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Letizia Cadonici: l’artista, il sogno & il grande incubo

Alla Milan Games Week grazie a Edizioni BD, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Letizia Cadonici, artista di House of Slaughter, lo spin off di Something is Killing the Children

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L’artista, il sogno e il grande incubo.
Non si tratta di una nuova versione della hit degli 883 (La donna, il sogno & il grande incubo), ma una formula che crediamo possa definire, a grandi linee, l’ospite che PopCorNerd ha avuto il piacere di accogliere ai propri microfoni: Letizia Cadonici.

L’artista romana è da tempo associata ai nomi di James Tynion IV e Werther Dell’Edera, autori del fumetto horror del momento Something Is Killing the Children.

Letizia ha infatti firmato le matite di alcuni volumi di House of Slaughter, spin-off della serie, in particolare di Scarlatto e Alabastro. Il suo talento l’ha portata a lavorare al fianco di due giganti come Tynion e Dell’Edera, realizzando un vero e proprio sogno e trovando in loro non solo colleghi, ma anche autentici maestri.

Quanto al grande incubo… il tratto di Letizia è accattivante, graffiante e dark da collocarla di diritto tra le matite più interessanti del genere horror nell’attuale panorama artistico italiano. Non a caso Tynion IV l’ha voluta anche su alcuni albi di The Department of Truth, un’altra delle sue opere a fumetti più significative.

Di cose Letizia ce ne ha raccontate parecchie, e quella che segue è la chiacchierata che abbiamo avuto alla Milan Games Week 2025, in una location e atmosfera tranquilla e serena: forse proprio quella che meglio si addice quando si parla di brividi, terrore e horror.


Letizia Cadonici si racconta: dalla passione per l’arte e l’horror a House of Slaughter

PCN: Ciao Letizia e benvenuta su PopCorNerd. Grazie mille di essere qui.

Letizia Cadonici: Grazie a voi!

PCN: Vorrei cominciare da una domanda molto classica: come nasce la tua passione per il fumetto e, soprattutto, per l’horror? Qual è stato il tuo primo contatto con il genere?

Letizia Cadonici: E’ una domanda complicata perché non mi ricordo con esattezza quando ho iniziato a disegnare: è una cosa che faccio da quando ho memoria, quindi non c’è un momento preciso.

Durante il mio percorso di studi avevo scelto il liceo scientifico, ma poi mi sono resa conto che non era per me e mi sono iscritta alla Scuola Comics di Roma. Ho studiato fumetto e da lì ho cominciato. All’inizio ho lavorato tanti anni nel mercato italiano e poi nel 2021 o 2022, non ricordo esattamente, ho iniziato a lavorare per l’America.

Per quanto riguarda l’horror… anche questa è una domanda difficile. [risata n.d.r.] Non so perché, ma sono sempre stata attratta da mostri e creature strane. Penso che la paura sia un sentimento molto interessante, permette di conoscere le persone in modo intimo. L’horror è un genere vastissimo, capace di abbracciare tantissimi temi, e così è diventato una mia passione in tutti gli ambiti: letteratura, cinema, fumetti.

PCN: Nella tua carriera hai prestato il tuo stile principalmente al fumetto horror, almeno fino ad ora. E’ stata una cosa ricercata da parte tua o è avvenuta per caso proprio per la tua impostazione grafica?

Letizia Cadonici: Non lo so di preciso, credo sia un insieme delle due cose. All’inizio mi venivano sempre proposti fumetti horror e poi la cosa è diventata una specie di etichetta: “Letizia fa horror”. Mi chiedevano tutti quello. Non so come sia nato, ma ne sono felice. Non era un obiettivo prefissato, però sono contenta che sia andata così. Magari un domani farò un fumetto di fantascienza, chissà.

PCN: Hai però fatto anche la biografia Bukowski [graphic novel dedicata alla vita dello scrittore americano Charles Bukowski edita da Becco Giallo n.d.r.]

Letizia Cadonici: È vero, forse è l’unico fumetto NON horror che ho fatto!

PCN: Parliamo di House of Slaughter, serie che ti vede alle matite in diversi capitoli, nonché spin-off di Something Is Killing The Children. Com’ è stato il primo impatto con James Tynion IV e con Werther Dell’Edera?

