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Neagley: Recensione della 1°stagione della serie spin-off di Reacher
Recensione no-spoiler della prima stagione di Neagley, disponibile su Prime Video dal 16 settembre 2026.
Dopo il successo di Reacher, la serie Prime Video basata sui romanzi di Lee Child, la piattaforma si cimenta nello sviluppo di uno spin-off dedicato a una delle figure più importanti della serie: Frances Neagley, ex membro della 110ª Unità Investigativa Speciale dell’esercito e fedele amica di Jack Reacher. A vestire nuovamente i panni dell’investigatrice è Maria Sten, che torna a interpretare il personaggio dopo la sua introduzione nella seconda stagione della serie madre. La serie è stata creata da Nick Santora e Nicholas Wootton, già coinvolti in Reacher, e prodotta da Paramount Television Studios e Amazon MGM Studios.
Grazie a Prime Video ho avuto la possibilità di guardare in anteprima la prima stagione di Neagley e, fin dalle prime puntate, è stato difficile non ritrovare quella stessa combinazione di elementi che ha reso le quattro stagioni di Reacher così avvincenti. Azione, misteri e investigazioni sono infatti al centro della narrazione, mantenendo quella fedeltà al materiale originale di Lee Child che ha sempre contraddistinto la serie madre.
Ma Neagley non si limita a riproporre quanto già visto in Reacher. Lo spin-off sfrutta infatti l’occasione per dare maggiore spazio a un personaggio che, nei romanzi di Child, non ha lo stesso approfondimento che la serie televisiva sceglie di offrirle. La stagione esplora alcuni aspetti del passato di Neagley, soffermandosi in particolare sul suo rapporto complicato con il padre e aggiungendo nuovi elementi alla storia personale dell’investigatrice. Un’espansione che permette di conoscere meglio la donna dietro la figura militare e di costruire una protagonista che non vive semplicemente all’ombra di Reacher.

Maria Sten in Neagley S1, Prime Video
Una formula già collaudata
Reacher ci ha abituati a un preciso stile narrativo, fatto di azione, investigazioni, misteri da risolvere e colpi di scena. Elementi che ritroviamo anche in questa prima stagione di Neagley, che non prova a reinventare la formula della serie madre, ma sceglie di riprenderne gli ingredienti principali adattandoli alla nuova protagonista.
Gli otto episodi che compongono la stagione prendono il via quando Neagley inizia a indagare sulla morte sospetta di un suo vecchio amico. Quello che inizialmente sembra un semplice incidente si trasforma presto in un caso molto più grande e pericoloso, trascinando la protagonista all’interno di un’indagine sempre più complessa e mettendola di fronte a una minaccia ben più oscura di quanto potesse immaginare.
Ed è proprio qui che quella che potrebbe sembrare una scelta fin troppo conservativa si rivela invece uno dei punti di forza della serie: Neagley sa esattamente cosa vuole essere e non sente il bisogno di allontanarsi dalla formula che ha reso Reacher un successo.
Benvenuti ad Echo Canyon!
La misteriosa morte di Tommy, amico d’infanzia di Neagley, porta la PI direttamente a Echo Canyon, una fattoria che ospita quella che, almeno inizialmente, sembra essere un’organizzazione impegnata ad aiutare persone in difficoltà e a offrire loro la possibilità di ricostruirsi una vita.
Ma quella che all’apparenza sembra una struttura impegnata nel sociale nasconde ben altro. Ed è proprio quando Neagley inizia a scavare più a fondo che Echo Canyon rivela la sua vera natura.

Damon Herriman in Neagley S1, Prime Video
Lo spettatore più attento noterà sicuramente il velato riferimento ai fatti di Jonestown del 1978, quando una comunità del Peoples Temple fu teatro di un tragico suicidio di massa, un episodio rimasto indissolubilmente legato alla famosa bevanda Kool-Aid.
Non posso essere troppo specifico sul motivo per cui questa storia mi sia piaciuta senza entrare almeno in un piccolo territorio spoiler. Quello che posso dire è che la stagione intreccia in modo interessante gli interessi commerciali delle case farmaceutiche con la situazione di persone che hanno subito violenze e che, spesso, si ritrovano a convivere con il PTSD e con un disperato bisogno di aiuto.
Sono due aspetti molto diversi della storia, ma la serie riesce a bilanciarli alla grande, senza che uno finisca per mettere in ombra l’altro. Il risultato è un thriller che, dietro l’azione e l’indagine, riesce a sviluppare una storia più profonda e a dare alla vicenda di Echo Canyon un peso che va oltre il semplice mistero da risolvere.
Maria Sten sembra essere nata per il ruolo di Neagley
Già dalla seconda stagione di Reacher, che ha adattato per il piccolo schermo il romanzo Bad Luck and Trouble, Maria Sten aveva dimostrato di essere perfetta per il ruolo di Frances Neagley. In questa prima stagione interamente dedicata al personaggio, l’attrice non fa altro che confermare quanto avevamo già visto, riuscendo a rendere Neagley una protagonista capace di reggere sulle proprie spalle l’intera serie.

Maria Sten interpreta Neagley per la prima volta nella seconda stagione di Reacher
Senza correre il rischio di fare spoiler, troviamo una Neagley alle prese con un caso che la riguarda molto da vicino e, parallelamente, con il delicato rapporto con suo padre, un ex poliziotto che sembra nascondere qualcosa legato al suo passato e alla particolare fobia di Neagley per il contatto fisico.
È proprio questo secondo elemento a permettere alla serie di scavare maggiormente nel personaggio, mostrando una Frances più vulnerabile e permettendoci di conoscere aspetti del suo passato che nei romanzi di Lee Child vengono solo accennati, se non del tutto lasciati inesplorati.
Questo è sicuramente un altro punto a favore della serie e uno degli elementi che contribuiscono a rendere questa prima stagione un successo.

