Comics
Supergirl: Kara avrà un ruolo importante nell’immediato futuro della DC Comics
L’immediato futuro di Supergirl nei fumetti della DC Comics sembra più roseo rispetto a quello nelle sale cinematografiche. Ecco qualche preview su cosa attende Kara Zor El in Supergirl #15 con qualche spoiler, in quanto l’albo è ancora inedito in Italia
Il debutto cinematografico di Supergirl nel nuovo DC Universe avrebbe dovuto rappresentare il momento della definitiva consacrazione di Kara Zor-El.
Le aspettative erano altissime: il progetto prometteva di adattare una delle storie più amate del personaggio, Woman of Tomorrow di Tom King e Bilquis Evely, e di dimostrare che la cugina di Superman poteva finalmente brillare di luce propria. Il risultato, però, ha lasciato molti fan insoddisfatti.
Secondo una parte della critica e del pubblico, il film ha finito per allontanarsi proprio dai temi centrali dell’opera da cui traeva ispirazione, arrivando a un finale che sembrava contraddire il percorso raccontato fino a quel momento. Invece di consolidare l’identità di Supergirl come eroina indipendente, la pellicola ha lasciato la sensazione di non aver trovato davvero una direzione per il personaggio.
Se il futuro cinematografico di Kara appare ancora incerto, lo stesso non si può dire della sua controparte cartacea. Nei fumetti DC, infatti, Supergirl sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua storia editoriale recente. Di seguito vi diciamo quanto sarà fondamentale Kara nell’immediato futuro… con qualche SPOILER!
L’estate di Supergirl: Kara raccoglie l’eredità della Casa di El

La DC sta dedicando grande attenzione alla Ragazza d’Acciaio e al suo ruolo nell’universo narrativo. Con Superman momentaneamente fuori dai giochi, è proprio Kara a raccogliere l’eredità della Casa di El, dimostrando, nel corso della serie Supergirl (2025) di Sophie Campbell, Paulina Ganucheau, Rosi Kämpe, di possedere tutte le qualità necessarie per sostenere il peso del simbolo della “S”.
Per anni molti lettori hanno sostenuto che Supergirl avesse bisogno di qualcosa che la distinguesse realmente da Superman. In realtà questa critica è stata spesso enfatizzata più del necessario, ma gli ultimi numeri della serie sembrano aver trovato finalmente la risposta: non modificando radicalmente il personaggio, bensì facendolo evolvere.
Supergirl #15 cambia tutto: nasce la Super-Force
L’albo Supergirl #15, ancora inedito in Italia, rappresenta un vero punto di svolta.
Dopo aver concluso la battaglia per Kandor contro Black Flame, Kara riesce a sconfiggere la sua avversaria senza rinunciare ai propri principi, arrivando addirittura a salvarle la vita. È una conclusione profondamente coerente con ciò che Supergirl rappresenta.
Terminato lo scontro, Kara comprende però una cosa fondamentale: non può più limitarsi a reagire agli eventi. Come erede della Casa di El e kryptoniana con la carriera più lunga dopo Superman, è arrivato il momento di assumersi pienamente le proprie responsabilità affinché tragedie come quella di Kandor non possano più ripetersi.

Da questa consapevolezza nasce la Super-Force, una squadra composta dagli alleati che Kara ha incontrato durante l’attuale serie. Il loro primo obiettivo è recuperare il Cristallo del Sole nascosto sotto Kandor e salvare i vari Superboy impegnati nelle rispettive battaglie.
La squadra sarà inoltre fondamentale nel prossimo arco narrativo, Kingdom of Zod, nel quale Supergirl guiderà i suoi compagni nella difesa della Terra contro le forze di Zod.
Per la prima volta Kara non è soltanto una potente supereroina, ma anche una leader. Un ruolo che la porta a incarnare l’eredità di Krypton in maniera nuova, dimostrando di poter rappresentare il simbolo della “S” persino meglio di Superman in determinate circostanze.
Un nuovo costume che racconta la sua evoluzione

