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Star Trek – Godshock: Il nuovo inizio targato Mirage, che guarda al passato
Abbiamo letto Star Trek: Godshock, il nuovo starting point dei fumetti di Star Trek, riportati in Italia da Mirage Comics in un’ottima edizione cartonata. Pronti a immergervi nello spazio infinito insieme all’equipaggio di Ben Sisko?
Non sono un fan di Star Trek e, probabilmente, questo “coming out” non è il modo migliore per iniziare una recensione dedicata a un volume di Star Trek. Non nego, però, di aver visto in passato qualche pellicola e che la saga sci-fi per eccellenza mi affascini, nonostante abbia sempre fatto fatica a immergermi in un universo narrativo con decenni di storie alle spalle, che hanno visto protagonisti, in primis, l’Enterprise e l’equipaggio del Capitano Kirk e Spock.
Nel corso degli anni gli equipaggi si sono moltiplicati, ampliando il mondo di Star Trek con nuove missioni e avventure in giro per la galassia, anche attraverso media che non fossero necessariamente cinema o televisione, ma anche, ad esempio, il fumetto.
Da anni IDW Publishing cura e pubblica negli Stati Uniti la linea di comics dedicata a Star Trek e, nel corso del tempo, ha proposto diverse serie con i protagonisti più disparati del franchise, continuando alcune delle loro avventure proprio tra le pagine dei fumetti.
In Italia, però, da tempo mancava una linea editoriale che pubblicasse le storie a fumetti di Star Trek e permettesse di riscoprire, o scoprire per la prima volta, la fantascienza nel suo stato più puro e classico.

Mirage Comics riporta finalmente Star Trek in Italia all’interno della nuova collana Supernova, pubblicando il primo volume della nuova serie a fumetti intitolato Star Trek: Godshock, che vede un nuovo equipaggio composto principalmente da alcune vecchie conoscenze, ma anche da volti inediti, alle prese con un mistero intergalattico: chi sta uccidendo gli Dei dell’Universo?
La storia è scritta da Collin Kelly e Jackson Lanzing, duo di sceneggiatori con un recente passato in Marvel, e disegnata da un team di artisti composto da Ramon Rosanas, Oleg Chudakov, Joe Eisma ed Erik Tamayo che, a rotazione, hanno illustrato i sei capitoli di Godshock.
Quello che emerge sin dalle prime pagine è che si tratta di un’opera che cerca di definire una nuova direzione per il franchise a fumetti di Star Trek, sviluppando l’idea mettere insieme personaggi provenienti da epoche diverse della saga e trasformarli nell’equipaggio di una nuova ammiraglia della Federazione.
Star Trek: Godshock – Chi sta decimando gli Dei?

Benjamin Sisko è tornato. L’ex comandante della Deep Space 9 torna da suo figlio Jake sull’avamposto della Federazione con una missione ben precisa assegnatagli dai Profeti, che lo hanno rimandato indietro. I cosiddetti “alieni del tunnel” hanno visto arrivare qualcosa che non sono in grado di fermare e da cui dipende il destino della galassia.

Sisko mette insieme una nuova squadra che lo vede al comando e con l’androide Data, già secondo ufficiale di Picard in Star Trek: The Next Generation, nel ruolo di primo ufficiale. A bordo della U.S.S. Theseus NX-1987 parte così per una missione fondamentale, che ha una destinazione ben precisa: la nebulosa Efesto.
Giunta in prossimità della nebulosa, la U.S.S. Theseus e il suo equipaggio assistono subito a un evento scioccante: la morte di un dio per mano di un’entità sconosciuta e misteriosa, dotata di capacità tali da annientare un essere apparentemente immortale.
Chi sta uccidendo gli Dei? È il quesito a cui dovranno rispondere Sisko, dotato di poteri e collegamento diretto con i Profeti, e l’intero equipaggio della U.S.S. Theseus, impegnato in un’indagine che lo porterà al cospetto dell’Impero Klingon e di un vecchio amico klingon molto amato dai fan di Star Trek: Worf.
Un mistery politico a spasso per lo spazio