Maria Sten in Neagley S1, Prime Video
Frances Neagley riesce a camminare sulle proprie gambe anche lontano da Jack Reacher
In definitiva, questa prima stagione di Neagley rappresenta un vero e proprio debutto per Frances Neagley come protagonista a sé stante nell’universo di Reacher. La serie riesce a costruire una storia ben architettata, capace di mantenere tutti quegli elementi che hanno reso la serie madre così avvincente, ma allo stesso tempo di dare a Neagley lo spazio necessario per raccontare qualcosa di nuovo sul personaggio.
Il risultato è un thriller solido, con una risoluzione più che soddisfacente e un finale che, senza lasciare necessariamente la storia in sospeso, apre le porte a un eventuale ritorno di Neagley per una seconda stagione. Dopo otto episodi, una cosa è sicuramente chiara: Frances Neagley ha dimostrato di poter camminare sulle proprie gambe anche lontano da Jack Reacher.

Pros
- Una storia che sorprende: l'indagine parte come un classico mystery thriller, ma riesce a svilupparsi in una direzione piu' profonda, intrecciando l'azione con temi delicati e attuali.
- Maria Sten: l'attrice dimostra di essere perfettamente a suo agio nei panni di Neagley e riesce a reggere la serie anche senza la presenza di Reacher.
Cons
- La formula e' fin troppo familiare: chi ha gia' visto Reacher potrebbe riconoscere la struttura narrativa della serie, con il rischio che alcuni passaggi risultino prevedibili.
Apple TV
I vincitori degli Emmy Awards 2026
I vincitori Emmy Awards 2026, l’ambito premio dell’industria televisiva, annunciati il 14 settembre 2026 durante la cerimonia a Los Angeles.
«Yeah, well, I’ve had a lot on my plate. We happen to live in a golden age of television.»
Sheldon Cooper aveva ragione: viviamo in una vera e propria età dell’oro della televisione. E a saperlo bene saranno soprattutto i membri della giuria degli Emmy Awards, chiamati anche quest’anno a scegliere i vincitori tra una quantità impressionante di serie, interpreti e produzioni di altissimo livello.
La 78ª edizione degli Emmy Awards si è tenuta lo scorso 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles e, mai come quest’anno, individuare i possibili vincitori sembra essere stata un’impresa tutt’altro che semplice. Delle numerose categorie e altrettante nominations, queste sono quelle che ci hanno tenuti incollati alla televisione la notte del 14 settembre.
Miglior serie comedy
- Abbott Elementary
- The Bear
- Hacks
- Margo’s Got Money Problems
- Nobody Wants This
- Only Murders in the Building
- Shrinking
- Widow’s Bay 🏆

Widow’s Bay, Apple TV
Miglior attore protagonista in una serie comedy
- Yahya Abdul-Mateen II – Wonder Man
- Steve Carell – Rooster
- Matthew Rhys – Widow’s Bay 🏆
- Jason Segel – Shrinking
- Martin Short – Only Murders in the Building

Matthew Rhys – Widow’s Bay
Miglior attrice protagonista in una serie comedy
- Quinta Brunson – Abbott Elementary
- Ayo Edibiri – The Bear
- Elle Fanning – Margo’s Got Money Problems
- Lisa Kudrow – The Comeback
- Jean Smart – Hacks 🏆
Miglior attore non protagonista in una serie comedy
- Colman Domingo – The Four Seasons
- Paul W. Downs – Hacks
- Harrison Ford – Shrinking
- Nick Offerman – Margo’s Got Money Problems
- Stephen Root – Widow’s Bay 🏆
- Michael Urie – Shrinking
- Tyler James Williams – Abbott Elementary

Stephen Root – Widow’s Bay
Miglior attrice non protagonista in una serie comedy
- Dale Dickey – Widow’s Bay
- Hannah Einbinder – Hacks
- Janelle James – Abbott Elementary
- Kate O’Flynn – Widow’s Bay 🏆
- Michelle Pfeiffer – Margo’s Got Money Problems
- Megan Stalter – Hacks
- Jessica Williams – Shrinking

Kate O’Flynn – Widow’s Bay
Miglior sceneggiatura per una serie comedy
- Abbott Elementary
- The Chair Company
- The Comeback
- Hacks
- Jury Duty Presents: Company Retreat
- Widow’s Bay 🏆
Miglior regia per una serie comedy
- Abbott Elementary
- The Bear
- The Chair Company
- Hacks
- The Ms. Pat Show
- Widow’s Bay 🏆
Miglior serie drama
- The Diplomat
- The Gilded Age
- A Knight of the Seven Kingdoms
- Paradise
- The Pitt 🏆
- Pluribus
- Slow Horses
- Your Friends & Neighbors

The Pitt, HBO Max
Miglior attore protagonista in una serie drama
- Sterling K. Brown – Paradise
- Gary Oldman – Slow Horses
- Mark Ruffalo – Task
- Rufus Sewell – The Diplomat
- Noah Wyle – The Pitt 🏆

Noah Wyle – The Pitt
Miglior attrice protagonista in una serie drama
- Carrie Coon – The Gilded Age
- Chase Infinity – The Testaments
- Keri Russel – The Diplomat
- Rhea Seehorn – Pluribus 🏆
- Zendaya – Euphoria

Rhea Seehorn – Pluribus
Miglior attore non protagonista in una serie drama
- Patrick Ball – The Pitt
- Billy Crudup – The Morning Show
- Shawn Hatosy – The Pitt
- Gerran Howell – The Pitt
- Jack Lowden – Slow Horses
- Tom Pelphrey – Task 🏆
- Carlos-Manuel Vesga – Pluribus
Miglior attrice non protagonista in una serie drama
- Taylor Dearden – The Pitt
- Fiona Dourif – The Pitt
- Allison Janney – The Diplomat 🏆
- Katherine LaNasa – The Pitt
- Sepideh Moafi – The Pitt
- Julianne Nicholson – Paradise
- Karolina Wydra – Pluribus
Miglior sceneggiatura per una serie drama
- The Diplomat
- The Pitt (2 episodes)
- Pluribus 🏆
- Slow Horses
Miglior regia per una serie drama
- The Gilded Age
- Paradise
- The Pitt
- Pluribus
- Slow Horses 🏆
- Task

