Connect with us

Serie animate

PopChop Express: Gigi la trottola lo spokon irriverente dove tutto è possibile

Oggi sul PopChop Express vi portiamo nel mondo degli spokon, anzi di uno spokon anni ’80 decisamente sopra le righe, ma irresistibile: Gigi la trottola

Avatar photo

Pubblicato

il

Io amo serie TV e film sportivi, compresi quindi manga e anime. Holly e Benji, L’Uomo Tigre, Mila e Shiro, Slam Dunk sono tutti titoli che hanno dominato la mia infanzia e adolescenza.

Ma c’è un’opera che mette al centro lo sport come i titoli sopra citati, lo prende, lo smonta pezzo per pezzo e lo ricostruisce in maniera totalmente comica e irriverente. Sto parlando di Dasshu Kappei, da noi conosciuto come Gigi la trottola. Un titolo, un programma.

Si tratta dell’adattamento anime del manga spokon di Noboru Rokuda del 1980 che, sicuramente, chi è cresciuto in quegli anni, non può non conoscere.

Chi invece non l’ha mai visto dovrebbe recuperarlo, perché è una di quelle opere che oggi semplicemente non si farebbero più.

Non per limiti tecnici, ma perché Gigi la trottola è senza filtri: è un adattamento anime che sprizza energia da tutti i pori, con una comicità ai limiti (ma non troppo) del politically correct e con un protagonista come Gigi Sullivan, un ragazzo alto poco più di un metro, che padroneggia il basket e qualsiasi altro sport come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Una specie di versione anarchica di Michael Jordan, ma senza disciplina, senza allenamento e soprattutto senza alcuna intenzione di comportarsi bene.

E pensare che la cosa più curiosa è che tutto questo non nasce da un’idea precisa dell’autore, Noboru Rokuda, che inizialmente non voleva realizzare una commedia. Fu la casa editrice Shōgakukan a spingerlo verso una storia sportiva con elementi comici, seguendo il successo di Lamù. Anche la scelta del basket fu in parte editoriale.

Questo mix di elementi portò alla nascita di un’opera che oggi è ricordata con molto affetto, ma che è davvero fuori da ogni canone se si guarda agli anime odierni.

Gigi Sullivan: un protagonista che non dovrebbe funzionare… e invece lo fa benissimo

Kappei Sakamoto (da noi Gigi Sullivan) è basso, sfacciato, spesso fastidioso, completamente fuori controllo e, soprattutto, è ossessionato dalle mutandine delle ragazze..

Probabilmente, se in quegli anni fosse stato realizzato un adattamento televisivo italiano come accadde per il telefilm su Kiss Me Licia con Cristina D’Avena, avrebbero scelto Alvaro Vitali per interpretare Gigi. Per fortuna, nulla di tutto ciò è mai stato realizzato.

Nonostante sia uno di quei personaggi che sulla carta non dovrebbero funzionare, Gigi funziona eccome.

Perché Gigi non cerca mai di essere simpatico o eroico. Non ha un arco di crescita classico, non impara davvero dai suoi errori. È semplicemente sé stesso dall’inizio alla fine e, proprio per questo, piace.

È una scheggia impazzita che va contro ogni logica rispetto al classico protagonista sportivo di uno spokon, che affronta la crescita con serietà, rigore e sacrificio.

Da un punto di vista più “moralistico”, Gigi la trottola, in fondo, è una rivincita di chi parte svantaggiato, di chi è fuori standard, di chi non rientra nei canoni dell’atleta.

Solo che qui questa rivincita passa attraverso il nonsense e il surreale, con schiacciate impossibili, gag al limite e una totale mancanza di buon senso.

Una storia semplice… raccontata nel modo più folle possibile

Se si guarda la trama in modo superficiale, Gigi la trottola è uno spokon piuttosto classico: il protagonista entra nel club di basket del liceo, trascina la squadra verso il successo e poi decide di sfidare tutti gli altri circoli sportivi.

Il problema, o meglio, il punto di forza, è che niente viene raccontato in modo normale.

L’opera di Noboru Rokuda prende ogni elemento tipico del genere e lo deforma. Gli allenamenti diventano inutili, la disciplina sparisce, le partite si trasformano in spettacoli assurdi dove tutto può succedere.

