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Iban Coello, l’artista Marvel che strizza l’occhio a manga e picchiaduro
Abbiamo intervistato Iban Coello, artista catalano in forza a Marvel, disegnatore di Venom, Dark Ages, Fantastici 4 e dell’ultimo lavoro di Jonathan Hickman, Imperial
Da qualche anno a questa parte la Spagna è patria di alcuni dei talenti più cristallini che si stanno facendo strada nel mondo dei comics. Tra questi spicca Iban Coello, artista catalano dal tratto elegante, limpido e dinamico.
Un disegnatore che matura il suo stile assimilando quanto possibile dai maestri d’arte orientale come il mangaka Akira Toriyama e la sua intramontabile opera Dragon Ball, ma che riesce a cogliere quanto più possibile anche dai videogiochi. E chi conosce il tratto di Iban non può non ritrovare nei suoi disegni ‘qualcosa’ dei titoli Capcom, ad esempio.
Ma nonostante un debole per arte e artisti orientali, Iban Coello è diventato un importante disegnatore Marvel, tanto da essere selezionato insieme a Federico Vicentini da Jonathan Hickman, il più grande sceneggiatore in forza attualmente alla Casa delle Idee, per prestare la sua arte all’ultima fatica fantascientifica del deus ex machina dell’Ultimate Universe: Imperial.
La saga cosmica Marvel, arriverà a giorni in Italia e Iban ha concesso a PopCorNerd un po’ del suo tempo per poter fare quattro chiacchere sul suo percorso da artista, rivelandoci alcuni interessanti aneddoti su alcuni lavori a cui ha preso parte. Ecco a voi Iban Coello!
Iban Coello si racconta: dall’amore per Dragon Ball sino alle guerre cosmiche di Imperial
PCN – Mi piacerebbe iniziare l’intervista chiedendoti come è nato il tuo stile.
Hai un tratto pulito e dinamico, e riguardando alcuni dei tuoi primi lavori ho notato somiglianze con autori degli anni ’90 come Joe Madureira o Jeff Matsuda. Ma, da quanto ho letto in alcune tue dichiarazioni, hai trovato ispirazione anche nell’arte orientale e in alcuni grandi mangaka.
Quindi, quali artisti ti hanno davvero ispirato all’inizio della tua carriera?
Iban Coello: Allora… le mie ispirazioni iniziali sono sempre state piuttosto chiare. Credo che, soprattutto, sia stato molto influenzato da Dragon Ball e dall’opera di Akira Toriyama.

Il Majin Vegeta di Iban Coello, omaggio ad Akira Toriyama
Ma anche il fatto di essere stato un videogiocatore fin da piccolo, specialmente nelle sale giochi, mi ha influenzato molto. Mi ha colpito tantissimo tutta la parte artistica dei videogiochi, soprattutto quelli della Capcom e SNK.
Artisti come Shinkiro e Bengus mi hanno influenzato e mi hanno aiutato a godermi ancora di più quello che faccio.
È qualcosa che cerco di portare ogni giorno nel mio lavoro, insieme alle influenze che ho dal fumetto americano, europeo e giapponese.
PCN – Il tuo tratto pulito è legato a uno dei personaggi più “sporchi” e viscerali dell’universo Marvel: Venom. Con uno stile fluido come il tuo, ti è stato facile adattarti a un personaggio così intenso?
Iban Coello: Devi capire che disegno Venom e Spider-Man da quando ero piccolissimo. Li disegnavo sui bordi dei quaderni a scuola e li ho disegnati un’infinità di volte.
L’unica cosa che ho dovuto fare è stata adattarmi un po’ al tipo di disegnatore che sono ora, con altre influenze. Le basi le avevo già: il “programma per disegnare Spider-Man” era già installato [risata n.d.r.], ho solo continuato a perfezionarlo col tempo.

