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CinemaRecensioni

Oscar 2026: Chi saranno i vincitori?

Questa notte ci saranno gli Oscar 2026. Quale film sarà il più premiato? Quali attori si porteranno a casa l’ambita statuetta dorata? Ecco le nostre previsioni!

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Oscar 2026

Ci siamo, il momento più atteso dell’anno da tutti gli appassionati di cinema pop è arrivato!

Stasera, dopo mesi di dibattiti, previsioni e speculazioni, sapremo chi saranno i pochi fortunati che dovranno trovare un posto nelle proprie librerie di casa alla statuetta dorata.

Abbiamo già parlato delle 10 opere candidate a Miglior Film ma adesso è il momento di dare uno sguardo più da vicino a tutte e 24 le categorie.

 

Migliori Effetti Visivi

  • Avatar – fuoco e cenere
  • F1 – il film
  • Jurassic World – La rinascita
  • The Lost Bus
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Avatar – fuoco e cenere

Dopo aver vinto nel 2010 con Avatar e nel 2023 con Avatar – la via dell’acqua, è quasi automatica la vittoria anche quest’anno anche del terzo capitolo. Nessun film, in tutto il 2025, è riuscito minimamente ad eguagliare la strabiliante potenza tecnologica e visiva del colossal di James Cameron.

 

Miglior Sonoro

  • F1 – il film
  • Frankenstein 
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori
  • Sirāt

Previsione: Sinners – I peccatori

Nonostante le macchine e i motori di F1 – il film, credo che sarà la pellicola horror di Ryan Coogler ad aggiudicarsi questo premio. Parole, suoni e musica si amalgamano perfettamente tra di loro, fornendo al comparto visivo un ottimo supporto.

Miglior Corto Live Action

  • Butcher’s Stain
  • A friend of Dorothy
  • Jane Austen’s Period Drama
  • The Singers
  • Two People Exchanging Salive

Previsione: Butcher’s Stain

Gli Oscar sono da sempre anche una cerimonia politica, ben ancorata all’attualità. Capirete che un corto che mette al centro della narrazione il conflitto tra palestinesi e israeliani è ben indirizzato verso la statuetta…

 

Miglior Corto Animato

  • Butterfly
  • Forevergreen
  • The Girl Who Cried Perls
  • Retirement Plan
  • The Three Sisters

Previsione: Retirement Plan

Lo stile di disegno estremamente essenziale, l’ottimo livello delle animazioni e l’alta età media dei membri dell’Academy mi fanno propendere per la scelta di questo corto. Retirement Plan è un inno alla vita, coinvolgente, ironico e strappalacrime, che fa riflettere sulle nostre scelte e sul poco tempo che abbiamo per prenderle.

 

Miglior Scenografia

  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Hamnet – Nel nome del figlio

Gli interni e gli esterni del film di Chloé Zhao immergono lo spettatore nella vita rurale del XVI secolo. La natura, in particolare, è una cornice di pregio che cinge le interpretazioni di Paul Mescal e Jessie Buckley.

 

Miglior Canzone originale

  • “Dear Me” da Diane Warren: Relentless
  • “Golden” da KPop Demon Hunters
  • “I Lied To You” da Sinners – I peccatori
  • “Sweet Dreams Of Joy” da Viva Verdi!
  • “Train Dreams” da Train Dreams

Previsione: “I Lied To You” da Sinners – I peccatori

Nonostante questo film mi abbia lasciato abbastanza indifferente, la scena madre al juke joint, accompagnata da questo brano che spazia tra passato, presente e futuro, è già da storia del cinema. A minare la vittoria del capolavoro di Ludwig Göransson potrebbe però esserci “Golden”, per mesi in trend sui social.

 

Miglior Colonna Sonora Originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Come già detto per due categorie precedenti, la musica, in questa pellicola, svolge un ruolo centrale, probabilmente più importante di quello che ha parola. I brani di Ludwig Göransson (si, sempre lui) fondono sonorità blues, irish folk e country con una naturalezza disarmante.

 

Miglior Trucco e Acconciatura

  • Frankenstein
  • Kokuho
  • Sinners – I peccatori
  • The Smashing Machine
  • The Ugly Stepsister

Previsione: Frankenstein

Probabilmente l’unico aspetto che evita al film di essere un disastro totale. Il make up applicato al corpo di Jacob Elordi è realistico e d’impatto, proprio come la sua performance.