Anche il nuovo costume riflette questa crescita. Kara continua infatti a utilizzare l’innovativa Super-Sostanza, nata dalla combinazione della materia creata da Lesla e Lena. Non si tratta di un semplice cambio estetico: il costume è praticamente un organismo vivente capace di adattarsi a ogni situazione.
Può trasformarsi in armature, creare armi, modificare il proprio aspetto e perfino alimentare Supergirl con l’energia del sole giallo in ambienti dove normalmente sarebbe priva di poteri.
Ma il cambiamento più importante è simbolico. Il redesign rende il look di Kara decisamente più maturo e rappresenta visivamente il suo passaggio da giovane eroina impulsiva a figura centrale dell’universo DC. In un solo numero, DC ha ridefinito il ruolo di Supergirl, donandole una direzione precisa e, soprattutto, evidenziando finalmente ciò che la rende diversa dal cugino kryptoniano.
La vera differenza tra Superman e Supergirl
Uno degli errori più frequenti commessi negli anni è stato quello di cercare di distinguere Supergirl da Superman eliminando proprio gli elementi che li accomunano.
Un esempio è rappresentato dalla versione dei New 52, nella quale Kara era quasi esclusivamente definita dalla rabbia e dal trauma provocati dalla distruzione di Krypton. Una caratterizzazione che trasformava il dolore nel tratto dominante della protagonista. Eppure non è questa la vera essenza del personaggio.
Sia Superman sia Supergirl sono simboli di speranza, ma la differenza sta nel modo in cui quella speranza nasce.
Clark Kent costruisce la propria visione del mondo grazie all’amore ricevuto dai Kent e alla convinzione che sia possibile creare un futuro migliore.
Kara, invece, porta sulle spalle il peso della perdita del suo pianeta natale. Ha visto Krypton morire con i propri occhi e ha assistito impotente alla scomparsa di tutto ciò che conosceva. La sua speranza non nasce dall’assenza del dolore, ma dalla decisione di convivere con esso senza lasciarsene consumare.
Ed è proprio questo che rende Supergirl un’eroina unica. Kara prova compassione persino nei confronti dei suoi peggiori nemici. La sua straordinaria empatia rende ancora più devastante la perdita di Krypton, perché non ha soltanto perso una casa: ha visto morire un intero popolo senza poter fare nulla.
Sarebbe stato facile lasciare che quella tragedia la trasformasse in una persona guidata dalla rabbia. Invece ha scelto un’altra strada. Ha trasformato il proprio dolore nella motivazione per aiutare gli altri, convinta che nessuno debba vivere una sofferenza simile alla sua. È questa la caratteristica che davvero distingue Supergirl da Superman.
Clark rappresenta la speranza costruita attraverso l’amore ricevuto.
Kara rappresenta la speranza conquistata dopo aver attraversato il dolore più grande immaginabile.
Entrambi arrivano allo stesso messaggio di gentilezza, altruismo e fiducia nel futuro, ma percorrono due strade completamente diverse. Ed è proprio questa differenza a renderli complementari e, allo stesso tempo, due degli eroi più importanti dell’universo DC.
Con Supergirl #15, la DC sembra aver finalmente compreso quale sia la vera forza del personaggio: non renderla diversa da Superman a tutti i costi, ma valorizzare il percorso unico che l’ha portata a diventare l’eroina che è oggi.
*Fonte del presente articolo: Comicbook.com
Comics
Spider-Man Special: da One More Day a Brand New Day
Ripercorriamo uno dei momenti più controversi della storia editoriale di Spider-Man, quello che ha portato da One More Day all’operazione Brand New Day
Spider-Man: Brand New Day è ormai alle porte. Il quarto film dei Marvel Studios con protagonista Spider-Man è atteso da milioni di fan in tutto il mondo. Dopo la campagna promozionale internazionale che ha visto principalmente protagonisti Tom Holland e Zendaya, impegnati in un tour mondiale per promuovere Spider-Man: Brand New Day, finalmente il film sta per arrivare nelle sale e, secondo gli attori e il regista Destin Daniel Cretton, sarà qualcosa di incredibile.
Addirittura Tom Holland, ormai consacrato come lo Spider-Man ufficiale delle nuove generazioni, ha dichiarato che quel Brand New Day (in italiano Un nuovo giorno) del titolo riguarderà la scena finale, prima della chiusura del film, e rappresenterà un momento di svolta per il futuro del personaggio. Per comprendere di cosa stia parlando, dovremo recarci tutti nelle sale e vedere Spider-Man: Brand New Day.