PCN – Su Venom hai lavorato prima con Donny Cates e poi con Al Ewing, due sceneggiatori straordinari. Come artista, quali differenze hai notato tra il Venom di Cates e quello di Ewing?
Iban Coello: Penso che la differenza principale sia che Donny Cates punti di più sull’emotività. È più concentrato sulla storia e sui concetti che vuole raccontare, che sono incredibili, ma ciò che lo muove davvero è l’emozione.
Al Ewing, invece, è più tecnico e riflessivo; anche quando parla di lavoro, lo fa in modo più tranquillo e razionale.
Entrambi sono persone adorabili e molto gentili, ma la differenza tra loro, dal mio punto di vista, è quella: uno è più emotivo, l’altro più cerebrale.
PCN – Ultimamente hai pubblicato su Instagram un’immagine con una copertina da te disegnata del Venom di Cates.
Iban Coello: Sì, credo che fosse l’ultima copertina che ho fatto per lui: quella con Venom che cammina verso l’oscurità. [Venom vol. 4 #34 n.d.r.]

Cover di Venom vol. 4 #34
PCN – Ti sei divertito a lavorare su Venom War?
Iban Coello: Sì, molto. Quando lavoravo su Venom ero molto giovane e non mi ero ancora completamente adattato a ciò che volevo disegnare; forse non avevo abbastanza sicurezza e mi concentravo più sul finire il lavoro che sul divertirmi, perché volevo essere professionale.
Ora, con l’età e con più tempo per esercitarmi ed esplorare, mi godo molto di più ciò che faccio. Quando ho lavorato su Venom War, avevo un maggiore controllo su ciò che disegnavo e me lo sono davvero goduto. È stato molto divertente.

PCN – Dopo un personaggio oscuro, sei passato a un’era oscura: Dark Ages. Insieme a Tom Taylor hai creato questo What if che ti ha dato molta libertà creativa, trattandosi di un universo non canonico. Anche se hai usato personaggi Marvel, hai potuto reinterpretarli a modo tuo.
Com’è stato costruire un mondo da zero? Hai potuto scegliere tu stesso alcuni personaggi della storia?
Iban Coello: No, no è stato Tom ad avere l’idea iniziale su quali personaggi utilizzare, che poi io ho sviluppato e reinterpretato. Diciamo che, per i personaggi principali, avevo già un’idea più o meno chiara della direzione della storia e di alcuni concetti di design.
Per esempio Iron Man: sapevo che doveva avere uno stile steampunk. Così ho proposto delle idee, e oltre ai personaggi che disegnavo direttamente io, Tom aveva fornito alcune linee guida, soprattutto per Iron Man. Lui aveva le idee molto chiare, ma ho cercato di aggiungere un tocco personale.

Lo Steampunk Iron Man di Iban Coello per Dark Ages
Ad esempio, gli dissi che la gente in quel nuovo mondo non avrebbe smesso di indossare i vestiti che portava prima. Nel caso di Iron Man, ha molte armature, quindi sarebbe stato poco realistico costruirne una nuova da zero senza risorse né macchinari.
Ho pensato che avrebbe potuto riutilizzare le sue vecchie armature e adattarle per creare quella versione steampunk che volevamo, invece di costruirne una completamente nuova.
Se guardi bene, infatti, si tratta di pezzi di altre armature, come la Extremis o altre più recenti che ho integrato.
L’idea era che Tony, con un martello e attrezzi normali, modificasse quei pezzi fino a renderli funzionali.
C’era un pizzico di fantasia, certo, ma questo era lo spirito dei design.
La stessa cosa per gli altri personaggi: ad esempio Johnny Storm indossa una tuta ignifuga che sembra quasi quella di un astronauta. Mi sono ispirato molto a The Fury, un personaggio di Metal Gear Solid 3.
Perché? Perché avevo cercato molte tute ignifughe dei vigili del fuoco, poi ho adattato il concetto per il costume di Johnny.