Il duo Kelly e Lanzing riporta in scena, nella nuova serie di Star Trek, il capitano Ben Sisko, quello che per molti è il capitano “più umano” dell’intera saga. Il suo ritorno innesca la serie di eventi che si dipana all’interno di Godshock, una storia mystery intrigante che porta non solo l’equipaggio della U.S.S. Theseus, ma anche il lettore, ai confini dell’Universo.
Molto interessante anche l’elemento politico messo in scena dagli scrittori, punto cardine di molte trame classiche di Star Trek, soprattutto in ambito televisivo, dove era possibile sviluppare meglio alcuni spunti. Del resto, l’assassinio degli Dei deriva da giochi di potere volti a ribaltare alcuni equilibri galattici… ma questo lo si scopre soltanto leggendo l’intero volume.
La trama è avvincente, anche se, come nella tradizione di Star Trek, c’è un ampio spazio dedicato a scene di dialogo, che vengono bilanciate con una buona (ma non eccessiva) dose di azione.
I due sceneggiatori sono stati abili anche nel riportare in scena alcuni personaggi molto amati, comparsi e divenuti celebri soprattutto nei film e nelle serie TV di Star Trek, come lo stesso Sisko, l’androide Data, visto in The Next Generation, il klingon Worf, apparso in The Next Generation, Deep Space 9 e in alcuni film della saga, il tenente Thomas Eugene “Tom” Paris di Star Trek: Voyager, senza dimenticare l’intramontabile Montgomery Scott, detto “Scotty“.

A questi volti noti si aggiungono personaggi più giovani, come il guardiamarina vulcaniano T’Lir, figura interessante che riesce a ritagliarsi uno spazio significativo all’interno della storia. L’impressione che ho avuto è che i due autori abbiano cercato di unire quanto più possibile le varie serie televisive, riportando in scena alcuni personaggi cardine con l’obiettivo di ripartire da un’unica grande serie intitolata semplicemente Star Trek, capace di raccontare storie dal respiro ampio.
E, in effetti, come anticipato, la vicenda che ruota attorno all’assassinio di entità cosmiche è senza dubbio godibile e divertente da seguire, senza particolari difficoltà anche per chi, come il sottoscritto, si affaccia per la prima volta all’universo fumettistico di Star Trek.
La scelta, tra l’altro, di affidare la guida della nuova serie a Benjamin Sisko si rivela particolarmente azzeccata.

Quest’ultimo è senza dubbio il personaggio più interessante: oltre a essere il protagonista della vicenda, è una figura tormentata, costretta a convivere con responsabilità che vanno ben oltre il semplice comando di un’astronave, con un passato recente ancora in parte avvolto nel mistero e un futuro che appare indecifrabile persino ai suoi occhi.
Da una parte è il comandante pragmatico che deve guidare il proprio equipaggio; dall’altra è un uomo profondamente cambiato dall’esperienza vissuta con i Profeti, consapevole di possedere conoscenze che gli altri non possono comprendere completamente. È proprio questa ambiguità a renderlo il personaggio più interessante del volume.
Un ottimo starting point e una lettura accessibile anche ai nuovi lettori
Uno degli aspetti più sorprendenti di Godshock è la sua capacità di non escludere chi non possiede una conoscenza enciclopedica della saga, e costituisce, quindi, un ottimo punto di partenza per chi si volesse lanciare nell’universo di Star Trek.
Naturalmente chi ha visto tutte le serie coglierà numerosi riferimenti e collegamenti, ma Kelly e Lanzing evitano di trasformare il fumetto in un esercizio di fan service.
I dialoghi contestualizzano quasi sempre i personaggi e i loro rapporti, permettendo anche ai neofiti di seguire senza particolari difficoltà lo sviluppo della vicenda.
Nei primi capitoli è inevitabile provare un leggero senso di spaesamento davanti a un cast così numeroso, ma una volta compresi i ruoli dei protagonisti la lettura procede con notevole fluidità.
Un buon comparto artistico, anche se troppo variegato

