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PopChop Express: Mignolo e il Prof: alla conquista del mondo (una notte alla volta)

Su PopChop Express torniamo a parlare di animazione degli anni ’90, questa volta made in Warner Bros, casa di una serie folle e esageratamente divertente con protagonisti due topi con smanie di conquista: Mignolo e il Prof.

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Non sappiamo come passiate di solito le vostre serate. C’è chi preferisce una cena con gli amici, chi il cinema, chi la propria serie preferita su una delle varie piattaforme streaming.

Ma negli anni ’90, milioni di bambini e adolescenti avevano un appuntamento fisso con due cavie da laboratorio che ogni notte avevano un solo obiettivo: tentare di conquistare il mondo.

Loro sono Pinky and The Brain, da noi italiani conosciuti come Mignolo e il Prof.

Coppia di topolini bianchi sottoposti agli esperimenti nel laboratorio A.C.M.E. (sì, proprio l’azienda dove fa rifornimento spesso Wile E. Coyote), opposti ma perfettamente complementari, Mignolo e il Prof. sono i protagonisti di una delle serie animate più intelligenti, assurde e longeve della Warner Bros. Animation, capace di mescolare comicità slapstick, satira politica e gag in puro stile Looney Tunes.

Mignolo e il Prof. hanno fatto un esordio in sordina, ma hanno conquistato subito la scena e l’affetto dei telespettatori. Ma è meglio cominciare dal principio.

Tutto parte da… noi siamo gli Animaniacs

Mignolo e il Prof nascono nel 1993 all’interno di Animaniacs, il contenitore antologico di mini-serie animate creato da Tom Ruegger e prodotto da (udite udite) Steven Spielberg per la Amblin Entertainment e Warner Bros.

L’obiettivo era aggiornare la tradizione della comicità in salsa Looney Tunes per una nuova generazione. Tra i tanti personaggi folli e irresistibili, dai fratelli Warner Yakko, Wakko e Dot al mitico Pollo Bu e i Picciotti, spiccarono subito due topi da laboratorio con un piano ricorrente e un’intesa comica perfetta: Mignolo e il Prof.

Lo spettatore veniva subito catturato dalla sigla iniziale e dal tormentone ricorrente del cartone animato:

«Ehi Prof. che cosa facciamo questa sera?»

«Quello che facciamo tutte le notti Mignolo: TENTARE DI CONQUISTARE IL MONDO!!»

Come per tutti i cartoni animati della Warner Bros. di quegli anni, il testo dell’indimenticabile sigla fu scritto dal creatore della serie Tom Ruegger, e la musica fu composta da Richard Stone, compositore delle colonne sonore dei cortometraggi della Warner per oltre 20 anni, coadiuvato da un team di 5 altri compositori. 

Protagonisti opposti ma dalla personalità che rompeva lo schermo, una trama dall’incipit ricorrente ma vincente e una sigla che rimaneva indelebile nella mente di ogni bambino… insomma non c’era storia rispetto agli altri corti che componevano il palinsesto degli Animaniacs!

Il successo fu tale che nel 1995 da outsiders Mignolo e il Prof. divennero vere e proprie star, ottenendo una serie tutta loro: Pinky and the Brain (in Italia Mignolo e il Prof), prima produzione televisiva animata in Dolby Surround, composta da 65 episodi divisi in quattro stagioni. In Italia arrivò sicuramente la prima stagione un paio di anni dopo su Rai 2, e probabilmente anche alcuni episodi delle stagioni successive, prima di approdare sulle piattaforme streaming.

La popolarità del cartone animato salì alle stelle e le due cavie di laboratorio Warner sono diventate, senza ombra di dubbio, uno dei simboli degli anni ’90 animato. Anche il co-fondatore di Naughty Dog Jason Rubin era appassionato della serie a tal punto che il personaggio del Prof. ha influenzato la creazione del Doctor Neo Cortex , il principale antagonista della serie di videogiochi Crash Bandicoot (e anche se non dichiarato, siamo quasi certi che nello stesso Crash ci sia un pizzico di personalità di Mignolo).

Il comportamento e la voce del Prof, freddi e sprezzanti, furono modellati sull’attore statunitense Orson Welles, mentre Mignolo venne descritto come un teledipendente appassionato di fumetti che spesso confonde la realtà con la fantasia… molto spesso!!