La mia idea era che, non avendo più la tecnologia per creare i costumi speciali dei Fantastici Quattro, una volta deteriorati non avrebbero potuto rimpiazzarli.
Ho cercato di adattare l’abbigliamento di ciascuno: per esempio, quello di Reed Richards è da avventuriero-scienziato, con tasche per strumenti e gadget, perché i Fantastici Quattro sono sempre legati all’esplorazione.
Con Johnny Storm, invece, c’era un problema: ogni volta che prende fuoco, brucia il costume. Allora ho pensato a The Fury, che è sempre in fiamme ma la tuta resiste.
Ho cercato riferimenti di tute reali, guardato video e documentazione per capire come funzionano e poi ho adattato tutto per creare un design unico.
È per questo che il costume è così com’è. Peccato per quello che accade nel fumetto… è una storia interessante sul viaggio originale di Johnny Storm in Dark Ages.

PCN – Con Fantastic Four di Ryan North hai contribuito a rinnovare la “prima famiglia” Marvel. Nei primi numeri, ogni albo si concentrava su un membro del gruppo, dandoti la possibilità di lavorare su ognuno dei F4 separatamente.
Con chi ti sei trovato più a tuo agio e con quale hai avuto più difficoltà?
Iban Coello: Quello con cui mi sono divertito di più è stato Reed Richards. Disegnarlo è stato un po’ come lavorare su Venom: potevo allungarlo, giocare con la texture elastica e viscosa, usare alcuni trucchi simili.
Mi sono divertito molto anche con Johnny Storm: volevano che fosse diverso, non la classica Torcia Umana in fiamme. Mi chiesero di farlo sembrare una persona realmente avvolta dal fuoco. Per questo il suo design è così scuro: quando Johnny brucia, è quasi una silhouette nera circondata dalle fiamme.
Ho guardato molte immagini e video, non di persone in fiamme, ovviamente! [risata n.d.r.] ma di oggetti, e ho notato che resta sempre una macchia nera al centro del fuoco. Così ho cercato un modo per rappresentarlo.
Il personaggio con cui mi sono trovato meno a mio agio, invece, è stata La Cosa, perché volevo disegnarlo in modo diverso, ma le indicazioni iniziali erano molto classiche, distanti dalla mia idea. Io volevo farlo più imponente, più moderno, con un corpo più massiccio.
Alla fine abbiamo trovato un compromesso, ma mi è costato un po’ adattarmi. Inoltre, l’inizio su Fantastic Four è coincisa con la gravidanza di mia moglie. È stato un periodo complicato: ho disegnato molte pagine dall’ospedale.
Tra quello e la nascita di mio figlio, è stato un momento difficile. Disegnavo quasi in modalità automatica, solo per finire in tempo e poter stare anche con la mia famiglia.

PCN – Domanda molto importante: quel Johnny Storm con i baffi è stata una tua idea o di Ryan North?
Iban Coello: In realtà è stata un’idea di Ryan. Nel copione era scritto che Johnny doveva avere i baffi, ma io avevo capito male che tipo di baffi intendesse! Ho disegnato quelli che si vedono nelle pagine e a Ryan sono piaciuti subito.
Non se lo aspettava, e nemmeno io. È stato un malinteso, ma ci è piaciuto e l’abbiamo lasciato così.

Gli improbabili baffi di Johnny Storm!
PCN – Di recente ho letto una storia dei Fantastici Quattro di Mark Waid e Mike Wieringo [Fantastic Four #511 ristampato su Marvel Masterseries – Fantastici Quattro di Mark Waid e Mike Wieringo #2 n.d.r.] in cui i personaggi incontrano Jack Kirby, e nel disegno che Kirby fa come regalo al quartetto, Johnny Storm ha i baffi.
Iban Coello: Non lo sapevo! Probabilmente Ryan ha voluto rendere omaggio a quell’epoca.
PCN – Parliamo del tuo ultimo lavoro: Imperial. Una saga di fantascienza orchestrata dall’“architetto” dell’universo Marvel, Jonathan Hickman. Io la definisco il Game of Thrones spaziale della Marvel. Sei d’accordo con questa descrizione?
Iban Coello: Sì, totalmente. C’è un po’ di tutto: cospirazioni, segreti, tradimenti, personaggi che muoiono… sì, credo che fosse proprio quella l’idea. Anche se manca ancora l’ultimo numero.