Sul piano artistico il volume mantiene una buona qualità complessiva, anche se la presenza di quattro disegnatori rende inevitabilmente disomogeneo il comparto grafico.
Ramon Rosanas si conferma il disegnatore più solido del gruppo, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella costruzione delle scene dialogate, mentre gli altri artisti garantiscono continuità senza raggiungere momenti particolarmente memorabili.
L’aspetto più riuscito rimane probabilmente il design della U.S.S. Theseus e la rappresentazione delle ambientazioni cosmiche, in alcune immmagini davvero mozzafiato, capaci di trasmettere quel senso di esplorazione che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica di Star Trek.
Perché leggere Star Trek: Godshock?
Star Trek: Godshock non cerca di rivoluzionare la fantascienza né di reinventare il franchise, ma si pone l’obiettivo di costruire un nuovo punto di partenza per i fumetti di Star Trek. E a mio avviso, nonostante sia un ‘neofita’ del fumetto di Star Trek, lo fa davvero bene.
Kelly e Lanzing realizzano un’opera profondamente rispettosa della tradizione, che recupera l’anima più politica e filosofica della saga senza rinunciare all’avventura e al mistero.
Chi cerca una space opera ricca di esplosioni potrebbe trovarla persino troppo riflessiva. Ripeto: ci sono momenti di puro action, ma sono ben bilanciati con scene esplicative e di puro dialogo necessarie per spiegare alcuni status quo o situazioni al lettore.
Chi invece apprezza la fantascienza costruita sui personaggi, sulle idee e sulle conseguenze delle scelte troverà un fumetto maturo e sorprendentemente accessibile. Anche per chi, come me, non è mai stato un vero trekkie.
Infine due parole sull’edizione italiana Mirage Comics; il formato cartonato è di ottima fattura e a un prezzo davvero competitivo considerate le oltre 150 pagine. Rispetto ai primi cartonati della casa editrice la qualità è migliorata notevolmente, anche sotto l’aspetto delle traduzioni e della parte grafica degli interni, e si nota. Unico appunto: manca una nota redazionale all’inizio o alla fine del volume che sicuramente completerebbe un’edizione di per sé davvero molto buona.
Teletrasportami, Scotty.
VOTO POPCORNERD: 7/10

Comics
Spider-Man Special: da One More Day a Brand New Day
Ripercorriamo uno dei momenti più controversi della storia editoriale di Spider-Man, quello che ha portato da One More Day all’operazione Brand New Day
Spider-Man: Brand New Day è ormai alle porte. Il quarto film dei Marvel Studios con protagonista Spider-Man è atteso da milioni di fan in tutto il mondo. Dopo la campagna promozionale internazionale che ha visto principalmente protagonisti Tom Holland e Zendaya, impegnati in un tour mondiale per promuovere Spider-Man: Brand New Day, finalmente il film sta per arrivare nelle sale e, secondo gli attori e il regista Destin Daniel Cretton, sarà qualcosa di incredibile.
Addirittura Tom Holland, ormai consacrato come lo Spider-Man ufficiale delle nuove generazioni, ha dichiarato che quel Brand New Day (in italiano Un nuovo giorno) del titolo riguarderà la scena finale, prima della chiusura del film, e rappresenterà un momento di svolta per il futuro del personaggio. Per comprendere di cosa stia parlando, dovremo recarci tutti nelle sale e vedere Spider-Man: Brand New Day.

Guardando alla storia dei comics, il quarto film sull’Arrampicamuri del MCU sembra molto più legato ai fumetti rispetto alle pellicole precedenti. Nei trailer e nelle immagini promozionali rilasciate da Sony e Disney, il film pare riproporre alcune scene iconiche tratte da copertine storiche degli albi di Amazing Spider-Man. Ma, andando più a fondo, lo stesso Brand New Day riporta alla mente dei lettori un periodo di rinnovamento per Spidey anche nei fumetti.
Si tratta di una mossa editoriale che vede in Joe Quesada, all’epoca Editor in Chief Marvel, il principale fautore e che è stata preceduta da una delle storie più controverse e chiacchierate della storia di Spider-Man: One More Day. Stiamo parlando di un capitolo della vita editoriale dell’Arrampicamuri che fece insorgere gran parte dei lettori, i quali non accettarono affatto la direzione intrapresa dalla Casa delle Idee per Spider-Man, destinata a cambiare per sempre non solo l’eroe, ma soprattutto l’uomo sotto la maschera, Peter Parker.
Spider-Man: One More Day – Ritorno alle origini

