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Millennium Actress: prima clip del film al cinema dal 11 al 13 maggio

Prima clip di Millenium Actress, il film d’animazione di Satoshi Kon, che arriverà per la prima volta nei cinema italiani dall’11 al 13 maggio, in un’edizione restaurata in 4K, preceduta da un’anteprima al COMICON Napoli

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Un film di Satoshi Kon

CINEMA E REALTÀ SI FONDONO NELLA PRIMA CLIP DEL FILM, IN ANTEPRIMA AL COMICON NAPOLI CON CRITICONI E DARIO MOCCIA

Anime Factory è felice di svelare la prima clip italiana di Millennium Actress, il lungometraggio animato di Satoshi Kon, che arriverà per la prima volta nei cinema italiani dall’11 al 13 maggio, in un’edizione restaurata in 4K perfetta per celebrare i 25 anni di uno dei capolavori dell’animazione nipponica. L’uscita nei cinema sarà preceduta da un’anteprima speciale al COMICON Napoli il 1°maggio, alle ore 19.30, in compagnia dei Criticoni e Dario Moccia (a questo link le prevendite evento Comicon).

Millennium Actress, prodotto dallo studio Madhouse, è il secondo anime del geniale regista giapponese Satoshi Kon, che ne firma regia e soggetto e lo co-sceneggia insieme a Sadayuki Murai. Uscito nel 2001, il lungometraggio anticipa e cristallizza gli elementi visivi e narrativi presenti nei lavori successivi del regista (Tokyo GodfathersPaprika – Sognando un sogno e la serie animata Paranoia Agent), che hanno reso Satoshi Kon uno degli autori di punta dell’animazione giapponese.

Millennium Actress è un grande racconto sul cinema e sulla forza inesauribile della memoria che, assieme agli altri capolavori di Satoshi Kon, è stato fonte di ispirazione per numerosi cineasti occidentali, tra cui Guillermo del Toro e Christopher Nolan. Nel film, Satoshi Kon costruisce un continuo intreccio tra realtà e finzione, in cui i ricordi della protagonista si fondono con le scene dei film che ha interpretato: al centro di tutto c’è Chiyoko Fujiwara, leggendaria attrice ormai ritiratasi, che rivive la propria vita attraverso i suoi ruoli. Dal Giappone feudale alla devastazione del secondo dopoguerra, dalla Manciuria a Tokyo, ogni personaggio interpretato diventa un tassello della sua identità, mentre il racconto attraversa epoche e generi diversi seguendo il filo della sua carriera. Chiyoko è allo stesso tempo icona e donna fragile, attanagliata dal ricordo di un amore impossibile e sospesa tra ciò che ha vissuto davvero e ciò che ha vissuto nei mille ruoli interpretati sullo schermo.

La prima clip di Millennium Actress sintetizza perfettamente l’estetica e la poetica di Satoshi Kon, trasportando lo spettatore nel passato, in un Giappone feudale dove i samurai si battevano per la vita del proprio signore. Sulle travolgenti note firmate dal fidato Susumu Hirasawa, anche compositore di Paprika, Chiyoko diventa una donna d’armi: indossa l’armatura e si getta in un disperato tentativo di salvataggio, seguita dal fedele Genya Tachibana, che smette per un attimo i panni del regista. Dimenticandosi di essere nel mezzo di un’intervista all’attrice, Genya si fa trascinare dal racconto assieme al cameraman, il goffo Kyoji Ida, in una sequenza in cui immagini e suoni travolgono all’unisono il pubblico esattamente come i ricordi riaffiorano con rinnovata vitalità nella mente di Chiyoko: è qui che cade ogni barriera tra memoria e finzione, e il cinema si fa realtà, scardinando completamente ogni convenzione narrativa e inserendo lo spettatore stesso in un flusso senza confini.

Millennium Actress è soprattutto un’esperienza unica, capace di emozionare e sorprendere a ogni passaggio. È un film che parla d’amore, di sogni e del tempo che scorre, ma anche del bisogno umano di raccontarsi e di essere ricordati. È un’opera che continua a risuonare negli spettatori, confermando il talento visionario di Satoshi Kon e il valore universale della sua eredità artistica.