PCN – Negli Stati Uniti non è ancora uscito, giusto?
Iban Coello: No, credo che esca tra fine ottobre e inizio novembre. [Imperial #4 è uscito a novembre negli USA. Da noi il #1 numero italiano arriverà il 18 dicembre! n.d.r.]
PCN – In Imperial condividi la parte grafica con Federico Vicentini. Com’è stato lavorare insieme a un altro artista sulla stessa sceneggiatura?
Iban Coello: Mi sono trovato davvero bene. Federico è un tipo fantastico, molto comunicativo. A volte ci scriviamo su WhatsApp per coordinarci. I nostri stili sono diversi, ma si completano perfettamente. È un artista incredibile e credo che il risultato finale sia molto equilibrato. È stata un’esperienza molto positiva.

PCN – Sì, i vostri stili sono diversi ma si combinano perfettamente. È stato difficile creare o ridisegnare i nuovi personaggi e i costumi della saga?
Iban Coello: Sì, parecchio. C’è stato tantissimo lavoro di design. Io e Federico ci siamo divisi i personaggi, ciascuno si occupava di alcuni, poi ci coordinavamo per mantenere coerenza visiva. Anche l’editor ci ha aiutato molto a dare unità al tutto.
Ho cercato moltissimi riferimenti, anche da Planet Hulk, sia online che nei fumetti. È stato un processo lungo e impegnativo, oltre al normale lavoro di disegno.

Design dell’Hulk che vedremo in Imperial
PCN – Alcuni personaggi, come Hulk, vivono situazioni molto diverse in Imperial rispetto alle loro serie principali. I lettori dovrebbero aspettarsi una spiegazione?
Iban Coello: Non posso dire molto, perché non sto leggendo la serie regolare di Hulk. Ho letto solo i primi numeri dell’arco di Phillip Kennedy Johnson.
So che dovevo disegnare Bruce Banner con i capelli lunghi, seguendo le references, ma non so esattamente quanto differisca. Non so se Jonathan e Phillip si siano coordinati o se abbiano seguito strade separate.
PCN – Hai lavorato principalmente per Marvel, giusto?
Iban Coello: Sì, anche se ho lavorato anche per Dark Horse e DC: ho fatto alcuni numeri singoli. Ho partecipato a Superboy dei New 52, ho disegnato qualcosa su Injustice e Justice League. Non ricordo esattamente però… è passato parecchio tempo.

Superboy by Iban Coello
PCN – Se tornassi a lavorare per DC, su quale personaggio ti piacerebbe lavorare? Non vale dire Batman, che lo dicono tutti gli artisti!
Iban Coello: [risata n.d.r.] No, no, Batman no. Ci ho provato, ma non ci troviamo. Non riesco a disegnarlo bene.
Penso che sceglierei Superman.
Per me, Superman è la cosa più vicina a Dragon Ball che potrei disegnare nel fumetto americano. In fondo, Goku è una versione di Superman. Le battaglie, i raggi, la gente che vola… è tutto molto “Superman”. Solo che lui ha un messaggio più positivo e meno violento. Quindi sì, direi Superman.
PCN – Ultima domanda. Visto che hai terminato Imperial, nei tuoi prossimi progetti, resterai nello spazio profondo dell’universo Marvel, tornerai a qualche serie “aracnide” o magari… ti unirai ai mutanti, visto che ho la sensazione che ti piacciano molto?
Iban Coello: [risata n.d.r.] Non posso ancora parlarne finché non verrà annunciato ufficialmente, ma posso assicurarti che mi divertirò moltissimo.
PCN – Perfetto. Speriamo di rivederti presto allora. Grazie mille per il tuo tempo, Iban!
Iban Coello: Grazie a te!
Iban Coello: biografia