Joe Quesada è stato uno degli Editor in Chief più importanti della Marvel dagli inizi del nuovo millennio. Grazie a lui, la Casa delle Idee ha vissuto un periodo florido, fatto di idee originali e di giovani autori di talento in rampa di lancio. Sotto la sua guida, scrittori come Brian Bendis, Jonathan Hickman e Mark Millar sono diventati tra le migliori penne del fumetto statunitense, contribuendo al successo della Marvel di quegli anni, che l’ha vista primeggiare sulla rivale di sempre, la DC Comics, e avviare quello che poi sarebbe diventato il MCU.

In foto: Joe Quesada
Tra le tante decisioni, a lui si imputa principalmente la scelta di apportare una fondamentale modifica alla vita di Peter Parker con One More Day. Questo perché, nel bene o nel male, One More Day ha segnato per sempre, da quel momento in poi, le storie di Spider-Man.
L’idea di base di Quesada era semplice: Peter Parker/Spider-Man non funzionava più come prima ed era cresciuto troppo. Era cambiato eccessivamente nel corso degli anni rispetto al personaggio originale creato da Stan Lee e Steve Ditko, e questo poteva impedire ai giovani lettori di immedesimarsi in Peter, l’eroe di tutti. Il matrimonio con Mary Jane Watson aveva contribuito a una crescita eccessiva del personaggio e del suo parco comprimari, così come l’affrontare tematiche decisamente adulte (ricordiamo che la coppia, durante la Saga del Clone, ha perso una figlia). Per Quesada, un Peter Parker adulto aveva perso quello smalto del ragazzo eterno ritardatario, squattrinato e affetto dalla classica “sfortuna dei Parker”.

In una vecchia intervista a Spotlight, pubblicata in Italia su L’Uomo Ragno #487, Quesada aveva dichiarato:
«Per me Peter Parker è il classico imbranato dell’Universo Marvel. E’ una persona normale come te e come me. Ciascuno di noi può confrontarsi con lui e trovarvi una piccola parte di sè. […]credo che tornare allo status quo, alle radici di Peter, sia molto importante per ciò che accadrà a tutti i personaggi nei prossimi venti o trent’anni» – Joe Quesada
Insomma, a sua detta Spider-Man aveva bisogno di quella che oggi viene chiamata retcon, un ritorno alle origini, a situazioni più tipicamente “da Spider-Man”, e di un cast rinnovato. Per questo nacque One More Day, storia scritta insieme a J. Michael Straczynski, autore di una lunga e importante run su Testa di Tela, e disegnata dallo stesso Quesada.
L’obiettivo? Eliminare dalla storia di Spider-Man il matrimonio tra Peter Parker e M.J.
Più che una retcon, però, quello che fecero Quesada & Co. con questa mossa fu spazzare via (o meglio ‘modificare’) oltre vent’anni di storie che avevano visto Peter e M.J. sposati. Un colpo di spugna che non piacque praticamente a nessuno.
E se questo fosse l’ultimo giorno con la tua metà?