Letizia Cadonici: Molto forte. Io conoscevo già Werther perché siamo entrambi di Roma, quindi ci eravamo visti diverse volte. Quando sono stata contattata non ci potevo credere: ero una super fan di Something Is Killing The Children. È stato tutto surreale, un periodo bellissimo. Werther è fantastico, oltre a essere un disegnatore incredibile è una persona splendida: mi ha aiutato molto e ho imparato tanto da lui.

James l’ho conosciuto in America: anche lui è meraviglioso. Scrive cose super horror e oscure ma nella vita reale è completamente l’opposto. È uno sceneggiatore clamoroso. All’inizio ero spaventata a entrare in un progetto così grande, però loro sono stati bravissimi, molto presenti. Io mi sono impegnata tantissimo e alla fine è andato tutto bene.

House of Slaughter is ™ and ©, 2025, James Tynion IV & Werther Dell’Edera. All rights reserved

PCN: Sappiamo che i character design vengono disegnati da Werther. Quanto e quale spazio di manovra hai a livello di creatività?

Letizia Cadonici: Sì, i design principali sono di Werther, ma un po’ del mio l’ho messo comunque. Per quanto riguarda la sceneggiatura, soprattutto con James, ho avuto tanta libertà: non è molto specifico sulle inquadrature, gli interessa cosa succede e perché i personaggi fanno ciò che fanno. La serie ha un’identità visiva molto forte, quindi non puoi uscire dai margini, però per tutto ciò che riguarda la narrazione (gestione della tavola, gabbia, ritmo) sono stata molto libera.

PCN: Realizzi diversi capitoli di HoS, ma quello che mi ha colpito di più è stato Alabastro; oltre alla storia decisamente intensa (come tutte le miniserie legate a HoS) il protagonista Esca è decisamente particolare e credo che anche disegnarlo non sia stato semplice anche solo per capire come impostare le scene d’azione visto che è privo di entrambe le braccia.

Letizia Cadonici: È stato complesso capire come farlo muovere. Paradossalmente, ho avuto più difficoltà nelle azioni quotidiane: mangiare, prendere oggetti, muoversi in modo normale. Lì ho fatto molta ricerca.

Per i combattimenti invece mi sono divertita tantissimo: ho usato come reference il parkour, guardando un sacco di foto di ragazzini che fanno salti assurdi. Lui combatte in modo spettacolare e volevo dargli quel tocco in più.

House of Slaughter is ™ and ©, 2025, James Tynion IV & Werther Dell’Edera. All rights reserved

PCN: In House of Slaughter muoiono parecchi personaggi. Ce n’è uno a cui ti eri affezionata e che è stato difficile lasciare andare?*

*ALERT SPOILER La risposta che segue contiene uno spoiler su HOS: ALABASTRO [n.d.r.]

Letizia Cadonici: Posso dirlo? Sì, dai, lo dico: è già tutto uscito in Italia, ma spoiler alert!
In Alabastro ci sono i bambini che vivono nella casa-famiglia, e James e Sam Johns hanno deciso di farli morire tutti. Io me li sono disegnati e amati per cinque numeri… e sì, mi è dispiaciuto un sacco.

PCN: Se dovessero proporti un altro spin off di SIKTC, su quale personaggio vorresti che fosse?

Letizia Cadonici: Mi piace molto Jessica, magari da giovane, da teenager. Oppure qualcosa sulle Maschere Verdi: sarebbe molto figo e, di loro, si è visto poco sino ad ora. O banalmente Cecilia, perché è un personaggio incredibile.

House of Slaughter is ™ and ©, 2025, James Tynion IV & Werther Dell’Edera. All rights reserved

PCN: Sei anche al lavoro per Department of Truth, sempre di Tynion IV. Hai approcciato quel progetto in modo diverso rispetto a House of Slaughter?

Letizia Cadonici: Sì e no. Ogni progetto lo approccio in modo diverso. Department of Truth è disegnato da Simmons, che ha uno stile pazzesco e molto particolare: non mi è stato chiesto di imitarlo, ma di fare qualcosa nel mio stile. È stato liberatorio. Inoltre non lavorando più sulle proprietà di Something Is Killing The Children, il mio disegno si è un po’ “sciolto”, perché non devo aderire a quell’estetica così precisa.

PCN: Se ti proponessero un fumetto completamente diverso dal tuo genere, dove ti vedresti bene? Supereroi? Comics più autoriali?

