Cinema
PopChop Express: The Mask, dal folle fumetto allo sfumeggiante film
Oggi su Popchop Express parliamo di The Mask, il film incredibile con Jim Carrey tratto da un fumetto dai toni decisamente diversi
Nel 1994, in un’epoca in cui la parola cinecomic era ancora pura fantascienza, arrivò nelle sale italiane The Mask – Da zero a mito, film che raccontava le avventure di un timido impiegato di banca di nome Stanley Ipkiss che, indossando la maschera magica di Loki, si trasformava nello sfumeggiante e coloratissimo The Mask.

Jim Carrey nella locandina di The Mask
Il film divenne in pochissimo tempo un vero fenomeno generazionale, anche grazie al suo protagonista: uno straripante Jim Carrey, in stato di grazia e nel pieno della sua esplosione mediatica. Al suo fianco c’era la donna dei sogni Tina Carlyle, interpretata da una giovanissima Cameron Diaz, vera bomba sexy che proprio grazie a The Mask diede il via a una fortunata carriera cinematografica.

Una splendida Cameron Diaz in The Mask
Ma dietro quel turbine di gag in stile cartoon, facce elastiche e comicità slapstick c’è molto di più. The Mask non è stato semplicemente un film con un Jim Carrey pittoresco trasformista dalla faccia verde e dagli abiti sgargianti: fu anche un esperimento tecnico, uno dei primi a utilizzare massicciamente la CGI per ottenere un effetto “cartoon”, invece della tecnica mista live-action/animazione utilizzata qualche anno prima da Robert Zemeckis in Chi ha incastrato Roger Rabbit.
Ma da dove nasce davvero The Mask? Per scoprirlo bisogna tornare indietro di qualche anno e parlare… di un fumetto.
The Mask: il folle e violento fumetto Dark Horse

La prima incarnazione del personaggio appare nel 1989 sulle pagine della rivista Mayhem della Dark Horse. A firmarla sono John Arcudi ai testi e Doug Mahnke ai disegni, a loro volta ispirati a un’opera di un paio d’anni prima intitolata The Masque (alla francese), creata da Mike Richardson e Mark Badger.
Tuffarsi in questo fumetto folle (termine tutt’altro che casuale per chi l’ha letto) è un’esperienza fottutamente affascinante e frenetica, soprattutto se lo si mette a confronto con il film del ’94. Se a livello estetico le due versioni condividono alcuni elementi, il tono è completamente diverso.
Il The Mask cartaceo è un prodotto che affonda le radici nello spirito degli anni Ottanta, anche se arriva verso la fine del decennio: sporco, eccessivo, violento. E lo si capisce dalle fonti di ispirazione degli autori per quanto riguarda il protagonista; il Joker di Batman, il Green Goblin di Spider-Man, Freddy Krueger e Dr. Jekill e Mr. Hyde, del romanzo letterario di Robert Louis Stevenson. Tutti personaggi accomunati da schizofrenia e sadica pazzia .
A differenza del film, vengono approfondite le origini della maschera e incontriamo personaggi familiari agli spettatori, ma filtrati da uno sguardo molto più cupo.

In questa incarnazione, The Mask è pura follia: un’esplosione di violenza sociopatica, senza freni né compromessi. Può essere visto come un mix disturbante tra, appunto, il Joker di Batman e il Pagliaccio di Terrifier, ma molto più loquace.
Ed è proprio all’interno delle pagine del fumetto che il personaggio riesce a esprimere al massimo il suo potenziale inquietante. Sangue, brutalità e black humor diventano il linguaggio di un’epoca lontanissima dalla commedia colorata del film che andava a suon di Chick Chicky Boom.
Stanley Ipkiss tra fumetto e film: due personaggi agli antipodi

Il divario più evidente tra fumetto e film riguarda l’uomo sotto la maschera: Stanley Ipkiss.
Nella versione di Jim Carrey, Ipkiss è un impiegato di banca ingenuo e gentile, appassionato di cartoni animati, un eterno sognatore un po’ sfigato… insomma, un nerd a 360 gradi (inteso secondo la rappresentazione tipica dell’epoca). Un personaggio cucito su misura per permettere a Jim Carrey di esaltarsi e sprigionare tutta la sua verve comica.

