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Cinema

Batman Day – Benvenuti a Gotham City: scegli la tua meta (oscura) ideale

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Gotham City

Se New York non dorme mai, Gotham City non smette mai di sussurrare segreti tra le sue strade buie. Non importa quale sia la tua idea di vacanza: arte, architettura, atmosfere gotiche o adrenalina notturna, Gotham ha sempre qualcosa da offrire.

Come sapete (o imparerete, conoscendoci meglio) noi di PopCornerD vogliamo unire le passioni ai viaggi.. in questo caso, per la città del Cavaliere Oscuro più famoso al mondo, possiamo farlo solo con la fantasia!

In occasione del Batman Day, vi proponiamo un tour tra le varie incarnazioni di Gotham come rappresentata nei film e nelle serie TV: un viaggio unico, in cui la destinazione cambia a seconda del regista che l’ha immaginata e degli attori che vi hanno passeggiato in mantello.

Benvenuti a Gotham City: quale, è una decisione che spetta solo a voi.

Gotham City anni ’60: La città colorata e kitsch di Adam West

Serie TV Batman (1966-1968)

Batman TV Adam West in Gotham City Plaza on Batcycle 8x10 inch photo - The Movie Store
La Gotham del telefilm con Adam West è una cartolina pop: colori accesi, edifici che sembrano usciti da un fumetto e criminali con costumi così sgargianti da far concorrenza al carnevale di Rio.

Le strade sono pulite, ordinate, quasi sempre illuminate dal sole della California (dove la serie era girata), e il crimine appare più come uno scherzo che una minaccia. Questa versione di Gotham non incute timore: è una città da visitare con leggerezza, dove gli inseguimenti non mettono davvero in pericolo nessuno e gli scontri si risolvono tra nuvolette di “BAM!” e POW!”.

Perfetta per chi vuole una vacanza retrò e nostalgica, insomma un’esperienza all’insegna dell’ironia e dell’eccentricità.

(NANANANANANA BATMAAAAAN!)

La Gotham gotica e surreale: L’espressionismo di Burton

Batman (1989), Batman Returns (1992)

The Art Deco Nightmare of Batman (1989): How Gotham City Became a Character - Film and Furniture
Tim Burton, per il suo Batman ‘ricama’  una città molto più adatta al suo personalissimo stile.

Gotham diventa un monumento vivente al gotico e al grottesco. Grattacieli impossibili, statue colossali e gargoyles, palazzi che sembrano cattedrali gotiche fanno da sfondo a una città in cui l’arte espressionista tedesca si fonde con l’estetica da fumetto.

Qui non ci sono mezze misure: la bellezza è cupa, le feste di Natale diventano scenari inquietanti e ogni strada pare progettata per inghiottire chi la percorre. Visitare la Gotham di Burton significa immergersi in un sogno oscuro e visionario, una destinazione per chi ama l’arte e non ha paura di esplorare le ombre. È il viaggio perfetto per chi cerca un’avventura teatrale, quasi fiabesca, dove i cattivi hanno lo stesso fascino magnetico degli eroi.

Ma ci raccomandiamo di stare lontani dai vicoli e di non dare da mangiare agli animali (soprattutto pinguini e gatte..)

Gotham Park: Il barocco di Schumacher

Batman Forever (1995), Batman & Robin (1997)

How Batman's Gotham Has Changed Over the Years

Con Joel Schumacher, Gotham diventa un gigantesco parco giochi architettonico.

Statue titaniche che sorreggono autostrade, colori al neon che invadono la notte e scenografie che sembrano uscite da un incubo kitsch. Questa città è eccessiva, sopra le righe, a tratti delirante: un misto tra Las Vegas e un museo d’arte postmoderna.

È la destinazione ideale per chi ama le notti folli, le discoteche infinite e le feste che non finiscono mai. Certo, la criminalità fatta di Mr. Freeze, Enigmisti vari e molto altro, è più teatrale che spaventosa, ma fa parte dell’esperienza.

Chi sceglie questa Gotham troverà un viaggio esagerato e scintillante, dove il confine tra l’avventura eroica e il carnevale è sempre sottilissimo.

Gotham metropoli urbana e realistica: la concretezza di Nolan

Trilogia Il Cavaliere Oscuro (2005-2012)

La Gotham di Nolan era semplice, ottusa e fatta di grattacieli che ospitavano barboni accovacciati sui bidoni della spazzatura e criminali che predavano le donne nelle stazioni ferroviarie.