Millennium Actress sarà per la prima volta nei cinema italiani solo dall’11 al 13 maggio con Anime Factory in versione restaurata in 4K.

Sinossi

Decisi a ripercorrere la sua vita, un regista e il suo fido assistente ottengono un incontro con Chiyoko Fujiwara, diva del cinema giapponese ormai anziana e ritiratasi a vita privata. Ripercorrendo i suoi ruoli più iconici e la ricerca di un amore mai dimenticato, i due filmmaker “scivolano” attraverso i ricordi di Chiyoko, diventando spettatori di un viaggio onirico in cui i confini tra realtà e finzione si dissolvono.

*Fonte: Comunicato stampa Echo Group

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Cinema

Hokum – Recensione del film horror di Damian McCarthy

Abbiamo visto in anteprima Hokum, il nuovo horror folkloristico di Damian McCarthy con protagonista un ottimo Adam Scott, ed ecco cosa ne pensiamo

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Hokum nel vocabolario inglese sta a significare ‘sciocchezza’, ‘stupidaggine’. Ed è probabilmente quello che, almeno in principio, pensa lo scrittore Ohm Bauman, il protagonista del nuovo horror di Damian McCarthy, quando gli viene confessato che la suite del Bilberry Woods Hotel dove soggiorna, non è accessibile in quanto infestata da una strega. Una ‘baggianata’ sicuramente. Hokum per l’appunto. O forse no.

Hokum è il terzo film diretto dall’irlandese Damian McCarthy, che prosegue la sua antologia horror cinematografica iniziata con Caveat (2020), continuata con Oddity (2024) e che vede quale ultimo film uscito (per il momento) quello di cui parliamo oggi e che vede protagonista l’attore Adam Scott (Scissione).

Il film, già uscito negli Stati Uniti a inizio maggio, arriverà in Italia soltanto il 5 agosto. Ha ottenuto un buon riscontro dalla critica e, nonostante incassi non propriamente esaltanti, ha raccolto 24,1 milioni di dollari al botteghino americano a fronte di un budget di 5 milioni.

Hokum viene presentato come un film incentrato sulla stregoneria, ma che, in realtà, parla anche di traumi, segreti e misteri che, ancora una volta, fanno intendere che il mostro più pericoloso è l’uomo. Indipendentemente da streghe, leggende e folklore.

Welcome to Bilberry Woods Hotel

Il cinico Ohm Bauman (Adam Scott) è un celebre scrittore americano alle prese con un blocco creativo che gli impedisce di concludere la sua fortunata trilogia Conquistador. Dopo aver avuto una visione del fantasma della madre, decide di recarsi al Bilberry Woods Hotel, un albergo fatiscente immerso nella campagna irlandese dove i suoi genitori trascorsero la luna di miele, con l’intenzione di spargere le loro ceneri e affrontare il proprio passato.

All’hotel conosce il proprietario Cob e gli altri dipendenti, tra cui la barista Fiona (Florence Ordesh), con cui instaura subito un buon rapporto. Cob racconta spesso ai visitatori dell’hotel, soprattutto i più piccoli, la leggenda della Cailleach, una strega che rapisce i bambini conducendoli negli inferi, alimentando il clima inquietante che avvolge l’albergo. Durante il soggiorno, Ohm incontra anche Jerry (David Wilmot), un eccentrico abitante del luogo, e viene a sapere che la suite nuziale dell’hotel è chiusa da anni perché ritenuta infestata proprio dalla Cailleach.

Schiacciato dal trauma per la prematura morte della madre, assassinata tempo addietro, Ohm tenta il suicidio impiccandosi nella sua stanza. Viene però salvato da Fiona, che lo trova appena in tempo.

Uscito dall’ospedale, Bauman torna all’hotel per ringraziare la ragazza, ma scopre che Fiona è scomparsa e i sospetti ricadono sul ‘matto’ Jerry.