Nel fumetto, invece, Stanley è un individuo profondamente disturbato: un disadattato sociale represso, con seri problemi psicologici. Quando indossa la maschera, questa non lo trasforma in ciò che avrebbe voluto essere, ma libera il suo lato più violento e perverso. Amplifica tutto ciò che di peggio si porta dentro, cancellando ogni residuo di morale.
Il risultato è un sociopatico fuori controllo, ossessionato dalla vendetta e totalmente indifferente alla vita altrui. Teste mozzate, organi esplosi, pagine grondanti sangue: The Mask fumettistico è un concentrato di violenza gore che spiazza chiunque conosca solo la versione cinematografica.
Una maschera (quasi) senziente

A differenza della pellicola, nel fumetto la maschera non è soltanto un oggetto magico, ma sembra possedere una propria identità e una volontà autonoma, legandosi in modo morbosamente simbiotico al suo ospite. Lo stile grafico, coloratissimo e caricaturale, enfatizza le conseguenze immediate e sanguinose delle azioni del portatore.

The Mask Returns (1992–1993)
La maschera, inoltre, non appartiene mai davvero a qualcuno: Stanley è solo uno degli ‘ospiti’ del manufatto che passa di mano in mano lasciando dietro di sé una scia di sangue e caos. In The Mask (1991) Stanley Ipkiss trova la maschera di giada in un negozio di antiquariato e diventa Big Head, un assassino sadico che scatena la propria sete di vendetta contro criminali e forze dell’ordine senza distinzione.
In The Mask Returns (1992–1993) è il tenente Kellaway, personaggio che appare anche nel film del 1994, a indossarla per combattere il crimine organizzato, ma il confine tra giustizia e follia si dissolve rapidamente.
In The Mask Strikes Back (1995), invece, la maschera finisce nelle mani di un gruppo di adolescenti convinti di poter migliorare le proprie vite, ottenendo l’effetto opposto.
Da lì in avanti, l’oggetto continua il suo viaggio in numerose miniserie come The Hunt for Green October e Southern Discomfort, fino ad arrivare a The Mask: I Pledge Allegiance to the Mask! (2019), dove il politico Abner Mead utilizza la maschera per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, trasformando violenza, assenza di filtri e brutalità in strumenti di consenso popolare. Una situazione folle che però sembra aver anticipato i tempi, visto la status quo attuale degli USA e il suo ‘condottiero biondo’.

The Mask: I Pledge Allegiance to the Mask! (2019)
Il film: stessi temi, tono opposto
Nel passaggio al cinema, tutto questo viene ripulito, smussato e rielaborato. The Mask del 1994 parla ancora di identità, repressione e maschere sociali, ma lo fa attraverso la lente della commedia. Una scelta vincente, che trasforma una storia pulp-horror in un successo per famiglie.

Anche qui Stanley usa la maschera per i propri scopi, ma resta sempre entro i confini della morale comune. Il suo “testone verde” non spaventa mai davvero: è un anarchico infantile sopra le righe che sfoga anni di repressione, ma rimane fondamentalmente innocuo. Merito soprattutto di Jim Carrey, che rende il personaggio irresistibile, sfumeggiante e mai realmente minaccioso. Di seguito riproponiamo la prima iconica trasformazione che si vede nel film.
Eppure, il film ha rischiato di essere molto diverso.
Il ‘The Mask’ che poteva essere e che (per fortuna) non abbiamo mai visto
In pochi sanno che la prima sceneggiatura di The Mask, scritta nel 1991, era molto più fedele al fumetto: violenta, splatter, con forti elementi horror. La maschera aveva origini haitiane, era quasi impossibile da rimuovere e il protagonista era molto più vicino allo Stanley disturbato della carta stampata.