Slow Horses, Apple TV
Miglior miniserie o serie antologica
- All Her Fault
- The Beast in Me
- Beef
- DTF St. Louis 🏆
- Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette
Miglior attore protagonista in una miniserie o serie antologica
- Riz Ahmed – Bait
- Jason Bateman – Black Rabbit
- Charlie Hunnam – Monster: The Ed Gein Story
- Oscar Isaac – Beef
- Matthew Rhys – The Beast in Me 🏆
Miglior attrice protagonista in una miniserie o serie antologica
- Claire Danes – The Beast in Me
- Sally Field – Remarkably Bright Creatures 🏆
- Carey Mulligan – Beef
- Sarah Pidgeon – Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette
- Sarah Snook – All Her Fault
Il bilancio delle vittorie
A chiudere questa panoramica sui vincitori della 78ª edizione degli Emmy Awards è il bilancio delle vittorie ottenute dalle principali piattaforme e case di produzione. Apple TV+ si conferma una delle realtà dominanti dell’intrattenimento sul piccolo schermo, conquistando ben 28 premi, seguita da HBO Max con 21, Netflix con 16, Amazon Prime Video con 10 e Disney+ con 6.
Numeri che fotografano bene gli equilibri di questa edizione degli Emmy Awards e che confermano la forza delle grandi piattaforme streaming, con Apple TV+ protagonista assoluta della serata.
La lista completa delle nominations e vincitori è consultabile sul sito ufficiale degli Emmy Awards.
Anime
I Cinque Samurai: Gli eroici guerrieri della storica ed epica serie anime del 1988
I Cinque Samurai l’epica serie animata che faceva concorrenza ai Cavalieri dello Zodiaco. Confronti e approfondimenti della storica serie con protagonisti i guerrieri in armatura!
Cominciamo prima di tutto a sfatare un mito: i Cinque Samurai non sono i cloni dei Cavalieri dello Zodiaco. In questo articolo analizzeremo insieme gli aspetti meno noti dello storico anime degli anni ’80 sui Cinque Samurai, rilevando le differenze e le somiglianze anche con altri molto noti e, infine, i primi dettagli sulla nuovissima serie uscita a inizio 2026.