Miglior Film in lingua Straniera

  • L’agente segreto
  • Un semplice incidente
  • Sentimental Value
  • Sirāt
  • La voce di Hind Rajab

Previsione: Sentimental Value

La pellicola norvegese e quella brasiliana sono le uniche due a concorrere anche per il titolo di Miglior Film. Tra le due, oltre ad un abisso qualitativo, c’è anche un abisso quantitativo: Sentimental Value ha nove candidature complessive, L’agente segreto, quattro. Se la matematica non è un’opinione…

 

Miglior Montaggio

  • F1 – Il film
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Marty Supreme

Assegnare questo premio ad un altri, per me, sarebbe un furto. La prima cosa che ricordo di aver appuntato sulle note del telefono, durante la visione di questo film, è stata “Miglior montaggio”. È difficile da spiegare, ma la precisone chirurgica e l’incisività dei passaggi tra una scena e l’altra rendono il film ancora più divertente da seguire.

 

Miglior Corto Documentario

  • All the Empty Rooms
  • Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
  • Children No More:‘Were and Are Gone’
  • The Devil Is Busy
  • Perfectly a Strangeness

Previsione: Children No More

Una delle due categorie più snobbate da tutti. Un’ottima occasione per assegnare un premio politico, colpendo al cuore delle persone.

 

Miglior Documentario

  • The Alabama Solution
  • Come See Me in the Good Light
  • Cutting through Rocks
  • Mr. Nobody against Putin
  • The Perfect Neighbor

Previsione: Mr. Nobody against Putin

L’altra categoria di cui a nessuno frega nulla. Anche in questo caso credo che il premio sarà politico. Cosa c’è di più semplice per un americano che andare contro il dittatore russo?

 

Migliori Costumi

  • Avatar – Fuoco e Cenere
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Personalmente assegnerei questo premio alle grandi idee avute dai costumisti di Avatar – Fuoco e Cenere per i nuovi personaggi introdotti ma credo che questa categoria andrà ad accrescere il medagliere del film Warner Bros sui vampiri, senza particolari meriti.

 

Miglior Fotografia

  • Frankenstein
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners – I peccatori
  • Train Dreams

Previsione: Train Dreams

Se durante le riprese di un film usi luce naturale naturale nel 99% dei casi e riesci a creare dei piccoli quadri da appendere all’interno di un museo, l’Oscar dovresti portartelo da casa.

Miglior Casting

  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

Essendo una categoria nuova e non avendo alcun metro di paragone col passato, è difficile ipotizzare un vincitore. Potrebbe essere assegnato al film che ha il maggior numero di attori e attrici tra i candidati? Potrebbe. Quest’anno credo che la cosa più semplice da fare sia pensare che possa vincerlo, ancora una volta, l’onnipresente film di Ryan Coogler.

 

Miglior Film Animato

  • Arco – un’amicizia per salvare il futuro
  • Elio
  • Kpop Demon Hunters
  • La piccola Amélie
  • Zootropolis 2

Previsione: Arco – un’amicizia per salvare il futuro

Probabilmente, più che una previsione, è una speranza. Un film che avrebbe potuto tranquillamente prendere il posto di uno dei dieci candidati al Miglior Film, non credo serva aggiungere altro. Purtroppo, però, penso che la gran parte dei votanti, come spesso capita, nemmeno lo abbia visto. È quindi più probabile che vinca uno tra Kpop Demon Hunters e Zootropolis 2, più nelle corde di figli e nipoti dei votanti.

 

Miglior Attrice Non Protagonista

  • Elle Fanning per Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value
  • Amy Madigan per Weapons
  • Wunmi Mosaku per Sinners – I peccatori
  • Teyana Taylor per Una battaglia dopo l’altra

Previsione: Amy Madigan per Weapons

Spaventosamente…brava. Guardando Weapons non pensi ci sia un’attrice nel ruolo di Gladys, pensi che quella sia veramente una strega. Dovesse veramente vincere lei, spero vada a ritirare il premio esattamente come ha fatto agli Actor Awards!

 

Miglior Attore Non Protagonista

  • Benicio del Toro per Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi per Frankenstein
  • Delroy Lindo per Sinners – I peccatori
  • Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
  • Stellan Skarsgård per Sentimental Value

Previsione: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra

Probabilmente la categoria col livello medio più alto fra tutte. Dovendo scegliere, però, credo che Sean Penn, anche grazie allo sgradevole ruolo del militare razzista nel quale si è dovuto immedesimare, sarà il favorito tra tutti.