Letizia Cadonici: Questa domanda mi manda in crisi! [risata n.d.r.]
Mi piacerebbe molto fare una storia di vampiri. Non me l’hanno mai fatta fare, quindi per favore, qualcuno che legge: fatemela fare! Vorrei qualcosa di folle tipo 30 giorni di notte, proprio una roba che impazzisce. Magari un giorno me la farò da sola, come autrice unica.

PCN: Ultima domanda: puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi lavori?

Letizia Cadonici: Allora, posso dire che sto lavorando su Minor Arcana, la serie di Jeff Lemire: ci stiamo lavorando in questo momento. E poi ci sarà qualcosa con James [Tynion IV] … ma non posso dire altro, dovrebbe essere annunciato a gennaio e ho paura di spoilerare troppo.

PCN: Beh sembra che sei entrata nel cuore di Tynion con il tuo lavoro visto che ci hai lavorato insieme su HoS, Department of Truth e ora questo nuovo progetto..

Letizia Cadonici: Si, sarebbe il terzo lavoro con lui: per me è incredibile. Sono molto orgogliosa e farò di tutto per meritarmelo. Non lo ringrazierò mai abbastanza.

PCN: Grazie mille ancora, Letizia, per il tuo tempo.

Letizia Cadonici: Grazie a voi. Alla prossima!

*Un ringraziamento speciale allo staff di Edizioni BD che ha coordinato e permesso l’intervista con l’artista.


Letizia Cadonici: biografia

Nata a Roma nel 1991, Letizia Cadonici si diploma alla Scuola Internazionale di Comics della capitale. Esordisce come disegnatrice nel 2016, collaborando con diversi editori italiani, tra cui Bugs Comics, Star Comics, Becco Giallo, per il quale realizza l’adattamento a fumetti della vita di Charles Bukowski, e Shockdom. Con quest’ultima pubblica la graphic novel Sole Nero, recentemente approdata anche negli Stati Uniti per l’editore Ablaze. Attualmente lavora per l’editore americano Boom! Studios, occupandosi della serie House of Slaughter (spin-off di Something Is Killing the Children) e della miniserie The Neighbors. Per James Tynion IV ha disegnato recentemente alcuni capitoli del fumetto cult The Department of Truth.

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Le dieci nuove serie Vertigo annunciate da DC Comics per il 2026

Dettagli e le date di pubblicazione delle dieci nuove serie Vertigo annunciate da DC Comics per il 2026

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DC Vertigo nasce ufficialmente nel 1993 come etichetta di DC Comics sotto la direzione editoriale di Karen Berger, con l’intento di creare uno spazio dedicato a fumetti per un pubblico adulto, svincolati dalle logiche del supereroismo tradizionale e dalle restrizioni del Comics Code Authority. Le sue origini sono riconducibili alla sperimentazione avviata negli anni Ottanta da DC con gli autori della cosiddetta British Invasion, che avevano dimostrato come il medium potesse affrontare temi complessi, oscuri e profondamente politici o esistenziali.

Vertigo nasce quindi dalla volontà di valorizzare una narrazione più matura e autoriale, dando centralità alla visione degli scrittori e dei disegnatori e permettendo loro di esplorare horror, fantasy, critica sociale e introspezione psicologica con una libertà fino ad allora rara nel fumetto mainstream americano.

Questa filosofia si tradusse rapidamente in una linea editoriale riconoscibile e influente, che portò alla pubblicazione di alcuni dei titoli più importanti della storia del fumetto moderno. Serie come The Sandman di Neil Gaiman, Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon, Transmetropolitan di Warren Ellis e Darick Robertson e Hellblazer ridefinirono il concetto stesso di fumetto “adulto”.

Nove nuovi titoli creator-owned

Come anche in passato, la nuova linea DC Vertigo si concentrerà su titoli creator-owned capaci di spingersi oltre i limiti e sfidare le convenzioni.

Ad inaugurare la lista è The Nice House by the Sea #7, il secondo ciclo della storia horror Vertigo firmata da James Tynion IV, Álvaro Martínez Bueno e Jordie Bellaire. Seguendo i sopravvissuti dell’esperimento “hexagon” di Walter, la serie esplora le terrificanti conseguenze della loro fuga… e la minaccia che essa rappresenta per ciò che resta dell’umanità.

Nice House by the Sea #7 cover di Álvaro Martínez Bueno

Nice House by the Sea #7 cover di Álvaro Martínez Bueno

Insieme a The Nice House by the Sea, l’imprint Vertigo di DC accoglierà nove nuovi titoli che spaziano tra vari generi, dal thriller psicologico allo spionaggio occulto fino all’horror post-apocalittico.