La casa di produzione giapponese Sunrise lancia la storica serie nel 1988 intitolata Yoroiden Samurai Troopers ( dal giapponese Yoroi = armatura, den = leggenda, per cui il titolo tradotto letteralmente in italiano significa “La Leggenda delle Armature dei Guerrieri Samurai“) che va in onda per la prima volta sul canale Nagoya TV dal 30 aprile 1988 al 4 marzo 1989 . Da noi in Italia tutto ha avuto inizio nell’aprile 1990: sul canale televisivo Italia 7 debutta il primo dei 39 episodi storici di questo anime destinato a lasciare il segno nei cuori di un’intera generazione.
Nonostante la programmazione sulla rete nipponica prevedesse un solo episodio a settimana, il successo è immediato. In Italia invece gli episodi venivano trasmessi 5 giorni su sette e per moltissimi ragazzini (e confermo anche ragazzine, io per prima!) quei venti minuti di episodio pomeridiano dopo la scuola era divenuto un appuntamento quotidiano imperdibile prima dei compiti a casa.
Sempre nel 1989 nasce anche la prima delle tre serie OAV (Original Animation Video) che rappresentano un proseguimento più dinamico e diversificato delle avventure dei primi 39 episodi. In primo luogo i personaggi vengono rappresentati con sembianze più mature, i dialoghi sono più introspettivi e focalizzati sul senso del dovere legato all’uso delle armature e al concetto di lotta e violenza da cui tutti e cinque cercano di distaccarsi risolvendo i combattimenti con una filosofia diversa. Ultimamente a gennaio 2026
Prima di entrare nel merito su come tutto abbia avuto origine, vediamo ora insieme la suddivisione di tutte le serie di questo anime:
I cinque Samurai: la storica serie originale
Questa prima serie è nettamente suddivisa in due archi narrativi separati da un evento che cambia completamente le dinamiche del racconto. La prima parte che va dal primo al diciannovesimo episodio si basa su una continua lotta contro l’imperatore Arago che termina con la sua sconfitta dopo che i samurai sono riusciti a giungere nel suo castello. La seconda parte che va dal ventesimo episodio al trentanovesimo vede la ricomparsa di Arago dopo una breve alternanza di nuovi nemici che vengono fatti passare come suoi emissari. In questa sezione Arago cerca di impossessarsi dell’Armatura Bianca che viene indossata da Ryo Sanada in circostanze più rischiose e rappresenta l’unione di tutte e cinque le virtù dei samurai.
Titolo degli episodi de I 5 Samurai:
- EPISODIO 1 – Il Mondo in Pericolo
- EPISODIO 2 – Demone all’attacco
- EPISODIO 3 – La Forza del Fuoco
- EPISODIO 4 – In Cerca degli Amici Samurai
- EPISODIO 5 – La Caverna dell’Autunno
- EPISODIO 6 – Il Risveglio di Simo
- EPISODIO 7 – Il Colpo di Saetta
- EPISODIO 8 – Il demone dell’Illusione
- EPISODIO 9 – Kimo in Pericolo
- EPISODIO 10 – Finalmente Uniti
- EPISODIO 11 – Nel Palazzo di Arago
- EPISODIO 12 – Combattimento al Buio
- EPISODIO 13 – L’Armatura
- EPISODIO 14 – L’Attacco del Demone supremo
- EPISODIO 15 – Scontro tra Arabo e Ariel
- EPISODIO 16 – Irruzione a Palazzo
- EPISODIO 17 – La Vendetta di Arago
- EPISODIO 18 – La Prova di Ryo
- EPISODIO 19 – Lo scontro finale
- EPISODIO 20 – Un nuovo nemico
- EPISODIO 21 – L’Armatura Bianca
- EPISODIO 22 – Una nuova spada per l’Armatura Bianca
- EPISODIO 23 – Fiamma Bianca è in Pericolo
- EPISODIO 24 – Un Inviato dall’Impero del Male
- EPISODIO 25 – Simo contro Simo
- EPISODIO 26 – Una Luce nell’Oscurità
- EPISODIO 27 – Una garante Sfida
- EPISODIO 28 – Lady Matura
- EPISODIO 29 – Un Viaggio Pericoloso
- EPISODIO 30 – La Trappola di Arago
- EPISODIO 31 – L’Armatura del Generale Brilliant
- EPISODIO 32 – Il Piano di Primi
- EPISODIO 33 – Alla Ricerca del Tesoro
- EPISODIO 34 – Ryo è in pericolo
- EPISODIO 35 – I Guerrieri dell’Armatura
- EPISODIO 36 – Il Segreto di Kayura
- EPISODIO 37 – Il Ritorno del Potere del Male
- EPISODIO 38 – Il Risveglio di Kayura
- EPISODIO 39 – La Vittoria dei Samurai
OAV 1: Incubo a New York
- EPISODIO 1 – Il ritorno dei Guerrieri in armatura
- EPISODIO 2 – Salvate il vostro compagno cuori di Samurai
Dalle atmosfere mitologiche del Giappone ci si sposta alla metropoli di New York. I ragazzi credono di aver ormai chiuso i conti con il Male ma comprendono che attraverso le armature continueranno ad essere incatenati ad un ciclo continuo di ulteriori scontri. Ci si interroga quindi sul vero valore di ciò che si protegge con le armature o se sono esse stesse delle armi di distruzione come quelle dei nemici. Per la prima volta viene anche trattato il tema del sentimento o presunto innamoramento che coinvolge Ryo e Luna, una ragazza che momentaneamente si unisce in aiuto del gruppo. Questo rappresenta la crescita e la maturità dei cinque eroi dopo la sconfitta di Arago della serie storica.
OAV 2: La Leggenda dell’Imperatore Splendente
- EPISODIO 1 – Mukala del Sole
- EPISODIO 2 – L’imperatore Splendente Nero
- EPISODIO 3 – Quando le Armature Iniziano a correre
- EPISODIO 4 – Per Superare la Tristezza
La vicenda si svolge fra Tokyo e la Tanzania da dove sopraggiunge un nuovo nemico da una tribù africana chiamato Mukala del sole. Dalla stessa tribù proviene anche Nadia (come vedete tipico nome tanzaniano 😀 ), promessa sposa di Mukala ma che si schiera in aiuto dei samurai in quanto contraria a tutta la violenza e la brama di potere esercitata dal fidanzato. Il fulcro di questa serie è l’Armatura Bianca indossata da Ryo che riunisce tutte le virtù benevole dei compagni e l’Armatura Nera di Mukala, identica ma governata da una forza maligna che tiene anche sotto controllo la mente di chi la indossa. La contrapposizione fra le due armature indica il lato oscuro di ogni grande potere, un dualismo fra bene e male che convivono uno nell’ombra dell’altro e si manifestano a seconda delle intenzioni di chi le indossa (sentimenti nobili o pura violenza)
OAV 3: Message
- EPISODIO 1: Una Conclusione già nota
- EPISODIO 2: Un Futuro rivelato
- EPISODIO 3: Una Fiducia in Frantumi
- EPISODIO 4: Un cuore Smarrito
- EPISODIO 5: Una Verità Raggiunta
È la serie più approfondita dal punto di vista introspettivo. Si compone di cinque episodi, di cui ognuno dedicato ad ogni singolo samurai. Non ci sono battaglie se non solo in modalità flashback per rievocare le battaglie contro Arago e i nemici successivi fino allo spirito di questa donna chiamata Suzunagi risalente al periodo Edo. Proprio lei è la voce narrante della serie che spiega come si concludono definitivamente le avventure dei nostri eroi. Non ci sono scontri fra lei e i samurai, poiché proprio la narrazione di questo personaggio scaturisce un confronto fra loro su quanto le armature siano state distruttive nel corso dei secoli passando in eredità da un samurai all’altro. Di conseguenza dopo aver trascorso una vita a combattere, i mitici cinque si ritrovano fin dal primo episodio di quest’ultima serie a cercare il proprio posto nel mondo e a dare un senso alle loro vite dopo aver dedicato la loro esistenza per salvare l’umanità.
2026: l’anno del ritorno de I cinque Samurai
E infine nel gennaio 2026 è arrivata l’ultima serie intitolata…
Samurai-Troopers: I cinque samurai – La nuova leggenda delle armature (in originale Yoroi Shinden Samurai Troopers)