Guardando alla storia dei comics, il quarto film sull’Arrampicamuri del MCU sembra molto più legato ai fumetti rispetto alle pellicole precedenti. Nei trailer e nelle immagini promozionali rilasciate da Sony e Disney, il film pare riproporre alcune scene iconiche tratte da copertine storiche degli albi di Amazing Spider-Man. Ma, andando più a fondo, lo stesso Brand New Day riporta alla mente dei lettori un periodo di rinnovamento per Spidey anche nei fumetti.
Si tratta di una mossa editoriale che vede in Joe Quesada, all’epoca Editor in Chief Marvel, il principale fautore e che è stata preceduta da una delle storie più controverse e chiacchierate della storia di Spider-Man: One More Day. Stiamo parlando di un capitolo della vita editoriale dell’Arrampicamuri che fece insorgere gran parte dei lettori, i quali non accettarono affatto la direzione intrapresa dalla Casa delle Idee per Spider-Man, destinata a cambiare per sempre non solo l’eroe, ma soprattutto l’uomo sotto la maschera, Peter Parker.
Spider-Man: One More Day – Ritorno alle origini

Joe Quesada è stato uno degli Editor in Chief più importanti della Marvel dagli inizi del nuovo millennio. Grazie a lui, la Casa delle Idee ha vissuto un periodo florido, fatto di idee originali e di giovani autori di talento in rampa di lancio. Sotto la sua guida, scrittori come Brian Bendis, Jonathan Hickman e Mark Millar sono diventati tra le migliori penne del fumetto statunitense, contribuendo al successo della Marvel di quegli anni, che l’ha vista primeggiare sulla rivale di sempre, la DC Comics, e avviare quello che poi sarebbe diventato il MCU.

In foto: Joe Quesada
Tra le tante decisioni, a lui si imputa principalmente la scelta di apportare una fondamentale modifica alla vita di Peter Parker con One More Day. Questo perché, nel bene o nel male, One More Day ha segnato per sempre, da quel momento in poi, le storie di Spider-Man.
L’idea di base di Quesada era semplice: Peter Parker/Spider-Man non funzionava più come prima ed era cresciuto troppo. Era cambiato eccessivamente nel corso degli anni rispetto al personaggio originale creato da Stan Lee e Steve Ditko, e questo poteva impedire ai giovani lettori di immedesimarsi in Peter, l’eroe di tutti. Il matrimonio con Mary Jane Watson aveva contribuito a una crescita eccessiva del personaggio e del suo parco comprimari, così come l’affrontare tematiche decisamente adulte (ricordiamo che la coppia, durante la Saga del Clone, ha perso una figlia). Per Quesada, un Peter Parker adulto aveva perso quello smalto del ragazzo eterno ritardatario, squattrinato e affetto dalla classica “sfortuna dei Parker”.

In una vecchia intervista a Spotlight, pubblicata in Italia su L’Uomo Ragno #487, Quesada aveva dichiarato:
«Per me Peter Parker è il classico imbranato dell’Universo Marvel. E’ una persona normale come te e come me. Ciascuno di noi può confrontarsi con lui e trovarvi una piccola parte di sè. […]credo che tornare allo status quo, alle radici di Peter, sia molto importante per ciò che accadrà a tutti i personaggi nei prossimi venti o trent’anni» – Joe Quesada
Insomma, a sua detta Spider-Man aveva bisogno di quella che oggi viene chiamata retcon, un ritorno alle origini, a situazioni più tipicamente “da Spider-Man”, e di un cast rinnovato. Per questo nacque One More Day, storia scritta insieme a J. Michael Straczynski, autore di una lunga e importante run su Testa di Tela, e disegnata dallo stesso Quesada.
L’obiettivo? Eliminare dalla storia di Spider-Man il matrimonio tra Peter Parker e M.J.
Più che una retcon, però, quello che fecero Quesada & Co. con questa mossa fu spazzare via (o meglio ‘modificare’) oltre vent’anni di storie che avevano visto Peter e M.J. sposati. Un colpo di spugna che non piacque praticamente a nessuno.
E se questo fosse l’ultimo giorno con la tua metà?