In foto: Chuck Russell e Jim Carrey
Alla regia era stato scelto Chuck Russell (Nightmare 3, Blob), perfetto per questo tipo di visione. Ma problemi di budget, rating e mercato portarono a un cambio di rotta totale. Russell optò per una riscrittura in chiave comedy e, prima dell’arrivo di Jim Carrey, pare fosse stato considerato persino Nicolas Cage.
Lo stesso Russell raccontò anni dopo, durante una masterclass, quanto fosse difficile far comprendere il potenziale di Carrey, arrivando persino ad adattare completamente la sceneggiatura su di lui:
Dopo aver diretto Nightmare 3, avevo stretto amicizia con quelli della New Line. Poi ho fatto The Blob e la New Line voleva un altro film horror scioccante. C’era un fumetto intitolato The Mask che era un horror formidabile. Pensai però che sarebbe stato troppo simile al personaggio di Freddy Krueger di Nightmare. Sarebbe stato orribile. Ma c’era questo ragazzo di nome Jim Carrey che era appena uscito con In Living Color [sit-com degli anni ’90 ndr] .
È stata l’unica volta nella mia carriera in cui è stato molto difficile spiegare agli altri quale fosse il potenziale di questo particolare attore […]. Era una fonte d’ispirazione unica. Ho adattato la sceneggiatura fino al punto che divenisse perfetta per Jim Carrey.*
*estratto da La Scimmia Pensa
La decisione di puntare su una storia più leggera e un protagonista genuino e comico si rivelò vincente, portando The Mask fino alla candidatura agli Oscar per i Migliori Effetti Speciali.
The Mask: tra fumetto, cinema e animazione
Il successo del film generò una serie animata nel 1995 (54 episodi in tre stagioni) e, nel 2005, il disastroso Son of the Mask, stroncato dalla critica e premiato ai Razzie come peggior sequel/remake.

Il terrificante Son of the Mask
Se il sequel cinematografico fu un clamoroso passo falso, la serie animata ottenne invece un buon riscontro. Ambientata dopo il film, vede Stanley Ipkiss (doppiato da Rob Paulsen) decidere di usare la maschera di Loki per fare del bene. A differenza del film, nella serie la maschera può essere utilizzata sia di giorno che di notte.

The Mask la serie animata
Vengono introdotti nuovi villain memorabili, come il geniale ma squilibrato Dr. Pretorius, e il cane di Stanley, Milo, torna persino a indossare la maschera, come accade in uno dei momenti più esilaranti del film. La serie si conclude con un crossover in due parti con Ace Ventura, altro franchise cinematografico che vedeva protagonista sempre Jim Carrey nel ruolo dell’Acchiappanimali più irriverente del cinema.
Due facce della stessa maschera
The Mask è stato un film che andò oltre ogni aspettativa, realizzando un ottimo riscontro al botteghino, portando sullo schermo una storia pop accessibile a tutta la famiglia e rinnegando l’animo underground e violento del fumetto. Nel mezzo, una riflessione sempre attuale su ciò che siamo, ciò che reprimiamo e ciò che potremmo diventare se togliessimo la maschera.
Un viaggio che parte dalle pagine più sporche dei comics e arriva al grande schermo, trasformando The Mask in piccolo cult degli anni ’90 ancora oggi esilarante e fresco da vedere in compagnia, magari, dei propri figli e che conserva un’identità… sfumeggiante!
Vi ricordo di andare a vedere sui social il video relativo all’articolo curato dagli amici di Nerd Chop Express!
Cinema
Superman: il più umano tra noi
Qualche riflessione su ‘Superman’ di James Gunn, primo tassello del nuovo Universo DC Comics al cinema, a distanza di un anno dall’uscita!
Ci sono supereroi che ho imparato ad amare grazie a grandi pellicole a loro dedicate. Prima c’è stato Sam Raimi, che ha fatto nascere in me la passione per Spider-Man.
In 27 anni ho visto, rivisto e stravisto i suoi 3 film decine di volte, da solo e in compagnia, al cinema e a casa, senza stancarmi mai e rimanendo estasiato ogni singola volta. È banale intuire che sia immediatamente diventato il mio supereroe preferito: ho letto centinaia di fumetti dedicati al Tessiragnatele, ho poster, disegni e figure disseminati per tutta la casa…e la sera, non me ne vergogno, prima di andare a dormire, indosso il suo pigiama.
Nel 2022, poi, è arrivato Matt Reeves e mi sono innamorato anche di The Batman. Non era la prima volta che vedevo l’Uomo Pipistrello in azione sul grande schermo ma nessuna incarnazione aveva mai fatto breccia così profondamente dentro di me come quella interpretata da Robert Pattinson. Nemmeno i fumetti ci erano riusciti.
Nel 2025, invece, è arrivato nelle sale Superman di James Gunn.
Viste le premesse, non è una sorpresa pensare, per voi che state leggendo, che anche l’Uomo d’Acciaio sia entrato nel mio personale Pantheon supereroistico. Per me, invece, lo è stata, anche se forse avrei dovuto aspettarmelo.

