Serie TV
One Piece live action: i principali Easter Eggs della stagione 2
ATTENZIONE: SPOILER SULLE PROSSIME STAGIONI DI ONE PIECE. Un‘ analisi sui principali Easter Egg della 2ª stagione live action di One Piece
A poco più di un mese dalla sua uscita su Netflix, torno a parlare della seconda stagione live action di One Piece. Dopo aver visto tutti gli 8 episodi e aver analizzato l’intera stagione, voglio soffermarmi sui principali easter eggs e sui possibili collegamenti con il futuro che questa nuova trasposizione ci ha regalato.
Come già accennato nella recensione, il grande vantaggio che hanno oggi Oda e gli sceneggiatori è la conoscenza dell’intera storia. Questo permette loro di inserire già ora dettagli, personaggi (anche solo sotto forma di cameo o riferimenti) che avranno un peso enorme più avanti. Un lusso che, all’epoca, Oda non poteva permettersi: molte idee e molti personaggi sono nati con il progredire della narrazione. È difficile immaginare che esistesse fin dall’inizio una pianificazione così ampia e ramificata, addirittura su decenni.
Questa nuova “rivisitazione” dona quindi maggiore coesione agli eventi e regala ai fan di lunga data quel brivido in più, aumentando la curiosità e la voglia di vedere subito le prossime stagioni.
E’ nel primo episodio che abbiamo la concentrazione maggiore di easter eggs:
Il figlio di Roger

Poco prima dell’esecuzione di Gold D. Roger Garp fa visita al re dei pirati e nella conversazione che hanno i 2 Roger rivela a Garp di avere un figlio e gli affida la responsabilità della sua crescita.
Il figlio di cui parla Roger è Ace pugno di fuoco, fratello di Luffy, che apparirà in live action la prossima stagione, ad Alabasta. Questa rivelazione nel manga arriva molto più avanti, a Marineford, ma gli sceneggiatori hanno voluto anticipare subito il legame di “famiglia” che hanno Garp, Ace e Luffy. Questo legame sarà importantissimo per i rapporti fra il viceammiraglio e i 2 pirati e soprattutto per la crescita personale di Luffy.
Sabo, il terzo fratello

”Spoilerato” Ace, Oda ha voluto farci saltare sulla poltrona inserendo anche Sabo, il secondo fratello di Luffy che nel manga sarebbe comparso molti anni dopo, nella saga di Dressrosa. Sabo è il capo maggiore dell’armata rivoluzionaria e braccio destro di Monkey D. Dragon (infatti compare per pochi secondi proprio mentre il rivoluzionario si allontana da Loguetown, dopo aver salvato Luffy da Smoker)
Oda inserisce Sabo per sopperire un po’ alla mancanza di Ace dopo Marineford e vederlo subito è un colpo di scena che non ci aspettavamo.
Bartolomeo

Altro personaggio che viene subito buttato nella mischia è Bartolomeo, pirata che si unirà alla legacy di pirati alleati dei Mugiwara (ciurma di Cappello di Paglia) e primo “fan boy” di Luffy.
Anche lui lo avremmo conosciuto a Dressrosa, ma qua l’inserimento prematuro mi è piaciuto molto perchè Oda ha l’occasione di aggiustare il tiro sul perchè Bartolomeo sia così tanto sfegatato di Luffy, dandogli anche una specie di origine al personaggio. Nel manga, viene introdotto secondo me in maniera un pò troppo frettolosa, senza dargli troppo contesto.
Garp, l’eroe di God Valley

Sempre durante la conversazione fra Garp e Roger prima della sua esecuzione, quest’ultimo chiama il viceammiraglio “l’eroe di Godvalley” titolo che nell’opera originale gli è stato attribuito molto tempo dopo, proprio in merito all’incidente di Godvalley, fatto tenuto nascosto e occultato dalla marina per anni, dove Garp salvò i Draghi Celesti dai pirati Rocks, ma grazie anche soprattutto all’alleanza con Gold Roger! (Fatto che la marina non poteva far trapelare)
Nel secondo episodio abbiamo forse gli easter egg più emozionanti della seconda stagione:
Brook

Nel flashback sul passato di Lovoon, tutta l’attenzione ricade su un pirata che suona la melodia “Il liquore di Binks”. I fan di vecchia data non possono che essere saltati sul divano a vedere quel violino e quella capigliatura afro. Oda decide di “spoilerarci” subito uno dei Mugiwara futuri più amati, Brook, che comparirà solo nella saga di Thriller Bark, sottoforma di scheletro vivente per via del frutto Yomi Yomi ingerito anni prima
La danza di Nika