La vicenda si svolge dopo gli eventi di Civil War, durante i quali Spider-Man decide di rivelare pubblicamente la propria identità segreta. Questa scelta ha conseguenze devastanti: numerosi criminali iniziano a prendere di mira Peter Parker e le persone a lui più care. Tra questi c’è Wilson Fisk, il Kingpin del crimine, il cui piano porta zia May a rimanere gravemente ferita nel fuoco incrociato.
Disperato e determinato a salvarle la vita, Peter si rivolge a chiunque possa offrirgli una soluzione, da Tony Stark, in quel momento nemico giurato dei vigilanti come Spidey, fino al Doctor Strange. Quando ogni speranza sembra svanire, compare Mefisto, il demone che gli propone un terribile patto: in cambio della guarigione di zia May, Peter dovrà rinunciare all’amore e al suo matrimonio con Mary Jane Watson.
Spinto dalla disperazione, Peter accetta l’accordo insieme a Mary Jane, dando vita a una delle decisioni più controverse nella storia editoriale del personaggio.
Quello che racconta One More Day è, quindi, l’ultimo giorno di Peter e MJ come marito e moglie. Un amore a termine che li vede pienamente consapevoli di ciò che stanno per perdere e che costituisce uno dei momenti più struggenti, intensi e intimi della coppia.
Mefisto altera la realtà riscrivendo la linea temporale: Peter e Mary Jane non si sono mai sposati, Spider-Man non ha mai rivelato la propria identità segreta al mondo e zia May non è mai morta.
Il finale di One More Day, che funge da prequel a Brand New Day, costituisce anche l’occasione per riportare in scena alcuni personaggi del cast delle origini, come Harry Osborn e Flash Thompson, per rimetterli al centro delle storie. Personaggi che avevano contribuito al successo di Spider-Man e che, in maniera nostalgica, vennero ricollocati nel ruolo che gli competeva (almeno secondo il grande Joe Quesada) in Brand New Day.
Rileggendola a distanza di quasi vent’anni e digerita l’amara pillola della separazione tra Peter e M.J., la trama imbastita da Straczynski e Quesada si distingue per essere una storia, certo, dalle discutibili finalità prettamente commerciali, ma dal fortissimo carico emotivo.
Un racconto che attraversa le diverse fasi del dolore del protagonista e mostra uno Spider-Man impotente e disperato come non mai. Un Peter Parker che si ritrova a ricadere nello stesso errore che anni prima aveva portato all’assassinio dello zio Ben e che, per un’altra sua leggerezza, rischia ora di causare la morte della persona più importante della sua vita, zia May, dimostrando di non aver imparato fino in fondo il significato del motto «da grandi poteri derivano grandi responsabilità».
Un Peter costretto a scegliere quale perdita sia per lui meno dolorosa: l’amore della sua vita o la donna che lo ha cresciuto. Una decisione struggente che si riflette nelle spettacolari tavole di Quesada, il quale, in ogni caso, rimane un disegnatore di assoluto livello.
Probabilmente, se uscisse oggi, anche alla luce di alcuni cicli recenti di Spider-Man, One More Day non verrebbe etichettata come la “peggiore storia di Spider-Man di tutti i tempi“.
I dietro le quinte: i disaccordi tra Quesada e J.M. Straczynski

In foto: J. Michael Straczynski
Oltre a dare origine alla furia dei lettori quando scoprirono il finale di One More Day, la storia in quattro parti ebbe anche una gestazione piuttosto travagliata.
Lo stesso sceneggiatore, J.M. Straczynski, fu in totale disaccordo con Quesada su alcune delle direzioni che questi voleva imprimere alla trama, al punto che, a un certo momento, non voleva nemmeno comparire nei credits della storia. Ecco un estratto di una sua dichiarazione:
«Nella trama attuale, ci sono molte cose con cui non sono d’accordo, e l’ho fatto capire chiaramente a tutti quelli che erano a portata di voce alla Marvel, soprattutto a Joe. Sarò sincero: a un certo punto ho deciso, e l’ho comunicato a Joe, di togliere il mio nome dagli ultimi due numeri dell’arco narrativo di OMD. Alla fine Joe mi ha convinto a cambiare idea perché, in fin dei conti, non voglio sabotare né Joe né la Marvel, e ho molto rispetto per entrambi.» – J.M. Straczynski
JMS, inoltre, aveva intenzione di inserire alcuni viaggi magici nel tempo che avrebbero permesso a Peter di “aggiustare” alcune cose del proprio passato: avrebbe aiutato Harry a superare il suo problema di droga, Norman non sarebbe tornato a essere Goblin e, soprattutto, Gwen non sarebbe morta e sarebbe rimasta la ragazza di Pete. Tutte idee che Quesada e, più in generale, la Marvel non approvarono e che portarono alla storia di One More Day che tutti conosciamo.
Di fatto, One More Day fu l’ultima storia scritta da JMS per Spider-Man per molti e molti anni. È tornato solo recentemente con una miniserie ambientata nel passato di Spidey, intitolata Torn, attualmente in corso di pubblicazione in Italia sulla testata ammiraglia di Spider-Man.
Brand New Day: nuovo giorno, nuova vita per Spidey