Bleeding Hearts (Deniz Camp, Stipan Morian, Matt Hollingsworth)

Poke, uno zombie, scopre che il suo cuore ha ricominciato a battere, mettendo a rischio il suo ruolo in una società in cui la morte è la norma.

Bleeding Hearts

Bleeding Hearts #1 cover di Stipan Morian

Deniz Camp, autore di Ultimates, Absolute Martian Manhunter e Assorted Crisis Events, fa squadra con il disegnatore Stipan Morian e il colorista Matt Hollingsworth in una serie zombie che, già dalla sinossi, lascia emergere un marcato sottotesto di critica sociale.

Data prevista di pubblicazione 11 febbraio 2026.

End of Life (Kyle Starks, Steve Pugh, Chris O’Halloran)

Un sicario d’élite torna nella sua città natale nel Midwest per assistere il padre morente, ritrovandosi costretto a fare i conti con la propria mortalità.

End of Life

End of Life #1 cover di Gerald Parel

La sceneggiatura della serie è firmata da Kyle Starks, autore candidato agli Eisner Award per Sexcastle, opera che è stata recentemente opzionata per un adattamento cinematografico destinato al grande schermo.

Estratto di End of Life #1, bleedingcool.com

Estratto di End of Life #1, da bleedingcool.com

Data prevista di pubblicazione 18 febbraio 2026.

The Peril of the Brutal Dark: An Ezra Cain Mystery (Chris Condon, Jacob Phillips)

Un noir investigativo che si intreccia con magia, fascismo e un artefatto rubato dal potere inimmaginabile.

The Peril of the Brutal Dark: An Ezra Cain Mystery #1 cover di Jacob Phillips

The Peril of the Brutal Dark: An Ezra Cain Mystery #1 cover di Jacob Phillips

Conosciamo benissimo i due autori protagonisti in questa serie: Chris Condon, scrittore di Ultimate Wolverine e Jacob Phillips, disegnatore della mini serie Everything Dead & Dying.

Estratto di Peril of the Brutal Dark, da bleedingcool.com

Estratto di Peril of the Brutal Dark, da bleedingcool.com

Data prevista di pubblicazione 25 febbraio 2026.

100 Bullets: The US of Anger (Brian Azzarello, Eduardo Risso)

Lono fa ritorno negli Stati Uniti e riaccende il caos, portando alle estreme conseguenze gli impulsi più oscuri della nazione.

100 Bullets: The US of Anger - artwork di Dave Johnson

100 Bullets: The US of Anger – artwork di Dave Johnson

Estrattp di 100 Bullets: The US of Anger, da bleedingcool.com

Estrattp di 100 Bullets: The US of Anger, da bleedingcool.com

Data prevista di pubblicazione 1 luglio 2026.

Black Tower: The Raven Conspiracy (Ram V, Mike Perkins)

Nel Regno Unito, maghi-spie si muovono in una guerra fredda globale basata sulla stregoneria, svelando un mondo segreto di potere occulto.

Black Tower: The Raven Conspiracy artwork di Mike Perkins

Black Tower: The Raven Conspiracy artwork di Mike Perkins

Data prevista di pubblicazione non disponibile.

Necretaceous (Tom Taylor, Darick Robertson)

Un gruppo di scienziati tenta di viaggiare nel tempo per fermare un virus zombie, ma finisce catapultato 66 milioni di anni nel passato, tra i dinosauri.

Necretaceous artwork di Darick Robertson & Diego Rodriguez

Necretaceous artwork di Darick Robertson & Diego Rodriguez

Data prevista di pubblicazione non disponibile.

Fanatic (Grace Ellis, Hannah Templer)

L’ossessione di una donna per un fumetto degenera in una pericolosa relazione parasociale con il suo autore.

Fanatic artwork di Hannah Templer

Fanatic artwork di Hannah Templer

Data prevista di pubblicazione non disponibile.

The Crying Doll (Mariko Tamaki, Rosemary Valero-O’Connell)

Un thriller alla Jekyll e Hyde che indaga fino a che punto una giovane donna sia disposta a spingersi per proteggere la sua migliore amica, forse (o forse no) una serial killer.

The Crying Doll artwork di Rosemary Valero-O’Connell

The Crying Doll artwork di Rosemary Valero-O’Connell

Data prevista di pubblicazione non disponibile.