La vicenda si svolge dopo gli eventi di Civil War, durante i quali Spider-Man decide di rivelare pubblicamente la propria identità segreta. Questa scelta ha conseguenze devastanti: numerosi criminali iniziano a prendere di mira Peter Parker e le persone a lui più care. Tra questi c’è Wilson Fisk, il Kingpin del crimine, il cui piano porta zia May a rimanere gravemente ferita nel fuoco incrociato.
Disperato e determinato a salvarle la vita, Peter si rivolge a chiunque possa offrirgli una soluzione, da Tony Stark, in quel momento nemico giurato dei vigilanti come Spidey, fino al Doctor Strange. Quando ogni speranza sembra svanire, compare Mefisto, il demone che gli propone un terribile patto: in cambio della guarigione di zia May, Peter dovrà rinunciare all’amore e al suo matrimonio con Mary Jane Watson.
Spinto dalla disperazione, Peter accetta l’accordo insieme a Mary Jane, dando vita a una delle decisioni più controverse nella storia editoriale del personaggio.
Quello che racconta One More Day è, quindi, l’ultimo giorno di Peter e MJ come marito e moglie. Un amore a termine che li vede pienamente consapevoli di ciò che stanno per perdere e che costituisce uno dei momenti più struggenti, intensi e intimi della coppia.
Mefisto altera la realtà riscrivendo la linea temporale: Peter e Mary Jane non si sono mai sposati, Spider-Man non ha mai rivelato la propria identità segreta al mondo e zia May non è mai morta.
Il finale di One More Day, che funge da prequel a Brand New Day, costituisce anche l’occasione per riportare in scena alcuni personaggi del cast delle origini, come Harry Osborn e Flash Thompson, per rimetterli al centro delle storie. Personaggi che avevano contribuito al successo di Spider-Man e che, in maniera nostalgica, vennero ricollocati nel ruolo che gli competeva (almeno secondo il grande Joe Quesada) in Brand New Day.
Rileggendola a distanza di quasi vent’anni e digerita l’amara pillola della separazione tra Peter e M.J., la trama imbastita da Straczynski e Quesada si distingue per essere una storia, certo, dalle discutibili finalità prettamente commerciali, ma dal fortissimo carico emotivo.
Un racconto che attraversa le diverse fasi del dolore del protagonista e mostra uno Spider-Man impotente e disperato come non mai. Un Peter Parker che si ritrova a ricadere nello stesso errore che anni prima aveva portato all’assassinio dello zio Ben e che, per un’altra sua leggerezza, rischia ora di causare la morte della persona più importante della sua vita, zia May, dimostrando di non aver imparato fino in fondo il significato del motto «da grandi poteri derivano grandi responsabilità».
Un Peter costretto a scegliere quale perdita sia per lui meno dolorosa: l’amore della sua vita o la donna che lo ha cresciuto. Una decisione struggente che si riflette nelle spettacolari tavole di Quesada, il quale, in ogni caso, rimane un disegnatore di assoluto livello.
Probabilmente, se uscisse oggi, anche alla luce di alcuni cicli recenti di Spider-Man, One More Day non verrebbe etichettata come la “peggiore storia di Spider-Man di tutti i tempi“.
I dietro le quinte: i disaccordi tra Quesada e J.M. Straczynski

In foto: J. Michael Straczynski
Oltre a dare origine alla furia dei lettori quando scoprirono il finale di One More Day, la storia in quattro parti ebbe anche una gestazione piuttosto travagliata.
Lo stesso sceneggiatore, J.M. Straczynski, fu in totale disaccordo con Quesada su alcune delle direzioni che questi voleva imprimere alla trama, al punto che, a un certo momento, non voleva nemmeno comparire nei credits della storia. Ecco un estratto di una sua dichiarazione:
«Nella trama attuale, ci sono molte cose con cui non sono d’accordo, e l’ho fatto capire chiaramente a tutti quelli che erano a portata di voce alla Marvel, soprattutto a Joe. Sarò sincero: a un certo punto ho deciso, e l’ho comunicato a Joe, di togliere il mio nome dagli ultimi due numeri dell’arco narrativo di OMD. Alla fine Joe mi ha convinto a cambiare idea perché, in fin dei conti, non voglio sabotare né Joe né la Marvel, e ho molto rispetto per entrambi.» – J.M. Straczynski
JMS, inoltre, aveva intenzione di inserire alcuni viaggi magici nel tempo che avrebbero permesso a Peter di “aggiustare” alcune cose del proprio passato: avrebbe aiutato Harry a superare il suo problema di droga, Norman non sarebbe tornato a essere Goblin e, soprattutto, Gwen non sarebbe morta e sarebbe rimasta la ragazza di Pete. Tutte idee che Quesada e, più in generale, la Marvel non approvarono e che portarono alla storia di One More Day che tutti conosciamo.
Di fatto, One More Day fu l’ultima storia scritta da JMS per Spider-Man per molti e molti anni. È tornato solo recentemente con una miniserie ambientata nel passato di Spidey, intitolata Torn, attualmente in corso di pubblicazione in Italia sulla testata ammiraglia di Spider-Man.
Brand New Day: nuovo giorno, nuova vita per Spidey