Archiviato One More Day, scattò l’operazione Brand New Day.
La Marvel decise di intraprendere una nuova strada per Amazing Spider-Man, affidando la testata a più team creativi che, a rotazione, avrebbero raccontato le gesta del rinnovato Spider-Man di quartiere per ben tre uscite al mese.
Si trattava di qualcosa di unico per la Marvel: tre uscite mensili della stessa testata, che necessitavano di una vera e propria task force di autori, chiamata all’epoca Spider-Trust, composta da quattro scrittori (Dan Slott, Marc Guggenheim, Bob Gale e Zeb Wells) e altrettanti disegnatori (Steve McNiven, Salvador Larroca, Phil Jimenez e Chris Bachalo). Solo Bachalo e Jimenez furono gli unici a rimanere sulla testata per un lungo periodo. A sostituire gli altri disegnatori vennero chiamati Mike McKone, Marcos Martin, Barry Kitson e John Romita Jr., mentre Mark Waid prese il posto di Wells, impegnato nel frattempo in altri progetti televisivi.
Tom Brevoort, figura storica di riferimento della Marvel e della vita editoriale di Spider-Man, creò per Brand New Day un vero e proprio manifesto organizzativo destinato agli autori coinvolti, con l’obiettivo di fissare i punti chiave attorno ai quali avrebbero dovuto ruotare le storie di Spider-Man da quel momento in poi. Tra questi troviamo:
- Mettere Peter Parker al centro dell’attenzione;
- Spider-Man è l’eroe sfortunato che fa anche scelte sbagliate ed errori, ma è divertente;
- Peter Parker si deve comportare come un venticinquenne;
- Guardare avanti;
- Avventure ricche di mistero e questioni da risolvere;
- L’importanza della cerchia di amici;
- Nuovi nemici ma anche vecchi rinnovati, rispettandone la caratterizzazione;
Una ventata di freschezza per Spider-Man