Chi conosce il mito di Maradona sa che era un calciatore atipico: si allenava meno di altri compagni, ma era capace di fare cose incredibili con il pallone tra i piedi… semplicemente perché era Maradona. E la sua squadra vinceva. Si trattava di un unicum nell’ambito sportivo.

Gigi, allo stesso modo, vince non perché si allena, ma perché… è Gigi. Punto. E fa apparire tutto ciò assolutamente normale.

Uno spokon controcorrente

Gigi e Anna

Negli anni in cui gli anime sportivi erano costruiti su sudore, fatica e miglioramento continuo, qui succede l’esatto contrario.

Non c’è l’etica del lavoro, non c’è un vero percorso di crescita e non c’è nemmeno la volontà di sembrare credibili o attinenti al mondo reale dello sport.

C’è invece una comicità folle che ribalta tutto. Persino la “motivazione” del protagonista è una gag: la sua passione per le mutandine diventa una sorta di carburante, di doping che lo rende invincibile nei momenti chiave.

È una cosa che oggi farebbe discutere e che difficilmente troverebbe spazio in un manga o anime contemporaneo, ma che all’epoca era semplicemente parte del tono esagerato della serie.

Gigi la trottola, come un salmone, va controcorrente rispetto allo spokon classico, diventando un’icona del genere proprio perché diverso e, in un certo senso, irripetibile (complice anche il periodo storico che permetteva certe “libertà creative”).

Nulla è normale in Gigi la trottola: la follia contagia anche la scuola e il cast

Anche l’ambiente scolastico giapponese, solitamente rappresentato come rigido e disciplinato, viene completamente ribaltato, diventando un luogo dove accade qualsiasi cosa. Letteralmente qualsiasi cosa.

Sfide assurde, situazioni grottesche, personaggi fuori controllo sono all’ordine del giorno e Gigi, ovviamente, è il catalizzatore di questo caos.

Anche visivamente la serie gioca con il contrasto: Gigi è spesso disegnato in modo caricaturale, quasi ridicolo, ma nei momenti “epici” può trasformarsi in una figura sorprendentemente elegante. È una presa in giro anche del linguaggio stesso degli anime.

Attorno a lui ruota un gruppo di personaggi che non prova nemmeno a riportare la situazione alla normalità.

Anna e Salomone, protagonisti insieme a Gigi

C’è Akane (Anna), dolce e gentile, una delle poche presenze “equilibrate”. C’è Salomone, il cane parlante che per tutti è un animale normalissimo ma che, in realtà, è uno dei personaggi più “umani” della serie. Poi ci sono rivali, come Kaoru Tachibana (Thomas) il capitano della squadra, Kyōshirō Nemuri (Adamo) il bello di turno e gli altri compagni di squadra nonché figure sempre più assurde.

Salomone, in particolare, è una trovata geniale: rivale in amore, spalla comica e persino “insegnante” che spiega le regole degli sport. Una cosa che oggi suonerebbe surreale (a meno che non si tratti del cane Brian dei Griffin), ma che qui funziona perfettamente.

L’arrivo in Italia e la trasformazione in cult

Quando l’anime, prodotto da Tatsunoko Production e trasmesso su Fuji TV, arriva in Italia negli anni ’80, trova il terreno perfetto.

Le TV locali lo trasformano in un fenomeno, anche grazie a un adattamento che cambia nomi e accentua la comicità. Kappei Sakamoto, Akane Aki e Seiichiro vengono ribattezzati, per l’appunto, in Gigi Sullivan, Anna, Salomone, e così via, riplasmando il tutto per il pubblico italiano, come accadeva per molti anime dell’epoca.

E poi c’è la sigla de I Cavalieri del Re, che da sola basta a evocare un’epoca. Per chi vuole rivivere alcuni momenti di pura nostalgia, vi lasciamo di seguito la sigla italiana dell’anime.

Un mondo senza limiti

Una delle cose più affascinanti della serie è che, a un certo punto, smette completamente di avere confini.

Non è più solo basket: Gigi affronta qualsiasi sport, qualsiasi sfida, qualsiasi situazione. Dal ping pong al sumo, dalla scherma a gare completamente assurde, fino ad arrivare a episodi che sfiorano la fantascienza.