Gli episodi sono in totale 24 ma da alcune fonti potrebbero essere ancora in fase di aggiornamento per eventuali aggiunte a seconda dell’impatto sul pubblico. Tutto si svolge trentacinque anni dopo il periodo di gloria dei cinque samurai storici.
L’unico che continua ad essere un pilastro portante per le nuove generazioni di guerrieri è il leader Ryo Sanada, mentre dei restanti quattro vi è solo una breve comparsa per dimostrare che avevano deciso di intraprendere strade di vita diverse. Ryo viene presentato come un uomo adulto di 53 anni che dopo aver superato l’età prevista per combattere è divenuto addestratore presso la sede DST (Defence Special-Cases Taskforce), ovvero l’organizzazione di difesa giapponese contro le creature demoniache. Ma ovviamente la Sunrise ci ha incluso un contentino in un episodio…almeno una battaglia in cui si vede ancora il nostro eroe in armatura prima di cedere le armi alla successiva generazione di samurai. Per il resto, essendo una serie nuovissima…non vi spoilero ulteriori dettagli, ma potete trovarla su Anime Generation di Prime Video.
Ma come sono nati I 5 Samurai?
Come accennato a inizio articolo, tutto ha avuto inizio presso lo studio di animazione giapponese Sunrise, dove all’interno dello stesso, era presente un gruppo di disegnatori che usava lo pseudonimo di Hajime Yatate per firmare i propri progetti (per citarne altri Gundam e Cowboy Bebop).
Nonostante il target di destinazione fosse stato pensato inizialmente per un pubblico maschile fra i 7 e i 13 anni, la serie, soprattutto in patria, aveva in realtà registrato un fenomeno del tutto inaspettato: un successo travolgente fra il pubblico femminile. Le ragazzine erano completamente impazzite per i cinque carismatici protagonisti in armatura, di cui ricordiamo i nomi fra quelli originali e quelli riadattati in italiano per i 39 episodi storici:
- ORIGINALE: Ryo Sanada (armatura rossa, simbolo del fuoco) ADATTAMENTO ITALIANO Rio
- ORIGINALE: Touma Hashiba (l’arciere, armatura blu, simbolo del cielo) ADATTAMENTO ITALIANO Kimo
- ORIGINALE: Seiji Date (armatura verde simbolo della luce) ADATTAMENTO ITALIANO Sami
- ORIGINALE: Shu Lei-Fang (armatura arancione simbolo della terra) ADATTAMENTO ITALIANO Shido
- ORIGINALE: Shin Mori (armatura azzurra, simbolo dell’acqua) ADATTAMENTO ITALIANO Simo
Questo grande fandom in Giappone aveva alimentato un business pazzesco fatto di riviste, poster, t-shirt, drama CD (storie audio) e a seguire, udite udite, a grande richiesta ben tre serie OAV conclusive realizzati per concludere in bellezza la saga.
In Italia purtroppo la serie ha dovuto fare i conti con un piccolo svantaggio strategico: la trasmissione su una rete privata come Italia 7 nello stesso periodo in cui su Italia 1 andava in onda già da tempo la serie de I Cavalieri dello Zodiaco.
Ancora oggi c’è chi paragona entrambe le serie definendo I 5 Samurai i cloni dei Cavalieri, ma è un raffronto estremamente superficiale poiché andando a scavare fra le personalità dei protagonisti e lo scopo delle loro missioni, ci si ritrova di fronte un abisso di differenze.
In primo luogo i 5 guerrieri samurai godono di un’identità del tutto autonoma e profonda, con riferimenti storici a guerrieri realmente esistiti, al misticismo e al folklore giapponese.
Quindi vediamo ora chi sono i Samurai realmente esistiti a cui si ispirano i cinque eroi che già conosciamo…
- RYO SANADA o Ryo del Fuoco è direttamente ispirato a Sanada Yukimura (o Sanada Nobushige) vissuto a cavallo tra il periodo Sengoku e quello Edotra (1567-1615), il leggendario comandante conosciuto per la sua armatura di colore rosso fiammante. E’ passato alla storia soprattutto per aver combattuto in difesa del castello di Osaka. Non a caso proprio Ryo è il leader dei cinque eroi.
- SEIJI DATE o Sami della Luce è direttamente ispirato a Date Masamune vissuto fra Periodo Sengoku e Primo Shogunato Tokugawa (1567-1636), il potente “daimyo” (signore feudale in giapponese) della regione di Tohoku, soprannominato “Drago ad un occhio”. Le origini di Seiji/Sami proverrebbero quindi da un’antica e nobile famiglia di guerrieri.
- SHIN MÓRI o Simo dell’Acqua è direttamente ispirato a Mōri Motonari del periodo Sengoku (1497-1571), nobile feudale della regione di Chūgoku. Il cognome Mōri sarebbe originario del Giappone occidentale e fortemente legato all’elemento dell’acqua.
- TOMA HASHIBA o Kimo del Cielo è direttamente ispirato a Toyotomi Hideyoshi vissuto fra il Periodo Sengoku e il Sengoku Unifier (1537-1598). E’ stato uno dei grandi unificatori del Giappone che all’inizio della sua carriera era noto con il cognome Hashiba e la sua rapidità d’ingegno con cui era riuscito a scalare le gerarchie militari.
- SHU LEI HUANG o Shido della Terra è l’unico ad essere direttamente ispirato alla tradizione cinese, il generale Su Huang vissuto fra la Dinastia Han e il Periodo dei Tre Regni (169-227 d.C.). Viene ricordato anche per la sua corporatura imponente e non a caso Shido è il personaggio reso più robusto al quale piace mangiare continuamente.
Gli altri personaggi della serie animata:
Hariel

Il nome originale è Kaos, o meglio Monk Kaos e avrebbe 990 anni. Il suo ruolo è quello di mentore e guida spirituale dei cinque Samurai. Indossa la classica veste monastica da asceta buddhista (Yamabushi) e porta sempre con sé il Bastone della Purificazione (Shakoju) sormontato da anelli di metallo che si agitano quando si avvicina un pericolo provocando un suono particolare.
Nella tracolla sempre in vista sarebbe contenuto un pugnale. Hariel compare solo fino a metà della serie storica, poiché decide di sacrificarsi al fine di aiutare i nostri eroi ad accedere al Regno del Male e sconfiggere definitivamente il grande nemico, Arago.
Secoli prima i fatti narrati nella serie, Hariel, aveva già sconfitto una prima volta lo stesso nemico riuscendo a purificarne la sua imponente armatura e scindendola in altre nove: cinque verranno assegnate ai samurai e le altre quattro ai discepoli dello stesso antagonista. Il recupero di tutte e nove le armature sarebbe alla base dei motivi per cui Arago ritorna all’attacco in contemporanea all’arrivo dei cinque eroi prescelti dallo stesso Hariel per salvare l’umanità.
Fiamma Bianca