Il Peter Parker che troviamo in Brand New Day è uno scapolo, senza memoria dei fatti di One More Day, che intreccia nuovi rapporti amorosi che spesso durano quanto un “Thwip!”, a causa dei suoi impegni ragneschi e della sua classica sbadataggine nella vita privata.
Anche zia May beneficiò del patto con Mefisto, non solo ritornando in vita, ma anche ottenendo un apparente ringiovanimento e diventando direttrice del F.E.A.S.T., il centro di accoglienza per i senzatetto.
E Mary Jane? Inizialmente fu messa completamente da parte, quasi a voler “cancellare” non solo il matrimonio, ma anche il personaggio stesso, evidentemente considerato scomodo per un’operazione di rilancio di questo genere, prima di essere reintegrata dopo molto, molto tempo.
L’operazione durò quasi tre anni e coprì quasi 100 albi, dal n. 546 al n. 647 di Amazing Spider-Man.
Una piccola curiosità riguarda l’edizione italiana: Panini Comics, fino all’albo d’esordio di Brand New Day (L’Uomo Ragno #546), aveva mantenuto Uomo Ragno come nome della collana, che cambiò proprio con l’avvento di Brand New Day in Spider-Man, segnando anche in questo caso un cambiamento importante e la fine di un’era.
Guardando al passato, l’operazione imbastita dalla Marvel fu molto complessa, ma ottimamente orchestrata, e offrì ai lettori trame fresche, un Peter ringiovanito, uno Spider-Man più spensierato e dinamico rispetto al passato e una vasta gamma di nuovi nemici e comprimari interessanti, come Mister Negativo, Jackpot, Dexter Bennett, Carlie Cooper e Menace, alcuni dei quali fanno ancora oggi parte del cast di Spidey. Per quanto riguarda Mister Negativo, dovrebbe essere uno dei nemici che compariranno nel film con Tom Holland in uscita.
L’aver ingaggiato diversi autori, ciascuno con un bagaglio di esperienze e soprattutto con uno stile differente, si rivelò una mossa vincente perché, soprattutto nei primi archi narrativi, permise di sviluppare trame originali e mai banali per Spider-Man.
Brand New Day rappresenta un momento cruciale nel rilancio fumettistico di Spider-Man e, da quel poco che si è visto finora, la pellicola del MCU potrebbe riuscire a mantenere lo spirito dell’operazione editoriale compiuta ben diciannove anni fa dalla Marvel Comics, portando lo Spider-Man di Tom Holland verso nuovi lidi, anche considerando il fatto che (notizia non ufficiale) dovrebbe tornare a indossare i panni dell’Arrampicamuri per altri cinque film. Cominciamo a vedere, però, dove lo porterà questo Nuovo Giorno, prima di guardare troppo avanti.
Cinema
Chi è Jean DeWolff? La storica alleata di Spider-Man arriva nel MCU
Tutto quello che devi sapere su Jean DeWolff, la storica alleata di Spider-Man arriva nel MCU in Spider-Man: Brand New Day
Comics
San Diego Comic-Con: gli annunci più importanti della DC Comics
Grande mattatrice in ambito fumetto, la DC Comics al San Diego Comic-Con ha regalato emozioni con moltissimi annunci interessanti
Al San Diego Comic-Con 2026 DC Comics è stata la casa editrice vera mattatrice di quest’anno tra Eisner Awards vinti e annunci fatti sul futuro degli eroi DC. Niente panel di DC Studios in Hall H, ma un fiume di annunci sui fumetti, con il booth #4544 trasformato in un hub a tema anni ’50 e un ricco calendario di panel dedicati all’iniziativa “Next Level” e al mondo di Gotham.
Il cuore degli annunci: il panel “DC’s Next Level”
Il panel più atteso, tenutosi venerdì 24 luglio nella Room 6DE e moderato dagli editor DC Brittany Holzherr e Andrew Marino, ha rivelato il prossimo capitolo dell’iniziativa editoriale Next Level, il progetto lanciato a marzo 2026 pensato per dare a grandi autori piena libertà creativa su personaggi di culto o sottoutilizzati dell’universo DC principale, sulla falsariga di quanto fatto con la linea Absolute.
Vixen: la prima serie regolare in assoluto

Dopo 45 anni di storia editoriale e innumerevoli apparizioni come membro della Justice League, Mari McCabe (Vixen) avrà finalmente una serie tutta sua. A scriverla sarà Stephanie Williams (Temporal, Roots of Madness), prima donna nera candidata come miglior sceneggiatrice agli Eisner Award, affiancata ai disegni da Khary Randolph (Excellence, Spawn). Durante il panel, Williams ha descritto il tono della serie paragonandolo scherzosamente a “Rihanna che decide finalmente di diventare una supereroina“: Mari racconterà lei stessa chi è, invece di lasciare che siano gli altri a definirla.
Static torna dopo 15 anni

Anche Virgil Hawkins, alias Static, punta dritto verso una nuova serie regolare, la prima dopo 15 anni, dopo la sua recente integrazione nei New Titans e nel DC Universe principale. Il fumetto sarà scritto da Cody Ziglar (Miles Morales: Spider-Man, Deadpool) con disegni di Diego Olortegui (Justice Society of America). Secondo Ziglar, la serie mostrerà Virgil “spolverare le ragnatele” e reintrodursi al mondo supereroistico affrontando minacce nuove e più pericolose.
Shadow of the Bat: Deniz Camp e Javier Rodríguez su Batman