 

Miglior Attore Protagonista

  • Timothée Chalamet per Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke per Blue Moon
  • Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori
  • Wagner Moura per L’agente segreto

Previsione: Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori

Se lo chiedete a me, credo che Timothée Chalamet abbia confezionato la performance migliore di tutte. Ma agli Oscar, come tutti sanno, non vincono sempre i migliori. Michael B. Jordan è stato bravo, ma non indimenticabile. Ciò che gioca a suo favore è il film per il quale ha recitato. Credo che almeno una delle quattro statuette dedicate alla recitazione Sinners – se la debba portare a casa.

 

Miglior Attrice Protagonista

  • Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio
  • Rose Byrne per Se solo potessi, ti prenderei a calci
  • Kate Hudson per Song Sung Blue – Una melodia d’amore
  • Renate Reinsve per Sentimental Value
  • Emma Stone per Bugonia

Previsione: Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio

Più che una previsione è una certezza. Ha vinto meritatamente in tutte le premiazione nella quale è stata candidata. Un percorso netto che sicuramente si concluderà al meglio.

 

Miglior Sceneggiatura Originale

  • Blue Moon
  • Un semplice incidente
  • Marty Supreme
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori

Previsione: Sinners – I peccatori

La tematica razziale, grande cavallo di battaglia di Ryan Coogler è, sfortunatamente, sempre attuale, soprattutto negli USA. Nonostante sia sviluppata bene e in maniera non scontata, non credo spicchi per brillantezza e intelligenza. Ma come ormai avrete capito non sono un grande fan del lavoro di Ryan Coogler: credo, infatti, che non sia meritevole di questo premio. Banalmente, Marty Supreme e Sentimental Value sono nettamente superiori in quasi tutto e questa categoria non fa eccezione.

 

Miglior Sceneggiatura Non Originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet – Nel nome del figlio
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Train Dreams

Previsione: Una battaglia dopo l’altra

Un road movie adrenalinico e di concetto che, manco a farlo apposta, ha tra i suoi temi principali, il razzismo. Questa volta, però, non mi posso lamentare: è tutto raccontato in maniera attuale e diretta, senza troppi giri di parole, arrivando allo spettatore con la stessa forza di un colpo di pistola a distanza ravvicinata.

 

Miglior Regia

  • Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio
  • Josh Safdie per Marty Supreme
  • Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
  • Joachim Trier per Sentimental Value
  • Ryan Coogler per Sinners – I peccatori

Previsione: Ryan Coogler per Sinners – I peccatori

Nonostante Josh Safdie meritasse più di chiunque altro questa statuetta, penso gli toccherà restare seduto ed applaudire, di nuovo, Ryan Coogler. Voglio spezzare una lancia a suo favore però: è anche merito suo, e non solo delle musiche di Ludwig Göransson, che il piano sequenza spazio-temporale nel juke joint è, già ora, una delle scene più iconiche degli ultimi anni.

 

Miglior Film

  • Bugonia (Focus Features)
  • F1 – Il film (Apple)
  • Frankenstein (Netflix)
  • Hamnet – Nel nome del figlio (Focus Features)
  • Marty Supreme (A24)
  • Una battaglia dopo l’altra (Warner Bros.)
  • L’agente segreto (Neon)
  • Sentimental Value (Neon)
  • Sinners – I peccatori (Warner Bros.)
  • Train Dreams (Netflix)

Previsione: Sinners – I peccatori (Warner Bros.)

Non ve lo aspettavate, vero? Come ho già detto diverse volte in questo articolo, gli Oscar sono un premio politico e la categoria principale ha spesso risentito di questa ghigliottina. per me, Sinners – I peccatori, è solo un ennesimo premio politico, l’ennesima pedina di una scacchiera falsamente buona e immacolata come quella di Hollywood.

 

Per un maggiore approfondimento su questi dieci film, leggete i due speciali sui candidati ai Migliori film prima parte e seconda parte.