Tom Ruegger ed Eddie Fitzgerald di fianco a Mignolo e il Prof… sono uguali che dite?

Le personalità dei personaggi, invece, sono state ispirate anche da due produttori della Warner Bros. Animation: lo stesso Tom Ruegger ed Eddie Fitzgerald. Quest’ultimo, in particolare, avrebbe ispirato la personalità eccentrica e i modi di fare di Mignolo, chiamato in tal modo perché “Pinky” in inglese indica il mignolo della mano, ma suona anche come dolce, buffo, leggero… esattamente come il personaggio.

Il Prof: genio, ambizione e.. fallimento

Il Prof (in originale Brain/Cervello) è, appunto, l’intelligentone del duo. Un topo albino dal cranio enorme e dalla voce impostata, doppiato in originale da Maurice LaMarche (che si ispirò a Orson Welles) e in Italia prima da Angelo Nicotra, poi da Paolo Buglioni.

È freddo, razionale, sarcastico e convinto che la sua ascesa al potere sarebbe un beneficio per l’umanità. Ogni sera progetta un nuovo piano per conquistare il mondo, e ogni sera qualcosa va storto, non perché i suoi piani siano sbagliati, anzi; spesso sono geniali, ma perché la realtà (e Mignolo) non seguono la logica perfetta della sua mente.

La sua frase cult è rimasta tatuata nelle menti di tutti i bambini dell’epoca:

«La stessa cosa che facciamo tutte le notti, Mignolo: tentare di conquistare il mondo.»

Brain è una parodia del genio supercriminale classico egocentrico alla Goldfinger di 007, Dottor Octopus di Spider-Man o Lex Luthor di Superman, ma dietro la megalomania si nasconde qualcosa di più profondo: un bisogno ossessivo di controllo, la disperata ricerca di riconoscimento.

Il suo sogno di dominio globale è, in realtà, un tentativo di dare un senso a un mondo che gli appare caotico e ingovernabile.

Mignolo: caos e spalla comica che bilancia la folle genialità del Prof.

Se il Prof è mente e rigore, Mignolo (Pinky)… è semplicemente Mignolo! Ingenuità e pazzia nonché ‘il braccio’ di tutti i piani orditi dal suo geniale compare di (dis)avventure.

Doppiato in originale dal grandissimo Rob Paulsen (Egon in The Real Ghostbusters e il padre di Elsa e Anna in Frozen tra i suoi lavori) e da Fabrizio Mazzotta (storica voce di Krusty il Clown dei Simpson) in Italia, Mignolo è alto, dinoccolato, con gli occhi azzurri, i denti sporgenti e un sorriso perennemente ingenuo. È curioso, entusiasta, incapace di restare fermo, e le sue esclamazioni nonsense, sintomo di schizofrenia dovuta agli esperimenti subiti, sono diventate patrimonio della cultura pop: “Narf!” “Poit!” “Zort!” (in italiano “Cacchio!” e “Zeppola!” principalmente).

Etichettato come “folle”, Mignolo è in realtà il personaggio emotivamente stabile del duo. È leale, affettuoso, incapace di serbare rancore verso gli insulti che riceve continuamente dal Prof. e spesso più lucido di quanto sembri.

La sua mente imprevedibile gli permette di trovare soluzioni che il Prof, intrappolato nel suo stesso genio quadrato, non vede. In più di un episodio è lui ad avvicinarsi davvero alla conquista del mondo, prima che Il Prof. rovini tutto con il suo perfezionismo.

Perché spesso è proprio quest’ultimo ad auto-sabotare il proprio successo, a causa di ragionamenti troppo contorti, mentre Mignolo è un essere semplice e lineare… e forse, proprio per questo, il più risoluto dei due.

Mignolo, però, non è interessato a dominare il pianeta: vuole stare con il Prof. E questo, forse, è il segreto del loro equilibrio.

Due Topi e un legame più saldo di quanto sembri

Dietro la comicità slapstick, la serie racconta un rapporto complesso e affettuoso.