Quando Luffy cerca di calmare Lovoon cantandogli “il liquore di Binks” improvvisa anche una danza… Quei passi e quella posa in particolare rimanda subito al dio Nika, dio del sole, forma che assumerà proprio Luffy con il risveglio del frutto gom gom ottenendo l’ultimo power-up (per ora) e ridando vita alla leggenda del ritorno dei tamburi della liberazione.
Laugh Tale

Quando alla fine della seconda puntata la ciurma di Cappello di Paglia riprende il cammino sulla rotta maggiore Crocus si rivolge virtualmente a Roger (suo ex compagno) tramite una vecchia foto che ha con lui, citando Luffy come colui che potrà raggiungere Laugh Tale, l’ultima isola, il luogo dove è sepolto il One Piece.
Chi segue il manga o l’anime sa che questa rivelazione è arrivata molti anni dopo ai fatti dei promontori gemelli e anche quà Oda e gli sceneggiatori hanno voluto farci capire che questo è un live action che ha l’ambizione di adattare tutta l’opera.
Negli episodi successivi gli easter egg sono meno frequenti rispetto alle tante e pesanti rivelazioni dei primi 2 episodi.
Statue a Little Garden

Durante le vicende ambientate nell’isola preistorica di Little Garden facciamo la conoscenza di 2 giganti provenienti dall’isola di Elbaf: Dori e Brogi.
In una scena con Luffy e Bibi, possiamo notare 3 sculture di legno intagliate da Brogi stesso raffiguranti lui stesso, Nika e una sagoma con testa a 3 punte. Quest’ultima è la raffigurazione del dio Loki, altro personaggio che abbiamo conosciuto da poco proprio con le vicende di Elbaf. Particolare buffo è che quella è la sagoma con cui Oda lo ha rappresentato prima di svelare il suo vero aspetto. (Il maestro gioca spesso con questa caratteristica: se compare un personaggio anzitempo alla sua comparsa ufficiale, Oda lo rappresenta con una forma quasi buffa per non far capire sesso, provenienza o altre caratteristiche)
La flotta dei sette

Nel sesto episodio la principessa Bibi è protagonista di un flashback ambientato a Marijoa, residenza dei draghi celesti dove ogni 4 anni si svolge il Reverie, consiglio che riunisce i 50 re delle isole della Red Line per discutere di questioni globali e stabilità del governo.
E’ qui che Re Wapol menziona la Flotta dei sette e gli uomini pesce.
La Flotta dei sette è un gruppo di 7 pirati fortissimi che esulano dalle leggi della marina, ma che in cambio devono collaborare con essa per mantenere equilibrio e ordine. Nel manga verrà introdotta anni dopo e i suoi componenti snocciolati durante il susseguirsi degli eventi.
Le sfere di Chopper