Byakuen è il nome originale di questa tigre millenaria che accompagna Ryo fin dalla prima puntata. In precedenza era appartenuta ad Hariel finché la sua strada non ha incrociato quella del giovane fra le montagne riconoscendo in lui uno dei cinque samurai prescelti.
Fiamma Bianca viene gravemente ferita durante una battaglia contro Lord Cruel, l’emissario di Arago affiancato dalla tigre Fiamma Nera. La sconfitta di questo nuovo nemico comporterà l’assimilazione dell’essenza e della corazza della tigre nera in Fiamma Bianca per salvarla. Qual è il significato di questo passaggio? si può interpretare come un dualismo, la fusione del bene e del male nella stessa creaura, le due facce di una medaglia, il bianco che rappresenta la benevolenza e la purezza dell’animo in opposizione alla crudeltà e alla violenza delle battaglie.
Ambra

Nasty/Nashty Yagyu è una ragazza universitaria di 18 anni discendente del clan dei samurai Yagyu in cui rientrava suo nonno che compare nelle puntate iniziali della serie storica. Lei da esperta informatica, è una sorta di base operativa del gruppo dei samurai, grazie alla quale si viene a conoscenza di antichi segreti legati alle armature che porteranno alle varie fasi evolutive dell’intera vicenda.
Danny

Jun Yamato è il nome originale del bambino ficcanaso che nella prima puntata parte a razzo su uno skate board preso da un negozio senza nemmeno pagarlo per poi andare a scontrarsi contro la tigre di Ryo. Si lega quasi subito allo stesso samurai vedendo in lui un fratello maggiore dopo che i genitori sono stati rapiti dal Regno del Male.
Jun inizialmente rappresenta l’innocenza e la vulnerabilità di chi è troppo piccolo per difendersi da solo e che necessita di essere protetto. Ben presto nel suo piccolo cerca di divenire collaborativo (ma sempre ficcanaso!) riuscendo a dare un minimo di aiuto. Nell’ultima puntata della terza serie OAV intitolata Message, subito dopo la sigla finale è presente una scena in cui Jun ormai cresciuto ha intrapreso la stessa strada dei samurai e sta per sostenere una prova decisiva di arti marziali.
Ma perché I 5 Samurai…sono proprio cinque?

Il motivo è ben preciso e, oltre che storico, è anche spirituale. Nel 1645 il celebre samurai Miyamoto Musashi scrisse “Il Libro dei cinque Anelli” (Gorin no Sho) basato sulla teoria buddhista dei “Gudai” ovvero i Cinque Grandi Elementi in quest’ordine ben preciso:
- Acqua (Sui) che rappresenta la flessibilità mentale e l’adattabilità alle situazioni sia di guerra che quotidiane;
- Fuoco (Ka) cioè la capacità di cogliere il momento giusto per battere l’avversario in battaglia in una situazione di frenesia e aggressività;
- Vento (Fū) analizza e confronta gli stili e le tecniche delle altre scuole di combattimento per migliorare le proprie;
- Terra (Chi), che getta le basi della via del guerriero (Heiho), spiegando la disciplina e la pianificazione geometrica dell’arte della spada;
- Vuoto (Kū) rappresenta il Mushin, lo stato mentale supremo, l’intuizione allo stato puro senza inganni mentali.
Nell’anime del 1988 però queste forze degli elementi e delle virtù del Bushido sono state rielaborate per fini narrativi e non solo, anche per una questione di doppiaggio. Gli elementi del Vuoto e dell’Aria, sono stati riadattati a dei concetti simbolici che per certi versi si somigliano fino a fondersi insieme mentre sotto altri si differenziano totalmente:
- Il Vuoto concepito come spazio, etere, atmosfera, è stato convertito nell’elemento del Cielo attribuito a Kimo (o Touma) il quale, da arciere, sfrutta il vuoto dell’aria e la pressione atmosferica per scagliare i suoi dardi dorati. La sua armatura è chiamata Tenku no Yoroi mentre il suo colpo è chiamato Shinkūa, ovvero “L’Onda del Vuoto” che rappresenta anche l’elevazione della mente e la saggezza (il Chi);
- L’Aria è stata invece convertita nell’elemento della Luce attribuito a Sami (Seiji) e la sua armatura chiamata Korin si traduce con Cerchio di Luce. Non viene concepito come elemento naturale ma è più radiazione luminosa e pura paragonabile alla trasparenza dell’aria stessa. Sami è infatti il samurai legato alla virtù della Sensibilità, della Cortesia e del Rispetto.
Chi sono invece i nemici delle serie storiche dei cinque samurai?
I nemici dei nostri cinque eroi appartengono al regno del Male Youkaikai (letteralmente tradotto in Mondo dei Demoni e degli Spiriti) nel quale rientrano i demoni del folklore giapponese, ovvero gli Oni, gli Youkai e i Mononoke. Mentre i cinque guerrieri del bene incarnano le cinque virtù del Bushido, i villains incarnano invece le passioni oscure e i vizi che secondo la filosofia buddhista e scintoista infestano l’animo umano: la rabbia, l’illusione, la crudeltà, la falsità e l’ossessione.
Arago

Partiamo prima di tutto dal nemico number one, Arago. È il Supremo Imperatore del Male privo di un corpo umano vitale e mosso esclusivamente da rancore, odio e ambizione spirituale. Incarna perfettamente il concetto shintoista Onryō.
Si tratterebbe dello spirito di un potente guerriero (shogun) morto in preda all’ira, la cui anima si rifiuta di passare oltre per continuare a seminare distruzione e carestia nel mondo dei vivi. Il suo scopo è quello di assorbire tutte e nove le armature scisse da Hariel e avere l’umanità sotto il suo controllo.
A seguire i quattro Generali Demoniaci (Dukan no Mashō).
Shuten