A Walking Shadow (Simon Spurrier, Aaron Campbell)

Otto sconosciuti si risvegliano incatenati su una barca, in mezzo a un bosco. Nessun ricordo. Nessuna via di fuga. Nessuna spiegazione.

A Walking Shadow artwork di Aaron Campbell

A Walking Shadow artwork di Aaron Campbell

Data prevista di pubblicazione non disponibile.


Fonti

https://www.dc.com/blog/2025-10-09/dc-unveils-ten-bold-new-comic-book-series-in-its-dc-vertigo-imprint-for-2026

https://bleedingcool.com

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Bentornato, Frank: la più grande storia di sempre del Punitore

Nel 2000 con l’operazione Marvel Knight, Garth Ennis cominciò il suo grande ciclo con la più grande storia di sempre di Punisher: Bentornato Frank

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Il Punitore è uno dei supereroi più controversi ma popolari in assoluto.

Il personaggio apparve per la prima volta nel numero 129 di The Amazing Spider-Man del 1974 come un assassino pagato per dare la caccia al Tessiragnatele, ma sarebbe presto diventato uno degli antieroi più popolari di tutti i tempi negli anni ’80 grazie a Steven Grant e disegnate da Mike Zeck nella miniserie “Cerchio di Sangue“.

immagine tratta da Cerchio di Sangue, primo fumetto dedicato al Punisher

I metodi ultraviolenti del personaggio divennero più popolari in un decennio ricco di film d’azione ad alto tasso adrenalinico con protagonisti attori del calibro di Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris, Dolph Lundgren, Silvester Stallone. E il nostro Frank Castle divenne un’icona del fumetto action.

Fu uno dei primi eroi a uccidere davvero dopo molto tempo, e il dibattito sui metodi del personaggio ha davvero cambiato il mondo dei supereroi. Nel corso degli anni, il personaggio è rimasto controverso per molte ragioni.

Tuttavia, al di là dei metodi poco ortodossi e violenti, il Punitore si è guadagnato un posto tra i personaggi Marvel più popolari degli ultimi 50 anni.

Il Punitore è una star multimediale, ma tutto questo è dovuto alle eccellenti storie in cui il personaggio è stato protagonista nel corso degli anni. Frank Castle è un personaggio molto interessante e i lettori hanno avuto modo di vederlo, conoscerlo e apprezzarlo in molti tipi di storie.

Ci sono alcune grandi epoche del personaggio, ma la maggior parte dei fan concorda sul fatto che gli anni d’oro coincidano con l’arrivo dello scrittore britannico Garth Ennis.

Tutto questo è iniziato all’inizio dell’anno 2000 con l’operazione Marvel Knights, The Punisher (Vol. 5) #1-12.

La storia, intitolata Bentornato Frank (in inglese Welcome Back, Frank), ha ricordato a tutti perché il personaggio fosse così straordinario, dopo alcuni fallimenti piuttosto impressionanti del passato.

Lo stile di Ennis e Dillon e il ritorno del Punitore brutale e violento

Il Punitore entrò negli anni ’90 come uno dei personaggi più popolari in circolazione grazie anche al ciclo di Punisher War Journal Vol. 1 scritto da Carl Potts e disegnato da un giovanissimo Jim Lee, ma la sua celebrità gradualmente calò nel corso degli anni.

La Marvel negli anni ’90 era un posto strano; il decennio iniziò con X-Men, Spider-Man, Punisher e Ghost Rider al vertice delle classifiche, ma nel giro di pochi anni, Punitore e Ghost Rider crollarono. Le storie del Punitore caddero in uno strano circolo vizioso in cui andavano bene, ma risultavano ripetitive.

Alla fine, arrivò il disastroso crossover Over the Edge, che contrapponeva Frank a Nick Fury, con il primo che era stato indotto a credere che il capo dello S.H.I.E.L.D. avesse ucciso la sua famiglia, e agli altri eroi di strada della Marvel dell’epoca, ovvero Daredevil, Hulk e Ghost Rider.

Questa storia fu un completo fallimento e avrebbe portato alla fine del Punitore. Tuttavia, nel 1998 Frank Castle ebbe un’altra possibilità con la nascita della linea Marvel Knights.