Dopo aver esordito su Star Wars (Dark Horse) Iban Coello, ha disegnato Superboy, Batman Beyond e Justice League Beyond per DC Comics prima di firmare un contratto in esclusiva per la Marvel dove ha associato il suo nome a Venom disegnando la serie regolare del simbionte e gli eventi Venomverse e Venom War, senza dimenticare Dark Ages e il suo preziosissimo lavoro su Fantastic Four con Ryan North.
L’ultimo lavoro è la miniserie cosmica Imperial su testi di Jonathan Hickman, terminata negli U.S.A. ma in arrivo a breve in Italia grazie a Panini Comics.
Comics
SaldaPress – le uscite di Luglio e Agosto 2026
Tutte le uscite di Saldapress previste per i mesi di luglio e agosto, con anche gli ultimi appuntamenti e promozioni prima della pausa estiva
G.I. Joe: A Real American Hero vol. 2
Storia: Larry Hama
Disegni: Paul Pelletier
Inchiostri: Tony Kordos
Colori: Francesco Segala
Copertina: Andy Kubert
Formato: 168 x 256 mm, S., 128 pp., col.
Data di uscita: 10/07/2026
Prezzo: 22,00 Euro
TRA ACTION FIGURE, NOSTALGIA E AZIONE SENZA TREGUA, IL RITORNO DEI “VERI EROI AMERICANI”!
Grazie a Skybound, l’universo dei G.I. Joe entra in una nuova e straordinaria fase. Mentre il rilancio dei personaggi all’interno dell’Energon Universe affascina una nuova generazione di lettori, finalmente anche in Italia approda la serie che ha dato origine al mito: G.I. Joe: A Real American Hero.
SPRINGFIELD DIVENTA IL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA CONTRO SERPENTOR! La guerra contro Serpentor entra in una fase decisiva e si estende su più fronti, mettendo alla prova l’equilibrio tra G.I. Joe e Cobra. Nuove alleanze cambiano le regole del conflitto, mentre lo scontro si sposta verso uno dei luoghi simbolo della saga: la città di Springfield. Le mosse di Cobra Commander alzano ulteriormente la posta in gioco, in un’escalation che segna una svolta per l’intera serie.
Con G.I. JOE – A REAL AMERICAN HERO vol. 2, lo storico sceneggiatore Larry Hama prosegue la continuity originale della serie, affiancato ai disegni da Paul Pelletier. Un arco narrativo teso e ricco di colpi di scena che consolida il rilancio della linea classica, mantenendo intatto lo spirito militare e la profondità dei personaggi che hanno reso iconici i G.I. Joe.
CONTIENE:G.I. Joe: A Real American Hero #306-310
The Walking Dead Color Edition #65
Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 17/07/2026
Prezzo: 5,90 Euro
Nel 65esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, prosegue il 22esimo arco narrativo della serie. I sopravvissuti continuano a trovare nuovi modi per sbarazzarsi dei defunti, ma sembra che la loro minaccia si sia evoluta: ora i morti non si limitano a camminare, ma sussurrano.
The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.
CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #129 – 130
The Walking Dead Color Edition #66
Storia: Robert Kirkman
Disegni: Charlie Adlard
Colori: Dave McCaig
Copertina: David Finch
Formato: 160 x 210 mm, B., 64 pp., col.
Data di uscita: 21/08/2026
Prezzo: 5,90 Euro
Nel 66esimo numero dell’inedita versione a colori del capolavoro creato e scritto da Robert Kirkman, si conclude il 22esimo arco narrativo della serie. Anche se i loro sussurri spaventano, la minaccia dei non-morti apparentemente in grado di parlare va studiata e affrontata. E vanno recuperati i compagni dispersi. E, cosa più importante di tutte, la felicità raggiunta dai sopravvissuti va preservata e difesa.
The Walking Dead Color Edition ripropone l’epopea di Rick Grimes in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori. Due episodi originali per ognuna delle uscite mensili ricolorati da Dave McCaig. Oltre alla storia a fumetti, un’ampia parte redazionale in cui Robert Kirkman ci porta dietro le quinte della sua creatura editoriale per raccontarci aneddoti e curiosità per la prima volta rivelati al pubblico. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie a fumetti più popolare degli ultimi vent’anni per chi ancora non l’ha letta, e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e… divorata.