Di seguito, però, vi lascio la mia personale classifica:

  1. Marty Supreme
  2. Bugonia
  3. Train Dreams
  4. Sentimental Value
  5. Hamnet – Nel nome del figlio
  6. Una battaglia dopo l’altra
  7. Sinners – I peccatori
  8. F1 – Il film
  9. Frankenstein
  10. L’agente segreto

Ora non resta che aspettare qualche altra ora e sperare, quasi sempre, di aver sbagliato previsione.

Voi cosa ne pensate?

Cinema

COMICON Napoli 2026 – La figura del foley artist

Durante il COMICON Napoli 2026 abbiamo scoperto quanto importante sia la figura del foley artist nel cinema

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Il suono di un pugno, di una porta che cigola o di un mostro che respira non viene dal set. Viene creato dopo. È il lavoro, spesso invisibile, del foley artist.

Durante il COMICON Napoli 2026, Gianni D’Arienzo, Mauro Zingarelli e Serena Marletta – con il supporto tecnico della sound designer Giulia Marinelli e del foley artist Daniele di Pentima – hanno mostrato concretamente quanto questo ruolo sia cruciale nel processo cinematografico, durante il panel Suona come un film: sonorizzare il cinema horror.

Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Mauro Zingarelli e Giulia Marinelli
Foley artist Daniele di Pentima
Foley artist Daniele di Pentima

Il suono del Super Saiyan è in realtà il suono di un feto

Il panel si apre con una dimostrazione capace di sorprendere gran parte del pubblico. Il celebre suono dell’aura del Super Saiyan, noto ai fan di Dragon Ball, non è stato creato da zero: deriva dalla manipolazione di un suono reale, quello del battito cardiaco di un feto.

Un esempio che chiarisce immediatamente il cuore del lavoro del foley artist: non si tratta semplicemente di “riprodurre” suoni, ma di reinterpretarli, trasformarli e adattarli al contesto visivo. Creatività e sensibilità diventano quindi strumenti fondamentali, ancora prima della tecnica.

Ascoltare per credere.

Il foley artist all'opera

Il panel entra poi nel vivo: Daniele di Pentima e Giulia Marinelli, con il coinvolgimento diretto del pubblico, mostrano concretamente cosa significa fare il foley artist, ricreando e registrando in tempo reale i suoni di una scena cinematografica.

Nella parte finale del panel, Mauro Zingarelli – regista e content creator – si è offerto per la registrazione dei suoni di una scena del film Weapons.. con un peperone ed un melone.

Non credo che d’ora in poi riuscirò a guardare un film senza pensare al foley artist: chiuso in sala di registrazione, intento a indossare scarpe col tacco e a distruggere un intero reparto di frutta e verdura, tutto per rendere ogni scena incredibilmente reale.

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Cinema

KILL BILL: THE WHOLE BLOODY AFFAIR: trailer del film di Tarantino di nuovo al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

Trailer di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, il film che unisce i due capitoli di Tarantino in un’unica pellicola che torna al cinema dal 28 maggio al 3 giugno

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Kill Bill: The Whole Bloody Affair

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Scritto e diretto da Quentin Tarantino

IL TRAILER ITALIANO PRESENTA LA VENDETTA DEFINITIVA, DAL 28 MAGGIO AL 3 GIUGNO AL CINEMA

Plaion Pictures e Midnight Factory sono orgogliosi di diffondere il trailer italiano di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, che arriverà al cinema dal 28 maggio al 3 giugno in un evento speciale di 7 giorni, dopo averne acquisito i diritti da Lionsgate. A oltre vent’anni dalla sua uscita, il film arriva finalmente nelle sale italiane nella forma in cui Quentin Tarantino l’aveva concepito sin dall’inizio: un’unica, travolgente esperienza cinematografica di 281 minuti, che riunisce i due volumi in un flusso continuo, potente e senza compromessi.

Non si tratta solo di una versione estesa, ma della forma più completa e fedele alla visione originaria di Kill Bill, che nella testa di Tarantino sarebbe sempre dovuto uscire nelle sale come un film unico, poi suddiviso per esigenze distributive. Un’opera, quindi, che abbandona la divisione in Volume 1 e Volume 2 per restituire tutta la forza di un racconto pensato come un unico grande affresco sulla vendetta. Il nuovo montaggio elimina le cesure tra i due capitoli, riorganizza il ritmo e apre lo sguardo su sequenze completamente nuove, regalando al pubblico un’esperienza ancora più intensa.