Christopher Nolan porta Gotham con i piedi per terra, trasformandola in una metropoli moderna e tangibile. Questa città non ha bisogno di gargoyle giganti per essere spaventosa: le sue minacce nascono dalla corruzione politica, dal potere delle mafie e dal terrorismo. E per questi motivi il Batman di Christian Bale è più concreto e si avvale di marchingegni e tecnologia reali più che mai.

Girata tra Chicago, Pittsburgh e New York, la Gotham ‘nolaniana’ è riconoscibile, familiare, e proprio per questo più inquietante. È la città che riflette le paure del nostro tempo: attacchi improvvisi, crisi economiche, conflitti sociali.

Un viaggio qui non è per turisti sprovveduti, ma per chi vuole vivere l’adrenalina della grande metropoli in perenne bilico tra civiltà e caos. È la scelta perfetta per chi ama le esperienze urbane autentiche e vuole esplorare la città con lo sguardo di un investigatore.

Gotham sporca e crepuscolare: La city senza speranza del Batman di Affleck

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016), Justice League (2017, 2021)

Fly to Gotham City with Turkish Airlines (Bruce Wayne / Ben Affleck)

La Gotham del DC Extended Universe è una metropoli che trasuda violenza e decadenza. Qui i vicoli sembrano impregnati di ruggine e disperazione, i magazzini abbandonati e i docks sul porto sono teatro di traffici illeciti e regolamenti di conti, mentre i cieli notturni sono sempre gravidi di tempeste. È una città che vive in costante contrapposizione con la vicina Metropolis: il riflesso oscuro di un mondo che ha ancora il coraggio di sperare.

Questa Gotham è fatta di mattoni, ferri arrugginiti e ombre, ma rappresenta (forse) quella più vicina ai fumetti del Cavaliere Oscuro. È il terreno perfetto per un Batman più anziano e disilluso, un guerriero urbano che ha combattuto troppo a lungo e che vede la città come un campo di battaglia infinito.

Visitare questa Gotham significa confrontarsi con la parte più dura e crepuscolare del mito: una destinazione adatta a chi non teme di guardare in faccia la disperazione e di respirare l’odore acre della violenza urbana.

La Gotham Noir e contemporanea di Matt Reeves

The Batman (2022)

The Batman: How did the movie create Gotham City?
Matt Reeves disegna una Gotham che sembra un personaggio a sé: piove sempre, i palazzi grondano umidità e i neon fiaccamente accesi rivelano soltanto la miseria che avvolge ogni strada. Questa città vive in un eterno noir, dove la corruzione soffoca ogni speranza e l’oscurità è quasi palpabile.

Camminare per Gotham, qui, significa muoversi in un labirinto senza uscita, dove ogni vicolo nasconde segreti e ogni club ha un retrobottega che non vorreste mai visitare.

È la meta perfetta per gli amanti del cinema investigativo e dei romanzi hard boiled, per chi sogna di calarsi nei panni di un detective privato sotto una pioggia che non smette mai di cadere. Una vacanza cupa, certo, ma che vi lascerà addosso un fascino magnetico difficile da dimenticare.

Gotham TV: La città delle serie, in continua trasformazione

Serie TV Gotham (2014-2019), Titans, Batwoman

Gotham" Trailer
Sul piccolo schermo, Gotham si rivela in continuo mutamento. Nella serie Gotham vediamo la città prima dell’arrivo di Batman: una metropoli corrotta fino al midollo, che ricorda a tratti quella di Nolan, in cui detective e criminali si affrontano in un gioco di potere senza fine, ma dove i villain in alcune occasioni ‘donano’ un po’ di colore a una città opaca e immorale. È una Gotham che cambia stagione dopo stagione, crescendo insieme ai suoi personaggi.

In Titans e Batwoman, invece, diventa teatro di nuove generazioni di eroi e vigilanti, mostrando lati della città mai esplorati sul grande schermo. Questa versione di Gotham è un viaggio più lungo e dilatato, fatto di tappe e deviazioni, ideale per chi ama esplorare ogni angolo con calma, seguendo il ritmo delle serie TV e delle sue narrazioni corali.

Le mille facce della Gotham animata: tra art déco e futuro

Serie animate (Batman: The Animated Series, Batman Beyond, Harley Quinn, ecc.)