Archiviato One More Day, scattò l’operazione Brand New Day.
La Marvel decise di intraprendere una nuova strada per Amazing Spider-Man, affidando la testata a più team creativi che, a rotazione, avrebbero raccontato le gesta del rinnovato Spider-Man di quartiere per ben tre uscite al mese.
Si trattava di qualcosa di unico per la Marvel: tre uscite mensili della stessa testata, che necessitavano di una vera e propria task force di autori, chiamata all’epoca Spider-Trust, composta da quattro scrittori (Dan Slott, Marc Guggenheim, Bob Gale e Zeb Wells) e altrettanti disegnatori (Steve McNiven, Salvador Larroca, Phil Jimenez e Chris Bachalo). Solo Bachalo e Jimenez furono gli unici a rimanere sulla testata per un lungo periodo. A sostituire gli altri disegnatori vennero chiamati Mike McKone, Marcos Martin, Barry Kitson e John Romita Jr., mentre Mark Waid prese il posto di Wells, impegnato nel frattempo in altri progetti televisivi.
Tom Brevoort, figura storica di riferimento della Marvel e della vita editoriale di Spider-Man, creò per Brand New Day un vero e proprio manifesto organizzativo destinato agli autori coinvolti, con l’obiettivo di fissare i punti chiave attorno ai quali avrebbero dovuto ruotare le storie di Spider-Man da quel momento in poi. Tra questi troviamo:
- Mettere Peter Parker al centro dell’attenzione;
- Spider-Man è l’eroe sfortunato che fa anche scelte sbagliate ed errori, ma è divertente;
- Peter Parker si deve comportare come un venticinquenne;
- Guardare avanti;
- Avventure ricche di mistero e questioni da risolvere;
- L’importanza della cerchia di amici;
- Nuovi nemici ma anche vecchi rinnovati, rispettandone la caratterizzazione;
Una ventata di freschezza per Spider-Man

Il Peter Parker che troviamo in Brand New Day è uno scapolo, senza memoria dei fatti di One More Day, che intreccia nuovi rapporti amorosi che spesso durano quanto un “Thwip!”, a causa dei suoi impegni ragneschi e della sua classica sbadataggine nella vita privata.
Anche zia May beneficiò del patto con Mefisto, non solo ritornando in vita, ma anche ottenendo un apparente ringiovanimento e diventando direttrice del F.E.A.S.T., il centro di accoglienza per i senzatetto.
E Mary Jane? Inizialmente fu messa completamente da parte, quasi a voler “cancellare” non solo il matrimonio, ma anche il personaggio stesso, evidentemente considerato scomodo per un’operazione di rilancio di questo genere, prima di essere reintegrata dopo molto, molto tempo.
L’operazione durò quasi tre anni e coprì quasi 100 albi, dal n. 546 al n. 647 di Amazing Spider-Man.
Una piccola curiosità riguarda l’edizione italiana: Panini Comics, fino all’albo d’esordio di Brand New Day (L’Uomo Ragno #546), aveva mantenuto Uomo Ragno come nome della collana, che cambiò proprio con l’avvento di Brand New Day in Spider-Man, segnando anche in questo caso un cambiamento importante e la fine di un’era.
Guardando al passato, l’operazione imbastita dalla Marvel fu molto complessa, ma ottimamente orchestrata, e offrì ai lettori trame fresche, un Peter ringiovanito, uno Spider-Man più spensierato e dinamico rispetto al passato e una vasta gamma di nuovi nemici e comprimari interessanti, come Mister Negativo, Jackpot, Dexter Bennett, Carlie Cooper e Menace, alcuni dei quali fanno ancora oggi parte del cast di Spidey. Per quanto riguarda Mister Negativo, dovrebbe essere uno dei nemici che compariranno nel film con Tom Holland in uscita.
L’aver ingaggiato diversi autori, ciascuno con un bagaglio di esperienze e soprattutto con uno stile differente, si rivelò una mossa vincente perché, soprattutto nei primi archi narrativi, permise di sviluppare trame originali e mai banali per Spider-Man.
Brand New Day rappresenta un momento cruciale nel rilancio fumettistico di Spider-Man e, da quel poco che si è visto finora, la pellicola del MCU potrebbe riuscire a mantenere lo spirito dell’operazione editoriale compiuta ben diciannove anni fa dalla Marvel Comics, portando lo Spider-Man di Tom Holland verso nuovi lidi, anche considerando il fatto che (notizia non ufficiale) dovrebbe tornare a indossare i panni dell’Arrampicamuri per altri cinque film. Cominciamo a vedere, però, dove lo porterà questo Nuovo Giorno, prima di guardare troppo avanti.
Cinema
Chi è Jean DeWolff? La storica alleata di Spider-Man arriva nel MCU
Tutto quello che devi sapere su Jean DeWolff, la storica alleata di Spider-Man arriva nel MCU in Spider-Man: Brand New Day
Comics
San Diego Comic-Con: gli annunci più importanti della DC Comics
Grande mattatrice in ambito fumetto, la DC Comics al San Diego Comic-Con ha regalato emozioni con moltissimi annunci interessanti
Al San Diego Comic-Con 2026 DC Comics è stata la casa editrice vera mattatrice di quest’anno tra Eisner Awards vinti e annunci fatti sul futuro degli eroi DC. Niente panel di DC Studios in Hall H, ma un fiume di annunci sui fumetti, con il booth #4544 trasformato in un hub a tema anni ’50 e un ricco calendario di panel dedicati all’iniziativa “Next Level” e al mondo di Gotham.
Il cuore degli annunci: il panel “DC’s Next Level”
Il panel più atteso, tenutosi venerdì 24 luglio nella Room 6DE e moderato dagli editor DC Brittany Holzherr e Andrew Marino, ha rivelato il prossimo capitolo dell’iniziativa editoriale Next Level, il progetto lanciato a marzo 2026 pensato per dare a grandi autori piena libertà creativa su personaggi di culto o sottoutilizzati dell’universo DC principale, sulla falsariga di quanto fatto con la linea Absolute.
Vixen: la prima serie regolare in assoluto

