Con l’operazione ‘Absolute’ la DC Comics ci ha presentato una nuova versione dei suoi personaggi decisamente più cupa, proiettandoli in un universo modellato da Darkseid, uno dei più temibili antagonisti dell’universo DC creato da Jack Kirby nel lontano 1970.
Le serie che hanno inaugurato questo progetto riguardano la sacra trinità eroica della Distinta Concorrenza: Batman, Wonder Woman e, ovviamente, Superman.

Se Absolute Batman e Absolute Wonder Woman hanno catturato il pubblico sin da subito, grazie al ribaltamento totale dei protagonisti e delle loro caratteristiche rispetto alle loro controparti originali, Absolute Superman è partito con alcune riserve, a mio avviso, per poi crescere gradualmente nei numeri successivi.
È necessario fare una premessa: non stiamo parlando di una testata insufficiente, anzi; le serie Absolute sono tra i migliori fumetti di supereroi attualmente sul mercato.
Ai testi di Absolute Superman troviamo un ottimo Jason Aaron, mentre alle matite un ispiratissimo Rafa Sandoval, sostituito in alcuni numeri dal nostro talento casalingo Carmine Di Giandomenico.
La grande rivoluzione sull’Uomo d’Acciaio di Jason Aaron

Jason Aaron, scrittore di razza del mondo dei comics, dopo aver preso le misure con Superman su Action Comics #1061-1063 nel ciclo Io Bizzarro, diviene l’autore di Absolute Superman per narrare le avventure (e le sofferenze) del Kal-El di questo universo. Attenzione: non è un caso che abbia scritto Kal-El e non Clark Kent.
L’Uomo d’Acciaio protagonista di Absolute Superman NON è arrivato sulla Terra da neonato e NON è stato cresciuto dai Kent, ma ha vissuto alcuni anni su Kripton con la sua famiglia prima della fuga e dell’esplosione del pianeta.
Questo è il primo grosso cambiamento che riguarda il personaggio, che si ritrova catapultato su un pianeta sconosciuto, da adolescente, dopo aver dovuto dire addio alla sua vita precedente: i genitori Jor-El e Lara Lor-Van e il cane Krypto.

La famiglia El
Senza genitori. Senza amici. Senza affetti, abbandonato solo a sé stesso e ai ricordi della sua famiglia e della sua cultura natia. Perché questo Kal ha ben tatuato nella mente il ricordo della sua vita su Kripton, a differenza di quello classico, esiliato quando era ancora in fasce. Se l’universo Absolute vede destini più oscuri per gli eroi rispetto agli originali, con Superman Darkseid ha deciso di dare il meglio di sé.
L’unico compagno di Kal-El sulla Terra è Sol, l’I.A. facente parte della tuta progettata dalla madre, che lo aiuta nell’ambientarsi sul nuovo pianeta che, d’ora in poi, sarà la sua casa. E questo è il secondo grande cambiamento rispetto all’Uomo d’Acciaio classico: un costume praticamente senziente che aiuta l’eroe nel gestire i propri poteri, manifestatisi all’arrivo sulla Terra, con un mantello quasi ‘mutaforma’ fatto con polvere rossa kriptoniana e che rappresenta in pieno la tecnologia della defunta Kripton da cui proviene questo Kal-El.

Chi conosce Jason Aaron sa che dà il meglio di sé come scrittore quando tende a raccontare storie drammatiche e ciniche. Su Absolute Superman non è da meno, perché la terza grande rivoluzione che porta in scena lo scrittore statunitense riguarda lo sviluppo del rapporto con i Kent.
Già, perché anche in questo universo, dopo mesi di viaggio solitario, Kal-El atterra a Smallville e viene accudito per un periodo dai Kent, nonostante un iniziale timore nei confronti dell’alieno. Ma si tratta di un periodo troppo breve, che fa solo assaporare nuovamente al giovane ragazzo kriptoniano quelle sensazioni e quei sentimenti propri di una famiglia affettuosa, prima che la stessa venga di nuovo strappata via dai Peacemakers della Lazarus Corporation, i primi nemici che deve affrontare Absolute Superman.
Quindi, in questo universo non è mai esistito un Superboy a Smallville e Kal-El ha perso per ben due volte la famiglia: prima quella kriptoniana, poi quella adottiva dei Kent, di cui ha fatto parte per un breve periodo.
Capite che il protagonista delle storie di Aaron, Sandoval e Di Giandomenico è un eroe per nulla solare, costruito sulla sofferenza, la perdita, la disperazione e la solitudine, ancora alla ricerca del proprio spazio nel mondo che lo ospita, ma che, in qualche modo, conserva gli stessi valori che hanno reso grande l’icona che rappresenta Superman: la speranza e la lotta contro gli oppressori.
I temi centrali nei primi numeri di Absolute Superman
I primi numeri della collana non sono ambientati a Metropolis, tantomeno a Smallville, bensì in una zona remota del Brasile, dove la Lazarus Corp, multinazionale al cui comando si scoprirà esserci Ra’s al Ghul, sfrutta dei poveri minatori. È in questo contesto che partono le avventure di Absolute Superman, che mette subito al centro, tra passato e presente, due temi importanti: l’abuso di potere e l’oppressione sociale.