Dal noir art déco di Batman: The Animated Series, con i suoi tram che corrono sotto cieli arancio e i suoi palazzi in stile anni ’30, fino al futuro oscuro e tecnologico di Batman Beyond, la città è un mosaico di stili visivi. Ogni serie animata aggiunge un tassello: Harley Quinn la trasforma in una commedia caotica e dissacrante, mentre altre produzioni sperimentano con estetiche cyberpunk, cartoonistiche o drammatiche.

È la destinazione perfetta per chi vuole un viaggio “all inclusive”, dove ogni tappa è diversa e sorprendente.


Hai trovato la Gotham che fa per te?

Prenota subito la tua esperienza a Gotham. Qualunque sia la tua scelta, ricordati: a Gotham la notte è sempre più lunga del giorno, e l’oscurità cela tanto fascino quanto pericoli. Non dimenticare il mantello, o almeno un ombrello. E se mai vedrai un segnale nel cielo e un pipistrello che volteggia sopra la tua testa… saprai di essere arrivato a destinazione.

Perché se c’è un elemento che tutte le Gotham City hanno in comune, è il suo protettore e Cavaliere… è l’Uomo Pipistrello: È BATMAN

Buon Batman Day a tutti!!

Cinema

COMICON Napoli 2026 – La figura del foley artist

Durante il COMICON Napoli 2026 abbiamo scoperto quanto importante sia la figura del foley artist nel cinema

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Il suono di un pugno, di una porta che cigola o di un mostro che respira non viene dal set. Viene creato dopo. È il lavoro, spesso invisibile, del foley artist.

Durante il COMICON Napoli 2026, Gianni D’Arienzo, Mauro Zingarelli e Serena Marletta – con il supporto tecnico della sound designer Giulia Marinelli e del foley artist Daniele di Pentima – hanno mostrato concretamente quanto questo ruolo sia cruciale nel processo cinematografico, durante il panel Suona come un film: sonorizzare il cinema horror.

Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Foley artist Daniele di Pentima
Foley artist Daniele di Pentima

Il suono del Super Saiyan è in realtà il suono di un feto

Il panel si apre con una dimostrazione capace di sorprendere gran parte del pubblico. Il celebre suono dell’aura del Super Saiyan, noto ai fan di Dragon Ball, non è stato creato da zero: deriva dalla manipolazione di un suono reale, quello del battito cardiaco di un feto.

Un esempio che chiarisce immediatamente il cuore del lavoro del foley artist: non si tratta semplicemente di “riprodurre” suoni, ma di reinterpretarli, trasformarli e adattarli al contesto visivo. Creatività e sensibilità diventano quindi strumenti fondamentali, ancora prima della tecnica.

Ascoltare per credere.

Il foley artist all'opera

Il panel entra poi nel vivo: Daniele di Pentima e Giulia Marinelli, con il coinvolgimento diretto del pubblico, mostrano concretamente cosa significa fare il foley artist, ricreando e registrando in tempo reale i suoni di una scena cinematografica.

Nella parte finale del panel, Mauro Zingarelli – regista e content creator – si è offerto per la registrazione dei suoni di una scena del film Weapons.. con un peperone ed un melone.

Non credo che d’ora in poi riuscirò a guardare un film senza pensare al foley artist: chiuso in sala di registrazione, intento a indossare scarpe col tacco e a distruggere un intero reparto di frutta e verdura, tutto per rendere ogni scena incredibilmente reale.

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Cinema

KILL BILL: THE WHOLE BLOODY AFFAIR: trailer del film di Tarantino di nuovo al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

Trailer di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, il film che unisce i due capitoli di Tarantino in un’unica pellicola che torna al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

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Kill Bill: The Whole Bloody Affair

Presentano

Scritto e diretto da Quentin Tarantino

IL TRAILER ITALIANO PRESENTA LA VENDETTA DEFINITIVA, DAL 28 MAGGIO AL 3 GIUGNO AL CINEMA

Plaion Pictures e Midnight Factory sono orgogliosi di diffondere il trailer italiano di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, che arriverà al cinema dal 28 maggio al 3 giugno in un evento speciale di 7 giorni, dopo averne acquisito i diritti da Lionsgate. A oltre vent’anni dalla sua uscita, il film arriva finalmente nelle sale italiane nella forma in cui Quentin Tarantino l’aveva concepito sin dall’inizio: un’unica, travolgente esperienza cinematografica di 281 minuti, che riunisce i due volumi in un flusso continuo, potente e senza compromessi.