Dopo 45 anni di storia editoriale e innumerevoli apparizioni come membro della Justice League, Mari McCabe (Vixen) avrà finalmente una serie tutta sua. A scriverla sarà Stephanie Williams (Temporal, Roots of Madness), prima donna nera candidata come miglior sceneggiatrice agli Eisner Award, affiancata ai disegni da Khary Randolph (Excellence, Spawn). Durante il panel, Williams ha descritto il tono della serie paragonandolo scherzosamente a “Rihanna che decide finalmente di diventare una supereroina“: Mari racconterà lei stessa chi è, invece di lasciare che siano gli altri a definirla.
Static torna dopo 15 anni

Anche Virgil Hawkins, alias Static, punta dritto verso una nuova serie regolare, la prima dopo 15 anni, dopo la sua recente integrazione nei New Titans e nel DC Universe principale. Il fumetto sarà scritto da Cody Ziglar (Miles Morales: Spider-Man, Deadpool) con disegni di Diego Olortegui (Justice Society of America). Secondo Ziglar, la serie mostrerà Virgil “spolverare le ragnatele” e reintrodursi al mondo supereroistico affrontando minacce nuove e più pericolose.
Shadow of the Bat: Deniz Camp e Javier Rodríguez su Batman

Reduci dal successo di Absolute Martian Manhunter (vincitore agli Eisner), Deniz Camp e Javier Rodríguez tornano a lavorare insieme su Shadow of the Bat, una serie ambientata in parallelo agli eventi di Batman di Matt Fraction e Detective Comics di Tom Taylor. Camp ha spiegato che la storia affronterà “il fallimento delle istituzioni e il trauma personale di Batman“, specchiati nel trauma di Gotham dopo l’esplosione di un impianto chimico, con un forte focus su nuovi personaggi e nuovi villain. Non è ancora stata annunciata una data di uscita.
The Demon: un nuovo horror firmato James Harren

Tra i titoli Next Level a tinte horror, The Demon vedrà James Harren scrivere, disegnare e curare la serie insieme al colorista Dave Stewart, seguendo Jason Blood nella sua lotta per proteggere il mondo dai mostri legati al demone a cui è vincolato. Il primo numero uscirà il 7 ottobre 2026, con copertina principale di Harren e variant di Daniel Warren Jordan, Michael Walsh, Hayden Sherman e John McCrea.
Jonah Hex and the Shadow of Death