E in mezzo a tutto questo ci sono citazioni e parodie di ogni tipo: da Star Wars a Blade Runner, passando per anime, cinema e cultura pop.

È un continuo gioco di rimandi che rende la serie ancora più imprevedibile.

Perché rivedere (o vedere) oggi Gigi la trottola?

Riguardare (o scoprire per la prima volta) oggi Gigi la trottola è un’esperienza strana. Le nuove generazioni potrebbero trovarsi spaesate di fronte alla carica e alla comicità demenziale e folle di Gigi & Co.

Da un lato è evidente che appartiene a un’altra epoca; dall’altro, proprio per questo, risulta ancora più fresco perché libero da ogni “catena”. Non deve rispettare regole, non deve essere realistico, non deve insegnare nulla.

Gigi la trottola resta una delle più pure manifestazioni di caos creativo mai arrivate dagli anime, con un protagonista che non è perfetto e nemmeno un esempio da seguire. È rumoroso, scorretto, esagerato.

Ma, nonostante tutto, continua a essere un punto fermo dell’animazione giapponese degli anni ’80. Un’opera che ha un solo vero obiettivo: divertire, sorprendere e spingersi sempre un po’ più in là.

Trovate tutti gli episodi di Gigi la trottola su Anime Generation (Prime Video), canale tematico di Yamato Video.

E non dimenticate di guardare il reel dedicato a Gigi la trottola degli amici di NerdChop Express!

News

DUE SPICCI: Il trailer della nuova serie di Zerocalcare, in arrivo il 27 maggio su Netflix

Nuovo trailer di Due spicci, la serie animata di Zerocalcare in uscita il 27 maggio sulla piattaforma Netflix

Avatar photo

Pubblicato

il

Netflix

IL TRAILER E LE NUOVE IMMAGINI DI

LA NUOVA SERIE DI ANIMAZIONE

CREATA, SCRITTA E DIRETTA DA

ZEROCALCARE

DAL 27 MAGGIO SOLO SU NETFLIX

Netflix svela il trailer e le nuove immagini di DUE SPICCI, la nuova serie di animazione in 8 episodi, creata, scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con BAO Publishing, che arriverà solo su Netflix il 27 maggio.

Ad accompagnare il trailer, le note del nuovo brano inedito di Coez, “Ci vuole una laurea”, che farà parte della colonna sonora ufficiale della serie.

Immancabile, inoltre, il ritorno di Giancane per la sigla di DUE SPICCI con il brano inedito “Non ti riconosco più” (che debutterà in radio e su tutte le piattaforme il 22 maggio).

Già autore delle sigle e soundtrack delle precedenti serie Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il cantautore romano e collaboratore storico di Zerocalcare ha firmato anche altri brani strumentali della serie.

Nella nuova serie firmata dal celebre fumettista, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili.

Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce.

*Fonte: Si ringrazia l’ufficio stampa Netflix per il comunicato di cui sopra 

Continua a leggere

News

Prova a non ridere: trailer della serie di PERA TOONS in arrivo su Rai Gulp e Rai Play

Rai Gulp e Rai Play ha condiviso sui sociali il trailer di Prova a non ridere!, la serie animata di Pera Toons, in arrivo dal 18 maggio

Avatar photo

Pubblicato

il

Prova a ridere

Tunue

IL FENOMENO PERA TOONS DIVENTA SERIE TV:
IN ARRIVO SU RAI GULP E RAI PLAY DAL 18 MAGGIO

Prodotta dalla casa editrice Tunué, in collaborazione con Rai Kids,la serie animata porterà in televisione il concentrato di freddure e umorismo del fumettista dei record, che ha conquistato 7 milioni di follower sui social e venduto oltre 3 milioni di copie tra tutti i suoi libri, per due settimane primo nella classifica generale

Fumettista e content creator, Alessandro Perugini, in arte PERA TOONS, rappresenta un vero e proprio unicum nel panorama culturale italiano. Con i suoi 7 milioni di follower sui social e oltre 3 milioni di copie vendute tra tutti i suoi libri, è ben presto diventato l’idolo di bambini e famiglie, capace di conquistare ogni fascia d’età con il suo irresistibile spirito e la sua ironia leggera e surreale. Il suo ultimo libro Il gioco delle risate (Tunué) è stato per due settimane al primo posto nella classifica generale dei libri più venduti in Italia.