IL Prof. rimprovera Mignolo, lo insulta, lo colpisce, ma non riesce mai a separarsene. In più di un’occasione rinuncia ai suoi piani pur di salvarlo. Nel reboot del 2020 di Animaniacs arriva perfino a chiedergli scusa.

La serie gioca spesso con l’ambiguità del loro legame: in alcune parodie appaiono addirittura come coppia sposata, hanno una figlia clonata (Romy) che li chiama “i miei due papà” e vivono momenti di intimità che vanno oltre la semplice amicizia.

Non è mai dichiarato apertamente, ma la loro relazione è un raro esempio di affetto incondizionato, con due personaggi che si accettano e si completano, rarità se si tratta di mondo dell’animazione di quegli anni. Un rapporto reale perché fatto di sincerità e affetto (anche se, per quanto riguarda il Prof, non sempre è facile percepirlo).

Satira, identità e cultura pop

Mignolo e il Prof. non era solo una serie comica, ma una satira travestita da cartone.

Dietro i piani assurdi si nascondeva una critica pungente al potere, alla burocrazia, ai mass media, all’ego umano.
Il Prof odiava la superficialità del mondo moderno; Mignolo la abbracciava con la sua curiosità ingenua.

Inoltre sono stati diversi gli ospiti del panorama televisivo americano degli anni ’90 che hanno prestato le voci alla serie: Eric Idle, Dick Clark, Ed McMahon, Mark Hamill, Dr. Joyce Brothers, Garry Marshall, Steve Allen e Michael McKean sono solo alcune delle star che hanno preso parte allo show.

Mignolo, infine, è un personaggio sorprendentemente moderno: in alcuni episodi lo vediamo travestirsi da drag queen con disinvoltura o indossare abiti femminili. La serie affrontava queste sfumature con naturalezza, senza giudizi o spiegazioni, anticipando di decenni temi oggi più discussi.

Non avranno conquistato il mondo.. ma alcuni premi sì!

Nel 1996, la serie ha vinto un Emmy Award per il miglior show animato per l’episodio A Pinky and the Brain Christmas, mentre Paulsen ha vinto lo stesso anno e nel 1997 l’Annie Award per ” doppiaggio di un interprete maschile in un programma televisivo animato ” mentre nel 1998 fu LaMarche a vincerlo.

Paulsen ha anche vinto un Emmy Award per il miglior interprete in un programma animato per il suo ruolo di Mignolo nel 1999. La serie stessa ha vinto il Daytime Emmy del 1999 per “miglior programma animato di classe speciale“.

Dal Pinky, Elmyra & the Brain al revival

Dopo il successo nei segmenti di Animaniacs e la serie spin-off del ’95, che durò appunto sino al 1998, arrivò Pinky, Elmyra & the Brain, serie dove i due erano affiancata da Elmyra Duff bambina perfida di Tiny Toon Adventures.

Il crossover fu un flop clamoroso: l’introduzione di Elmyra non diede quell’effetto sperato di aumentare la dose di imprevedibilità e follia per amplificare l’effetto delle gag, ma, anzi, fece l’esatto effetto opposto. Dopo una noiosa stagione e soli 13 episodi Pinky, Elmyra & the Brain venne chiusa.

Nel 2020 il reboot di Animaniacs li ha riportati in scena come co-star insieme a Yakko, Wakko e Dot, più cinici, autoironici e consapevoli, senza perdere la loro irresistibile alchimia. Il reboot  è durato 3 stagioni, sino al 2023, e, nonostante la buona fattura, non ha mai raggiunto gli apici dei primi episodi degli anni ’90.

Mignolo e Il Prof.: impossibile non amarli ancora oggi

La formula magica per cui il Prof. odia sbagliare mentre Mignolo accetta l’errore come parte del gioco e ogni notte, nonostante tutto, ricominciano da capo, ha incollato tanti bambini, compreso chi scrive, davanti al televisore. Era l’appuntamento fisso, la comfort zone di ogni piccolo telespettatore che sapeva benissimo che il piano non avrebbe funzionato ma, proprio per questo motivo tornava la volta successiva alla stessa ora sullo stesso canale, sperando che Mignolo e il Prof avrebbero conquistato finalmente il mondo. (SPOILER: non accadrà mai).