CONTIENE: The Walking Dead Deluxe #131 – 132
Tutte le grandi storie, prima o poi, arrivano a una conclusione. Qui trovate alcune delle serie che hanno raggiunto un finale o archi narrativi che si sono chiusi: avventure e colpi di scena non mancano! Un’occasione ideale per recuperare alcune delle serie più amate dai nostri lettori.
Undiscovered Country
Cosa si nasconde oltre i confini di un’America scomparsa dal mondo? Scott Snyder, Charles Soule scrivono una saga epica per i disegni di Giuseppe Camuncoli. Un mix di fantascienza, politica, misteri e avventura, fino a un finale sorprendente.
Godzilla: Hic Sunt Dracones
Godzilla: Hic Sunt Dracones, trilogia scritta da Frank Tieri, reinterpreta la storia umana come una convivenza segreta con i kaiju: Godzilla e altri mostri influenzano eventi storici dall’antichità alla Guerra Fredda.
Transformers
Nel primo ciclo dei Transformers di Daniel Warren Johnson, Autobot e Decepticon sopravvivono a un crash su un pianeta ostile. La scarsità di Energon rende la guerra più feroce, coinvolgendo gli umani. Optimus tenta di ricompattare gli Autobot, Megatron impone dominio.
COMICON BERGAMO 2026:
Anche quest’anno saldaPress è presente a Comicon Bergamo per incontrare il pubblico e presentare anteprime ed esclusive attesissime! Prima tra tutte la Variant Exclusive di Dike Ruan di Undiscovered Country Vol. 6, che chiude la serie; oltre alla Variant di Andrea Milana di G.I. Joe Vol. 2. In anteprima è possibile trovare G.I. Joe A Real American Hero Vol. 2, in doppia versione Variant e Regular. A presidiare lo stand, disponibili per un saluto e un firmacopie, ci sono Marco Foderà, impegnato sulla serie di G.I. Joe, e Carmine Di Giandomenico.
COMICS WILL ROCK YOU PROMO -20%
Un mese di grandi sconti sul catalogo saldaPress è in arrivo: dal 29 giugno al 26 luglio avrà luogo la campagna promozionale COMICS WILL ROCK YOU, durante la quale sarà possibile acquistare la maggior parte dei titoli saldaPress con uno sconto del 20%.
I lettori più affezionati avranno già riconosciuto Thragg, dalla serie Invincible, che si trova al centro di un omaggio dal carattere epico, impreziosito da una veste grafica che richiama una delle più celebri iconografie della storia della musica. Qui tutte le info.
LE USCITE SALDAPRESS DI GIUGNO
Vuoi scoprire tutte le novità saldaPress di giugno 2026?
Basta cliccare su USCITE GIUGNO 2026. Keep Surfin’ on Comics.
* Ringraziamo l’Ufficio Stampa saldaPress per il comunicato di cui sopra, che abbiamo condiviso con i nostri lettori
Comics
The Walking Dead: il fumetto sugli zombie che parla di umanità
The Walking Dead, un fumetto che ha fatto la storia, consacrando Robert Kirkman come autore di punta dell’industria comics americana.
Comics
Rob Liefeld: nuova polemica sui social contro Marvel
Rob Liefeld si scaglia sui social contro la Marvel in quanto nell’ultimo Omnibus dedicato a New Mutants viene riportato nei credits come solo disegnatore e non anche come sceneggiatore di alcune storie fondamentali
Non è certo la prima volta che Rob Liefeld esprime pubblicamente il proprio malcontento nei confronti della Marvel, ma questa volta il co-creatore di Deadpool e tra i fondatori di Image Comics, sembra aver trovato un nuovo motivo per alzare i toni della polemica.
Tutto è nato dall’annuncio del quarto volume omnibus dedicato a The New Mutants. Dopo aver visionato il materiale promozionale diffuso dalla Casa delle Idee, Liefeld ha scoperto di essere stato accreditato esclusivamente come disegnatore all’interno del volume, senza alcun riferimento al suo contributo come sceneggiatore.