La rappresentazione dello sfruttamento della popolazione locale da parte della Lazarus Corp, utilizzando i Peacemakers come uomini sul campo, è uno specchio dell’abuso di potere che si può ritrovare in moltissime situazioni di cronaca internazionale, passate ma anche attuali, ma anche nelle piccole realtà quotidiane.
Ma in questo mondo oscuro (che, per l’appunto, è forse molto più vicino alla realtà di quanto sembri) c’è ancora una scintilla di speranza che ha il nome di Superman, l’alieno che, nel momento in cui entra in azione, attira l’attenzione dei potenti per le sue abilità sovraumane; da un lato la stessa Lazarus e il temibile Ra’s, che lo vede come il figlio mancato da istruire e da utilizzare per i suoi loschi e misteriosi scopi, dall’altro gli Omega Men di Primus, forza oppositrice che vede nell’Azzurrone un alleato fondamentale nella lotta al Santo Padre e alla sua corporazione.
Ciò che muove il giovane ad aiutare una popolazione, un mondo che non conosce e a tuffarsi in situazioni che lo stesso Sol sconsiglia è, forse, un sentimento viscerale, legato al passato e a una situazione che gli appare, ahimè, familiare, in quanto già vissuta sul suo pianeta natale: Kripton. Perché a quanto pare i problemi e le avversità da affrontare sono le stesse anche se i pianeti dove accadono sono diversi.
La Kripton dell’Absolute Universe: evoluzione e classismo

Se c’è un elemento che rende affascinante Absolute Superman, è la rappresentazione di Kripton, probabilmente mai esplorata così a fondo (se non in alcuni speciali o Elseworlds) come in questa serie. A maggior ragione, trattandosi di un universo paragonabile a un foglio bianco, Jason Aaron e Rafa Sandoval hanno avuto modo di studiare a fondo come rappresentare, narrativamente e visivamente, il mondo di questo Kal-El, che risulta essere un tassello fondamentale della vita dello stesso.
La Kripton che ci viene presentata attraverso alcuni flashback è un pianeta florido e tecnologicamente all’avanguardia, basato su un sistema di classi ben definito, dove ai vertici c’è la Lega della Scienza, il cui simbolo è un sole risplendente, mentre in basso ci sono le classi operaie, etichettate con una ‘S‘ familiare sul petto, di cui fa parte la famiglia El.

Una famiglia umile, con un padre come Jor-El, ingegnere del reparto tecnico addetto al lavoro nelle miniere delle Lande Rosse, ben consapevole del pericolo che incombe sul pianeta e che, anche in questa realtà, non viene ascoltato da chi sta al potere, divenendo testimone della débâcle del pianeta, che anzi scatena una guerra tra caste.
Per quanto riguarda la rappresentazione grafica e lo studio dietro l’architettura di Kripton e l’ispirazione per rappresentare le classi in cui era suddivisa la popolazione, ho avuto l’opportunità di intervistare l’artista Rafa Sandoval qualche tempo fa, che sul tema ha raccontato quanto segue:
La mia intenzione era mostrare una tecnologia superiore a quella terrestre, ma non radicalmente differente, qualcosa di simile al futuro della Terra. Così, quando Superman sarebbe arrivato qui, sulla Terra, non ci saremmo chiesti come avrebbe fatto ad adattarsi. […] Quindi abbiamo creato una tecnologia sporca, grezza, molto squadrata, senza linee morbide, senza lucidature, senza cristalli splendenti… niente di tutto ciò. Molto artificiale.[…]
Per i costumi dell’élite volevamo linee chiare, pulite, design voluminosi che rappresentassero immediatamente la tipologia di casta. Ho cercato ispirazione nella moda più appariscente e sfarzosa possibile, mescolata con qualche idea presa dai videogiochi. Per i vestiti della casta più bassa, invece, ho cercato abiti da lavoro: cose molto pratiche, che non devono essere belle o eleganti – Rafa Sandoval
Così come è dettagliata la raffigurazione della Kripton fiorente, tanto potente e struggente è il racconto che riguarda la fine del pianeta a causa del suo ‘verde’ malessere, oggetto di Absolute Superman #5, vero saggio di bravura da parte del team creativo, e che, anche in questo caso, rappresenta un’analogia con l’inquinamento globale e la direzione in cui, in maniera estremizzata ovviamente, potrebbe arrivare anche il nostro pianeta un giorno.
Superman e la ‘prima volta’ di Carmine