Perché il fallimento (come il successo) fa parte della natura umana e non si può non continuare a tifare per chi prova, ritenta e fallisce ancora una volta senza mai arrendersi, come i nostri beniamini. Del resto, per tornare a citare Wile E. Coyote, il personaggio sfigato dei Looney Tunes ci ha costruito una carriera sul fallimento e sulla continua speranza di poter acciuffare il road runner Beep Beep. (SPOILER: lui una volta ci è riuscito.. ma questa è un’altra storia).

Forse Mignolo e il Prof. non riusciranno mai a diventare i dominatori del pianeta, ma hanno conquistato qualcosa di più difficile: il nostro immaginario.

Ed in fondo… chi non ha mai sognato da piccino di conquistare il mondo in loro compagnia? (Narf… Zeeeeppola!)

Vi ricordo di andare a vedere sui social il video relativo all’articolo curato dagli amici di Nerd Chop Express!

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STAR WARS: MAUL: nuovo trailer della serie Disney+ in arrivo ad aprile

Nuovo trailer e poster per Star Wars: Maul – Shadow Lord serie animata in arrivo su Disney+ il prossimo 6 aprile e che esplora uno dei villain più intriganti della saga ideata da George Lucas

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Da

Disney

STAR WARS: MAUL – SHADOW LORD
IL NUOVO TRAILER E UN POSTER INEDITO

L’iconico villain di Star Wars torna in una nuova serie animata Lucasfilm Animation con le voci, nella versione originale, di Sam Witwer, Gideon Adlon e il candidato all’Oscar® Wagner Moura

Dal 6 aprile in streaming in esclusiva su Disney+ 

Sono disponibili il nuovo trailer e un poster inedito di Star Wars: Maul – Shadow Lord, la nuova serie animata Lucasfilm Animation che debutterà il 6 aprile in esclusiva su Disney+, con 2 episodi disponibili ogni settimana. Gli ultimi 2 episodi debutteranno il 4 maggio, in occasione della festa di Star Wars per eccellenza, lo Star Wars Day.

Ambientata dopo gli eventi di Star Wars: The Clone Wars, l’avventura mostra Maul che trama per ricostruire il suo sindacato criminale su un pianeta fuori dal controllo dell’Impero. Lì incrocia il cammino di una giovane Padawan Jedi disillusa, che potrebbe diventare l’apprendista che sta cercando a sostegno della sua implacabile ricerca di vendetta.

Star Wars: Maul – Shadow Lord è creata da Dave Filoni ed è basata su Star Wars e sui personaggi creati da George Lucas. La serie è sviluppata da Dave Filoni e Matt Michnovetz. Brad Rau è il supervising director. Dave Filoni, Athena Yvette Portillo, Matt Michnovetz, Brad Rau, Carrie Beck, e Josh Rimes sono gli executive producer. Alex Spotswood è il co-executive producer.

Nella versione originale, il cast vocale è composto da Sam Witwer nel ruolo di Maul, Gideon Adlon in quello di Devon Izara, il candidato all’Oscar® Wagner Moura nei panni di Brander Lawson, Richard Ayoade in quelli di Two-Boots, Dennis Haysbert nelle vesti del Maestro Eeko-Dio-Daki, Chris Diamantopoulos in quelle di Looti Vario, Charlie Bushnell nel ruolo di Rylee Lawson, Vanessa Marshall in quello di Rook Kast, David W. Collins nei panni di Spybot, A.J. LoCascio in quelli di Marrok e Steve Blum in quelli di Icarus.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Disney Italia per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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Jumpers – Un Salto Tra gli Animali. Non siete pronti…

Jumpers – Un Salto Tra gli Animali, il nuovo film Disney Pixar, è svitato, si prende in giro ed è assolutamente da non perdere.

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Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali è il nuovo film Disney Pixar uscito il 5 marzo ed è assolutamente fuori di testa. 

La storia

Racconta la storia di Mabel, una ragazzina appassionata di ambiente e molto… arrabbiata si può dire. L’unico modo che ha per mantenere la calma è fermarsi nella natura, allo stagno in cui andava con la nonna. Tutto cambia quando il sindaco della città, Jerry, decide a tutti i costi, e per favorirsi i voti degli elettori, di costruire una tangenziale. Tangenziale che passa proprio sopra lo stagno preferito di Mabel.