Convinto che la verità sia diversa, Ohm decide di indagare insieme a Jerry introducendosi nell’hotel ormai chiuso. Tutti gli indizi portano alla misteriosa suite nuziale, dove lo scrittore si dovrà recare per risolvere il caso legato a Fiona. E scoprirà se i racconti sulla Cailleach sono mero folklore o realtà.

Hokum: folklore irlandese, ma la malvagità ha sempre il volto dell’uomo

Damian McCarthy gioca ancora una volta “in casa”, ambientando Hokum nella sua terra natale, l’Irlanda, un territorio che si presta perfettamente ad atmosfere magiche ed è ricco di leggende legate alla magia e alla stregoneria.

E il folklore è, senza ombra di dubbio, il punto di partenza da cui poi si sviluppa la trama di Hokum, con il mito della Cailleach, Dea dell’Inverno nonché una delle figure più antiche e affascinanti della mitologia celtica, che è stata reinterpretata, trasformandola in una strega che rapisce i bambini e li conduce negli inferi, così da adattarla meglio a una storia horror.

Una figura senza dubbio suggestiva che contribuisce a rendere Hokum un film terrorizzante anche solo attraverso i racconti di chi afferma di aver visto la strega, storie che rimangono a metà tra il mito e la realtà.

Anche la simbologia è predominante all’interno di Hokum, dove il cerchio, simbolo di protezione e sacralità, è un elemento ricorrente all’interno dell’intero film a partire dalle sequenze che sono ambientate all’interno del romanzo di Bauman, Conquistador e immaginate dallo scrittore.

Lo sceneggiatore e regista fa subito intendere che non siamo di fronte a una pellicola horror da blockbuster americano slasher o creepy; i ritmi sono da classico film britannico che ha lo scopo di coinvolgere il più possibile lo spettatore grazie alle sinistre ambientazioni (il bosco e il tetro hotel dove si svolge il film in primis), ai silenzi, i sussurri, alle ombre che si celano dietro ogni angolo buio e farlo immedesimare quanto più possibile nei panni di Ohm Bauman.

La parte centrale è senza ombra di dubbio quella più interessante: tutta la sequenza che si sviluppa all’interno della suite nuziale risulta la più suggestiva e spaventosa, principalmente grazie a tutto ciò che circonda lo scrittore protagonista; dai semplici arredi, grotteschi e pacchiani ma che, calati in un’atmosfera horror, fanno paura eccome, sino agli angoli più cupi della suite dove nel buio si nascondono spesso ombre che non sono semplici visioni.

Come però detto, il mito della Cailleach è solo il pretesto per un film che oltre alle atmosfere e al folklore suggestivo, sviluppa una trama interessante tra il mistero e l’horror, che ruota intorno alla scomparsa di Fiona e, come spesso capita in pellicole horror, ricorda che il mostro più malvagio e pericoloso da cui fare attenzione è l’uomo. Non vado oltre per evitare spoiler sulla storia di Hokum.

Adam Scott, un irresistibile Ohm Bauman

Parte del merito della riuscita del film va anche al protagonista Adam Scott, che si vede essere a suo agio nella parte di Ohm Bauman, burbero e cinico scrittore, diretto nelle sue affermazioni nonostante la calma e la disinvoltura che lo contraddistinguono.

Uomo dal carattere ruvido e serioso, Bauman è un personaggio che si rende protagonista di alcune battute, affermazioni e azioni, che fanno sorridere in più di un’occasione lo spettatore. Insieme al Jerry di David Wilmot, compongono un duo che riesce a creare situazioni di distensione all’interno di una storia davvero drammatica.

Lo stesso passato che tormenta Bauman da una vita, riguardante la morte della madre, lo porta a essere un uomo traumatizzato e incatenato al passato che lo porta al tentativo di suicidarsi. Risolvere anche il mistero di Fiona lo porterà a fare pace con sé stesso e spezzare finalmente quelle catene.

Hokum: promosso o bocciato?

Se fosse un fumetto, Hokum potrebbe essere una classica storia di Dylan Dog.

La pellicola di Damian McCarthy è un horror intelligente che porta un po’ di folklore irlandese attraverso il mito della Cailleach al cinema.