Durante le battute finali della serie, il nuovo membro della ciurma, il tenerissimo Chopper, sfoggia verso Nami un barattolo con delle piccole sfere che possono sembrare confetti. Quando chiede spiegazione sulla funzione di quei confetti Chopper rimane vago rispondendo che all’occorrenza lo scoprirà.
Noi però sappiamo già che quelle sono le “Rumble ball”, piccole medicine che danno alla nostra tenera renna un power-up per i momenti di forte crisi con avversari, trasformandolo in un essere gigante umanoide senza controllo. La sua prima apparizione fù a Enies Lobby, costretto a farne uso per sconfiggere un membro della CP-9 e salvare Robin.
Conclusioni
Esistono ancora altri easter egg minori nel corso degli 8 episodi, ma personalmente questi sono quelli che di più mi hanno fatto sobbalzare dal divano e mi hanno alzato alle stelle la voglia di vedere la terza stagione e tutte le stagioni che si spera arriveranno.
News
House of the Dragon: Trailer terza stagione, dal 22 giugno su Sky e NOW
Trailer della terza stagione di House of the Dragon in arrivo su Sky e Now TV il prossimo 22 giugno
IL TRAILER UFFICIALE DELLA TERZA STAGIONE DI
La guerra per il Trono sta per ricominciare
Torna con 8 nuovi episodi il prequel della serie più premiata e vista di sempre, IL TRONO DI SPADE
Dal romanzo “Fuoco e Sangue” di George R.R. Martin,
sulla storia della leggendaria Casa Targaryen
DAL 22 GIUGNO SU SKY E IN STREAMING SU NOW,
IN CONTEMPORANEA ASSOLUTA CON GLI STATI UNITI
Intrighi politici, tradimenti, morti sconvolgenti, spettacolari sequenze d’azione, combattimenti tra draghi da togliere il fiato. Continua la danza di fuoco e sangue di HOUSE OF THE DRAGON, l’acclamata serie HBO ambientata nell’universo de Il trono di Spade, dal 22 giugno su Sky e in streaming su NOW con la terza, attesissima stagione.
Ambientata 200 anni prima degli eventi citati nella serie dei record “Il Trono di Spade e tratta dal romanzo “Fuoco e Sangue” di George R.R. Martin, HOUSE OF THE DRAGON racconta la storia della leggendaria Casa Targaryen.
In 8 nuovi episodi, la terza stagione vedrà nel cast Matt Smith, Emma D’Arcy, Olivia Cooke, Steve Toussaint, Rhys Ifans, Fabien Frankel, Ewan Mitchell, Tom Glynn-Carney, Sonoya Mizuno, Harry Collett, Bethany Antonia, Phoebe Campbell, Phia Saban, Jefferson Hall, Matthew Needham, James Norton, Tom Bennett, Kieran Bew, Kurt Egyiawan, Freddie Fox, Clinton Liberty, Gayle Rankin, Abubakar Salim, Tom Cullen, Tommy Flanagan, Dan Fogler, Joplin Sibtain e Barry Sloane.
I registi dei nuovi episodi: Clare Kilner, Nina Lopez-Corrado, Andrij Parekh e Loni Peristere.
I crediti della terza stagione: co-creatore, showrunner e produttore esecutivo Ryan Condal; co-creatore e produttore esecutivo George R.R. Martin; produttori esecutivi Sara Hess, Melissa Bernstein, Kevin de la Noy, Vince Gerardis, Davide Hancock, Philippa Goslett. Tratto dal bestseller di George R.R. Martin “Fuoco e Sangue”.
HOUSE OF THE DRAGON – Dal 22 giugno la terza stagione su Sky e in streaming su NOW, in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti
*Fonte: Comunicato stampa Sky e Now Tv
Netflix
Due Spicci: Recensione della nuova serie Netflix di Zerocalcare
Abbiamo visto in anteprima Due Spicci, la nuova serie animata di Zerocalcare in arrivo su Netflix il 27 maggio 2026. E questa è la nostra recensione no spoiler
A distanza di tre anni, Michele Rech, in arte Zerocalcare, torna su Netflix con Due Spicci, la nuova serie d’animazione che vede protagonista ancora una volta la sua controparte animata, la sua voce interiore l’Armadillo, e il suo gruppo di amici, tra cui gli inseparabili Sarah e Secco.
Dopo Strappare lungo i bordi (2021) e Questo mondo non mi renderà cattivo (2023), anche questa nuova serie è prodotta da Movimenti Production, in collaborazione con Bao Publishing, e riprende gli elementi tipici dell’arte di Zerocalcare che lo hanno consacrato al pubblico: monologhi serrati, ironia e “disegnetti”. Ma c’è qualcosa di diverso in questa nuova serie.
“Zero” riporta lo spettatore a Rebibbia, il quartiere romano dove vive e in cui ha ambientato finora le sue avventure animate, e fin qua niente di nuovo.
Ma la storia che l’artista romano ha pensato, realizzato e messo in scena per Due Spicci ti entra dentro, ti mette davanti alla realtà e ti dà un pugno nello stomaco per ricordarti com’è fatto il mondo degli adulti.

Perché ciò che emerge sin da subito dallo show di Netflix è che ci troviamo davanti a uno Zero più malinconico, inquieto e apprensivo rispetto al passato, che dà origine forse alla sua storia più complessa, costretto ad affrontare innanzitutto un’importante presa di coscienza: il superamento di un’età che ufficializza in modo categorico l’ingresso (volente o nolente) nell’età adulta, con i problemi che ne conseguono, così come il cambiamento dei rapporti personali con gli amici.
A un certo punto non c’è più tempo per un “Annamo a pijà er gelato?” e Zero in Due Spicci racconta il trauma e le difficoltà di fronte a certi ostacoli. Crescere comporta responsabilità di entità maggiore, che generano più preoccupazioni e ansie, e non sempre si è pronti ad affrontarle. Quasi mai, a dire il vero.
Ma Due Spicci non è soltanto malinconia o una storia più drammatica rispetto alle precedenti serie, perché non mancano la comicità surreale e i riferimenti alla cultura nerd / pop della generazione Millennial, tipiche delle opere di Zerocalcare (chi non è impazzito cercando di ottenere il famoso Chocobo d’oro in Final Fantasy VII?).
I ‘Buffi’ di Zero e Cinghiale: i problemi suoi sono anche i tuoi