Nelle scene iniziali si vedono i due, Jerry e Mabel, che litigano da parecchio tempo per questo stagno, chiamandosi anche per nome, facendo quindi capire che si conoscono da anni. Il tutto prende una piega, quasi investigativa, quando si scopre che gli animali sono spariti. Da un giorno all’altro. Senza un’apparente motivazione…

Ecco che allora Mabel cerca l’aiuto della sua insegnante e scopre… Jumpers.

Jumpers - Un Salto Tra Gli Animali è un film svitato

Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali. Questa è Mabel con il robottino di castoro.

Un film svitato 

La sceneggiatura lo ammette tranquillamente: è Avatar. Le insegnanti hanno inventato Avatar.
Non è per niente come Avatar.” Sì, Samantha; okay.

La tecnologia permette di trasportare il cervello di un umano all’interno di un robottino carino dalle sembianze animali.

Ed è proprio qui che iniziamo a capire il mood svitato del film, da come ci viene presentata questa tecnologia.
Ovviamente non finisce qui, il mood fuori di testa viene dimostrato in diverse scene, come quella in cui gli animali si mettono a replicare i suoni che li hanno cacciati dallo stagno.

Non vi mentirò, mi immagino così i miei neuroni ogni tanto, soprattutto la mattina, quando non connettono.
Oppure LA scena che vi lascerà a bocca aperta da quanto assurda. (Se ve lo racconto, è inutile, ma per i fini di recensione, va detto).
D’altro canto, il regista Daniel Chong è la stessa mente di Noi Siamo Orsi, potevamo aspettarci un film così.

Jumpers - Un Salto Tra Gli Animali è un film svitato

Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali. Da sinistra, Mabel, Re George, Tom la lucertola e Loaf.

I messaggi di Jumpers

Come tutti i film Disney Pixar, lo vedo molto più improntato a un pubblico adulto piuttosto che ai bambini. O forse sono io che sono troppo adulta per vederlo con gli occhi di un bambino. Ammetto però che mi vedo i bambini replicare le movenze di Tom la Lucertola nei momenti di gioco… lo faccio io nei momenti di esaurimento.

Il messaggio del castoro isterico è pieno di sfumature, sarebbe bello che i genitori potessero poi ragionare con i bambini sul film. 

Partiamo dal messaggio iniziale: abbracciamo il nostro lato naturale. Lasciamo da parte la vita di città, l’asfalto, il lavoro e abbracciamo la primordialitá. Così facendo, potremmo sentirci parte del tutto. E questo ci porterà automaticamente ad essere più calmi, più rilassati. Parole della nonna di Mabel, non mie.

Siamo tutti sotto lo stesso cielo.
Ripetitivo, forse, rispetto al precedente messaggio, ma estremamente vero.

Questa è una delle regole che condivide Re George con Mabel riguardo alle regole dello stagno e lui include anche i mammiferi umani. Gli animali ci hanno incluso nel loro mondo, ritenendoci parte della famiglia… noi no.
Noi distruggiamo habitat, costruiamo strade, inquiniamo l’aria, pensando che il mondo sia il nostro parco giochi inquinato.

La fiducia è come una diga. La puoi sempre ricostruire.
Ho interpretato questo da Re George, così ingenuo, adorabile e dal cuore tenero. Si fida subito di Mabel che sembra essere il castoro perfetto – non sente i rumori infernali, si arrampica. Come si fa a non volerle bene?
Grazie a questa fiducia iniziale tra i due, nasce un’amicizia bellissima e nonostante Mabel lo inganni un paio di volte, Re George lo dichiara: se la fiducia si rompe, si ricostruisce… come una diga. Niente rancore, niente ripicche, solo bene.

In conclusione

Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali è il film più svitato che ricordi della Pixar.

Si prende in giro, fa succedere cose incredibili, è dolce e farà affezionare anche il cuore più arido ai castori, o a Tom.
Nelle ultime scene, se guardate bene sulla lavagna, potete vedere anche un piccolo easter egg di Wall-E.
Si tratta di qualche secondo, dovete essere molto attenti.

Non vi azzardate neanche ad andare via subito dalla sala, a metà titoli di coda vi aspetta una scena simpatica e alla fine dei titoli di coda, un’ultima scena estremamente tenera.