Ora le sue iconiche freddure e i giochi di parole approdano in televisione con Prova a non ridere!, la serie animata prodotta dalla casa editrice Tunué in collaborazione con Rai Kids, in arrivo su Rai Gulp e Rai Play dal 18 maggioGuarda il teaser trailer QUI.

Composta da 46 episodi autoconclusivi della durata di 6 minuti, la serie rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso creativo nato e cresciuto tra Instagram, TikTok e YouTube. La scrittura rapida, il ritmo serrato e lo stile grafico distintivo di PERA TOONS trovano infatti nella dimensione televisiva un terreno ideale per amplificare il loro impatto.

Ma Prova a non ridere! è molto più di una semplice trasposizione: ogni episodio è concepito come una stanza diversa di un originale “laboratorio comico”, ricco di sorprese visive, giochi linguistici e trovate esilaranti, pensate per stimolare continuamente la curiosità e il divertimento. Non solo intrattenimento, quindi, ma anche un’esperienza condivisa: un piccolo rituale quotidiano capace di riunire davanti allo schermo bambini, fratelli, genitori e nonni, dove la risata diventa un linguaggio comune, uno strumento di unione e complicità tra generazioni.

“Siamo entusiasti di annunciare una nuova serie che rappresenta un passo importante per la Direzione di Rai Kids, un tassello della nuova linea editoriale tesa alle novità del mondo dell’animazione, del fumetto e dell’intrattenimento per i più giovani”, afferma Roberto Genovesi Direttore di Rai Kids.

“La serie “Prova a non ridere” di Pera Toons è un progetto comico, frizzante e pensato per tutta la famiglia, ispirato al linguaggio immediato e colorato del fumetto. Una novità assoluta per Rai, che apre la strada a un modo diverso di raccontare, più vicino alle sensibilità contemporanee e al dialogo con il mondo dei social, oggi sempre più connessi alla vita quotidiana del nostro pubblico. Con questa produzione vogliamo dare nuova linfa creativa al panorama nazionale, sostenendo talenti e storie capaci di parlare a tutte le generazioni”.

L’arrivo di Pera Toons in tv è per la Tunué un grande orgoglio, abbiamo seguito Alessandro dall’inizio e siamo felicissimi di questo traguardo. Tante in questi anni sono state le proposte di adattamento e dimostrazioni di interesse per il suo lavoro, ma la Rai è la televisione pubblica, i canali di Rai Kids sono accessibili a tutti i ragazzi e le ragazze e alle loro famiglie. Siamo felici che Prova a non ridere! abbia trovato casa nel loro palinsesto“, dichiara Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunué.

*Ringraziamo l’ufficio stampa Tunué per il comunicato di cui sopra

Continua a leggere

Animazione

INVINCIBLE Stagione 4 – Recensione

Abbiamo visto la quarta stagione di INVINCIBLE e questa è la nostra analisi

Avatar photo

Pubblicato

il

Le leggi della natura che governano le nostre vite nerd sono chiare. Il mercoledì è il giorno di INVINCIBLE, The Boys e Daredevil Born Again.

Ma dal prossimo mercoledì non sarà più così perché INVINCIBLE ha appena concluso un’altra incredibile stagione, la quarta per essere precisi: la stagione più violenta e sanguinosa finora, la prima ad affrontare apertamente il tema della salute mentale, e caratterizzata, secondo me, da un’animazione inconsistente.

La salute mentale di Mark

La vera protagonista di questa quarta stagione è la salute mentale di Mark. Il giovane supereroe deve fare i conti con le conseguenze dello scontro con Conquest. Si sente il solo responsabile della minaccia rappresentata dall’impero Viltrumita e questo lo porta a isolarsi sempre più.

In questo stato di isolamento e alienazione, INVINCIBLE combatte una guerra che lo sta lentamente mettendo in ginocchio: quella contro i sensi di colpa e il senso di responsabilità verso chi gli sta a cuore e che vuole proteggere.