Sempre dal 7 ottobre 2026 arriverà Jonah Hex and the Shadow of Death, miniserie folk-horror di sei numeri scritta e disegnata da Michael Walsh, con copertina principale dello stesso Walsh e variant di Brian Bolland, Julian Totino Tedesco, Javier Rodríguez (1:25) e Hayden Sherman.
Batman Day 2026: arriva “Batman of Two Worlds”

Durante il panel “Gotham City” è stato annunciato l’evento clou del Batman Day 2026 (sabato 19 settembre): l’albo one-shot Batman of Two Worlds #1, che metterà per la prima volta a confronto il Batman della continuity principale e la sua controparte dell’Absolute Universe.
Attenzione però: non si tratta di un vero e proprio team-up. Come precisato da DC, i due Batman non si incontreranno mai faccia a faccia. Il fumetto racconterà invece due storie parallele e indipendenti, entrambe incentrate sulla stessa premessa criminale, una rapina in banca che nasconde una corruzione ben più profonda, mostrando come ciascun Batman la affronti con il proprio approccio morale, le proprie risorse e i propri metodi.
La storia dedicata al Batman “regolare” sarà scritta da Matt Fraction (attuale autore della serie Batman) e disegnata da Javi Fernández, con colori di Tomeu Morey e lettering di Clayton Cowles. La parte Absolute Batman sarà invece firmata da Scott Snyder, con disegni di Nick Derington (Doom Patrol), colori di Frank Martin e lettering di Tom Napolitano. La copertina è opera di Jorge Jiménez, Nick Dragotta e Frank Martin.
Come ha spiegato Fraction:
“Hai due sguardi diversi su Batman: le strutture morali, etiche, politiche. Un’occasione per metterle fianco a fianco e vedere somiglianze e differenze.”
Snyder ha aggiunto che l’obiettivo era “mostrare cosa rende speciale ciascuna versione” e che il fumetto è pensato per essere accessibile anche a chi non conosce nulla del personaggio.
Il panel Superman e il resto del parterre creativo
Un altro panel ha riunito alcuni dei principali autori DC per parlare della prossima fase dell’iniziativa editoriale “All In” e del futuro dell’universo di Superman e oltre. Tra i partecipanti: Joshua Williamson (Superman), Mark Waid (Action Comics, Justice League Unlimited), Tom King (Wonder Woman), Stephanie Williams (Wonder War: The Matriarch), Jeremy Adams (Green Lantern, Emperor Aquaman), Morgan Hampton (Green Lantern Corps) e Nicole Maines (Justice League: Dream Girls), moderati dal group editor Paul Kaminski.
Sul fronte TV: il trailer di “Lanterns” e “My Adventures with Superman”
Pur senza un panel cinematografico in Hall H, DC Studios e Warner Bros. Television hanno comunque portato novità a San Diego: durante un panel del 24 luglio è stato mostrato il nuovo trailer ufficiale di Lanterns, serie HBO Max in otto episodi in arrivo il 16 agosto. Ecco di seguito il trailer!
Il cast e il team creativo di My Adventures with Superman hanno presentato la Stagione 3 della serie animata targata Adult Swim/Warner Bros. Animation, in arrivo su Prime Video dal 31 luglio.
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GIANKY
14 Luglio 2026 at 10:32
DS9 è stata (e rimarrà per sempre) la mia serie preferita. Rivedere il Capitano Sisko è quindi un piacere.
Ho visto che in America la serie è composta da 5 TP e dopo la tua recensione penso di poter dare fiducia a Mirage.
Mi butterò nella lettura!
Peccato che nella continuity delle serie televisive Sisko sia stato trattato diversamente e non sia più tornato dopo la fine di DS9…
redazione
14 Luglio 2026 at 23:48
Ciao! Si in America la serie a fumetti è iniziata nel 2022 quindi sta per arrivare diverso materiale in Italia e speriamo Mirage porti anche altro! E’ un buon starting point e se poi sei fan di DS9 e Sisko… Godshock fa per te!