Serie animate
PopChop Express: Gigi la trottola lo spokon irriverente dove tutto è possibile
Oggi sul PopChop Express vi portiamo nel mondo degli spokon, anzi di uno spokon anni ’80 decisamente sopra le righe, ma irresistibile: Gigi la trottola
Io amo serie TV e film sportivi, compresi quindi manga e anime. Holly e Benji, L’Uomo Tigre, Mila e Shiro, Slam Dunk sono tutti titoli che hanno dominato la mia infanzia e adolescenza.
Ma c’è un’opera che mette al centro lo sport come i titoli sopra citati, lo prende, lo smonta pezzo per pezzo e lo ricostruisce in maniera totalmente comica e irriverente. Sto parlando di Dasshu Kappei, da noi conosciuto come Gigi la trottola. Un titolo, un programma.
Si tratta dell’adattamento anime del manga spokon di Noboru Rokuda del 1980 che, sicuramente, chi è cresciuto in quegli anni, non può non conoscere.

Chi invece non l’ha mai visto dovrebbe recuperarlo, perché è una di quelle opere che oggi semplicemente non si farebbero più.
Non per limiti tecnici, ma perché Gigi la trottola è senza filtri: è un adattamento anime che sprizza energia da tutti i pori, con una comicità ai limiti (ma non troppo) del politically correct e con un protagonista come Gigi Sullivan, un ragazzo alto poco più di un metro, che padroneggia il basket e qualsiasi altro sport come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Una specie di versione anarchica di Michael Jordan, ma senza disciplina, senza allenamento e soprattutto senza alcuna intenzione di comportarsi bene.
E pensare che la cosa più curiosa è che tutto questo non nasce da un’idea precisa dell’autore, Noboru Rokuda, che inizialmente non voleva realizzare una commedia. Fu la casa editrice Shōgakukan a spingerlo verso una storia sportiva con elementi comici, seguendo il successo di Lamù. Anche la scelta del basket fu in parte editoriale.
Questo mix di elementi portò alla nascita di un’opera che oggi è ricordata con molto affetto, ma che è davvero fuori da ogni canone se si guarda agli anime odierni.
Gigi Sullivan: un protagonista che non dovrebbe funzionare… e invece lo fa benissimo

Kappei Sakamoto (da noi Gigi Sullivan) è basso, sfacciato, spesso fastidioso, completamente fuori controllo e, soprattutto, è ossessionato dalle mutandine delle ragazze..
Probabilmente, se in quegli anni fosse stato realizzato un adattamento televisivo italiano come accadde per il telefilm su Kiss Me Licia con Cristina D’Avena, avrebbero scelto Alvaro Vitali per interpretare Gigi. Per fortuna, nulla di tutto ciò è mai stato realizzato.
Nonostante sia uno di quei personaggi che sulla carta non dovrebbero funzionare, Gigi funziona eccome.
Perché Gigi non cerca mai di essere simpatico o eroico. Non ha un arco di crescita classico, non impara davvero dai suoi errori. È semplicemente sé stesso dall’inizio alla fine e, proprio per questo, piace.
È una scheggia impazzita che va contro ogni logica rispetto al classico protagonista sportivo di uno spokon, che affronta la crescita con serietà, rigore e sacrificio.
Da un punto di vista più “moralistico”, Gigi la trottola, in fondo, è una rivincita di chi parte svantaggiato, di chi è fuori standard, di chi non rientra nei canoni dell’atleta.
Solo che qui questa rivincita passa attraverso il nonsense e il surreale, con schiacciate impossibili, gag al limite e una totale mancanza di buon senso.
Una storia semplice… raccontata nel modo più folle possibile

Se si guarda la trama in modo superficiale, Gigi la trottola è uno spokon piuttosto classico: il protagonista entra nel club di basket del liceo, trascina la squadra verso il successo e poi decide di sfidare tutti gli altri circoli sportivi.
Il problema, o meglio, il punto di forza, è che niente viene raccontato in modo normale.
L’opera di Noboru Rokuda prende ogni elemento tipico del genere e lo deforma. Gli allenamenti diventano inutili, la disciplina sparisce, le partite si trasformano in spettacoli assurdi dove tutto può succedere.
Chi conosce il mito di Maradona sa che era un calciatore atipico: si allenava meno di altri compagni, ma era capace di fare cose incredibili con il pallone tra i piedi… semplicemente perché era Maradona. E la sua squadra vinceva. Si trattava di un unicum nell’ambito sportivo.
Gigi, allo stesso modo, vince non perché si allena, ma perché… è Gigi. Punto. E fa apparire tutto ciò assolutamente normale.
Uno spokon controcorrente