Il regista James Gunn alla première di ‘Superman’
L’uomo giusto al momento giusto
Mentre la Marvel e i suoi supereroi, dai primi anni 2000 in poi, sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo di tutti grazie a pellicole ad alto budget, (quasi sempre) spettacolari e coinvolgenti, la DC Comics, al cinema, è stata molto altalenante.
Certo, i tre film sul Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan sono sempre nelle classifiche delle migliori trilogie cinematografiche di tutti i tempi e la Harley Quinn di Margot Robbie è stata fin da subito iconica, portando decine di cosplayer alle fiere del fumetto a vestire i suoi panni. Ma ciò non è bastato: film non all’altezza delle aspettative, narrazione poco coesa e personaggi snaturati completamente.
Alla Warner Bros. (casa di produzione cinematografica che detiene i diritti dei personaggi DC), per tanto tempo, infatti, è mancata una figura che tenesse insieme le redini del progetto, qualcuno che avesse familiarità con le storie a fumetti che si volevano trasporre e che, allo stesso tempo, avesse esperienza nel mondo del Cinema. Insomma, è mancata una figura come quella di Kevin Feige, lato Disney/Marvel.
Ecco che quindi il 1° Novembre 2022 arriva un fulmine a ciel sereno: David Zaslav (CEO di Warner Bros. Discovery) annuncia Peter Safran e James Gunn come nuovi Presidenti dei DC Studios.

Peter Safran e James Gunn nella sede dei DC Studios di Burbank, California
Safran è un manager e produttore cinematografico di lungo corso e si occuperà della parte economica e burocratica del progetto che lancerà il nuovo Universo della DC. Gunn, invece, grande artista e appassionato di storie supereroistiche fin da bambino curerà la parte creativa: a lui spetterà l’arduo compito di far capire al pubblico che personaggi della Justice League non hanno nulla da invidiare a quelli degli Avengers, anzi.
Per quest’ultimo, l’occasione arriva al momento giusto: ha da poco finito di girare il terzo e ultimo capitolo di Guardiani della Galassia per la Marvel ed è libero di dedicarsi completamente ai personaggi della Distinta Concorrenza, senza distrazioni.
Grande Cinema d’Intrattenimento
Come volevasi dimostrare, il regista non delude le aspettative: la pellicola è ricca di inquadrature dinamiche e d’impatto, dal grande respiro, piene di colori vividi, che ricordano le splash page dei fumetti.
E Superman è proprio questo: un fumetto per ragazzi che prende vita, che non ha paura di rendere esplicito il medium da cui è tratto.
Tutto ciò che vediamo a schermo è chiaro e ben leggibile, la CGI è di ottima fattura e i combattimenti e le scene d’azione sono spettacolari e ricche di pathos: non ce ne era bisogno ma, ancora una volta, James Gunn ha dimostrato una grande padronanza della macchina da presa.
Come se non bastasse, le immagini sono arricchite da una colonna sonora e da canzoni pop che restano impresse, anche ore dopo essere usciti dalla sala, anche a distanza di un anno. Ne deriva un gioiello tecnico di rara bellezza.

David Corenswet nei panni di Superman
Il ritorno di Superman
Tutti i personaggi, buoni o cattivi che siano, sono scritti in chiave moderna e attuale (tanto attuale che non mancano chiari riferimenti a conflitti in corso e a politici discutibili del nostro tempo).
Clark e Lois, ad esempio, sono una coppia come tante altre: ridono, scherzano, litigano, si allontanano, poi si avvicinano, chiariscono, risolvono, ricominciano. È chiaro, però, che Lois ha bisogno di Clark e Clark ha bisogno di Lois.
La collega e fidanzata del nostro eroe non è rappresentata più come la classica damsel in distress, anzi è proprio lei a mettere in discussione alcune scelte del compagno e a mettersi in gioco fisicamente, insieme a Mr. Terrific, per aiutarlo in un momento di estrema difficoltà.

Mr. Terrific (Edi Gathegi) e Lois Lane (Rache Brosnahan)
E poi ci sono Pa e Ma Kent, che si vedono poco, ma si sentono molto.
Quante volte, sulle scale di casa, abbiamo avuto bisogno di una parola di conforto da parte di nostro padre; quante volte nostra madre ci ha “ripulito gli stivali” affinché fossimo pronti. A me, personalmente, è successo molte volte.

Ma (Neva Howell) e Pa (Pruitt Taylor Vince) Kent, i VERI genitori di Clark
Momenti familiari, toccanti, che riassumono il cuore del film e l’essenza di Superman, anzi di Clark: non un Dio triste che ha sulle sue spalle il destino della Terra ma un semplice ragazzo di campagna, un essere umano con i suoi dubbi e le sue fragilità, con il dono e la volontà di poter fare del bene.