Sulle note dell’inconfondibile fischio del brano Twisted Nerve, il trailer italiano ricorda l’appuntamento storico segnato da questa release e regala ai fan attimi di puro godimento mostrando immagini fugaci delle novità più attese di questa release tra cui il leggendario scontro con gli 88 folli per la prima volta integralmente a colori e 7 minuti e mezzo aggiuntivi del celebre flashback in stile anime dedicato a O-Ren Ishii (Lucy Liu), realizzato dallo studio Production I.G. Ciliegina sulla torta di questa uscita senza precedenti è la presenza di The Lost Chapter: Yuki’s Revenge, un vero e proprio cortometraggio nato da un’idea di Tarantino rimasta per anni nel cassetto e ora portato alla luce grazie al noto motore grafico Unreal Engine, con la sorella della letale Gogo Yubari in cerca di vendetta.

In questa versione compatta e definitiva del capolavoro di Tarantino, il viaggio della Sposa interpretata da Uma Thurman acquista un respiro ancora più ampio e inarrestabile: un percorso di vendetta insanguinata che si dispiega senza tagli né censure, trasformandosi in uno spettacolo totale capace di fondere generi, linguaggi e suggestioni in modo radicale e inconfondibile.

È il cinema di Tarantino nella sua forma più pura, quella che ha reso immortali titoli come Pulp Fiction e Bastardi senza gloria, qui portata all’estremo in un’opera che travolge lo spettatore dall’inizio alla fine. Kill Bill: The Whole Bloody Affair non è solo un ritorno, ma un evento irripetibile: l’occasione imperdibile per i fan di Tarantino e le giovani generazioni di vivere finalmente sul grande schermo un film culto come non è mai stato visto prima, nella sua versione più completa e spettacolare.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair unisce il Volume 1 e il Volume 2 in un unico racconto epico senza censure, interamente presentato proprio come Tarantino aveva sempre immaginato, completo di una nuova sequenza anime mai vista prima. Uma Thurman interpreta La Sposa, creduta morta dal suo ex mentore e amante Bill, che le tende un’imboscata durante le prove del suo matrimonio, sparandole in testa e privandola del bambino che portava in grembo. Per ottenere la sua vendetta, la donna si mette sulle tracce dei quattro componenti rimasti della Deadly Viper Assassination Squad prima della resa dei conti finale con Bill.

Dall’impianto maestoso, l’azione frenetica e lo stile iconico, il film si erge come una delle saghe di vendetta più significative della storia del cinema, raramente proiettata nella sua versione integrale e ora presentata con un intervallo tipico del Cinema dei tempi d’oro.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair vede nel cast Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Michael Madsen, Daryl Hannah, Gordon Liu, Michael Parks e David Carradine nel ruolo di “Bill.” Il film è prodotto da Lawrence Bender, scritto e diretto da Quentin Tarantino, basato sul personaggio de “La Sposa” creato da Q&U.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair arriverà al cinema per una settimana dal 28 maggio al 3 giugno con Plaion Pictures e Midnight Factory

*Fonte: comunicato stampa Plaion Pictures e Midnight Factory

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Cinema

Il Diavolo Veste Prada 2 va visto in una sala piena

Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene. Brillante, attuale, a tratti riflessivo, è un film che va visto in una sala piena.

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Moderno, emozionante, profondo. Potremmo definire così il sequel de Il Diavolo Veste Prada.

In questo secondo capitolo vediamo Andrea “Andy” Sachs, interpretata da Anne Hathaway, 20 anni dopo la sua esperienza nel magazine di moda RUNAWAY. È una giornalista affermata e premiata, sempre estremamente appassionata del suo lavoro e soprattutto attenta all’etica. Questa è una chiave importante all’interno dello svolgimento della storia.

Per colpa, o per fortuna, viene richiamata a RUNAWAY, che è ancora guidato da una meravigliosa Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly.

Miranda e Andrea negli anni hanno dovuto – nolenti o volenti – mettersi al passo dei tempi, seguire le innovazioni del mondo giornalistico. Dalla carta stampata, all’online, alle applicazioni fino al futuro e al confronto con l’Intelligenza Artificiale.

A proposito di questo ci sarà una battuta estremamente riflessiva e toccante sul finale del film, per cui prestate particolare attenzione.

Fattore nostalgia e nuove generazioni

Uno degli aspetti affrontati dal film è proprio quello di mettersi in gioco, a confronto con le nuove generazioni, rimanendo sulla cresta dell’onda, senza lasciarsi affossare.