Una scelta che l’autore non ha affatto gradito e che lo ha spinto a sfogarsi sui social. Ecco quanto riportato dallo stesso Liefeld su X:
«Sì, nonostante abbia scritto i numeri più venduti di New Mutants mai pubblicati , non sono elencato [come autore]. È stato grazie ai miei scritti che i numeri dal 98 al 100 hanno venduto 2,2 milioni di copie. Si tratta di un numero superiore a quello dell’intero anno precedente al mio ingresso nel team. New Mutants vendeva 110.000 copie in un mare di fumetti degli X-Men che ne vendevano 350.000 e oltre» – Rob Liefeld
La critica di Liefeld non si è però fermata alla questione dei crediti. L’artista ha infatti allargato il discorso al rapporto storico tra Marvel e i suoi creatori, chiamando in causa alcune delle figure più importanti della storia del fumetto americano.
«In conclusione, la Marvel tratta i creatori come spazzatura. Lo ha sempre fatto. Jack Kirby li ha citati in giudizio. Per due decenni. Gli eredi vogliono insabbiare la questione ora che hanno raggiunto un accordo, ma a Jack la cosa ha fatto venire la nausea. Steve Ditko ha citato in giudizio la Marvel. Non possono fare a meno di trattare i creatori di magia come spazzatura»* – Rob Liefeld
*secondo quanto riportato da Popverse
Chi è Rob Liefeld e perché la sua opinione pesa
Nel bene e nel male, Rob Liefeld è una delle figure più influenti e divisive della storia moderna del fumetto statunitense. Durante la sua permanenza in Marvel contribuì alla creazione di personaggi destinati a diventare icone come Deadpool, Cable e Domino, prima di lasciare la casa editrice all’inizio degli anni Novanta insieme ad autori del calibro di Todd McFarlane, Jim Lee, Marc Silvestri, Whilce Portacio e Jim Valentino per dare vita a Image Comics.
Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato su serie come X-Force, Deathstroke e Hawk and Dove, oltre ad aver creato franchise originali molto apprezzati dai lettori come Youngblood, Brigade e Supreme.
L’autobiografia cancellata e il successo di Youngblood
Negli ultimi mesi Liefeld ha fatto parlare di sé anche per un’altra decisione sorprendente: la cancellazione della sua autobiografia, un progetto che sembrava ormai vicino alla pubblicazione.
“Perché guardare indietro quando si può vivere nel presente e guardare avanti?“, ha spiegato l’autore. Liefeld ha inoltre raccontato di essersi scusato con il proprio editore e di aver persino restituito l’anticipo ricevuto per il libro.
Nel frattempo continua il successo negli Stati Uniti di Youngblood, la sua creatura più celebre in casa Image. Recentemente la serie ha raggiunto il traguardo simbolico del numero 100 considerando tutte le incarnazioni pubblicate nel corso degli anni. Per celebrare l’evento sono state realizzate diverse copertine variant firmate da autori come Robert Kirkman, Erik Larsen, Marc Silvestri, Jim Valentino, Whilce Portacio, George Perez e lo stesso Liefeld, che ha distribuito alcune edizioni esclusive tramite il proprio sito e attraverso l’app WhatNot.
Una polemica destinata a far discutere
Il tema dei diritti degli autori e del riconoscimento del loro contributo creativo continua a essere uno degli argomenti più delicati dell’industria fumettistica americana. Le parole di Liefeld riaccendono ancora una volta il dibattito sul rapporto tra grandi editori e creatori, una discussione che accompagna il settore praticamente da sempre.
Resta da vedere se la Marvel risponderà alle accuse o se la questione si chiuderà con un aggiornamento dei crediti dell’omnibus. Nel frattempo, Rob Liefeld ha ribadito ancora una volta una posizione che porta avanti da anni e che, inevitabilmente, continua a dividere lettori e addetti ai lavori.
*Fonte del presente articolo: CBR.com
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