Per la TV italiana è conosciuto col nome di Demon, nella versione originale giapponese con quello di Shuten. Finché rimane soggiogato da Arago è detentore dell’armatura del buio e rappresenta la perfidia e l’infedeltà. Il suo nome in giapponese, Shuten-dōji è la diretta citazione ad uno dei tre grandi demoni Yokai, ovvero il leggendario demone rosso Aka-oni noto per la sua forza brutale. Dopo il sacrificio di Hariel in aiuto dei samurai, sarà Demon a prendere il suo posto da monaco/spirito guida, pentito di essere stato al servizio di Arago.
Naaza

Naaza è conosciuto da noi italiani come Krana o Krin. Detentore dell’armatura dell’inganno, rappresenta la falsità e il concetto di doppiezza (più comunemente noto come “avere la doppia faccia”). Dal punto di vista mitologico giapponese è ispirato allo Tsuchigumo, una tipologia di arachide, e allo Habe, una sorta di serpente spettrale legato alla tradizione Kabuki. Krana con sei braccia fittizie crea illusioni e paralisi con il suo veleno per sopraffare i guerrieri.
Anubis

In Italia Anubis è conosciuto col nome di Kratos /Koga. La sua armatura rappresenta la magia nera legata agli spiriti giapponesi di fattezza canina e lupi demoniaci noti come Inugami. La sua caratteristica è la ferocia brutale con cui attacca i guerrieri e la completa obbedienza al padrone esattamente come l’indole dell’animale.
Dais

Insieme alla sua armatura Dais (o Rasta/ Rajura qui da noi) è ispirato all’illusione e al miraggio che usa per portare in confusione i guerrieri e sferrare i suoi attacchi. È ispirato alla figura demoniaca Jorōgumo, tradotto come “donna-ragno”, e usa ragnatele fatte di fili invisibili per intrappolare i nemici.
Lady Kayura

Lady Kayura non ha un’armatura nonostante sia stata soggiogata da Arago per combattere al suo fianco. Detentrice della magia “luce oscura”, è modellata sulla base delle ninfe e fanciulle celesti del buddhismo chiamate Tennin.
Il suo aspetto nobile e aggraziato legato al clan di Kaos (per noi in Italia Hariel), viene corrotto dalla possessione demoniaca al fine che combatta per conto di Arago. Per discendenza, sarà lei a prendere il posto di mentore/guida dopo Demon che nonostante la sua vocazione spirituale viene poi sacrificato.
Ecatos

Ecatos è’ un emissario di Arago che dopo essere stato apparentemente sconfitto una prima volta dai 5 Samurai, lo invia con lo scopo di impadronirsi dell’Armatura Bianca. Comparso per la prima volta nell’episodio 18 della serie originale compare in realtà per pochi episodi per poi lasciare il posto ad ulteriori nemici sempre con lo stesso intento.
Lord Cruel

Compare nell’episodio 20 della prima serie e si tratta di un altro emissario legato all’Impero del Male di Arago che ha sempre con lo scopo di sottrarre l’Armatura Bianca dell’Imperatore Splendente o dell’Imperatore Brilliant.
L’importanza di questo personaggio sta nel fatto che rappresenta una sorta di evoluzione nella storia. Lord Cruel è uno spadaccino accompagnato da una tigre nera protetta da un’armatura bianca, l’esatto opposto di Fiamma Bianca, la tigre millenaria di Hariel che accompagna Ryo dalla prima puntata. Una volta sconfitto, Lord Cruel rivolge un’ultima frase alla tigre nera confidandogli che il suo nuovo padrone sarebbe divenuto il samurai possessore dell’Armatura Bianca.
Mukala del Sole

Guerriero di una truibù indigena della Tanzania che compare nella seconda serie OAV, Mukala del Sole possiede la cosiddetta Armatura Nera, opposta a quella Bianca, che tiene il guerriero completamente assoggettato ad essa impedendogli di manifestare facoltà morali. Questo concetto fa comprendere che il vero valore risiede nel cuore di un guerriero e non nell’armatura che indossa in quanto deve sempre prevalere la responsabilità morale. Quindi il tutto dimostra cosa potrebbe succedere se un samurai si lasciasse consumare dal potere dell’armatura.
Suzunagi

E’ lo spirito di una ragazza vissuta circa quattro secoli prima durante le guerre civili in Giappone nel periodo Sengoku. Le Nove Armature nate dalla scissione di quella di Arago indossate in quel periodo storico, avevano portato alla distruzione del proprio villaggio e della propria famiglia. Lei incarna il dolore delle vittime della guerra e porta con sé il rancore scaturito dalla violenza dei combattimenti. Costringe i samurai a confrontarsi con la vera natura delle armature nate dall’odio umano. La distruzione delle corazze simboleggia come la vendetta possa essere soppiantata dalla purificazione.
I 5 Samurai e gli anime che sono venuti dopo
Quindi, se i Cinque Samurai non fossero nati con l’intento di fare concorrenza ai Cavalieri dello Zodiaco, potrebbe essere che altri guerrieri o guerriere, creati successivamente, abbiano ripreso o “ereditato” alcuni elementi molto simili da questi anime precedenti?
Ebbene si, faccio proprio riferimento ad una serie nata in Giappone a fine anni 80 e divenuta un’anime nel 1991, per poi approdare in Italia nel 1995… Sailor Moon!
Per quanto possa sembrare assurdo, ad ogni singola guerriera Sailor sono stati attribuiti esattamente gli stessi colori delle armature dei 5 samurai, mentre i poteri sono simili a quelli del cosmo legati ai Cavalieri dello Zodiaco.
Ecco di seguito gli ‘accoppiamenti’ tra i Samurai e le Sailor!
Ryo e Sailor Mars
Sami e Sailor Jupiter
Tomua e Sailor Mercury
Shido e Sailor Venus
Simo e Sailor Moon
Altre somiglianze?