Mark si rende conto però che proteggere la Terra ha un costo e che prima o poi dovrà fare i conti con la realtà. Uccidere o mettere a rischio la vita dei propri cari.

Il punto di non ritorno arriva nello scontro contro i Sequid, parassiti alieni che si sono fatti strada fino a invadere la Terra. Mark è messo di fronte a una scelta: la sua salvezza morale o l’omicidio di un innocente e la salvezza dell’intero pianeta. In uno scontro memorabile, la strada che sceglie di prendere è quella del sangue, uccidendo l’uomo che ospita il Sequid al comando dell’invasione e mettendo fine all’assedio.

Questo evento non fa che peggiorare la sua già compromessa salute mentale.

INVINCIBLE affronta l'invasione dei Sequid
INVINCIBLE affronta l'invasione dei Sequid

La guerra contro l'impero Viltrumita di Thragg

Un altro elemento che caratterizza questa quarta stagione è la guerra contro l’impero Viltrumita.

Mentre Mark cerca di ritrovare se stesso, Nolan si è alleato alla Coalizione dei Pianeti, guidata dal viltrumita traditore Thaedus. Questi dichiarano apertamente guerra a Viltrum, guidato dal temibile Thragg, e iniziano a cercare alleati che possano contrastare i formidabili guerrieri. Nolan non sa quello che li aspetta e coinvolge i suoi due figli nella guerra.

Nonostante io abbia letto il fumetto e conoscessi già gli esiti di questo scontro, ammetto che questo arco narrativo è stato adattato alla perfezione. Avevo le mie riserve per quanto riguarda la messa in scena di Thragg che nella serie sembra un personaggio pacato e riflessivo, quindi completamente l’opposto di quello che si vede nella controparte a fumetti. Avevo dei dubbi anche sulla scelta del doppiatore: nella versione originale inglese il personaggio è interpretato da Lee Pace. Inizialmente la sua voce non sembrava incarnare la grandezza del Grand Regent Thragg.

Però la serie mi ha fatto ricredere, dovevo solo darle tempo. Thragg si è rivelato il villain per eccellenza, intelligente, spietato e imbattibile.

Grand Regent Thragg
Grand Regent Thragg

Insieme a Thragg, ritroviamo un altro temibile Viltrumita, Conquest. Se pensavate di aver visto Mark dare il peggio di sé nel suo primo scontro contro di lui, questo loro secondo combattimento vi lascerà senza parole.

Lo scontro finale tra Mark e Conquest è cruento. Gli sceneggiatori hanno adattato benissimo la ferocità dello scontro e hanno inserito una scena post credit – che nel fumetto non esiste, ovviamente – che ha lasciato tutti col fiato sospeso per qualche secondo.

Se non avete visto questa scena – ne dubito, se state leggendo questo articolo – vi consiglio di recuperarla perchè è estremamente soddisfacente.

L’unico aspetto negativo di tutto ciò è la dipartita di Jeffrey Dean Morgan dallo show, il quale con la sua voce ha dato un’identità forte e spaventosamente iconica a Conquest.

Lo scontro con Conquest riduce Mark in fin di vita a tal punto che Nolan e Oliver sono costretti a curarlo per mesi, lì sul pianeta dove si trovano. Ho apprezzato molto i momenti padre-figlio tra Nolan e Oliver che prendono il posto delle scene di violenza e sangue.

Nel frattempo, la guerra tra la Coalizione dei Pianeti e l’esercito di Viltrum continua.

Conquest
Conquest

La furia di Thragg

Nel disperato tentativo di annientare i pochi Viltrumiti rimasti, Nolan, Mark e Thaedus si trovano costretti a improvvisare. Thragg è immensamente più potente di quanto immaginassero e nessuno di loro riesce a scalfirlo. L’unica soluzione per mettere in ginocchio una forza della natura come Thragg è colpire l’unica cosa a cui tiene più di tutto: Viltrum.

I tre uniscono le forze e distruggono il pianeta, facendolo esplodere. Questo atto di estrema violenza fa scattare qualcosa in Thragg, il quale ora non ha più nulla da perdere. La sua furia mette definitivamente in ginocchio la resistenza della Coalizione dei Pianeti.