Negli anni in cui gli anime sportivi erano costruiti su sudore, fatica e miglioramento continuo, qui succede l’esatto contrario.
Non c’è l’etica del lavoro, non c’è un vero percorso di crescita e non c’è nemmeno la volontà di sembrare credibili o attinenti al mondo reale dello sport.
C’è invece una comicità folle che ribalta tutto. Persino la “motivazione” del protagonista è una gag: la sua passione per le mutandine diventa una sorta di carburante, di doping che lo rende invincibile nei momenti chiave.
È una cosa che oggi farebbe discutere e che difficilmente troverebbe spazio in un manga o anime contemporaneo, ma che all’epoca era semplicemente parte del tono esagerato della serie.
Gigi la trottola, come un salmone, va controcorrente rispetto allo spokon classico, diventando un’icona del genere proprio perché diverso e, in un certo senso, irripetibile (complice anche il periodo storico che permetteva certe “libertà creative”).
Nulla è normale in Gigi la trottola: la follia contagia anche la scuola e il cast
Anche l’ambiente scolastico giapponese, solitamente rappresentato come rigido e disciplinato, viene completamente ribaltato, diventando un luogo dove accade qualsiasi cosa. Letteralmente qualsiasi cosa.
Sfide assurde, situazioni grottesche, personaggi fuori controllo sono all’ordine del giorno e Gigi, ovviamente, è il catalizzatore di questo caos.
Anche visivamente la serie gioca con il contrasto: Gigi è spesso disegnato in modo caricaturale, quasi ridicolo, ma nei momenti “epici” può trasformarsi in una figura sorprendentemente elegante. È una presa in giro anche del linguaggio stesso degli anime.
Attorno a lui ruota un gruppo di personaggi che non prova nemmeno a riportare la situazione alla normalità.

Anna e Salomone, protagonisti insieme a Gigi
C’è Akane (Anna), dolce e gentile, una delle poche presenze “equilibrate”. C’è Salomone, il cane parlante che per tutti è un animale normalissimo ma che, in realtà, è uno dei personaggi più “umani” della serie. Poi ci sono rivali, come Kaoru Tachibana (Thomas) il capitano della squadra, Kyōshirō Nemuri (Adamo) il bello di turno e gli altri compagni di squadra nonché figure sempre più assurde.
Salomone, in particolare, è una trovata geniale: rivale in amore, spalla comica e persino “insegnante” che spiega le regole degli sport. Una cosa che oggi suonerebbe surreale (a meno che non si tratti del cane Brian dei Griffin), ma che qui funziona perfettamente.
L’arrivo in Italia e la trasformazione in cult

Quando l’anime, prodotto da Tatsunoko Production e trasmesso su Fuji TV, arriva in Italia negli anni ’80, trova il terreno perfetto.
Le TV locali lo trasformano in un fenomeno, anche grazie a un adattamento che cambia nomi e accentua la comicità. Kappei Sakamoto, Akane Aki e Seiichiro vengono ribattezzati, per l’appunto, in Gigi Sullivan, Anna, Salomone, e così via, riplasmando il tutto per il pubblico italiano, come accadeva per molti anime dell’epoca.
E poi c’è la sigla de I Cavalieri del Re, che da sola basta a evocare un’epoca. Per chi vuole rivivere alcuni momenti di pura nostalgia, vi lasciamo di seguito la sigla italiana dell’anime.
Un mondo senza limiti
Una delle cose più affascinanti della serie è che, a un certo punto, smette completamente di avere confini.
Non è più solo basket: Gigi affronta qualsiasi sport, qualsiasi sfida, qualsiasi situazione. Dal ping pong al sumo, dalla scherma a gare completamente assurde, fino ad arrivare a episodi che sfiorano la fantascienza.
E in mezzo a tutto questo ci sono citazioni e parodie di ogni tipo: da Star Wars a Blade Runner, passando per anime, cinema e cultura pop.
È un continuo gioco di rimandi che rende la serie ancora più imprevedibile.
Perché rivedere (o vedere) oggi Gigi la trottola?