E si potrebbe continuare ad elogiare la scrittura anche di altri eroi: Krypto, il cane di Kara, cugina di Clark, è premuroso e imprevedibile, Mr. Terrific, che col suo essere risoluto e solitario ruba la scena, per non parlare di Guy Gardner, la Lanterna Verde “fuori di testa” interpretata da Nathan Fillion, attore feticcio di Gunn, comic relief del film.

Il potere dell’Anello all’opera
Non solo eroi
Per rendere grande un eroe, però, c’è anche bisogno di un cattivo che si rispetti e sappiamo che il cattivo per eccellenza di Superman è Lex Luthor.
Il magnate della Luthorcorp è un personaggio estremamente riuscito, che odi dal primo all’ultimo istante del film. È sadico, spietato, irascibile, narcisista: il suo unico obiettivo è dimostrare la sua superiorità, tutto il resto non importa.
Non ha poteri, ma vuole essere meglio di Superman, essere che disprezza e odia fino al midollo.
Ciò che non capisce, però, nonostante la sua smisurata intelligenza è che non sarà mai come il supereroe di Metropolis, non perché sia privo di abilità sovrumane, ma perché non ha la minima idea di cosa sia l’empatia e il rispetto per il prossimo; concetto che durante il film l’Azzurrone cercherà di fargli capire in tutti i modi.
Ma c’è poco da fare: è l’esatto contrario di Superman. Tra i due, è lui l’alieno.

Il perfido Luthor interpretato da Nicholas Hoult
Una speranza per il futuro
Tutto questo (e molto altro) fa sì che Superman sia un film d’intrattenimento come non se ne vedono più tanti. Tra i migliori in ambito supereroistico degli ultimi anni (e non solo), che ti fa venir voglia di tornare e ritornare a vederlo. Io stesso ho avuto il piacere di vederlo due volte al cinema l’anno scorso.
Certo, è solo il primo pezzo di un mosaico molto più grande e gli altri tasselli potrebbero non essere all’altezza, però se il buongiorno si vede dal mattino…
Arrivati a questo punto, poi, non dobbiamo nemmeno aspettare più di tanto perché a giorni uscirà nelle sale di tutto il mondo Supergirl, film incentrato sulle avventure (e disavventure) della cugina kryptoniana di Clark e seconda pellicola del nuovo DCU. E dagli ultimi trailer rilasciati, pare che comparirà (molto probabilmente per un cameo) anche il nostro Azzurrone preferito.
Speriamo di vederne delle belle!