I più giovani non sono però demonizzati, anzi, vengono visti come una risorsa.

Dall’assistente sulla sedia, all’assistente di Andrea, la nuova generazione è pronta a mettersi in gioco.

Importante e quasi trainante nella prima parte del film è il fattore nostalgia, questo però senza esserne eccessivamente legato o confinato. Come a darvi il benvenuto in questo nuovo capitolo.

Sono dettagli e sfumature, che vi faranno dire: “Guarda, quell’ambulante riprende la scena delle cinture completamente diverse.” Dettagli curati e sottili, che fanno la differenza tra un money grab e un omaggio ai fan.

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira

Il Diavolo Veste Prada 2, Simone Ashley è Amira

Citazioni iconiche in arrivo

Quello che segue nella storia è una sorpresa dopo l’altra tra risate e frasi che fanno riflettere:

Hai voluto questo lavoro? Hai ottenuto questo lavoro? Fai in modo di ottenere il risultato.” Frase parafrasata di Nigel, interpretato sempre da Stanley Tucci, a Andrea, a tratti ispirazionale, a tratti tossica.

Miranda deve fare i conti anche con questo: se 20 anni fa poteva lanciare i cappotti sulle scrivanie delle collaboratrici, adesso deve fare i conti con le risorse umane del 2026.

In questo viene in suo aiuto Amari, una perfetta Simone Ashley, che durante le riunioni la redarguisce su frasi che non può più dire, come quando qualcuno nomina… i marsupi. Vi lascio immaginare la reazione di Miranda.

Frasi e stralci ispirazionali e frasi che porteremo con noi tutti i giorni:

“I carboidrati condivisi non contano”.

Qual è il contenuto?

L’etica abbiamo detto farà parte della storia.

Questo perché, come nel primo film, si pensa a RUNAWAY o altri magazine di settore, come contenitori vuoti, senza anima.

Andrea servirà un po’ a portare questo, con articoli sulla NASA o argomenti che potrebbero avvicinare lettori di altro tipo alla rivista.

All’inizio sembra quasi una sconfitta, i suoi titoli generano engagement online, ma quanti vengono letti veramente?

È un po’ una metafora dei tempi che viviamo: ci fermiamo alla superficie senza approfondire.

Io per prima passo le serate a ‘doom scrollare’ TikTok piuttosto che fare qualsiasi altra cosa.

Come facciamo a rompere il cerchio? Sto divagando, però un buon modo per uscire dall’algoritmo potrebbe essere quello di andare a vedere Il Diavolo Veste Prada 2 al cinema.

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti

Il Diavolo Veste Prada 2, i protagonisti

Sì al budget

Milano è la grande protagonista della seconda parte del film, tra il Duomo, Pinacoteca di Brera e Villa Arconati.

L’aumento di budget si percepisce: riprese con i droni, ville, macchine private e barche tra Como e Milano…

Tantissimi camei imperdibili, sia americani che italiani; Law Roach, lo stilista di Zendaya, Amelia Dimoldenberg, la presentatrice di Chicken Shop Date, Donatella Versace e… anche lui. Michele Morrone al suo più grande cameo. Seduto, senza battute, di fianco a Miranda Priestly.

Ecco, forse Amari non mi avrebbe fatto scrivere questo.

Il Diavolo Veste Prada 2 è un sequel fatto bene

Il Diavolo Veste Prada 2 correva un grandissimo rischio, poteva essere un grosso buco nell’acqua e invece non lo è stato.

Soprattutto per come è stato montato il primo trailer con un possibile invecchiamento un po’ troppo repentino di Miranda, che non si ricorda di Andy e Emily, capiamo poi che è semplicemente lei che fa fatica a ricordare i nomi.

Per reference, riportate alla mente la scena della serata di RUNAWAY, in cui si deve far suggerire i nomi di tutti.

Lo snaturamento dei personaggi non c’è stato. Sono cresciuti, quello sì.

L’ho trovato brillante, attuale, a tratti riflessivo e al passo con i tempi, specchio perfetto della società in cui viviamo oggi.

Si tratta di un film che va visto al cinema, per lo spirito di comunità che si porta dietro e per ridere insieme delle battute.

Un fenomeno culturale e pop che vi trascinerà con sé.


VOTO POPCORNERD: 9/10

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