Denji nel primo lungometraggio mai realizzato, tratto dalla serie anime acclamata a livello mondiale.
Sinossi:
Basato sulla popolarissima serie anime, Chainsaw Man continua in una nuova epica avventura ricca di azione. Nel mezzo di una brutale guerra tra diavoli e cacciatori, un’altra battaglia ha inizio nel cuore di Denji quando incontra una misteriosa ragazza di nome Reze. Affrontando nemici segreti e lottando per la sua umanità, Denji si prepara alla sua battaglia più mortale.
CREDITS
Regista: Tatsuya Yoshihara
Sceneggiatura: Hiroshi Seko
Storia Originale: “Chainsaw Man” di Tatsuki Fujimoto
Produzione: MAPPA
DOPPIAGGIO ITALIANO
Denji / Chainsaw Man: Mosè Singh
Reze: Katia Sorrentino
Makima: Chiara Leoncini
Power: Martina Felli
Aki Hayakawa: Alessandro Fattori
Pochita: Elisa Giorgio
Beam: Matteo Zanotti
*Fonte: Comunicato stampa Crunchyroll
News
Prova a non ridere: trailer della serie di PERA TOONS in arrivo su Rai Gulp e Rai Play
Rai Gulp e Rai Play ha condiviso sui sociali il trailer di Prova a non ridere!, la serie animata di Pera Toons, in arrivo dal 18 maggio
IL FENOMENO PERA TOONS DIVENTA SERIE TV:
IN ARRIVO SU RAI GULP E RAI PLAY DAL 18 MAGGIO
Prodotta dalla casa editrice Tunué, in collaborazione con Rai Kids,la serie animata porterà in televisione il concentrato di freddure e umorismo del fumettista dei record, che ha conquistato 7 milioni di follower sui social e venduto oltre 3 milioni di copie tra tutti i suoi libri, per due settimane primo nella classifica generale
Fumettista e content creator, Alessandro Perugini, in arte PERA TOONS, rappresenta un vero e proprio unicum nel panorama culturale italiano. Con i suoi 7 milioni di follower sui social e oltre 3 milioni di copie vendute tra tutti i suoi libri, è ben presto diventato l’idolo di bambini e famiglie, capace di conquistare ogni fascia d’età con il suo irresistibile spirito e la sua ironia leggera e surreale. Il suo ultimo libro Il gioco delle risate (Tunué) è stato per due settimane al primo posto nella classifica generale dei libri più venduti in Italia.
Ora le sue iconiche freddure e i giochi di parole approdano in televisione con Prova a non ridere!, la serie animata prodotta dalla casa editrice Tunué in collaborazione con Rai Kids, in arrivo su Rai Gulp e Rai Play dal 18 maggio. Guarda il teaser trailer QUI.
Composta da 46 episodi autoconclusivi della durata di 6 minuti, la serie rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso creativo nato e cresciuto tra Instagram, TikTok e YouTube. La scrittura rapida, il ritmo serrato e lo stile grafico distintivo di PERA TOONS trovano infatti nella dimensione televisiva un terreno ideale per amplificare il loro impatto.
Ma Prova a non ridere! è molto più di una semplice trasposizione: ogni episodio è concepito come una stanza diversa di un originale “laboratorio comico”, ricco di sorprese visive, giochi linguistici e trovate esilaranti, pensate per stimolare continuamente la curiosità e il divertimento. Non solo intrattenimento, quindi, ma anche un’esperienza condivisa: un piccolo rituale quotidiano capace di riunire davanti allo schermo bambini, fratelli, genitori e nonni, dove la risata diventa un linguaggio comune, uno strumento di unione e complicità tra generazioni.
“Siamo entusiasti di annunciare una nuova serie che rappresenta un passo importante per la Direzione di Rai Kids, un tassello della nuova linea editoriale tesa alle novità del mondo dell’animazione, del fumetto e dell’intrattenimento per i più giovani”, afferma Roberto Genovesi Direttore di Rai Kids.
“La serie “Prova a non ridere” di Pera Toons è un progetto comico, frizzante e pensato per tutta la famiglia, ispirato al linguaggio immediato e colorato del fumetto. Una novità assoluta per Rai, che apre la strada a un modo diverso di raccontare, più vicino alle sensibilità contemporanee e al dialogo con il mondo dei social, oggi sempre più connessi alla vita quotidiana del nostro pubblico. Con questa produzione vogliamo dare nuova linfa creativa al panorama nazionale, sostenendo talenti e storie capaci di parlare a tutte le generazioni”.
“L’arrivo di Pera Toons in tv è per la Tunué un grande orgoglio, abbiamo seguito Alessandro dall’inizio e siamo felicissimi di questo traguardo. Tante in questi anni sono state le proposte di adattamento e dimostrazioni di interesse per il suo lavoro, ma la Rai è la televisione pubblica, i canali di Rai Kids sono accessibili a tutti i ragazzi e le ragazze e alle loro famiglie. Siamo felici che Prova a non ridere! abbia trovato casa nel loro palinsesto“, dichiara Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.
*Ringraziamo l’ufficio stampa Tunué per il comunicato di cui sopra
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