La Marvel assunse Joe Quesada e Jimmy Palmiotti per curare la propria linea di fumetti, e affidò loro alcuni personaggi importanti caduti in disgrazia: Daredevil, Black Panther, gli Inumani e il Punitore.

Il Punitore (Vol. 4) avrebbe resuscitato il personaggio e lo avrebbe visto tentare di essere portato in una direzione horror, trasformandosi in un angelo che cacciava demoni. Il leggendario Bernie Wrightson disegnò la storia, ma ciò non salvò la sua premessa fiaccheggiante. Non era il Punitore che i fan volevano e ci fu un vero e proprio rifiuto per queste storie.

Alla DC Comics, Garth Ennis e Steve Dillon stavano ultimando il blockbuster Preacher della Vertigo, e i due firmarono con la Marvel per una nuova storia del Punitore sempre per la linea matura, Marvel Knights.

I due fumettisti erano noti per la loro capacità di combinare una prosa poetica e riflessiva con l’azione più squilibrata e divertente che si possa immaginare; i loro albi univano umorismo e sentimento in egual misura, a scene di pura follia (in alcuni casi anche splatter)… e funzionavano in maniera incredibile.

Punisher (Vol. 5) non sarebbe stato un albo Vertigo in cui tutto era concesso, ma con questi due a bordo, i fan sapevano che sarebbe stato davvero qualcosa di diverso e speciale. E avevano ragione.

Bentornato, Frank si adattava perfettamente al titolo della storia.

Era il Punitore che conoscevamo e amavamo da anni. Era un Frank Castle perfetto, e i disegni di Dillon regalavano ai lettori degli scenari straordinari. L’alchimia tra Ennis e Dillon, rivitalizzò il personaggio e il duo realizzò una delle migliori maxiserie da 12 numeri nella storia della Marvel, forse la migliore dedicata al vigilante dal Teschio sul Petto.

Si trattava di una storia brillante dall’inizio alla fine, riflessiva, emozionante e esilarante. Era tutto ciò che si poteva desiderare dal Punitore e ha dato il via all’era più grandiosa del personaggio.

Bentornato Frank fu solo l’inizio: Ennis avrebbe continuato la sua rivoluzione

Bentornato Frank è una storia che è diventata immediatamente iconica. Dopo averla letta, ho capito perché la gente l’amava così tanto: ci ha dato un Punitore in cui affondare i denti. Ennis e Dillon avevano compreso in maniera incredibile il personaggio, avevano un grande rispetto per lui, e questo ha dato i suoi frutti. I fan volevano un Punitore senza freni e la Marvel esaudì i loro desideri. Ma fu solo l’inizio.

Ennis e Dillon sarebbero tornati con Punisher (Vol. 6), una serie che continuava il lavoro fatto su Marvel Knights, che ebbe egual successo. Era ancora una volta fantastica e riportava il personaggio alla ribalta come una valida star.

Darick Robertson avrebbe poi preso il posto di Dillon come disegnatore e la serie rimase stellare. Qualche anno dopo Ennis e Robertson diedero origine a un progetto che proiettava quello stile di storie sviluppate su Punisher, all’interno di un universo supereroistico corrotto: The Boys.

Tornando su Frank Castle, alla fine, Ennis ottenne una serie MAX, dove gli era permesso di spingersi ancora di più agli estremi, e Born fu un’altra storia perfetta.

Per alcuni anni, dal 2000 in poi, abbiamo avuto numerose storie incredibili del Punisher che hanno contribuito a definire chi poteva essere il personaggio quando i creatori si preoccupavano davvero ed erano disposti a rischiare con lui. Tutto questo è avvenuto grazie al blockbuster noto come Bentornato Frank. E fu un gran ritorno che ancora oggi ricordiamo con vero piacere.

Welcome Back Frank

*Fonte del presente articolo il sito Comicbook.com

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Heretic: il thriller esoterico di Robbie Morrison e Charlie Adlard

Heretic è il nuovo thriller storico di Robbie Morrison e Charlie Adlard pubblicato da Saldapress, dove esoterismo e crime si intersecano nelle indagini condotte da un protagonista d’eccezione: Cornelius Agrippa

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Il XVI secolo rappresenta uno dei momenti più bui della storia moderna europea. Il periodo rinascimentale fu infatti, per alcuni suoi tratti, segnato dall’Inquisizione spagnola e dalla volontà della Chiesa e dello Stato di imporsi, obbligando le altre culture (in particolare quella musulmana) alla conversione al cristianesimo e ad opporsi al progresso, adottando metodi poco ortodossi e torture inenarrabili.