VOTO POPCORNERD: 8 / 10

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“Agente Speciale Legs Weaver”: la nuova serie animata Bonelli in esclusiva su RaiPlay

Trailer e data d’uscita di Agente Speciale Legs Weaver, la serie animata creata dalla Bonelli Entarteinment in arrivo il 6 marzo su RaiPlay

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“Agente Speciale Legs Weaver”: 

la nuova serie animata in esclusiva su RaiPlay a partire dal 6 marzo.

Il 6 marzo, in attesa della Giornata Internazionale della Donna, arriva in esclusiva su RaiPlay AGENTE SPECIALE LEGS WEAVER, la nuova serie animata prodotta da Sergio Bonelli Editore, in collaborazione con Rai Kids. 4 episodi da 10 minuti dedicati allo storico personaggio del fumetto Legs Weaver.

Creata dal dinamico trio di sceneggiatori Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, Legs Weaver balza dalle pagine di Nathan Never direttamente sugli schermi, diventando la prima eroina femminile titolare di una testata nell’universo Bonelli.

AGENTE SPECIALE LEGS WEAVER rappresenta una rivoluzione nell’adult animation firmata da Sergio Bonelli Editore: pensata specificamente per un pubblico ampio, che utilizza i codici dell’animazione con una consapevolezza e una maturità narrativa uniche nel suo genere. La scelta dell’animazione 2D rappresenta una precisa strategia creativa che mira a creare un ponte tra l’animazione occidentale e quella orientale, rivolgendosi a un pubblico di appassionati che da anni segue produzioni giapponesi pensate per un pubblico non solo di bambini.

La storia conduce gli spettatori in una futuristica metropoli chiamata Città Est, dove decine di milioni di persone navigano tra i pericoli di ogni giorno, dai piccoli criminali ai super-cattivi che sognano di conquistare il mondo. In questo contesto, Legs e i suoi colleghi dell’agenzia di vigilanza Alfa, incluso l’eroico Nathan Never, si tuffano in avventure mozzafiato, combattendo il crimine con un mix esplosivo di azione, adrenalina e una buona dose di ironia. L’atmosfera è leggera e divertente e nel cuore di ogni episodio brucia la passione per la vera avventura. AGENTE SPECIALE LEGS WEAVER è però pensata anche gli amanti della rottura della quarta parete: mentre Legs e May combattono le antagoniste, un editor sta realizzando un cartone animato su di loro, e la stessa animazione cambia stile in tempo reale, richiamando il gioco metalinguistico che da sempre caratterizza il fumetto.

Dichiara Vincenzo Sarno, Produttore Esecutivo Bonelli Entertainment e Responsabile dell’Ufficio Sviluppo di Sergio Bonelli Editore: «Con Agente Speciale Legs Weaver portiamo su RaiPlay un personaggio iconico dell’universo Bonelli, che ha saputo conquistare generazioni di lettori con la sua forza, la sua ironia e il suo spirito indipendente. Questa serie animata rappresenta per noi un passo importante: è l’incontro tra la nostra tradizione narrativa e un linguaggio contemporaneo, capace di parlare a un pubblico nuovo senza perdere l’identità e la profondità che da sempre contraddistinguono le nostre storie. Legs è un’eroina moderna e assieme a Rai Kids siamo orgogliosi di vederla finalmente protagonista anche sullo schermo“.

AGENTE SPECIALE LEGS WEAVER

Una produzione Sergio Bonelli Editore con la partecipazione di Rai Kids.

Cast tecnico-artistico

Regia: Federico Rossi Edrighi e Raffaele Compagnoni

Soggetto: Michele Medda, Antonio Serra, Bepi Vigna

Adattamento e Sceneggiature: Adriano Barone

Produttore Esecutivo: Vincenzo Sarno

Direttore di Produzione: Antonio Navarra

Produttore Rai: Sonia Farnesi

Produttori Creativi: Giovanni Masi, Mauro Uzzeo

Produttori Associati Federico Riboldazzi, Marco Ficarra

Story Editor: Giovanni Mattioli

Musiche originali: NAIP

Voce Editor: Alex Cendron

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Sergio Bonelli Editore per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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