Nonostante non sia il miglior film horror uscito quest’anno, Hokum centra pienamente il suo obiettivo, ovvero, terrorizzare lo spettatore non attraverso dei jump scare ma facendo crescere dentro di lui costantemente la paura attraverso ambientazione, sussurri e giochi d’ombre, con un finale che rimette tutto in discussione e rende la storia della pellicola molto più vicina alla realtà, lasciando una morale ben precisa: le streghe fanno paura, ma l’essere umano è più pericoloso di qualsiasi mostro del folklore o delle leggende.


VOTO POPCORNERD: 7/10

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Spider-Man: Brand New Day – Esordio record al box office italiano

Esordio da record in Italia per Spider-Man: Brand New Day al botteghino nel primo giorno di proiezione nei nostri cinema

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Spider-Man: Brand New Day esordio record al box office italiano

Spider-Man: Brand New Day ha esordito ieri nelle sale italiane registrando un incasso record di oltre 4 milioni di euro in 468 cinema, per un totale di 516.884 presenze.

Il dato segna il miglior debutto di sempre per il franchise di Spider-Man in Italia e per un film Sony Pictures, superando in entrambi i casi il precedente capitolo Spider-Man: No Way Home, che nel 2021 aprì con 2.915.722 euro. È inoltre il miglior esordio di sempre nel nostro Paese per un cinecomic standalone e il secondo in assoluto dell’intero genere, dietro al solo Avengers: Endgame.

Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton con Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink, Jacob Batalon, Jon Bernthal, Tramell Tillman, Michael Mando e Mark Ruffalo, è al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Sinossi:

È un “nuovo giorno” per Peter Parker. Combattere il crimine a tempo pieno nei panni di Spider-Man in un mondo che non si ricorda di lui — e la pressione di vedere i suoi vecchi amici andare avanti senza di lui — innesca in Peter un cambiamento che potrebbe non riuscire a controllare. Ma questa trasformazione potrebbe essere l’unica cosa in grado di fermare una nuova e sconvolgente minaccia per la città e per le persone che ama: un potente nemico impossibile da vedere.

Il mondo può aver dimenticato Peter Parker, ma lui non ha dimenticato nessuno.

*Fonte: Comunicato stampa Sony Pictures 

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Il Caso Thomas Crown: Trailer del film diretto e interpretato da Michael B. Jordan

Trailer e poster del film Il Caso Thomas Crown, thriller diretto e con protagonista Michael B. Jordan in arrivo il 4 marzo 2027 nei cinema

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Il Caso Thomas Crown

Diretto, prodotto e interpretato da Michael B. Jordan
Nel cast oltre a Michael B. Jordan, Kenneth Branagh, Adria Arjona, Lily Gladstone, Danai Gurira e Pilou Asbæk
Dal 4 marzo 2027 nelle sale italiane

Le prime immagini de Il Caso Thomas Crown del nuovo thriller diretto, prodotto e interpretato dal vincitore del premio Oscar® Michael B. Jordan (I peccatoriCreed – Nato per combattereBlack Panther).

Nel cast oltre  a Michael B. Jordan, Kenneth Branagh (BelfastAssassinio sull’Orient Express), Adria Arjona (Hit ManAndor), Lily Gladstone (Killers of the Flower Moon), Danai Gurira (Black PantherThe Walking Dead) e Pilou Asbæk (Game of ThronesBorgen).

Il film è prodotto da Michael B. Jordan, Elizabeth Raposo, Marc Toberoff, Patrick McCormick e Charles Roven, con Jason Hall e Alan R. Trustman come produttori esecutivi, su una sceneggiatura di Drew Pearce e Jason Hall, con una storia di Alan R. Trustman e Drew Pearce, basato su una sceneggiatura di Alan R. Trustman.

Il Caso Thomas Crown sarà al cinema dal 4 marzo 2027.

Sinossi:

Il vincitore del premio Oscar® Michael B. Jordan dirige, produce e interpreta un heist thriller visivamente straordinario, magnetico e dal profondo impatto emotivo, in cui l’uomo più pericoloso della stanza è quello che nessuno sta guardando.

* Ringraziamo l’Ufficio Stampa Sony Pictures per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori

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