Zerocalcare viene convinto dall’amico Cinghiale a diventare socio del suo baretto. Le cose grazie ai fumetti gli vanno bene e decide di aiutare l’amico versando una somma di denaro diventando proprietario di una quota del locale. Col tempo, però, Zero si rende conto che i soldi spariscono dalla cassa e tutto lascia intendere che l’amico abbia dei problemi: droga?
Nel frattempo, Zero viene convinto da Sarah a ospitare a casa sua, l’amica Esmeralda (e il suo cane Schiocco) dopo che quest’ultima ha lasciato il compagno che la picchiava. Nulla di trascendentale, se non fosse che Zero aveva una grande cotta per lei da ragazzino e questo non può che riaccendere quei sentimenti sopiti, anche a distanza di 20 anni…

Zero e Esmeralda
Una sera, al bar, Zero cerca di affrontare con Cinghiale il problema delle finanze e capisce che non si tratta di droga… ma di qualcosa di molto più serio, che coinvolge uno dei più temibili ceffi della zona: Paturnia.
Insomma: “a finir male così, dico ci vuole una laurea, bisogna essere bravi.”
E, in tutto questo, Secco da mesi non esce più di casa e nessuno sa che fine abbia fatto…
La coscienza di Zero, la coscienza di una generazione

Se Questo mondo non mi renderà cattivo raccontava e metteva in evidenza il lato più “politico” di Zero, Due Spicci torna invece a esplorare la parte più intima e personale dell’autore.
Due Spicci parla DI Zerocalcare, ma parla anche A un’intera generazione: quella che oggi ha più o meno la stessa età dell’artista e autore e che, in molti casi, non è stata davvero “preparata” a diventare adulta.
Una generazione che si ritrova improvvisamente a passare dalla spensieratezza e dalla superficialità della gioventù, trascinate avanti negli anni un po’ per protezione, un po’ per volontà e comodità, allo scontro improvviso con i problemi veri e le responsabilità, quelli con cui ogni adulto sa di dover fare prima o poi i conti e davanti ai quali non ci si può tirare indietro: segreti troppo grandi da custodire, figli da mantenere, scelte disperate che dovrebbero risolvere i problemi e che invece finiscono per crearne altri, litigi che lasciano ferite sempre più difficili da rimarginare col passare del tempo.
Due Spicci mostra un protagonista che si mette davvero a nudo davanti allo spettatore, esponendo debolezze, barriere personali autoimposte a protezione e preoccupazioni di un uomo normale alle prese con problemi più grandi di lui, ma anche più grandi di tutti gli altri (persino di Sarah, che solitamente è la problem solver del gruppo). Forse per questi motivi lo stesso Zerocalcare ha definito Due Spicci una serie crepuscolare.
E più i problemi si fanno seri, più la testa e la coscienza di Zerocalcare vagano alla ricerca di una soluzione attraverso le parole dell’Armadillo che ancora una volta ha la voce di Valerio Mastandrea. La sua coscienza, più presente rispetto ai precedenti show, in questa serie si conferma uno dei veri mattatori: battute a raffica e confronti irresistibili con Zero, cercano continuamente di stemperare la drammaticità di alcuni eventi.

Non sempre si può fare affidamento sugli amici come si era abituati a fare da “pischelli”, perché ognuno ha i propri problemi da gestire.
C’è chi si rifugia in sé stesso, nei propri Armadilli, e cerca di aggrapparsi agli altri, come Zero; chi affronta tutto di petto, come ha sempre fatto, come Secco; e chi si costruisce una corazza, riesce a risolvere i problemi degli altri ma non i propri, come Sarah. E poi c’è chi non sa come affrontare certe situazioni, che si abitua al malessere e ne viene inghiottito finendo per affondare.
Tutto questo è Due Spicci.
Quando cresci non bastano più Due Spicci
Ma Due Spicci è anche una storia corale che coinvolge tutti i personaggi già visti finora nei prodotti animati di Netflix e Zerocalcare, ma soprattutto coinvolge chi la guarda.
È una storia che appassiona, forse perché racconta situazioni molto vicine, almeno per il sottoscritto, a quelle che possono essere vissute da Zerocalcare, da me o dai miei amici più cari. Una serie che non stanca e non annoia, anzi: si divora, perché ti cattura, ti devasta, ti fa ridere e subito dopo quasi piangere, accompagnandoti fino al finale.
Animazione e colonna sonora da paura