La distruzione di Viltrum
La distruzione di Viltrum

Nonostante l’animazione di questa scena sia notevole, la controparte a fumetti rimane, a mio avviso, qualcosa di irraggiungibile.

La distruzione del pianeta Viltrum nel fumetto
La distruzione del pianeta Viltrum nel fumetto

Poco fa ho detto che inizialmente l’adattamento di Thragg non mi aveva particolarmente convinto… Questo è stato il momento in cui ho cambiato idea.

A seguito della distruzione di Viltrum, Thragg perde il controllo e scatena la sua furia su Mark, Nolan e Thaedus dimostrando ancora una volta di essere il viltrumita più potente.

Thragg uccide Thaedus
Thragg uccide Thaedus

Un arco narrativo inedito condito da un'animazione inconsistente

Questa quarta stagione di INVINCIBLE ha decisamente tanti pregi ma non è esente da qualche difetto.

Continuo a trovare incredibile come un progetto Prime Video, supportato da numeri che potrebbero giustificare un investimento cospicuo, continui a mostrare un certo livello di inconsistenza per quanto riguarda l’animazione.

Ci sono momenti in questa stagione, specialmente nell’episodio 4 Hurm, nei quali la qualità dell’animazione è talmente insufficiente da rendere l’episodio quasi estraneo alla serie. Non aiuta certamente il fatto che questo episodio – non l’ho scelto a caso per avanzare questa critica – sia un episodio filler.

Questo problema non si limita a un solo episodio ma è il denominatore comune dell’intera stagione, che alterna momenti di pura estetica visiva a scene statiche.

Damien Darkblood e Satana si organizzano per riprendere il controllo dell'Under Realm
Damien Darkblood e Satana si organizzano per riprendere il controllo dell'Under Realm

Robert Kirkman, produttore esecutivo dello show, dichiarò qualche tempo fa di avere degli archi narrativi che non inserì nel fumetto e che questi sarebbero stati inclusi invece nella serie televisiva. Beh caro Robert, se sono tutti come questo sull’Inferno e Satana… direi che è meglio che restino nel quaderno degli appunti. Ma sappiamo che non sarà così, e lo capiamo dal finale dell’episodio, che lascia chiaramente spazio per sviluppi futuri.

L'ultimo episodio

L’ottavo e ultimo episodio di questa stagione, Don’t Leave Me Hanging Here, rasenta la perfezione.

Thragg e gli altri Viltrumiti sono scomparsi senza lasciare traccia e Mark sospetta che siano da qualche parte sulla Terra, pronti a vendicarsi. Questo causa in Mark momenti di stress emotivo e paranoia costante.

Quando finalmente Thragg torna allo scoperto, propone a Mark un accordo e una tregua. I Viltrumiti hanno bisogno di un pianeta sul quale vivere e riprodursi per poter ricostruire il loro impero e la Terra sembra il candidato perfetto. Come ringraziamento, Thragg promette di porre fine alle atrocità. Mark non ce la fa più, è allo stremo delle sue forze fisiche e mentali. E la decisione che prende in questo finale di stagione definirà il suo futuro, quello delle persone a cui tiene e il futuro dell’intero pianeta.

Thragg affronta Mark proponendogli un accordo
Thragg affronta Mark proponendogli un accordo

In questo ultimo episodio la regia e la fotografia dominano la scena. La fotografia eccezionale, specialmente quella degli ultimi dieci minuti, mi ha permesso di connettere emotivamente con Mark e la sua solitudine.

Considerazioni finali

Non senza i soliti difetti di animazione inconsistente, la quarta stagione di INVINCIBLE apre le porte di un futuro incerto, nel quale la linea che separa la vita e la morte è più sottile che mai. Mark è sottoposto a una tremenda pressione psicologica, che lo sgretola inesorabilmente. La Coalizione dei Pianeti, ora capitanata da Allen, nasconde un’arma che potrebbe mettere fine una volta per tutte alle atrocità di Viltrum. Un’arma che però comporterebbe un secondo atto di genocidio.

VOTO POPCORNERD 8.0/10

Continua a leggere

In evidenza

Copyright © 2026 Popcornerd by Viaggipop | Designed & Developed by Webbo.eu