Stando a quanto emerso nel corso degli anni attraverso opinioni e commenti sui vari social e non solo, l’impressione che sembra accomunare tutti è che la serie dei Cinque Samurai, così come i Cavalieri dello Zodiaco, rappresenti una sorta di trasposizione animata dell’estetica delle band hair metal degli anni ’80.
In effetti, a giudicare dalle capigliature spettinate, o meglio, cotonate, e dall’aspetto fisico dei personaggi, tutto sembra tornare. A questo si aggiungono anche le pose assunte durante l’uso delle armi, che richiamano molto quelle tipiche dei musicisti mentre imbracciano i propri strumenti, come la chitarra o il basso.
I 5 Samurai e i Bon Jovi si somigliano? Direi proprio di sì!
Prossimamente parleremo approfonditamente della nuova realizzazione marchiata Sunrise uscita recentemente su Prime Video. SEE YOU SOON!!!!!!

News
Prime Video svela il trailer ufficiale della sua nuova serie Carrie
Disponibile in tutto il mondo dal 7 ottobre, la serie, firmata dal visionario showrunner Mike Flanagan, interpreta in modo originale e sorprendente il racconto pioneristico di Stephen King
CULVER CITY, California – 9 settembre 2026 – Oggi Prime Video ha svelato l’intenso e perturbante trailer ufficiale di Carrie, la serie Original in otto episodi, firmata dal visionario showrunner Mike Flanagan. Tutti gli otto episodi di Carrie saranno disponibili da mercoledì 7 ottobre 2026, in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e territori nel mondo.
Il trailer ufficiale inizia a svelare i retroscena di questa avvincente e contemporanea rivisitazione dell’iconico romanzo di Stephen King, offrendo uno sguardo inedito su come la serie ne ampli l’universo narrativo e doni nuova profondità e complessità ai suoi amati personaggi, esplorando le forze che plasmano Carrie White (Summer H. Howell), mentre si confronta con la crudeltà e le pressioni del mondo moderno, in un crescendo che culmina in un’unica, sconvolgente notte. Ma quanto sappiamo davvero di Carrie o di cosa sia realmente accaduto a Chamberlain?
Carrie vede protagonista Summer Howell nel leggendario ruolo di Carrie White, al termine di un lungo processo di selezione al quale hanno preso parte oltre 1.500 attori. Il cast della serie include anche Samantha Sloyan (The Pitt) nella parte di Margaret White, Siena Agudong (Resident Evil) nel ruolo di Sue Snell, Alison Thornton (Fire Country) in quello di Chris Hargensen, Joel Oulette (Uno splendido errore) come Tommy Ross, Josie Tota (The Buccaneers) nei panni di Tina, Arthur Conti (Beetlejuice Beetlejuice) in quelli di Billy, Thalia Dudek (The Running Man) come Emaline, Amber Midthunder (Prey) nel ruolo di Miss Desjardin e Matthew Lillard (Man of Tomorrow) in quello del Preside Grayle.
L’eccezionale cast di Carrie riunisce, inoltre, collaboratori di lunga data di Flanagan e nuovi volti della sua cerchia creativa, con guest star come Michael Trucco (Fire Country), Crystal Balint (La caduta della casa degli Usher – The Fall of the House of Usher), Kate Siegel (Hill House – The Haunting of Hill House), Rahul Kohli (L’estate dei segreti perduti), Tim Bagley (The Comeback) e Heather Graham (The White Lotus).
Carrie è scritta dallo showrunner Mike Flanagan (Midnight Mass, Hill House), che è anche executive producer insieme a Stephen King. Flanagan ha diretto gli episodi 101, 102, 107 e 108, mentre gli episodi 103, 104, 105 e 106 sono stati diretti rispettivamente da Kate Siegel (The Exorcist: Martyrs), Axelle Carolyn (Something Very Bad Is Going to Happen), Kyra Sedgwick (Family Movie) e Hiromi Kamata (Shogun). La serie è una produzione Amazon MGM Studios.
Carrie
Basata sull’iconico romanzo d’esordio di Stephen King, Carrie è una rivisitazione audace, attuale e sorprendente di questa storia di formazione ormai diventata un cult, adattata per la prima volta a serie tv dal visionario showrunner Mike Flanagan. La serie segue le vicende di Carrie White (Summer Howell), un’adolescente emarginata, che ha trascorso tutta la sua vita rinchiusa tra le mura di casa insieme alla madre Margaret (Samantha Sloyan), estremamente protettiva nei suoi confronti. Dopo la morte improvvisa e prematura del padre, Carrie viene catapultata nello spietato ecosistema di un liceo pubblico, dove è costretta ad affrontare lo scalpore mediatico provocato da un atto di bullismo che sconvolge la sua comunità, la pressione costante e la crudeltà indiscriminata dell’era dei social media, nonché il risveglio di misteriosi poteri telecinetici che si manifestano nel corso della sua adolescenza.
Nell’arco di otto episodi dal ritmo serrato, la serie amplia e approfondisce il capolavoro di King – aggiungendo spessore ai personaggi e alle loro dinamiche, e seguendo le piccole scelte quotidiane che li condurranno a un’unica, sconvolgente notte, in una storia avvincente e profondamente umana sul conflitto tra gentilezza e crudeltà, che porterà lo spettatore a chiedersi se stia assistendo alla nascita di un’eroina, di un mostro o di qualcosa di molto più complesso.
Il romanzo d’esordio di Stephen King, Carrie, è stato pubblicato nel 1974, segnando l’inizio di una carriera che ha visto oltre 350 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Carrie è rimasto per 14 settimane nella classifica dei best seller del New York Times ed è stato tradotto in più di 35 lingue. L’adattamento cinematografico di Brian De Palma del 1976, candidato all’Oscar e di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario, ha ulteriormente consolidato l’impatto culturale del romanzo.
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Prime Video per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori.
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