Penso che per Carmine Di Giandomenico sia stato uno dei lavori emotivamente più motivanti quello su Absolute Superman. Chi segue il disegnatore italiano sa, attraverso i suoi social, quanto ami il personaggio e quanto tenesse a far parte di un progetto che riguardasse l’Azzurrone, che gli è sempre sfuggito, sino ad Absolute Superman, dove è il disegnatore unico di alcuni episodi.
Credo che a livello sentimentale sia stato molto significativo per l’artista l’episodio dedicato all’arrivo su Smallville e all’incontro tra Kal-El e la famiglia Kent (Absolute Superman #6), ma personalmente ho trovato maestoso il suo lavoro sull’episodio dedicato a Brainiac (Absolute Superman #7), uno dei migliori della serie al momento.

Absolute Brainiac
Un villain che visivamente impressiona e spaventa più dell’originale e che viene sapientemente rappresentato dal disegnatore abruzzese in tutti gli stadi che lo portano all’evoluzione finale e a una mente diabolica e folle, come quella di un serial killer psicopatico, molto distante dall’asettica intelligenza artificiale aliena antagonista del Superman originale.
L’artista è sempre una gioia da vedere all’opera per il suo tratto e stile inconfondibile e spero di vederlo ancora e ancora su Absolute Superman prossimamente.
Cosa non (mi) convince in Absolute Superman

Nonostante, ribadisco, Absolute Superman sia un’ottima lettura, ci sono alcuni punti che non hanno ancora colto nel segno, almeno per il sottoscritto, e partiamo da due personaggi fondamentali per la storia editoriale di Superman: l’agente Lois Lane e l’Omega Man Jimmy Olsen.
Al momento le versioni ‘Absolute’ ritengo non abbiano ancora inciso a dovere nella trama principale, così come sullo stesso Superman, risultando per ora due semplici comprimari meno carismatici rispetto alle loro controparti dell’universo classico.
La scelta di un nemico come Ra’s al Ghul può apparire affascinante, ma anche in questo caso quello che viene ribattezzato Santo Padre (e non Demone), con questo fare messianico, non ha (al momento) lo stesso fascino del Demone, nemico storico di Batman.
Il segreto che riguarda gli Omega Men mi è sembrato qualcosa di forzato e pretestuoso, che non giustifica la faida innescata e andata in scena con i Peacemakers.
Un Superman diverso, ma.. Assoluto

Il Superman ‘Absolute’ è qualcosa di nuovo, rivoluzionario per il personaggio, con un Jason Aaron che cerca di raccontare un Uomo d’Acciaio diverso, senza dimenticare i valori che hanno reso immortale l’eroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster.
E l’autore mette a dura prova questi valori in più di un’occasione, torturando in diverse situazioni, sia a livello psicologico che fisico, il povero Kal-El, la cui forza di volontà, la perseveranza e soprattutto la speranza risultano pari, se non superiori, all’originale in proporzione, vista la giovane età del protagonista.
Temi e situazioni che si sviluppano nella storia di Absolute Superman, tra passato e presente, sono attuali e rapportabili alla realtà, e ciò rende questo Superman molto più umano e vulnerabile (soprattutto psicologicamente) dell’originale. E forse per questo motivo più coinvolgente per il lettore.
E poi… Rafa Sandoval e Carmine Di Giandomenico, artisti all’opera sui numeri sino ad ora usciti in Italia, sono un biglietto da visita perfetto per questa testata, che presenta due dei disegnatori più validi sul mercato e che hanno un legame emotivo importante con il simbolo e il personaggio.
Non siamo davanti alla migliore serie Absolute della DC Comics, ma siamo davanti a un progetto che va assaporato numero dopo numero, cercando di non pretendere la perfezione, ma che può regalare, come ha già fatto, episodi davvero emozionanti. E questo Superman ha tutte le carte in regola per farvi tifare per lui più di ogni altro eroe Absolute (sì anche più di Batman!).