È in questo contesto storico che si afferma la figura di Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim, noto per le sue straordinarie qualità intellettuali. Originario di Colonia, Agrippa fu uno dei grandi luminari del suo tempo in diversi ambiti: alchimia, astrologia, esoterismo e filosofia.

Ma non siamo qui per una lezione di storia, bensì per parlare, ancora una volta, di fumetti.

Ed è proprio Agrippa il protagonista di Heretic, il nuovo fumetto horror realizzato da due “narratori di razza” (così li definisce Frank Quitely nella quarta di copertina), i britannici Robbie Morrison e Charlie Adlard.

Se Adlard è conosciuto soprattutto per il suo leggendario contributo artistico a The Walking Dead, realizzato insieme a Robert Kirkman, Robbie Morrison è uno scrittore di pari lignaggio. Romanziere e sceneggiatore di fumetti, Morrison ha lavorato su personaggi come Batman e Judge Dredd ed è particolarmente noto per la sua serie di romanzi polizieschi con protagonista Jimmy Dreghorn.

E una componente poliziesca è presente anche in Heretic, poiché il graphic novel, portato in Italia da Saldapress, ruota attorno a un’indagine su una serie di omicidi di matrice esoterica che Agrippa conduce insieme alla figlia Juliette e al suo allievo Johann Weyer.

Il fascino di Agrippa, la sua vita breve ma intensa e i misteri che aleggiano attorno al suo passato hanno ispirato Morrison al punto da dedicare a lui e a Johann Weyer, considerati dallo scrittore come due antesignani di Sherlock Holmes e del dottor Watson, un’avventura di “fantasia” (come tiene a precisare nella postfazione) decisamente disturbante sotto molti aspetti. Un orrore che emerge con ancora maggiore forza grazie alle matite di un Charlie Adlard ispirato come non mai.

Proprio durante Lucca Comics, l’artista britannico aveva avuto modo di spiegare quando è nato il progetto Heretic:

«Robbie è stato uno dei pochi a sapere in anticipo che stavamo per chiudere The Walking Dead» ha raccontato. «Non volevo finire la serie senza avere subito qualcosa di nuovo su cui lavorare. Così gli ho confidato che il numero 193 sarebbe stato l’ultimo. Da lì è nato Heretic.»

Se volete recuperare l’intero pezzo dedicato all’incontro con Charlie Adlard al Lucca Comics & Games 2025, a questo link trovate tutta la conferenza organizzata da Saldapress con ospite l’autore.

Heretic: una macabra indagine tra intrighi e magia

Ecco la sinossi di Heretic, estratta dal sito Saldapress:

Anversa, 1529. Una città crocevia di mercanti, inquisitori e alchimisti viene scossa da una catena di omicidi brutali e rituali. Il sangue scorre tra le strade e i canali, mentre l’ombra dell’eresia si allunga sull’Europa cattolica. A indagare sul misterioso caso viene chiamato Cornelius Agrippa: cavaliere, medico, avvocato, alchimista ed eretico. Con lui, il giovane e ambizioso Johann Weyer. I due si muovono tra corti ecclesiastiche, culti segreti e pericolosi testi proibiti, cercando la verità in un mondo in cui la superstizione è legge e la ragione è un crimine. 

Omicidi di uomini di Chiesa compiuti attraverso rituali infernali, un “indagatore dell’incubo” tanto geniale quanto folle e la barocca città di Anversa come scenario delle indagini dei protagonisti: questi sono gli elementi principali di Heretic, un thriller in cui magia e pratiche esoteriche dimostrano ancora una volta come il pericolo più grande abbia le sembianze di un uomo, un assassino, per la precisione.

Due protagonisti ‘elementari’ e una trama dalle atmosfere de Il Nome della Rosa

Da scrittore di polizieschi qual è, Morrison costruisce una trama avvincente, ricca di dialoghi e didascalie esplicative, ben congegnata sotto diversi aspetti, a partire dallo sviluppo dell’indagine e dalla caratterizzazione dei personaggi. Come in un romanzo di Conan Doyle, Agrippa e Johann — mentore e apprendista — si muovono come abili investigatori, degni eredi di Holmes e Watson, pur cambiando il contesto geografico (il Belgio anziché l’Inghilterra) e quello storico (il Rinascimento al posto dell’epoca vittoriana).