Non si tratta solo di una versione estesa, ma della forma più completa e fedele alla visione originaria di Kill Bill, che nella testa di Tarantino sarebbe sempre dovuto uscire nelle sale come un film unico, poi suddiviso per esigenze distributive. Un’opera, quindi, che abbandona la divisione in Volume 1 e Volume 2 per restituire tutta la forza di un racconto pensato come un unico grande affresco sulla vendetta. Il nuovo montaggio elimina le cesure tra i due capitoli, riorganizza il ritmo e apre lo sguardo su sequenze completamente nuove, regalando al pubblico un’esperienza ancora più intensa.

Sulle note dell’inconfondibile fischio del brano Twisted Nerve, il trailer italiano ricorda l’appuntamento storico segnato da questa release e regala ai fan attimi di puro godimento mostrando immagini fugaci delle novità più attese di questa release tra cui il leggendario scontro con gli 88 folli per la prima volta integralmente a colori e 7 minuti e mezzo aggiuntivi del celebre flashback in stile anime dedicato a O-Ren Ishii (Lucy Liu), realizzato dallo studio Production I.G. Ciliegina sulla torta di questa uscita senza precedenti è la presenza di The Lost Chapter: Yuki’s Revenge, un vero e proprio cortometraggio nato da un’idea di Tarantino rimasta per anni nel cassetto e ora portato alla luce grazie al noto motore grafico Unreal Engine, con la sorella della letale Gogo Yubari in cerca di vendetta.

In questa versione compatta e definitiva del capolavoro di Tarantino, il viaggio della Sposa interpretata da Uma Thurman acquista un respiro ancora più ampio e inarrestabile: un percorso di vendetta insanguinata che si dispiega senza tagli né censure, trasformandosi in uno spettacolo totale capace di fondere generi, linguaggi e suggestioni in modo radicale e inconfondibile.

È il cinema di Tarantino nella sua forma più pura, quella che ha reso immortali titoli come Pulp Fiction e Bastardi senza gloria, qui portata all’estremo in un’opera che travolge lo spettatore dall’inizio alla fine. Kill Bill: The Whole Bloody Affair non è solo un ritorno, ma un evento irripetibile: l’occasione imperdibile per i fan di Tarantino e le giovani generazioni di vivere finalmente sul grande schermo un film culto come non è mai stato visto prima, nella sua versione più completa e spettacolare.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair unisce il Volume 1 e il Volume 2 in un unico racconto epico senza censure, interamente presentato proprio come Tarantino aveva sempre immaginato, completo di una nuova sequenza anime mai vista prima. Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un’imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill.

Dall’impianto maestoso, l’azione frenetica e lo stile iconico, il film si erge come una delle saghe di vendetta più significative della storia del cinema, raramente proiettata nella sua versione integrale e ora presentata con un intervallo tipico del Cinema dei tempi d’oro.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair vede nel cast Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Michael Madsen, Daryl Hannah, Gordon Liu, Michael Parks e David Carradine nel ruolo di “Bill.” Il film è prodotto da Lawrence Bender, scritto e diretto da Quentin Tarantino, basato sul personaggio de “La Sposa” creato da Q&U.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair arriverà al cinema per una settimana dal 28 maggio al 3 giugno con Plaion Pictures e Midnight Factory

*Fonte: comunicato stampa Plaion Pictures e Midnight Factory

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Cinema

Il Diavolo Veste Prada 2 va visto in una sala piena

Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene. Brillante, attuale, a tratti riflessivo, è un film che va visto in una sala piena.

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Moderno, emozionante, profondo. Potremmo definire così il sequel de Il Diavolo Veste Prada.

In questo secondo capitolo vediamo Andrea “Andy” Sachs, interpretata da Anne Hathaway, 20 anni dopo la sua esperienza nel magazine di moda RUNAWAY. È una giornalista affermata e premiata, sempre estremamente appassionata del suo lavoro e soprattutto attenta all’etica. Questa è una chiave importante all’interno dello svolgimento della storia.

Per colpa, o per fortuna, viene richiamata a RUNAWAY, che è ancora guidato da una meravigliosa Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly.

Miranda e Andrea negli anni hanno dovuto – nolenti o volenti – mettersi al passo dei tempi, seguire le innovazioni del mondo giornalistico. Dalla carta stampata, all’online, alle applicazioni fino al futuro e al confronto con l’Intelligenza Artificiale.