Movimenti Production, la casa di produzione già dietro alle altre serie di Zerocalcare, anche in questo caso svolge un lavoro davvero eccellente e, anzi, migliora sotto ogni aspetto grafico e d’animazione rispetto al passato.
Quello che Netflix e Zerocalcare realizzano con Due Spicci è un prodotto fruibile non solo per l’Italia, ma anche dal respiro internazionale, persino a livello visivo, e sono sicuro che spopolerà anche all’estero, proprio perché racconta in modo moderno, schietto a livello universale ma soprattutto umano, cosa vuol dire far parte della generazione a cui il protagonista appartiene.
Importante anche il contributo della colonna sonora della serie: se il ritorno di Giancane, cantautore amico di Zero che aveva già curato le sigle delle altre due serie, era quasi scontato, con la nuova Non ti riconosco più, l’asticella si è alzata ulteriormente grazie al coinvolgimento di Coez, che ha realizzato il brano Ci vuole una laurea, destinato a diventare una delle hit più ascoltate dei prossimi mesi.
Perché vedere Due Spicci?

Non c’è due senza tre, dice il proverbio, e Zerocalcare ci è riuscito ancora.
Due Spicci è una serie molto attesa dal pubblico e, con ogni probabilità, anche dallo stesso Zerocalcare, curioso di capire come verrà accolta.
Perché Due Spicci è la sua serie più personale e complessa, ma proprio per questo gran parte degli spettatori la adorerà: Zero non si risparmia e, come sempre, dice le cose come stanno, soprattutto quando riguardano sé stesso.
Questo lo porta ad aprirsi ancora di più con il suo pubblico, raccontando il proprio disagio, paure, angosce e tutto ciò che si porta dentro, nel modo in cui lo abbiamo imparato a conoscere bene: attraverso disegnetti (stavolta animati) e personaggi che ormai sono entrati nei nostri immaginari, nelle nostre case e fanno parte di noi.
Due Spicci ha tutto: ironia, malinconia, drammaticità, personaggi complessi e anche una forte componente morale.
A 42 anni non pensavo che mi sarei ritrovato a piangere davanti a un cartone animato. Zerocalcare è riuscito anche in questo.
VOTO POPCORNERD: 9/10

Netflix
Peaky Blinders: Netflix rilascia la 1°foto del nuovo capitolo della famiglia Shelby
Prima foto del nuovo capitolo Netflix di Peaky Blinders, che vedrà protagonista Charlie Heaton nei panni di Charles Shelby
SVELATA LA PRIMA IMMAGINE DI
CHARLIE HEATON
nel ruolo di CHARLES SHELBY
NEL NUOVO CAPITOLO DI
PEAKY BLINDERS
Il nuovo capitolo debutterà in tutto il mondo su Netflix
e nel Regno Unito su BBC iplayer e BBC One
Netflix e la BBC hanno diffuso la prima immagine di Charlie Heaton (Stranger Things, Industry) nei panni di Charles Shelby, membro della nuova generazione di Peaky Blinders, scritta e creata da Steven Knight.
Prodotta da Kudos (SAS Rogue Heroes, House of Guinness), società del gruppo Banijay UK, e da Garrison Drama (Peaky Blinders S1-6, Peaky Blinders: The Immortal Man) per la BBC nel Regno Unito e per Netflix nel resto del mondo, Peaky Blinders è attualmente in fase di produzione presso i Digbeth Loc. Studios di Birmingham e nelle aree circostanti.
Dopo aver combattuto una guerra violenta, in gran parte dietro le linee nemiche, Charles Shelby sta ora cercando di tornare ad una vita normale. Da anni non vede il fratellastro Duke, interpretato da Jamie Bell (All of Us Strangers, Rocketman): Charles ha tagliato ogni legame con la banda dei Peaky Blinders e con lo stile di vita edonistico degli Shelby. Ma si può davvero sfuggire alle proprie origini?
In questa nuova era di Peaky Blinders, ambientata dieci anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione di Birmingham si trasforma in una lotta feroce. Questa è una città sospesa tra opportunità senza precedenti e pericoli costanti.
Nel cast di Peaky Blinders anche Jessica Brown Findlay (Silo, The Flatshare), Lashana Lynch (The Day of the Jackal, No Time to Die) e Lucy Karczewski (Stereophonic), al suo debutto televisivo.
Le due nuove serie, entrambe composte da 6 episodi da 60 minuti, debutteranno su BBC iPlayer e BBC One nel Regno Unito e su Netflix nel resto del mondo.
Negli anni successivi al debutto della serie originale sulla BBC nel 2013, Peaky Blinders è diventata un fenomeno globale, conquistando fan in tutto il mondo e ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui il BAFTA 2018 come Miglior Serie Drammatica. Il film Peaky Blinders: The Immortal Man, uscito su Netflix, è inoltre diventato il film più visto al mondo sul servizio subito dopo la sua uscita.
*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra
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