Reduci dal successo di Absolute Martian Manhunter (vincitore agli Eisner), Deniz Camp e Javier Rodríguez tornano a lavorare insieme su Shadow of the Bat, una serie ambientata in parallelo agli eventi di Batman di Matt Fraction e Detective Comics di Tom Taylor. Camp ha spiegato che la storia affronterà “il fallimento delle istituzioni e il trauma personale di Batman“, specchiati nel trauma di Gotham dopo l’esplosione di un impianto chimico, con un forte focus su nuovi personaggi e nuovi villain. Non è ancora stata annunciata una data di uscita.
The Demon: un nuovo horror firmato James Harren

Tra i titoli Next Level a tinte horror, The Demon vedrà James Harren scrivere, disegnare e curare la serie insieme al colorista Dave Stewart, seguendo Jason Blood nella sua lotta per proteggere il mondo dai mostri legati al demone a cui è vincolato. Il primo numero uscirà il 7 ottobre 2026, con copertina principale di Harren e variant di Daniel Warren Jordan, Michael Walsh, Hayden Sherman e John McCrea.
Jonah Hex and the Shadow of Death

Sempre dal 7 ottobre 2026 arriverà Jonah Hex and the Shadow of Death, miniserie folk-horror di sei numeri scritta e disegnata da Michael Walsh, con copertina principale dello stesso Walsh e variant di Brian Bolland, Julian Totino Tedesco, Javier Rodríguez (1:25) e Hayden Sherman.
Batman Day 2026: arriva “Batman of Two Worlds”

Durante il panel “Gotham City” è stato annunciato l’evento clou del Batman Day 2026 (sabato 19 settembre): l’albo one-shot Batman of Two Worlds #1, che metterà per la prima volta a confronto il Batman della continuity principale e la sua controparte dell’Absolute Universe.
Attenzione però: non si tratta di un vero e proprio team-up. Come precisato da DC, i due Batman non si incontreranno mai faccia a faccia. Il fumetto racconterà invece due storie parallele e indipendenti, entrambe incentrate sulla stessa premessa criminale, una rapina in banca che nasconde una corruzione ben più profonda, mostrando come ciascun Batman la affronti con il proprio approccio morale, le proprie risorse e i propri metodi.
La storia dedicata al Batman “regolare” sarà scritta da Matt Fraction (attuale autore della serie Batman) e disegnata da Javi Fernández, con colori di Tomeu Morey e lettering di Clayton Cowles. La parte Absolute Batman sarà invece firmata da Scott Snyder, con disegni di Nick Derington (Doom Patrol), colori di Frank Martin e lettering di Tom Napolitano. La copertina è opera di Jorge Jiménez, Nick Dragotta e Frank Martin.
Come ha spiegato Fraction:
“Hai due sguardi diversi su Batman: le strutture morali, etiche, politiche. Un’occasione per metterle fianco a fianco e vedere somiglianze e differenze.”
Snyder ha aggiunto che l’obiettivo era “mostrare cosa rende speciale ciascuna versione” e che il fumetto è pensato per essere accessibile anche a chi non conosce nulla del personaggio.
Il panel Superman e il resto del parterre creativo
Un altro panel ha riunito alcuni dei principali autori DC per parlare della prossima fase dell’iniziativa editoriale “All In” e del futuro dell’universo di Superman e oltre. Tra i partecipanti: Joshua Williamson (Superman), Mark Waid (Action Comics, Justice League Unlimited), Tom King (Wonder Woman), Stephanie Williams (Wonder War: The Matriarch), Jeremy Adams (Green Lantern, Emperor Aquaman), Morgan Hampton (Green Lantern Corps) e Nicole Maines (Justice League: Dream Girls), moderati dal group editor Paul Kaminski.
Sul fronte TV: il trailer di “Lanterns” e “My Adventures with Superman”
Pur senza un panel cinematografico in Hall H, DC Studios e Warner Bros. Television hanno comunque portato novità a San Diego: durante un panel del 24 luglio è stato mostrato il nuovo trailer ufficiale di Lanterns, serie HBO Max in otto episodi in arrivo il 16 agosto. Ecco di seguito il trailer!
Il cast e il team creativo di My Adventures with Superman hanno presentato la Stagione 3 della serie animata targata Adult Swim/Warner Bros. Animation, in arrivo su Prime Video dal 31 luglio.
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