Riguardare (o scoprire per la prima volta) oggi Gigi la trottola è un’esperienza strana. Le nuove generazioni potrebbero trovarsi spaesate di fronte alla carica e alla comicità demenziale e folle di Gigi & Co.
Da un lato è evidente che appartiene a un’altra epoca; dall’altro, proprio per questo, risulta ancora più fresco perché libero da ogni “catena”. Non deve rispettare regole, non deve essere realistico, non deve insegnare nulla.
Gigi la trottola resta una delle più pure manifestazioni di caos creativo mai arrivate dagli anime, con un protagonista che non è perfetto e nemmeno un esempio da seguire. È rumoroso, scorretto, esagerato.
Ma, nonostante tutto, continua a essere un punto fermo dell’animazione giapponese degli anni ’80. Un’opera che ha un solo vero obiettivo: divertire, sorprendere e spingersi sempre un po’ più in là.
Trovate tutti gli episodi di Gigi la trottola su Anime Generation (Prime Video), canale tematico di Yamato Video.
E non dimenticate di guardare il reel dedicato a Gigi la trottola degli amici di NerdChop Express!
News
DUE SPICCI: Il trailer della nuova serie di Zerocalcare, in arrivo il 27 maggio su Netflix
Nuovo trailer di Due spicci, la serie animata di Zerocalcare in uscita il 27 maggio sulla piattaforma Netflix
IL TRAILER E LE NUOVE IMMAGINI DI
LA NUOVA SERIE DI ANIMAZIONE
CREATA, SCRITTA E DIRETTA DA
ZEROCALCARE
DAL 27 MAGGIO SOLO SU NETFLIX
Netflix svela il trailer e le nuove immagini di DUE SPICCI, la nuova serie di animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, che arriverà solo su Netflix il 27 maggio.
Ad accompagnare il trailer, le note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.
Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla di DUE SPICCI con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio).
Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.
Nella nuova serie firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.
Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.
*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra
News
Prova a non ridere: trailer della serie di PERA TOONS in arrivo su Rai Gulp e Rai Play
Rai Gulp e Rai Play ha condiviso sui sociali il trailer di Prova a non ridere!, la serie animata di Pera Toons, in arrivo dal 18 maggio
IL FENOMENO PERA TOONS DIVENTA SERIE TV:
IN ARRIVO SU RAI GULP E RAI PLAY DAL 18 MAGGIO
Prodotta dalla casa editrice Tunué, in collaborazione con Rai Kids,la serie animata porterà in televisione il concentrato di freddure e umorismo del fumettista dei record, che ha conquistato 7 milioni di follower sui social e venduto oltre 3 milioni di copie tra tutti i suoi libri, per due settimane primo nella classifica generale
Fumettista e content creator, Alessandro Perugini, in arte PERA TOONS, rappresenta un vero e proprio unicum nel panorama culturale italiano. Con i suoi 7 milioni di follower sui social e oltre 3 milioni di copie vendute tra tutti i suoi libri, è ben presto diventato l’idolo di bambini e famiglie, capace di conquistare ogni fascia d’età con il suo irresistibile spirito e la sua ironia leggera e surreale. Il suo ultimo libro Il gioco delle risate (Tunué) è stato per due settimane al primo posto nella classifica generale dei libri più venduti in Italia.
Ora le sue iconiche freddure e i giochi di parole approdano in televisione con Prova a non ridere!, la serie animata prodotta dalla casa editrice Tunué in collaborazione con Rai Kids, in arrivo su Rai Gulp e Rai Play dal 18 maggio. Guarda il teaser trailer QUI.
Composta da 46 episodi autoconclusivi della durata di 6 minuti, la serie rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso creativo nato e cresciuto tra Instagram, TikTok e YouTube. La scrittura rapida, il ritmo serrato e lo stile grafico distintivo di PERA TOONS trovano infatti nella dimensione televisiva un terreno ideale per amplificare il loro impatto.
Ma Prova a non ridere! è molto più di una semplice trasposizione: ogni episodio è concepito come una stanza diversa di un originale “laboratorio comico”, ricco di sorprese visive, giochi linguistici e trovate esilaranti, pensate per stimolare continuamente la curiosità e il divertimento. Non solo intrattenimento, quindi, ma anche un’esperienza condivisa: un piccolo rituale quotidiano capace di riunire davanti allo schermo bambini, fratelli, genitori e nonni, dove la risata diventa un linguaggio comune, uno strumento di unione e complicità tra generazioni.
“Siamo entusiasti di annunciare una nuova serie che rappresenta un passo importante per la Direzione di Rai Kids, un tassello della nuova linea editoriale tesa alle novità del mondo dell’animazione, del fumetto e dell’intrattenimento per i più giovani”, afferma Roberto Genovesi Direttore di Rai Kids.
“La serie “Prova a non ridere” di Pera Toons è un progetto comico, frizzante e pensato per tutta la famiglia, ispirato al linguaggio immediato e colorato del fumetto. Una novità assoluta per Rai, che apre la strada a un modo diverso di raccontare, più vicino alle sensibilità contemporanee e al dialogo con il mondo dei social, oggi sempre più connessi alla vita quotidiana del nostro pubblico. Con questa produzione vogliamo dare nuova linfa creativa al panorama nazionale, sostenendo talenti e storie capaci di parlare a tutte le generazioni”.
“L’arrivo di Pera Toons in tv è per la Tunué un grande orgoglio, abbiamo seguito Alessandro dall’inizio e siamo felicissimi di questo traguardo. Tante in questi anni sono state le proposte di adattamento e dimostrazioni di interesse per il suo lavoro, ma la Rai è la televisione pubblica, i canali di Rai Kids sono accessibili a tutti i ragazzi e le ragazze e alle loro famiglie. Siamo felici che Prova a non ridere! abbia trovato casa nel loro palinsesto“, dichiara Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.
*Ringraziamo l’ufficio stampa Tunué per il comunicato di cui sopra
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