L’alchimia e il feeling tra i due protagonisti ricordano fortemente quelli del celebre duo di Baker Street, soprattutto per l’animo estroso, quasi folle, della controversa figura di Agrippa, una caratteristica che riecheggia nella genialità disturbata dell’investigatore Sherlock Holmes.

Un secondo elemento di forza è il contesto storico in cui sono ambientate le vicende di Heretic. Morrison dimostra di aver approfondito in modo significativo sia la figura di Agrippa sia il periodo dell’Inquisizione spagnola, con tutte le sue sfaccettature: le torture, i personaggi cardine di un sistema che ha mascherato il lato oscuro della Chiesa e i suoi intrighi, utilizzando la Cristianità come facciata per giustificare pratiche disumane contro chi osava opporsi.

Il fatto che le vittime siano uomini di Chiesa o coinvolti con essa, uno scenario più vicino al Medioevo che all’era moderna, e la presenza di un maestro e di un allievo investigatori così atipici rimandano inevitabilmente anche all’opera prima di Umberto Eco, Il nome della rosa. In quel caso, le indagini sugli omicidi avvenuti nell’abbazia erano affidate a Guglielmo di Baskerville (qui l’equivalente di Agrippa) e al giovane frate Adso da Melk, corrispettivo di Johann Weyer. Atmosfere e suggestioni di quell’opera si ritrovano chiaramente (almeno per il sottoscritto) anche all’interno di Heretic.

E non manca, infine, la componente mistery della storia che Morrison mette in piedi, focalizzata sull’alone di mistero che ruota intorno a questi omicidi, dal sadismo all’apparenza eccessivo anche per una mente umana.

Charlie Adlard non disegna zombie, ma la sua arte fa ancora paura

Se la sceneggiatura di Morrison risulta decisamente curata nei minimi particolari, altrettanto si può dire delle matite di Charlie Adlard.

Rispetto a The Walking Dead e ad altri lavori più recenti, Adlard adotta qui uno stile differente: un bianco e nero più pulito, ricco di dettagli e caratterizzato da sfumature più morbide, ma che lascia spazio a un rosso sanguigno quando le scene si fanno più cruente. Le sue tavole riescono a trasmettere, in diversi momenti, un forte senso di inquietudine e terrore, soprattutto nella rappresentazione degli omicidi, delle pratiche di tortura adottate dall’Inquisizione e delle arti “magiche” utilizzate da Agrippa nel corso delle sue indagini non convenzionali.

Allo stesso tempo, l’artista lascia il lettore a bocca aperta quando mette in scena immagini quasi da cartolina, con sullo sfondo luoghi, edifici storici e monumenti di Anversa riprodotti con la massima fedeltà possibile. Da questo punto di vista, il lavoro svolto dal disegnatore è sbalorditivo, così come lo studio e la resa grafica dei costumi dell’epoca.

Una vera prova da grande autore e artista quale è, che conferma come Adlard non sia “solo” la matita di The Walking Dead, ma molto di più.

Perché leggere Heretic?

Il thriller fantastorico messo in scena da Morrison e Adlard mi ha sorpreso in modo decisamente positivo, grazie a una trama avvincente che, nonostante una verbosità a tratti eccessiva (complice anche l’abitudine odierna a leggere sempre meno fumetti in cui la componente scritta è importante quanto quella visiva), non risulta mai noiosa.

Agrippa si rivela un protagonista dalle mille abilità, perfettamente calato nel ruolo dell’investigatore rinascimentale che deve necessariamente avere qualche rotella fuori posto per osare sfidare il sistema imposto dall’Inquisizione.

Morrison e Adlard svolgono un lavoro eccellente di ricostruzione storica all’interno di Heretic, proiettando il lettore nell’Anversa del 1529 attraverso un attento spaccato del linguaggio dei personaggi, degli usi e dei costumi dell’epoca.

Il finale lascia spazio a una possibile seconda avventura e, sinceramente, spero che questo non resti un unicum, ma rappresenti solo il primo volume di una serie. Tornare a seguire le indagini dell’eccentrico e geniale Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim — alchimista, astrologo, esoterista e filosofo — sarebbe davvero un piacere, naturalmente sempre sotto la guida di Robbie Morrison e Charlie Adlard, indagatori dell’incubo al pari di Agrippa e del suo fidato aiutante Johann Weyer.


VOTO POPCORNERD: 8/10

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