A proposito di questo ci sarà una battuta estremamente riflessiva e toccante sul finale del film, per cui prestate particolare attenzione.

Fattore nostalgia e nuove generazioni

Uno degli aspetti affrontati dal film è proprio quello di mettersi in gioco, a confronto con le nuove generazioni, rimanendo sulla cresta dell’onda, senza lasciarsi affossare.

I più giovani non sono però demonizzati, anzi, vengono visti come una risorsa.

Dall’assistente sulla sedia, all’assistente di Andrea, la nuova generazione è pronta a mettersi in gioco.

Importante e quasi trainante nella prima parte del film è il fattore nostalgia, questo però senza esserne eccessivamente legato o confinato. Come a darvi il benvenuto in questo nuovo capitolo.

Sono dettagli e sfumature, che vi faranno dire: “Guarda, quell’ambulante riprende la scena delle cinture completamente diverse.” Dettagli curati e sottili, che fanno la differenza tra un money grab e un omaggio ai fan.

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira

Citazioni iconiche in arrivo

Quello che segue nella storia è una sorpresa dopo l’altra tra risate e frasi che fanno riflettere:

Hai voluto questo lavoro? Hai ottenuto questo lavoro? Fai in modo di ottenere il risultato.” Frase parafrasata di Nigel, interpretato sempre da Stanley Tucci, a Andrea, a tratti ispirazionale, a tratti tossica.

Miranda deve fare i conti anche con questo: se 20 anni fa poteva lanciare i cappotti sulle scrivanie delle collaboratrici, adesso deve fare i conti con le risorse umane del 2026.

In questo viene in suo aiuto Amari, una perfetta Simone Ashley, che durante le riunioni la redarguisce su frasi che non può più dire, come quando qualcuno nomina… i marsupi. Vi lascio immaginare la reazione di Miranda.

Frasi e stralci ispirazionali e frasi che porteremo con noi tutti i giorni:

“I carboidrati condivisi non contano”.

Qual è il contenuto?

L’etica abbiamo detto farà parte della storia.

Questo perché, come nel primo film, si pensa a RUNAWAY o altri magazine di settore, come contenitori vuoti, senza anima.

Andrea servirà un po’ a portare questo, con articoli sulla NASA o argomenti che potrebbero avvicinare lettori di altro tipo alla rivista.

All’inizio sembra quasi una sconfitta, i suoi titoli generano engagement online, ma quanti vengono letti veramente?

È un po’ una metafora dei tempi che viviamo: ci fermiamo alla superficie senza approfondire.

Io per prima passo le serate a ‘doom scrollare’ TikTok piuttosto che fare qualsiasi altra cosa.

Come facciamo a rompere il cerchio? Sto divagando, però un buon modo per uscire dall’algoritmo potrebbe essere quello di andare a vedere Il Diavolo Veste Prada 2 al cinema.

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti

Sì al budget

Milano è la grande protagonista della seconda parte del film, tra il Duomo, Pinacoteca di Brera e Villa Arconati.

L’aumento di budget si percepisce: riprese con i droni, ville, macchine private e barche tra Como e Milano…

Tantissimi camei imperdibili, sia americani che italiani; Law Roach, lo stilista di Zendaya, Amelia Dimoldenberg, la presentatrice di Chicken Shop Date, Donatella Versace e… anche lui. Michele Morrone al suo più grande cameo. Seduto, senza battute, di fianco a Miranda Priestly.

Ecco, forse Amari non mi avrebbe fatto scrivere questo.

Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene

Il Diavolo Veste Prada 2 correva un grandissimo rischio, poteva essere un grosso buco nell’acqua e invece non lo è stato.

Soprattutto per come è stato montato il primo trailer con un possibile invecchiamento un po’ troppo repentino di Miranda, che non si ricorda di Andy e Emily, capiamo poi che è semplicemente lei che fa fatica a ricordare i nomi.

Per reference, riportate alla mente la scena della serata di RUNAWAY, in cui si deve far suggerire i nomi di tutti.

Lo snaturamento dei personaggi non c’è stato. Sono cresciuti, quello sì.

L’ho trovato brillante, attuale, a tratti riflessivo e al passo con i tempi, specchio perfetto della società in cui viviamo oggi.

Si tratta di un film che va visto al cinema, per lo spirito di comunità che si porta dietro e per ridere insieme delle battute.

Un fenomeno culturale e pop che vi trascinerà con sé.


VOTO POPCORNERD: 9/10

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