Cinema
Odissea: prevendite aperte nelle sale UCI Cinemas per il film di Christopher Nolan
L’epopea di Ulisse si prepare a rivivere sul grande schermo nella visione del regista di Interstellar e Oppenheimer; poster esclusivo in regalo per chi acquista online dal 16 al 19 luglio
ODISSEA, il nuovo film di Christopher Nolan, si appresta ad arrivare nelle sale UCI Cinemas, anche in IMAX®: prevendite aperte
L’epopea di Ulisse si prepare a rivivere sul grande schermo nella visione del regista di Interstellar e Oppenheimer; poster esclusivo in regalo per chi acquista online dal 16 al 19 luglio
Dal 16 luglio arriva nelle sale UCI Cinemas “Odissea”, il tredicesimo lungometraggio di Christopher Nolan, premio Oscar per Oppenheimer e autore di alcuni dei film più ambiziosi degli ultimi vent’anni, da Inception a Interstellar.
Girato interamente con tecnologie IMAX di nuova generazione, Odissea nasce per essere visto in grande, ed è esattamente quello che UCI Cinemas offre con le sue sale PLF (Premium Large Format): schermi grandi, audio immersivo e una qualità d’immagine che restituisce ogni dettaglio della fotografia del film. Le ambientazioni mediterranee e le sequenze epiche pensate da Nolan trovano nelle sale IMAX, XL e iSense di UCI Cinemas la loro resa ottimale: l’eccellenza della qualità audio e video esalta le emozioni epiche al cuore dell’opera letteraria per antonomasia del mondo occidentale.
UCI Cinemas si appresta a ricevere il film sul grande schermo, dedicando al suo pubblico una serie di iniziative speciali: per gli spettacoli dal 16 al 19 luglio, chi acquisterà il biglietto online sul sito UCI Cinemas riceverà in regalo il poster esclusivo del film. Un viaggio epico che inizia ancora prima di entrare in sala, anche con il bucket esclusivo a tema, acquistabile presso i bar dei multisala.
Le prevendite per Odissea sono già aperte in tutte le sale UCI Cinemas per assicurarsi il posto migliore in vista dell’uscita più attesa dell’anno: ucicinemas.it/film/odissea
Odissea
Il prossimo film di Christopher Nolan, Odissea, è un film epico d’azione dal repsiro mitico girato in diverse parti del mondo utilizzando una nuovissima tecnologia di ripresa IMAX®. Il film porta per la prima volta il poema fondativo di Omero sugli schermi IMAX® e uscirà nelle sale italiane il 16 luglio 2026.
Odissea vede protagonisti Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson e Lupita Nyong’o, con Zendaya e Charlize Theron.
Odissea è prodotto da Emma Thomas e Christopher Nolan con la loro società, Syncopy. Il produttore esecutivo è Thomas Hayslip.
*Ringraziamo l’Ufficio Stampa UCI CINEMAS per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
Cinema
Supergirl: l’anteprima IMAX® il 24 giugno all’UCI Cinemas Orio
Supergirl arriva in IMAX il 24 giugno all’UCI Cinemas Orio. Scopri l’anteprima esclusiva, gli eventi speciali e le sorprese dedicate ai fan DC
Supergirl: l’anteprima IMAX® il 24 giugno all’UCI Cinemas Orio e tutte le altre sorprese della sale UCI Cinemas per i fan della DC
L’eroina arriva in anteprima sul grande schermo IMAX® di UCI Cinemas Orio con un fumetto in edizione limitata; dal 25 giugno in tutte le sale il set Funko in palio, il menù e gli sticker ispirati al film
UCI Cinemas si prepara ad accogliere in grande l’anteprima per il pubblico di Supergirl, il nuovo attesissimo film DC, in programma il 24 giugno alle ore 20:30 nella prestigiosa sala IMAX® di UCI Cinemas Orio.
La serata sarà arricchita da iniziative esclusive: gli spettatori riceveranno una copia del fumetto in edizione limitata “Supergirl: La donna del Domani”; dalle 18:30 ci sarà una sessione di disegno live con l’illustratrice – anche per Panini Comics – Federica Croci, che realizzerà e autograferà per il pubblico delle opere esclusive; infine, gli spettatori potranno lasciare la propria “firma” sul Graffiti Wall nel foyer del cinema, grazie a degli stencil messi a disposizione. Per completare l’esperienza, anche un menù speciale dedicato al film – in vendita presso UCI Cinemas Orio con un giorno di anticipo rispetto alle altre sale del circuito – per accompagnare il pubblico durante tutta la serata, dalla proiezione fino ai titoli di coda.
Un evento per permettere a tutti gli appassionati di essere tra i primi a scoprire sul grande schermo la nuova avventura dell’iconica eroina DC, vivendo il film nel formato cinematografico più immersivo possibile. Un film come Supergirl trova, infatti, nella sala IMAX® la dimensione ideale per esprimere al meglio tutta la sua forza visiva ed emotiva.
Le prevendite sono aperte ed è possibile acquistare il proprio biglietto sul sito ufficiale di UCI Cinemas o tramite l’app UCI, per assicurarsi un posto per un evento che si preannuncia imperdibile per tutti gli appassionati dell’universo DC.
Chi non potrà partecipare all’anteprima IMAX® avrà comunque modo di entrare nel mondo di Supergirl con le altre promozioni attive dall’uscita del film nelle sale UCI Cinemas (25 giugno). Acquistando il biglietto online fino al 5 luglio, si potrà partecipare al concorso per vincere un set Funko Pop dei personaggi del film (tutte le informazioni qui: supergirl.ucicinemas.it). Inoltre, tutti gli spettatori delle sale IMAX® nel primo weekend d’uscita del film riceveranno un poster esclusivo, mentre chi acquista online il biglietto per tutti gli spettacoli dal 25 al 28 giugno riceverà gli sticker ufficiali del film.
Supergirl
Quando un avversario inaspettato e spietato colpisce troppo vicino a casa, Kara Zor-El, alias Supergirl, è costretta a stringere un’improbabile alleanza intraprendendo un’epica avventura interstellare all’insegna della vendetta e della giustizia.
*Ringraziamo l’Ufficio Stampa UCI Cinemas per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
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